Maignan 2028, ma... Theo e Giroud. Kjaer via. Calabria e Florenzi...

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La GDS in edicola conferma le news che abbiamo riportato in precedenza: Maignan per il rinnovo fino al 2028 vuole essere ad altezza... Leao. Il portiere ha apprezzato la vicinanza del club sul caso razzismo. Per la firma chiederà un ingaggio in stile Rafa, sui 7 mln di euro a stagione (attualmente ne guadagna 3,2). La triste storia di Udine ha un risvolto positivo: Mike è diventato un simbolo della lotta al razzismo e al suo fianco, in prima linea, ha trovato tutto il Milan. Il prolungamento darebbe ulteriore forza al club anche nel caso in cui aprisse a un’ipotetica offerta di Bayern Monaco o Paris Saint Germain. La sostenibilità finanziaria impone qualche rinuncia, sempre che sia ben ripagata e che permetta alla società di reinvestire l’incasso nel tentativo di rendere la squadra sempre più competitiva. Oggi uno dei punti di forza sono le parate di Maignan. Motivo per cui il Milan non molla la presa sul rinnovo.

Tuttosport in edicola: Il portierone francese è legato al Milan fino al 30 giugno 2026 e percepisce ancora il medesimo stipendio di quando arrivò dal Lille, ovvero sui 3 milioni netti a stagione. Una cifra che, obiettivamente, non rispecchia più il reale valore dell’estremo difensore milanista, che si aspetta un passo in avanti importante da parte del club nei suoi confronti. Maignan sa che al Milan non ci possono essere stipendi che superino i 7 milioni, che è quello che si può indicare come il “tetto Leao”, ma allo stesso tempo ritiene – in maniera legittima – di meritare un trattamento da top player. I primi discorsi erano stati affrontati in estate, quando Mike fu uno dei primi a entrare in contatto con Furlani nell’immediato post tsunami causato dal licenziamento di Maldini e Massara. In quella circostanza, l’amministratore delegato milanista gli espose la nuova fase del progetto rossonero e nei mesi successivi vi furono i primi contatti con l’agenzia che gestisce la procura di Maignan.
La sensazione è che il Milan proverà a fare il massimo sforzo verso Mike, ma si aspetta che anche il giocatore – che a Milano e al Milan sta bene – ne faccia uno verso il club. L’abolizione del decreto crescita, inoltre, ha complicato e non poco queste trattative in tema di tasse che il club deve versare all’erario, con l’aliquota fiscale tornata al 43%. Il Bayern Monaco, nei mesi scorsi, ha preso informazioni su Maignan e un mancato rinnovo potrebbe indicarlo come la possibile grande cessione estiva per dare linfa al mercato in entrata.
Discorso simile, per quanto concerne Theo Hernandez. Lui ha rinnovato il contratto nel 2021, allungandolo fino al 2026 e sottoscrivendo un accordo economico da 4 milioni annui. Il 19 rossonero è certamente tra i terzini sinistri più forti del mondo, è innamorato di Milano e vorrebbe rimanere a lungo. Anche qui, però, vanno fatte collimare le necessità tecnico-economiche del Milan con le richieste del giocatore. Se ne parlerà nei prossimi mesi, quando toccherà anche a un altro francese prendere una decisione sul suo futuro ovvero a Olivier Giroud. Il numero 9 milanista sa che la società deve prendere un centravanti giovane (occhio al ritorno di fiamma per Armando Broja del Chelsea, che chiuderà la stagione al Fulham, senza dimenticare Zirkzee del Bologna e Sesko del Lipsia), ma allo stesso tempo anche lui si sente bene e vorrebbe continuare a giocare con costanza. Il Milan metterà nelle sue mani la scelta: se Olivier vorrà fare un altro anno in rossonero alle giuste condizioni, nessuno si opporrebbe. Se, invece, le circostanze dovessero essere diverse o lui volesse una nuova avventura, allora ci saranno grandi abbracci, sorrisi e qualche lacrima con uno degli eroi dello scudetto numero 19.
Anche Luka Jovic sta giocando per il rinnovo e i suoi ultimi due mesi hanno dato segnali importanti di come al Milan, con un ruolo da comprimario, possa starci e a fine anno si valuterà come strutturare il suo nuovo contratto. Difficile che il binomio Milan-Kjaer possa andare avanti oltre il 30 giugno così come quello con Mattia Caldara (ultimo superstite del mercato di Leonardo…). Si valuterà anche il futuro di Davide Calabria e Alessandro Florenzi che scadranno nel 2025.

