Li: i bitcon per rifinanziare il debito con Elliott. Ma...

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Anguus

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da premettere che la Cina ha dichiarato guerra al bitcoin . Tra un po' verrà fuori che rifinanziano il debito a gratta e vinci. Giornalismo ridicolo, mi preoccupa soltanto che la società non si tuteli nelle sedi appropriate nei confronti di questi continui attacchi infondati da parte della stampa che ci stanno quotidianamente ridicolizzando.
 

Casnop

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Sai che piú ci oenso, meno assurda mi pare la notizia?

Un early miners di bitcoin sarebbe miliardario, ma non potrebbe facilmente convertire in valuta corrente questa ricchezza senza incorrere in difficoltá.

Un early miners é una lersona molto ricca che peró nin puó far trasparire troppo la sua ricchezza.

Pagare direttamente in bitcoin e lasviare a Elliot il problema della conversione risolverebbe alcuni problemi.

Non é... ma non é cosí assurdo.
Il problema di Li e dei suoi è come riuscire a liquidare le risorse che hanno bloccate in Cina, e che non riescono a trasferire sulle piazze finanziarie offshore, passata la barriera doganale, senza avere l'Interpol alle calcagna. Convertire capitali in criptovaluta rallenta quel processo di impiego di capitali alla luce del sole, che è il problema che attanaglia la finanza cinese, in tempo di alzata delle barriere doganali nell'imminenza della guerra commerciale con gli Stati Uniti. L'unica soluzione è che questi capitali siano scambiati in transazioni commerciali e finanziarie con soggetti stranieri attivi in Cina, e da qui smobilizzati verso l'estero e reimpiegati là dove le compagnie cinesi hanno interessi. È lo scopo di Milan China, controllata Milan con capitali italiani, potrebbe essere Elliott che traffica lettere di garanzia in Cina con i soci cinesi di Li. Vediamo se queste ipotesi avranno fondamento. :)
 

Djerry

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Il problema di Li e dei suoi è come riuscire a liquidare le risorse che hanno bloccate in Cina

O forse, purtroppo, il suo problema è che quelle risorse "cinesi" non ci sono.

Perché detto che c'è comunque un vuoto di sceneggiatura, ma sinceramente questa problematica del blocco cinese, dopo tutto questo tempo e senza che sia emerso un solo elemento di segno opposto, diventa ogni giorno che passa fuorviante.
 
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O forse, purtroppo, il suo problema è che quelle risorse "cinesi" non ci sono.

Perché detto che c'è comunque un vuoto di sceneggiatura, ma sinceramente questa problematica del blocco cinese, dopo tutto questo tempo e senza che sia emerso un solo elemento di segno opposto, diventa ogni giorno che passa fuorviante.

E' veramente tragicomico : o non c'è parvenza di euro oppure ci sarebbero( e pure tanti!!!) ma non possono uscire dalla cina.
Quale scenario sarebbe il peggiore?
P.S. in un recente articolo comunque ho letto di una conferma circa la presenza di Huarong International Financial Holdings ed Haixia Capital Management Co . Se cosi fosse mi verrebbe voglia di dar zuccate al muro.
 
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Il problema di Li e dei suoi è come riuscire a liquidare le risorse che hanno bloccate in Cina, e che non riescono a trasferire sulle piazze finanziarie offshore, passata la barriera doganale, senza avere l'Interpol alle calcagna. Convertire capitali in criptovaluta rallenta quel processo di impiego di capitali alla luce del sole, che è il problema che attanaglia la finanza cinese, in tempo di alzata delle barriere doganali nell'imminenza della guerra commerciale con gli Stati Uniti. L'unica soluzione è che questi capitali siano scambiati in transazioni commerciali e finanziarie con soggetti stranieri attivi in Cina, e da qui smobilizzati verso l'estero e reimpiegati là dove le compagnie cinesi hanno interessi. È lo scopo di Milan China, controllata Milan con capitali italiani, potrebbe essere Elliott che traffica lettere di garanzia in Cina con i soci cinesi di Li. Vediamo se queste ipotesi avranno fondamento. :)

Sei sempre ottimista, speriamo.

Vedremo..... speriamo il problema sia quello, e non che invece non c'è il becco di un quattrino.
 

Capitan T

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Ma veramente ??? no ma veramente hanno scritto un articolo cosi ??

Già, e hanno anche rimarcato la questione sull'esclusione dalle coppe.
Alcuni utenti twitter sotto l'articolo di Pag*i gli hanno fatto notare che il regolamento UEFA prevede altro, e lui ha risposto linkando l'articolo di Marca uscito prima del SA (bocciato) che parlava di possibile esclusione dalle coppe. Un articolo del MARCA vs IL REGOLAMENTO UEFA


Questo è il livello, e c'è ancora chi legge i giornali
 

Ragnet_7

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da premettere che la Cina ha dichiarato guerra al bitcoin . Tra un po' verrà fuori che rifinanziano il debito a gratta e vinci. Giornalismo ridicolo, mi preoccupa soltanto che la società non si tuteli nelle sedi appropriate nei confronti di questi continui attacchi infondati da parte della stampa che ci stanno quotidianamente ridicolizzando.

figuriamoci se non facevano guerra a qualcosa di non controllabile e su cui non possono mettere le mani. Ormai sono una dittatura in tutto e per tutto.
 

Casnop

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O forse, purtroppo, il suo problema è che quelle risorse "cinesi" non ci sono.

Perché detto che c'è comunque un vuoto di sceneggiatura, ma sinceramente questa problematica del blocco cinese, dopo tutto questo tempo e senza che sia emerso un solo elemento di segno opposto, diventa ogni giorno che passa fuorviante.
Pensare che un finanziere accortissimo come Singer abbia a suo tempo concesso credito al buio ad un soggetto come Li, apparentemente senza significative capacità finanziarie, è non avere cognizione delle dimensioni in cui si muove la finanza, che è un sistema di garanzie prima che un traffico di liquidità. Singer non si sarebbe mosso ad aprire la cassa sulla base della fotocopia dello stato patrimoniale di una società decotta come la Jie Ande, quella fotocopia sventolata da Festa come prova di chissà che. E non si dica che Singer si è tutelato con i pegni sul club, un finanziere che si rispetti valuta prima la capacità di rimborso del finanziando che i mezzi per recuperare ciò che concede se questi non è in grado di farlo spontaneamente. Altrimenti, ridurremmo la vicenda alla farsa di Mr. Bee, che a Berlusconi offrì pur sempre un miliardo per il cento per cento delle azioni, non 'miseri' 520 milioni. Rifiutati, come sappiamo. :)
 

Casnop

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Sei sempre ottimista, speriamo.

Vedremo..... speriamo il problema sia quello, e non che invece non c'è il becco di un quattrino.
Al contrario, pazzo, sono pessimista sulla possibilità di uno sblocco di capitali dalla Cina, almeno a medio termine, in tempo di alzata delle barriere e di applicazioni di dazi. Il core del progetto del consorzio di Li. Il tema è come uscire da questo impasse senza affogare nel debito. La soluzione è la cessione controllata di quote di capitale per finanziare lo sviluppo del club. Forse del Milan, forse di alcuna delle sue controllanti. :)
 
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Tutto vero, la notizia è confermata. Anzi, è già pronto il piano B, qualora il piano non andasse in porto, il buon Li ha già pronta una valanga di bollini della Conad... poveri giornalisti...
 
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