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A Bucha, nei pressi di Kiev, è stato liberato un centro di reclutamento forzato dove erano detenuti cittadini ucraini.
Tutto parte ieri pomeriggio, quando una chiamata alla polizia da parte di soccorritori privati sostiene di non poter curare degli uomini feriti in un edificio privato.
La notizia fa il giro di TikTok e Telegram portando famiglie e parenti di militari in strada dinanzi la struttura usata dai militari.
Proteste in strada, giunge il comandante della Guardia nazionale e l'emissario presidenziale Budanov.
Quest'ultimo ammette che nel paese esistano "molte strutture simili".
E' uno dei centri del corpo Azov, nato in ambienti radicali e poi integrato nell'esercito regolare dopo la caduta di Mariupol.
Una donna denuncia che suo marito sarebbe stato detenuto per 37 giorni e che le avrebbero chiesto 2.000 euro per poterlo vedere, oltre a volerlo rimandare al fronte nonostante afflitto da stomia.
Le autorità non spiegano perchè gli uomini avessero lesioni in quella struttura, ma le accuse sono chiare e cioè tortura per reclutamento forzato e per chi si allontana senza autorizzazione da mobilitato.
Allarmante tuttavia la presenza di un ragazzo di 14 anni, per legge fino all'età universitaria non si è soggetti a mobilitazione.
Per il comandante Azov queste situazioni minano l'unità ucraina e fanno gli interessi della Russia
Il ministro degli Interni disporrà indagine interna
Nel 2025 sono giunte 6.127 denunce di abusi subiti riguardo centri di reclutamento.
Tutto parte ieri pomeriggio, quando una chiamata alla polizia da parte di soccorritori privati sostiene di non poter curare degli uomini feriti in un edificio privato.
La notizia fa il giro di TikTok e Telegram portando famiglie e parenti di militari in strada dinanzi la struttura usata dai militari.
Proteste in strada, giunge il comandante della Guardia nazionale e l'emissario presidenziale Budanov.
Quest'ultimo ammette che nel paese esistano "molte strutture simili".
E' uno dei centri del corpo Azov, nato in ambienti radicali e poi integrato nell'esercito regolare dopo la caduta di Mariupol.
Una donna denuncia che suo marito sarebbe stato detenuto per 37 giorni e che le avrebbero chiesto 2.000 euro per poterlo vedere, oltre a volerlo rimandare al fronte nonostante afflitto da stomia.
Le autorità non spiegano perchè gli uomini avessero lesioni in quella struttura, ma le accuse sono chiare e cioè tortura per reclutamento forzato e per chi si allontana senza autorizzazione da mobilitato.
Allarmante tuttavia la presenza di un ragazzo di 14 anni, per legge fino all'età universitaria non si è soggetti a mobilitazione.
Per il comandante Azov queste situazioni minano l'unità ucraina e fanno gli interessi della Russia
Il ministro degli Interni disporrà indagine interna
Nel 2025 sono giunte 6.127 denunce di abusi subiti riguardo centri di reclutamento.
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