Repubblica sulla possibile partenza dei big in relazione all'arrivo di Conte (se ne parla nella news dedicata NDR): difficilmente uno come Conte accettrebbe l’uscita di uno del trio di stelle della squadra (Maignan-Hernadez-Leao), che però garantirebbero plusvalenze al Milan americano, sensibile all’argomento, come testimonia l’affare Tonali. Chiuso il mercato invernale con i soli Gabbia e Terraciano dopo i 125 milioni spesi in estate, il tema è se privarsi per una cifra dai 70 in su di Maignan (lo vuole il Bayern) e/o Hernandez (Psg, City, United, Bayern più Real, che su di lui ha i cosiddetti matching rights, la possibilità di pareggiare qualunque offerta): entrambi hanno il contratto in scadenza nel 2026 e senza rinnovo nel 2025 perderebbero valore. Quanto a Leao, diventerebbe l’obiettivo del Psg, se Mbappé andasse al Real.


Calciomercato.com conferma le cifre chieste da Maignan e aggiunge che oltre ai club di cui sopra, sul portiere c'è anche il Chelsea.

—) Milan: tutte le news del 2 febbraio 2024. Riepilogo.
 

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La GDS in edicola conferma le news che abbiamo riportato in precedenza: Maignan per il rinnovo fino al 2028 vuole essere ad altezza... Leao. Il portiere ha apprezzato la vicinanza del club sul caso razzismo. Per la firma chiederà un ingaggio in stile Rafa, sui 7 mln di euro a stagione (attualmente ne guadagna 3,2). La triste storia di Udine ha un risvolto positivo: Mike è diventato un simbolo della lotta al razzismo e al suo fianco, in prima linea, ha trovato tutto il Milan. Il prolungamento darebbe ulteriore forza al club anche nel caso in cui aprisse a un’ipotetica offerta di Bayern Monaco o Paris Saint Germain. La sostenibilità finanziaria impone qualche rinuncia, sempre che sia ben ripagata e che permetta alla società di reinvestire l’incasso nel tentativo di rendere la squadra sempre più competitiva. Oggi uno dei punti di forza sono le parate di Maignan. Motivo per cui il Milan non molla la presa sul rinnovo.

