Iraola Milan: c'è l'accordo ma budget limitato. Le alternative

Oleg_Salenko

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Gli altri anni con budget normali hanno portato Musah, Chukwueze, Okafor, Emerson Royal, Jashari, De Winter, Athekame, Estupinan…..potete immaginare quest’anno con budget nullo che razza di aborti arriveranno?
Il magico Milan di Redbird, degli algoritmi e dei modelli matematici

secondo me ci potrebbe essere un Milan-Cagliari decisivo all’ultima giornata anche il prossimo anno. Per la salvezza però.
Non sono ironico
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Lineker10

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Calciomercato.com: Milan e Iraola sono d’accordo su ingaggio e durata del contratto. Nelle prossime ore nuovi contatti perché il tecnico basco vuole capirne di più sul progetto, la campagna di rafforzamento e il budget che sarà molto limitato considerando il quinto posto finale ( circa 30/35)

News precedenti su Iraola e tutte le alternative.

La GDS descrive le grandi manovre in corso in casa Milan per la pianificazione tecnica del futuro, focalizzandosi in particolare sulla ricerca del nuovo allenatore e sul potenziale inserimento di una nuova figura dirigenziale. In pole position per la successione di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera c'è il tecnico basco Andoni Iraola, per il quale la dirigenza ha pronto un contratto biennale o triennale (con rinnovo automatico legato alla qualificazione in Champions League) con una base economica superiore ai tre milioni di euro a stagione più bonus. Il club di via Aldo Rossi deve però fare i conti con la fretta e con una forte concorrenza, legata in particolar modo al pressing del Crystal Palace, club inglese alla ricerca di un sostituto per Oliver Glasner; la minaccia inglese è concreta poiché la famiglia di Iraola si trova benissimo in Inghilterra dopo il fantastico percorso triennale alla guida del Bournemouth, culminato quest'anno con il raggiungimento del sesto posto e della zona Europa League dopo il dodicesimo posto nel 2023-24 e il nono nel 2024-25. Per convincerlo a sposare le superiori ambizioni del Milan rispetto a quelle del Palace, la dirigenza si sta muovendo da tempo: un primo contatto è avvenuto un mese fa con l'amministratore delegato Furlani e il direttore tecnico Moncada, seguito due settimane fa da un incontro a Londra con il patron Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, mentre nelle prossime ore è previsto un nuovo faccia a faccia nella City per cercare di sbaragliare definitivamente la concorrenza. Non potendo contare sui ricavi della Champions League per via del bilancio da tutelare, il Milan proporrà a Iraola una strategia simile a quella adottata l'anno precedente con l'ingaggio di Allegri, offrendogli un progetto di consolidamento biennale della rosa tramite innesti di spessore e garantendogli massima protezione societaria in caso di difficoltà iniziali, chiedendo in cambio l'applicazione del suo tipico calcio offensivo e aggressivo. Qualora la pista Iraola dovesse sfumare, restano vive le alternative rappresentate dallo stesso Oliver Glasner, da Mauricio Pochettino e da Xavi, il quale ha già inviato segnali di apertura tramite il proprio entourage, mentre appare ormai irraggiungibile Unai Emery, blindato dall'Aston Villa con un ingaggio da top club europeo. Oltre alla panchina, si registrano importanti novità anche per l'organigramma societario: Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic si sono recati a Vienna per incontrare Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico della nazionale austriaca e già vicinissimo al Milan nel 2020, quando l'allora amministratore delegato Ivan Gazidis voleva affidargli la panchina prima dell'opposizione di Boban e Maldini che portò alla conferma di Pioli. A sei anni di distanza da quegli eventi, il sessantasettenne tedesco viene valutato per il ruolo di direttore sportivo nell'area tecnica rossonera, forte di una carriera che lo ha visto guidare con successo l'universo Red Bull a Lipsia prima di una parentesi negativa al Manchester United nel 2021-22 e della successiva nomina a ct dell'Austria; sulla panchina della nazionale austriaca Rangnick ha ottenuto ottimi risultati, superando Francia e Olanda nel girone di Euro 2024 prima dell'eliminazione agli ottavi contro la Turchia, e centrando successivamente una storica qualificazione ai Mondiali davanti a Bosnia e Romania, riportando il paese alla massima competizione planetaria dopo 28 anni di assenza per inserito nel gruppo J con Argentina, Algeria e Giordania.

Tuttosport su Iraola, Glasner, Xavi, Inigo Perez, Van Bommel e Rangnick: Il Milan si appresta a vivere una profonda rivoluzione che segna il passaggio da una gestione incentrata sulla conoscenza della Serie A – naufragata definitivamente all'inizio di questa settimana con l'uscita dalla zona Champions League e il conseguente licenziamento in blocco dello staff, a partire dal tecnico Massimiliano Allegri – verso un modello societario quasi interamente straniero. Il patron Gerry Cardinale, affiancato dall'uomo forte di RedBird Calvelli e da un Zlatan Ibrahimovic sempre più centrale nelle logiche di business del club, sta guidando in prima persona la ricostruzione della triade rossonera, partendo dalla pressante necessità di ingaggiare il nuovo allenatore. Dopo i sondaggi infruttuosi per Xabi Alonso e Maresca, il candidato principale è diventato Andoni Iraola, tecnico basco liberatosi dal Bournemouth e corteggiato da numerosi club europei, tra cui il Crystal Palace (pronto a offrirgli oltre 8 milioni di ingaggio), il Newcastle, il Bayer Leverkusen e il Benfica. Per battere la forte concorrenza e recuperare il terreno perduto, la dirigenza milanista si è recata a Londra per un secondo incontro ravvicinato con Iraola – dopo un primo summit avvenuto già il 15 maggio scorso, all'indomani della sconfitta interna contro l'Atalanta – mettendo sul piatto una proposta di contratto triennale da 4 milioni di euro a stagione più bonus. Se la trattativa con il tecnico basco non dovesse andare in porto a causa delle tempistiche ristrette, la prima alternativa porta a Oliver Glasner, allenatore austriaco in uscita dal Crystal Palace dopo la finale di Conference League, il cui agente potrebbe essere stato approcciato durante un presunto blitz parallelo della dirigenza a Vienna; appaiono invece in calo le quotazioni di Xavi, difficile un ritorno di fiamma per Ralf Rangnick, mentre sullo sfondo restano le ipotesi Mark van Bommel e Iñigo Pérez del Rayo Vallecano.

