Meloni shock, tentata da voto anticipato a giugno 2026.

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Repubblica: la domenica del referendum segna un risveglio drammatico per Giorgia Meloni, che realizza rapidamente l'inevitabilità di una sconfitta netta nonostante i tentativi dell'ultimo minuto di mobilitare l'elettorato insieme a Salvini e Tajani. La portata del fallimento emerge con i dati definitivi: il centrodestra perde due milioni di voti, travolto soprattutto dal voto giovanile e dal pesante distacco nel Sud Italia, territori storicamente più solidi che hanno voltato le spalle alla maggioranza. Sebbene la linea ufficiale imposta ai fedelissimi sia quella di ostentare calma e continuità fino a fine legislatura, nel segreto del suo entourage la premier medita mosse dirompenti, come un voto anticipato a giugno per spiazzare le opposizioni o un'apertura tattica al centrosinistra per una nuova legge elettorale, consapevole che la riforma presentata prima del voto è ormai politicamente superata. Tra rabbia verso gli alleati per lo scarso impegno e irritazione per le uscite di alcuni ministri come Nordio, Meloni valuta persino un passaggio formale al Colle o alle Camere per testare la fiducia, mentre lo spettro di un isolamento politico e di nuove tensioni con la magistratura, evocato da Fazzolari, appesantisce il clima post-voto rendendo incerto il percorso verso il 2027.
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Repubblica: la domenica del referendum segna un risveglio drammatico per Giorgia Meloni, che realizza rapidamente l'inevitabilità di una sconfitta netta nonostante i tentativi dell'ultimo minuto di mobilitare l'elettorato insieme a Salvini e Tajani. La portata del fallimento emerge con i dati definitivi: il centrodestra perde due milioni di voti, travolto soprattutto dal voto giovanile e dal pesante distacco nel Sud Italia, territori storicamente più solidi che hanno voltato le spalle alla maggioranza. Sebbene la linea ufficiale imposta ai fedelissimi sia quella di ostentare calma e continuità fino a fine legislatura, nel segreto del suo entourage la premier medita mosse dirompenti, come un voto anticipato a giugno per spiazzare le opposizioni o un'apertura tattica al centrosinistra per una nuova legge elettorale, consapevole che la riforma presentata prima del voto è ormai politicamente superata. Tra rabbia verso gli alleati per lo scarso impegno e irritazione per le uscite di alcuni ministri come Nordio, Meloni valuta persino un passaggio formale al Colle o alle Camere per testare la fiducia, mentre lo spettro di un isolamento politico e di nuove tensioni con la magistratura, evocato da Fazzolari, appesantisce il clima post-voto rendendo incerto il percorso verso il 2027.
Ma perchè si parla di "sconfitta netta"?

A me sembra una sconfitta di un pelo, l' Italia è stata praticamente divisa a metà.

Non bastano nemmeno 10 persone per dimostrare la "sconfitta schiacciante", ma ne servono addirittura 100
 

Milanforever26

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Ma perchè si parla di "sconfitta netta"?

A me sembra una sconfitta di un pelo, l' Italia è stata praticamente divisa a metà.

Non bastano nemmeno 10 persone per dimostrare la "sconfitta schiacciante", ma ne servono addirittura 100
Adesso c'è lo sbrodolamento a sx e inizia il teatrino dei giornali..
Praticamente è la prima vittoria alle urne che la sx porta a casa da oltre 5 anni, ovvio che fantasticano sul futuro..
La verità è che solo immaginare di passare dalla attuale stabilità politica e il peso internazionale ritrovato ad un governo accozzaglia di Shlein+conte cob attorno i verdi mette i brividi..
 