Tuttosport in edicola: Il portierone francese è legato al Milan fino al 30 giugno 2026 e percepisce ancora il medesimo stipendio di quando arrivò dal Lille, ovvero sui 3 milioni netti a stagione. Una cifra che, obiettivamente, non rispecchia più il reale valore dell’estremo difensore milanista, che si aspetta un passo in avanti importante da parte del club nei suoi confronti. Maignan sa che al Milan non ci possono essere stipendi che superino i 7 milioni, che è quello che si può indicare come il “tetto Leao”, ma allo stesso tempo ritiene – in maniera legittima – di meritare un trattamento da top player. I primi discorsi erano stati affrontati in estate, quando Mike fu uno dei primi a entrare in contatto con Furlani nell’immediato post tsunami causato dal licenziamento di Maldini e Massara. In quella circostanza, l’amministratore delegato milanista gli espose la nuova fase del progetto rossonero e nei mesi successivi vi furono i primi contatti con l’agenzia che gestisce la procura di Maignan.
La sensazione è che il Milan proverà a fare il massimo sforzo verso Mike, ma si aspetta che anche il giocatore – che a Milano e al Milan sta bene – ne faccia uno verso il club. L’abolizione del decreto crescita, inoltre, ha complicato e non poco queste trattative in tema di tasse che il club deve versare all’erario, con l’aliquota fiscale tornata al 43%. Il Bayern Monaco, nei mesi scorsi, ha preso informazioni su Maignan e un mancato rinnovo potrebbe indicarlo come la possibile grande cessione estiva per dare linfa al mercato in entrata.
Discorso simile, per quanto concerne Theo Hernandez. Lui ha rinnovato il contratto nel 2021, allungandolo fino al 2026 e sottoscrivendo un accordo economico da 4 milioni annui. Il 19 rossonero è certamente tra i terzini sinistri più forti del mondo, è innamorato di Milano e vorrebbe rimanere a lungo. Anche qui, però, vanno fatte collimare le necessità tecnico-economiche del Milan con le richieste del giocatore. Se ne parlerà nei prossimi mesi, quando toccherà anche a un altro francese prendere una decisione sul suo futuro ovvero a Olivier Giroud. Il numero 9 milanista sa che la società deve prendere un centravanti giovane (occhio al ritorno di fiamma per Armando Broja del Chelsea, che chiuderà la stagione al Fulham, senza dimenticare Zirkzee del Bologna e Sesko del Lipsia), ma allo stesso tempo anche lui si sente bene e vorrebbe continuare a giocare con costanza. Il Milan metterà nelle sue mani la scelta: se Olivier vorrà fare un altro anno in rossonero alle giuste condizioni, nessuno si opporrebbe. Se, invece, le circostanze dovessero essere diverse o lui volesse una nuova avventura, allora ci saranno grandi abbracci, sorrisi e qualche lacrima con uno degli eroi dello scudetto numero 19.
Anche Luka Jovic sta giocando per il rinnovo e i suoi ultimi due mesi hanno dato segnali importanti di come al Milan, con un ruolo da comprimario, possa starci e a fine anno si valuterà come strutturare il suo nuovo contratto. Difficile che il binomio Milan-Kjaer possa andare avanti oltre il 30 giugno così come quello con Mattia Caldara (ultimo superstite del mercato di Leonardo…). Si valuterà anche il futuro di Davide Calabria e Alessandro Florenzi che scadranno nel 2025.
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Tuttosport in edicola: Il portierone francese è legato al Milan fino al 30 giugno 2026 e percepisce ancora il medesimo stipendio di quando arrivò dal Lille, ovvero sui 3 milioni netti a stagione. Una cifra che, obiettivamente, non rispecchia più il reale valore dell’estremo difensore milanista, che si aspetta un passo in avanti importante da parte del club nei suoi confronti. Maignan sa che al Milan non ci possono essere stipendi che superino i 7 milioni, che è quello che si può indicare come il “tetto Leao”, ma allo stesso tempo ritiene – in maniera legittima – di meritare un trattamento da top player. I primi discorsi erano stati affrontati in estate, quando Mike fu uno dei primi a entrare in contatto con Furlani nell’immediato post tsunami causato dal licenziamento di Maldini e Massara. In quella circostanza, l’amministratore delegato milanista gli espose la nuova fase del progetto rossonero e nei mesi successivi vi furono i primi contatti con l’agenzia che gestisce la procura di Maignan.
La sensazione è che il Milan proverà a fare il massimo sforzo verso Mike, ma si aspetta che anche il giocatore – che a Milano e al Milan sta bene – ne faccia uno verso il club. L’abolizione del decreto crescita, inoltre, ha complicato e non poco queste trattative in tema di tasse che il club deve versare all’erario, con l’aliquota fiscale tornata al 43%. Il Bayern Monaco, nei mesi scorsi, ha preso informazioni su Maignan e un mancato rinnovo potrebbe indicarlo come la possibile grande cessione estiva per dare linfa al mercato in entrata.
Discorso simile, per quanto concerne Theo Hernandez. Lui ha rinnovato il contratto nel 2021, allungandolo fino al 2026 e sottoscrivendo un accordo economico da 4 milioni annui. Il 19 rossonero è certamente tra i terzini sinistri più forti del mondo, è innamorato di Milano e vorrebbe rimanere a lungo. Anche qui, però, vanno fatte collimare le necessità tecnico-economiche del Milan con le richieste del giocatore. Se ne parlerà nei prossimi mesi, quando toccherà anche a un altro francese prendere una decisione sul suo futuro ovvero a Olivier Giroud. Il numero 9 milanista sa che la società deve prendere un centravanti giovane (occhio al ritorno di fiamma per Armando Broja del Chelsea, che chiuderà la stagione al Fulham, senza dimenticare Zirkzee del Bologna e Sesko del Lipsia), ma allo stesso tempo anche lui si sente bene e vorrebbe continuare a giocare con costanza. Il Milan metterà nelle sue mani la scelta: se Olivier vorrà fare un altro anno in rossonero alle giuste condizioni, nessuno si opporrebbe. Se, invece, le circostanze dovessero essere diverse o lui volesse una nuova avventura, allora ci saranno grandi abbracci, sorrisi e qualche lacrima con uno degli eroi dello scudetto numero 19.
Anche Luka Jovic sta giocando per il rinnovo e i suoi ultimi due mesi hanno dato segnali importanti di come al Milan, con un ruolo da comprimario, possa starci e a fine anno si valuterà come strutturare il suo nuovo contratto. Difficile che il binomio Milan-Kjaer possa andare avanti oltre il 30 giugno così come quello con Mattia Caldara (ultimo superstite del mercato di Leonardo…). Si valuterà anche il futuro di Davide Calabria e Alessandro Florenzi che scadranno nel 2025.

