CorSport: negli ultimi dieci anni, il Milan ha vissuto una vera e propria maledizione del centravanti, investendo oltre
220 milioni di euro in cartellini senza riuscire a trovare un bomber costante da 20 gol a stagione. Se si escludono i colpi a parametro zero (come i riusciti Ibrahimovic e Giroud o il fallimentare Origi), l’unico acquisto oneroso a lasciare il segno è stato Carlos Bacca nel biennio 2015-2017. Da quel momento, una lunga serie di investimenti pesanti si è rivelata infruttuosa: dai 14 milioni per Luiz Adriano e i 9,5 per Lapidula, si è passati alle spese folli dell’era cinese con André Silva (34,6 milioni) e Kalinic (27,5 milioni), entrambi ceduti dopo pochi mesi. Nemmeno la gestione Elliott è riuscita a invertire la rotta, spendendo 10 milioni per il prestito lampo di Higuain e 35 milioni per Piatek, la cui parentesi milanista è durata solo un anno, o scommettendo senza successo su giovani come Lazetic. Anche sotto la proprietà RedBird il copione non è cambiato: i 17,2 milioni per Morata hanno portato a un addio dopo soli sei mesi, mentre gli acquisti di Santi Gimenez e, da ultimo, quello di
Christopher Nkunku per 37 milioni dal Chelsea, non hanno finora convinto, confermando una cronica difficoltà nel finalizzare gli investimenti nel reparto offensivo.