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Repubblica: la domenica del referendum segna un risveglio drammatico per Giorgia Meloni, che realizza rapidamente l'inevitabilità di una sconfitta netta nonostante i tentativi dell'ultimo minuto di mobilitare l'elettorato insieme a Salvini e Tajani. La portata del fallimento emerge con i dati definitivi: il centrodestra perde due milioni di voti, travolto soprattutto dal voto giovanile e dal pesante distacco nel Sud Italia, territori storicamente più solidi che hanno voltato le spalle alla maggioranza. Sebbene la linea ufficiale imposta ai fedelissimi sia quella di ostentare calma e continuità fino a fine legislatura, nel segreto del suo entourage la premier medita mosse dirompenti, come un voto anticipato a giugno per spiazzare le opposizioni o un'apertura tattica al centrosinistra per una nuova legge elettorale, consapevole che la riforma presentata prima del voto è ormai politicamente superata. Tra rabbia verso gli alleati per lo scarso impegno e irritazione per le uscite di alcuni ministri come Nordio, Meloni valuta persino un passaggio formale al Colle o alle Camere per testare la fiducia, mentre lo spettro di un isolamento politico e di nuove tensioni con la magistratura, evocato da Fazzolari, appesantisce il clima post-voto rendendo incerto il percorso verso il 2027.

Sta schiumando rabbia
 

Ruuddil23

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Ma perchè si parla di "sconfitta netta"?

A me sembra una sconfitta di un pelo, l' Italia è stata praticamente divisa a metà.

Non bastano nemmeno 10 persone per dimostrare la "sconfitta schiacciante", ma ne servono addirittura 100
è la propaganda della solita Repubblica, che inizia già a tirare la volata alla svizzera e al foggiano
 
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Repubblica: la domenica del referendum segna un risveglio drammatico per Giorgia Meloni, che realizza rapidamente l'inevitabilità di una sconfitta netta nonostante i tentativi dell'ultimo minuto di mobilitare l'elettorato insieme a Salvini e Tajani. La portata del fallimento emerge con i dati definitivi: il centrodestra perde due milioni di voti, travolto soprattutto dal voto giovanile e dal pesante distacco nel Sud Italia, territori storicamente più solidi che hanno voltato le spalle alla maggioranza. Sebbene la linea ufficiale imposta ai fedelissimi sia quella di ostentare calma e continuità fino a fine legislatura, nel segreto del suo entourage la premier medita mosse dirompenti, come un voto anticipato a giugno per spiazzare le opposizioni o un'apertura tattica al centrosinistra per una nuova legge elettorale, consapevole che la riforma presentata prima del voto è ormai politicamente superata. Tra rabbia verso gli alleati per lo scarso impegno e irritazione per le uscite di alcuni ministri come Nordio, Meloni valuta persino un passaggio formale al Colle o alle Camere per testare la fiducia, mentre lo spettro di un isolamento politico e di nuove tensioni con la magistratura, evocato da Fazzolari, appesantisce il clima post-voto rendendo incerto il percorso verso il 2027.
In questo particolare momento storico che stiamo vivendo, all'opposizione conviene che la Meloni abbia vita lunga e si ciucci tutto il dramma politico delle future misure lacrime e sangue (ma quelle vere stavolta) che saremo costretti a fare per la crisi energetica che ci colpirà.
 
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La gente a Giugno non vota.
Il periodo perfetto è Marzo.
Detto questo la Meloni se va ad elezioni anticipate vince, anche se nel pubblico impiego sono tutti contro di lei per gli aumenti ridicoli che ha dato.
 

Milanoide

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a LA7 Omnibus:
Paragone che era sicuro della vittoria del SI: Meloni arrogante. Fai un rimpasto che alcuni Ministri sono inguardabili.

Edmondo Bruti Liberati: le riforme modernizzatrici di Mastella molto meglio di queste modifiche con un chiaro secondo fine di controllo politico della magistratura e nessun altro effetto sulla efficienza della azione giudiziaria

Buccini: nel centro-dx è la parte liberale che ha votato no.

Alla fine una comunicazione populista in cui la politica sembrava voler scavalcare Tribunale dei Minori (Famiglia nel Bosco) ed aggiungo io, Corte dei Conti, si è rivelata un boomerang.

La maionese italiana, i suoi ingredienti, continuano ad "impazzire", a scindersi.
Siamo fatti così.
 

Milanoide

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La gente a Giugno non vota.
Il periodo perfetto è Marzo.
Detto questo la Meloni se va ad elezioni anticipate vince, anche se nel pubblico impiego sono tutti contro di lei per gli aumenti ridicoli che ha dato.
Ma se nelle regioni meridionali del "NO" sentono profumo di Beppi e di nuove forme di sostegno al reddito si va a votare pure in agosto in barba a tutti i calendari istituzionali.
 
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