Repubblica sulla possibile partenza dei big in relazione all'arrivo di Conte (se ne parla nella news dedicata NDR): difficilmente uno come Conte accettrebbe l’uscita di uno del trio di stelle della squadra (Maignan-Hernadez-Leao), che però garantirebbero plusvalenze al Milan americano, sensibile all’argomento, come testimonia l’affare Tonali. Chiuso il mercato invernale con i soli Gabbia e Terraciano dopo i 125 milioni spesi in estate, il tema è se privarsi per una cifra dai 70 in su di Maignan (lo vuole il Bayern) e/o Hernandez (Psg, City, United, Bayern più Real, che su di lui ha i cosiddetti matching rights, la possibilità di pareggiare qualunque offerta): entrambi hanno il contratto in scadenza nel 2026 e senza rinnovo nel 2025 perderebbero valore. Quanto a Leao, diventerebbe l’obiettivo del Psg, se Mbappé andasse al Real.
 

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Tuttosport in edicola: Il portierone francese è legato al Milan fino al 30 giugno 2026 e percepisce ancora il medesimo stipendio di quando arrivò dal Lille, ovvero sui 3 milioni netti a stagione. Una cifra che, obiettivamente, non rispecchia più il reale valore dell’estremo difensore milanista, che si aspetta un passo in avanti importante da parte del club nei suoi confronti. Maignan sa che al Milan non ci possono essere stipendi che superino i 7 milioni, che è quello che si può indicare come il “tetto Leao”, ma allo stesso tempo ritiene – in maniera legittima – di meritare un trattamento da top player. I primi discorsi erano stati affrontati in estate, quando Mike fu uno dei primi a entrare in contatto con Furlani nell’immediato post tsunami causato dal licenziamento di Maldini e Massara. In quella circostanza, l’amministratore delegato milanista gli espose la nuova fase del progetto rossonero e nei mesi successivi vi furono i primi contatti con l’agenzia che gestisce la procura di Maignan.
La sensazione è che il Milan proverà a fare il massimo sforzo verso Mike, ma si aspetta che anche il giocatore – che a Milano e al Milan sta bene – ne faccia uno verso il club. L’abolizione del decreto crescita, inoltre, ha complicato e non poco queste trattative in tema di tasse che il club deve versare all’erario, con l’aliquota fiscale tornata al 43%. Il Bayern Monaco, nei mesi scorsi, ha preso informazioni su Maignan e un mancato rinnovo potrebbe indicarlo come la possibile grande cessione estiva per dare linfa al mercato in entrata.
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Anche Luka Jovic sta giocando per il rinnovo e i suoi ultimi due mesi hanno dato segnali importanti di come al Milan, con un ruolo da comprimario, possa starci e a fine anno si valuterà come strutturare il suo nuovo contratto. Difficile che il binomio Milan-Kjaer possa andare avanti oltre il 30 giugno così come quello con Mattia Caldara (ultimo superstite del mercato di Leonardo…). Si valuterà anche il futuro di Davide Calabria e Alessandro Florenzi che scadranno nel 2025.

Repubblica sulla possibile partenza dei big in relazione all'arrivo di Conte (se ne parla nella news dedicata NDR): difficilmente uno come Conte accettrebbe l’uscita di uno del trio di stelle della squadra (Maignan-Hernadez-Leao), che però garantirebbero plusvalenze al Milan americano, sensibile all’argomento, come testimonia l’affare Tonali. Chiuso il mercato invernale con i soli Gabbia e Terraciano dopo i 125 milioni spesi in estate, il tema è se privarsi per una cifra dai 70 in su di Maignan (lo vuole il Bayern) e/o Hernandez (Psg, City, United, Bayern più Real, che su di lui ha i cosiddetti matching rights, la possibilità di pareggiare qualunque offerta): entrambi hanno il contratto in scadenza nel 2026 e senza rinnovo nel 2025 perderebbero valore. Quanto a Leao, diventerebbe l’obiettivo del Psg, se Mbappé andasse al Real.
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La sensazione è che il Milan proverà a fare il massimo sforzo verso Mike, ma si aspetta che anche il giocatore – che a Milano e al Milan sta bene – ne faccia uno verso il club. L’abolizione del decreto crescita, inoltre, ha complicato e non poco queste trattative in tema di tasse che il club deve versare all’erario, con l’aliquota fiscale tornata al 43%. Il Bayern Monaco, nei mesi scorsi, ha preso informazioni su Maignan e un mancato rinnovo potrebbe indicarlo come la possibile grande cessione estiva per dare linfa al mercato in entrata.
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Tuttosport in edicola: Il portierone francese è legato al Milan fino al 30 giugno 2026 e percepisce ancora il medesimo stipendio di quando arrivò dal Lille, ovvero sui 3 milioni netti a stagione. Una cifra che, obiettivamente, non rispecchia più il reale valore dell’estremo difensore milanista, che si aspetta un passo in avanti importante da parte del club nei suoi confronti. Maignan sa che al Milan non ci possono essere stipendi che superino i 7 milioni, che è quello che si può indicare come il “tetto Leao”, ma allo stesso tempo ritiene – in maniera legittima – di meritare un trattamento da top player. I primi discorsi erano stati affrontati in estate, quando Mike fu uno dei primi a entrare in contatto con Furlani nell’immediato post tsunami causato dal licenziamento di Maldini e Massara. In quella circostanza, l’amministratore delegato milanista gli espose la nuova fase del progetto rossonero e nei mesi successivi vi furono i primi contatti con l’agenzia che gestisce la procura di Maignan.
La sensazione è che il Milan proverà a fare il massimo sforzo verso Mike, ma si aspetta che anche il giocatore – che a Milano e al Milan sta bene – ne faccia uno verso il club. L’abolizione del decreto crescita, inoltre, ha complicato e non poco queste trattative in tema di tasse che il club deve versare all’erario, con l’aliquota fiscale tornata al 43%. Il Bayern Monaco, nei mesi scorsi, ha preso informazioni su Maignan e un mancato rinnovo potrebbe indicarlo come la possibile grande cessione estiva per dare linfa al mercato in entrata.
Discorso simile, per quanto concerne Theo Hernandez. Lui ha rinnovato il contratto nel 2021, allungandolo fino al 2026 e sottoscrivendo un accordo economico da 4 milioni annui. Il 19 rossonero è certamente tra i terzini sinistri più forti del mondo, è innamorato di Milano e vorrebbe rimanere a lungo. Anche qui, però, vanno fatte collimare le necessità tecnico-economiche del Milan con le richieste del giocatore. Se ne parlerà nei prossimi mesi, quando toccherà anche a un altro francese prendere una decisione sul suo futuro ovvero a Olivier Giroud. Il numero 9 milanista sa che la società deve prendere un centravanti giovane (occhio al ritorno di fiamma per Armando Broja del Chelsea, che chiuderà la stagione al Fulham, senza dimenticare Zirkzee del Bologna e Sesko del Lipsia), ma allo stesso tempo anche lui si sente bene e vorrebbe continuare a giocare con costanza. Il Milan metterà nelle sue mani la scelta: se Olivier vorrà fare un altro anno in rossonero alle giuste condizioni, nessuno si opporrebbe. Se, invece, le circostanze dovessero essere diverse o lui volesse una nuova avventura, allora ci saranno grandi abbracci, sorrisi e qualche lacrima con uno degli eroi dello scudetto numero 19.
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La GDS in edicola conferma le news che abbiamo riportato in precedenza: Maignan per il rinnovo fino al 2028 vuole essere ad altezza... Leao. Il portiere ha apprezzato la vicinanza del club sul caso razzismo. Per la firma chiederà un ingaggio in stile Rafa, sui 7 mln di euro a stagione (attualmente ne guadagna 3,2). La triste storia di Udine ha un risvolto positivo: Mike è diventato un simbolo della lotta al razzismo e al suo fianco, in prima linea, ha trovato tutto il Milan. Il prolungamento darebbe ulteriore forza al club anche nel caso in cui aprisse a un’ipotetica offerta di Bayern Monaco o Paris Saint Germain. La sostenibilità finanziaria impone qualche rinuncia, sempre che sia ben ripagata e che permetta alla società di reinvestire l’incasso nel tentativo di rendere la squadra sempre più competitiva. Oggi uno dei punti di forza sono le parate di Maignan. Motivo per cui il Milan non molla la presa sul rinnovo.

Tuttosport in edicola: Il portierone francese è legato al Milan fino al 30 giugno 2026 e percepisce ancora il medesimo stipendio di quando arrivò dal Lille, ovvero sui 3 milioni netti a stagione. Una cifra che, obiettivamente, non rispecchia più il reale valore dell’estremo difensore milanista, che si aspetta un passo in avanti importante da parte del club nei suoi confronti. Maignan sa che al Milan non ci possono essere stipendi che superino i 7 milioni, che è quello che si può indicare come il “tetto Leao”, ma allo stesso tempo ritiene – in maniera legittima – di meritare un trattamento da top player. I primi discorsi erano stati affrontati in estate, quando Mike fu uno dei primi a entrare in contatto con Furlani nell’immediato post tsunami causato dal licenziamento di Maldini e Massara. In quella circostanza, l’amministratore delegato milanista gli espose la nuova fase del progetto rossonero e nei mesi successivi vi furono i primi contatti con l’agenzia che gestisce la procura di Maignan.
La sensazione è che il Milan proverà a fare il massimo sforzo verso Mike, ma si aspetta che anche il giocatore – che a Milano e al Milan sta bene – ne faccia uno verso il club. L’abolizione del decreto crescita, inoltre, ha complicato e non poco queste trattative in tema di tasse che il club deve versare all’erario, con l’aliquota fiscale tornata al 43%. Il Bayern Monaco, nei mesi scorsi, ha preso informazioni su Maignan e un mancato rinnovo potrebbe indicarlo come la possibile grande cessione estiva per dare linfa al mercato in entrata.
Discorso simile, per quanto concerne Theo Hernandez. Lui ha rinnovato il contratto nel 2021, allungandolo fino al 2026 e sottoscrivendo un accordo economico da 4 milioni annui. Il 19 rossonero è certamente tra i terzini sinistri più forti del mondo, è innamorato di Milano e vorrebbe rimanere a lungo. Anche qui, però, vanno fatte collimare le necessità tecnico-economiche del Milan con le richieste del giocatore. Se ne parlerà nei prossimi mesi, quando toccherà anche a un altro francese prendere una decisione sul suo futuro ovvero a Olivier Giroud. Il numero 9 milanista sa che la società deve prendere un centravanti giovane (occhio al ritorno di fiamma per Armando Broja del Chelsea, che chiuderà la stagione al Fulham, senza dimenticare Zirkzee del Bologna e Sesko del Lipsia), ma allo stesso tempo anche lui si sente bene e vorrebbe continuare a giocare con costanza. Il Milan metterà nelle sue mani la scelta: se Olivier vorrà fare un altro anno in rossonero alle giuste condizioni, nessuno si opporrebbe. Se, invece, le circostanze dovessero essere diverse o lui volesse una nuova avventura, allora ci saranno grandi abbracci, sorrisi e qualche lacrima con uno degli eroi dello scudetto numero 19.
Anche Luka Jovic sta giocando per il rinnovo e i suoi ultimi due mesi hanno dato segnali importanti di come al Milan, con un ruolo da comprimario, possa starci e a fine anno si valuterà come strutturare il suo nuovo contratto. Difficile che il binomio Milan-Kjaer possa andare avanti oltre il 30 giugno così come quello con Mattia Caldara (ultimo superstite del mercato di Leonardo…). Si valuterà anche il futuro di Davide Calabria e Alessandro Florenzi che scadranno nel 2025.

Repubblica sulla possibile partenza dei big in relazione all'arrivo di Conte (se ne parla nella news dedicata NDR): difficilmente uno come Conte accettrebbe l’uscita di uno del trio di stelle della squadra (Maignan-Hernadez-Leao), che però garantirebbero plusvalenze al Milan americano, sensibile all’argomento, come testimonia l’affare Tonali. Chiuso il mercato invernale con i soli Gabbia e Terraciano dopo i 125 milioni spesi in estate, il tema è se privarsi per una cifra dai 70 in su di Maignan (lo vuole il Bayern) e/o Hernandez (Psg, City, United, Bayern più Real, che su di lui ha i cosiddetti matching rights, la possibilità di pareggiare qualunque offerta): entrambi hanno il contratto in scadenza nel 2026 e senza rinnovo nel 2025 perderebbero valore. Quanto a Leao, diventerebbe l’obiettivo del Psg, se Mbappé andasse al Real.


—) Milan: tutte le news del 2 febbraio 2024. Riepilogo.

Se Maignan si tiene e si accontenta con 7/8 milioni milioni lo si fa perché si crede ancora in lui, si crede che sia un campione che possa tornare ai livelli consueti dopo un calo di rendimento ( e io lo penso).

Non gli si dà 7 milioni perché è diventato un simbolo anti razzismo... roba da matti, ma cosa ci tocca sentire.
 

fabri47

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La GDS in edicola conferma le news che abbiamo riportato in precedenza: Maignan per il rinnovo fino al 2028 vuole essere ad altezza... Leao. Il portiere ha apprezzato la vicinanza del club sul caso razzismo. Per la firma chiederà un ingaggio in stile Rafa, sui 7 mln di euro a stagione (attualmente ne guadagna 3,2). La triste storia di Udine ha un risvolto positivo: Mike è diventato un simbolo della lotta al razzismo e al suo fianco, in prima linea, ha trovato tutto il Milan. Il prolungamento darebbe ulteriore forza al club anche nel caso in cui aprisse a un’ipotetica offerta di Bayern Monaco o Paris Saint Germain. La sostenibilità finanziaria impone qualche rinuncia, sempre che sia ben ripagata e che permetta alla società di reinvestire l’incasso nel tentativo di rendere la squadra sempre più competitiva. Oggi uno dei punti di forza sono le parate di Maignan. Motivo per cui il Milan non molla la presa sul rinnovo.

Tuttosport in edicola: Il portierone francese è legato al Milan fino al 30 giugno 2026 e percepisce ancora il medesimo stipendio di quando arrivò dal Lille, ovvero sui 3 milioni netti a stagione. Una cifra che, obiettivamente, non rispecchia più il reale valore dell’estremo difensore milanista, che si aspetta un passo in avanti importante da parte del club nei suoi confronti. Maignan sa che al Milan non ci possono essere stipendi che superino i 7 milioni, che è quello che si può indicare come il “tetto Leao”, ma allo stesso tempo ritiene – in maniera legittima – di meritare un trattamento da top player. I primi discorsi erano stati affrontati in estate, quando Mike fu uno dei primi a entrare in contatto con Furlani nell’immediato post tsunami causato dal licenziamento di Maldini e Massara. In quella circostanza, l’amministratore delegato milanista gli espose la nuova fase del progetto rossonero e nei mesi successivi vi furono i primi contatti con l’agenzia che gestisce la procura di Maignan.
La sensazione è che il Milan proverà a fare il massimo sforzo verso Mike, ma si aspetta che anche il giocatore – che a Milano e al Milan sta bene – ne faccia uno verso il club. L’abolizione del decreto crescita, inoltre, ha complicato e non poco queste trattative in tema di tasse che il club deve versare all’erario, con l’aliquota fiscale tornata al 43%. Il Bayern Monaco, nei mesi scorsi, ha preso informazioni su Maignan e un mancato rinnovo potrebbe indicarlo come la possibile grande cessione estiva per dare linfa al mercato in entrata.
Discorso simile, per quanto concerne Theo Hernandez. Lui ha rinnovato il contratto nel 2021, allungandolo fino al 2026 e sottoscrivendo un accordo economico da 4 milioni annui. Il 19 rossonero è certamente tra i terzini sinistri più forti del mondo, è innamorato di Milano e vorrebbe rimanere a lungo. Anche qui, però, vanno fatte collimare le necessità tecnico-economiche del Milan con le richieste del giocatore. Se ne parlerà nei prossimi mesi, quando toccherà anche a un altro francese prendere una decisione sul suo futuro ovvero a Olivier Giroud. Il numero 9 milanista sa che la società deve prendere un centravanti giovane (occhio al ritorno di fiamma per Armando Broja del Chelsea, che chiuderà la stagione al Fulham, senza dimenticare Zirkzee del Bologna e Sesko del Lipsia), ma allo stesso tempo anche lui si sente bene e vorrebbe continuare a giocare con costanza. Il Milan metterà nelle sue mani la scelta: se Olivier vorrà fare un altro anno in rossonero alle giuste condizioni, nessuno si opporrebbe. Se, invece, le circostanze dovessero essere diverse o lui volesse una nuova avventura, allora ci saranno grandi abbracci, sorrisi e qualche lacrima con uno degli eroi dello scudetto numero 19.
Anche Luka Jovic sta giocando per il rinnovo e i suoi ultimi due mesi hanno dato segnali importanti di come al Milan, con un ruolo da comprimario, possa starci e a fine anno si valuterà come strutturare il suo nuovo contratto. Difficile che il binomio Milan-Kjaer possa andare avanti oltre il 30 giugno così come quello con Mattia Caldara (ultimo superstite del mercato di Leonardo…). Si valuterà anche il futuro di Davide Calabria e Alessandro Florenzi che scadranno nel 2025.

Repubblica sulla possibile partenza dei big in relazione all'arrivo di Conte (se ne parla nella news dedicata NDR): difficilmente uno come Conte accettrebbe l’uscita di uno del trio di stelle della squadra (Maignan-Hernadez-Leao), che però garantirebbero plusvalenze al Milan americano, sensibile all’argomento, come testimonia l’affare Tonali. Chiuso il mercato invernale con i soli Gabbia e Terraciano dopo i 125 milioni spesi in estate, il tema è se privarsi per una cifra dai 70 in su di Maignan (lo vuole il Bayern) e/o Hernandez (Psg, City, United, Bayern più Real, che su di lui ha i cosiddetti matching rights, la possibilità di pareggiare qualunque offerta): entrambi hanno il contratto in scadenza nel 2026 e senza rinnovo nel 2025 perderebbero valore. Quanto a Leao, diventerebbe l’obiettivo del Psg, se Mbappé andasse al Real.


—) Milan: tutte le news del 2 febbraio 2024. Riepilogo.
Una cosa è certa. Se arriva Conte, Giroud va subito fuori rosa.
 

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Tuttosport in edicola: Il portierone francese è legato al Milan fino al 30 giugno 2026 e percepisce ancora il medesimo stipendio di quando arrivò dal Lille, ovvero sui 3 milioni netti a stagione. Una cifra che, obiettivamente, non rispecchia più il reale valore dell’estremo difensore milanista, che si aspetta un passo in avanti importante da parte del club nei suoi confronti. Maignan sa che al Milan non ci possono essere stipendi che superino i 7 milioni, che è quello che si può indicare come il “tetto Leao”, ma allo stesso tempo ritiene – in maniera legittima – di meritare un trattamento da top player. I primi discorsi erano stati affrontati in estate, quando Mike fu uno dei primi a entrare in contatto con Furlani nell’immediato post tsunami causato dal licenziamento di Maldini e Massara. In quella circostanza, l’amministratore delegato milanista gli espose la nuova fase del progetto rossonero e nei mesi successivi vi furono i primi contatti con l’agenzia che gestisce la procura di Maignan.
La sensazione è che il Milan proverà a fare il massimo sforzo verso Mike, ma si aspetta che anche il giocatore – che a Milano e al Milan sta bene – ne faccia uno verso il club. L’abolizione del decreto crescita, inoltre, ha complicato e non poco queste trattative in tema di tasse che il club deve versare all’erario, con l’aliquota fiscale tornata al 43%. Il Bayern Monaco, nei mesi scorsi, ha preso informazioni su Maignan e un mancato rinnovo potrebbe indicarlo come la possibile grande cessione estiva per dare linfa al mercato in entrata.
Discorso simile, per quanto concerne Theo Hernandez. Lui ha rinnovato il contratto nel 2021, allungandolo fino al 2026 e sottoscrivendo un accordo economico da 4 milioni annui. Il 19 rossonero è certamente tra i terzini sinistri più forti del mondo, è innamorato di Milano e vorrebbe rimanere a lungo. Anche qui, però, vanno fatte collimare le necessità tecnico-economiche del Milan con le richieste del giocatore. Se ne parlerà nei prossimi mesi, quando toccherà anche a un altro francese prendere una decisione sul suo futuro ovvero a Olivier Giroud. Il numero 9 milanista sa che la società deve prendere un centravanti giovane (occhio al ritorno di fiamma per Armando Broja del Chelsea, che chiuderà la stagione al Fulham, senza dimenticare Zirkzee del Bologna e Sesko del Lipsia), ma allo stesso tempo anche lui si sente bene e vorrebbe continuare a giocare con costanza. Il Milan metterà nelle sue mani la scelta: se Olivier vorrà fare un altro anno in rossonero alle giuste condizioni, nessuno si opporrebbe. Se, invece, le circostanze dovessero essere diverse o lui volesse una nuova avventura, allora ci saranno grandi abbracci, sorrisi e qualche lacrima con uno degli eroi dello scudetto numero 19.
Anche Luka Jovic sta giocando per il rinnovo e i suoi ultimi due mesi hanno dato segnali importanti di come al Milan, con un ruolo da comprimario, possa starci e a fine anno si valuterà come strutturare il suo nuovo contratto. Difficile che il binomio Milan-Kjaer possa andare avanti oltre il 30 giugno così come quello con Mattia Caldara (ultimo superstite del mercato di Leonardo…). Si valuterà anche il futuro di Davide Calabria e Alessandro Florenzi che scadranno nel 2025.

Repubblica sulla possibile partenza dei big in relazione all'arrivo di Conte (se ne parla nella news dedicata NDR): difficilmente uno come Conte accettrebbe l’uscita di uno del trio di stelle della squadra (Maignan-Hernadez-Leao), che però garantirebbero plusvalenze al Milan americano, sensibile all’argomento, come testimonia l’affare Tonali. Chiuso il mercato invernale con i soli Gabbia e Terraciano dopo i 125 milioni spesi in estate, il tema è se privarsi per una cifra dai 70 in su di Maignan (lo vuole il Bayern) e/o Hernandez (Psg, City, United, Bayern più Real, che su di lui ha i cosiddetti matching rights, la possibilità di pareggiare qualunque offerta): entrambi hanno il contratto in scadenza nel 2026 e senza rinnovo nel 2025 perderebbero valore. Quanto a Leao, diventerebbe l’obiettivo del Psg, se Mbappé andasse al Real.


—) Milan: tutte le news del 2 febbraio 2024. Riepilogo.

Calciomercato.com conferma le cifre chieste da Maignan e aggiunge che oltre ai club di cui sopra, sul portiere c'è anche il Chelsea.
 
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