CorSera: Il Milan sta accelerando decisamente per Andoni Iraola, il tecnico quarantaduenne basco che ha appena risolto il suo contratto con il Bournemouth dopo averlo condotto al sesto posto in Premier League e che adesso si trova in prima fila per la panchina rossonera. I contatti si sono intensificati nelle ultime ore, ma l'amministratore delegato Giorgio Furlani e il patron Gerry Cardinale lo avevano già incontrato a Londra nelle settimane precedenti, ben prima del recente disastro contro il Cagliari che è costato la qualificazione in Champions League; un retroscena che dimostra come l'esonero di Massimiliano Allegri fosse pianificato da tempo, a prescindere dalle dichiarazioni di facciata. Iraola fa parte di una lista ristretta di candidati che include anche Xavi, Oliver Glasner, Mauricio Pochettino, Thiago Motta e, a sorpresa, il ritorno di fiamma di Ralf Rangnick. Il profilo ricercato da Cardinale è chiaro e punta a una mentalità moderna e a una filosofia di gioco offensiva in stile Cesc Fàbregas, l'esatto contrario del calcio di Allegri, licenziato dal businessman americano proprio perché giudicato troppo difensivo. Il proprietario del club si è preso una settimana di tempo per fare la scelta definitiva insieme al suo braccio destro Zlatan Ibrahimovic, socio e figura sempre più centrale nel Milan. Ibrahimovic ha vinto il braccio di ferro con Allegri e si è ripreso la leadership del club, trovandosi ora davanti a una sfida complessa per rimediare al crollo dei risultati e alle troppe scelte sbagliate commesse dalla cacciata di Paolo Maldini nell'estate 2023, tra cui il fallimento delle precedenti guide tecniche di Fonseca e Conceicao che avevano portato la squadra all'ottavo posto due anni fa. Rispetto a questi ultimi, considerati subito dei rimpiazzi, Iraola è uno dei tecnici più stimati d'Europa, cercato anche da Benfica, Crystal Palace e Bayer Leverkusen, ed è noto per la sua abilità nel valorizzare i calciatori, segnando una netta rottura con Allegri, a cui la proprietà contestava proprio il deprezzamento di elementi chiave come Pulisic e Rafael Leao. A proposito di Leao, il suo destino sembra ormai segnato: il portoghese ha rifiutato le offerte turche di Galatasaray e Fenerbahce, si sente amareggiato per non essere più al centro del progetto rossonero nonostante i 9 gol stagionali realizzati giocando spesso fuori ruolo e infortunato, e punta ora a un trasferimento in Premier League. Leao intende aspettare la vetrina del Mondiale per attirare proposte ufficiali, mentre il Milan lo ha di fatto messo sul mercato fissando il prezzo a 50 milioni di euro. Insieme a lui, molti altri giocatori potrebbero cambiare aria, a partire da Luka Modric, legato profondamente all'ormai ex tecnico Allegri. La rivoluzione societaria è totale, dato che Cardinale ha azzerato l'intero board licenziando in un colpo solo l'allenatore, l'amministratore delegato Furlani, il capo dello scouting Geoffrey Moncada e il direttore sportivo Igli Tare, quest'ultimo apparso visibilmente commosso nello svuotare il proprio ufficio. In questo scenario di totale rifondazione, un ruolo centrale sarà ricoperto da Calvelli, incaricato di scegliere il nuovo amministratore delegato (con Ian Ayre, ex Liverpool ora al Nashville, come ultimo nome sondato) e il nuovo direttore sportivo, ruoli per i quali piacciono anche Lee Congerton e Txiki Begiristain. Per evitare ulteriori errori in quello che si prospetta come un vero e proprio anno zero, la scelta della dirigenza dovrà necessariamente precedere e sostenere quella del nuovo allenatore, nel tentativo di placare la forte delusione e la rabbia della tifoseria rossonera.

CorSport sul Milan in pressing per Iraola: monostante Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic abbiano recentemente lasciato l'Italia, i contatti dei vertici di RedBird per la ricerca del successore di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan restano intensi e geograficamente ramificati, focalizzandosi sui primi due profili della lista: lo spagnolo Xavi e il basco Andoni Iraola. La dirigenza rossonera si è imposta una tempistica serrata di sette-dieci giorni per la nomina del nuovo allenatore, così da pianificare tempestivamente le strategie e le gerarchie del mercato estivo. Il gradimento nei confronti di Iraola è in costante ascesa, forte anche del fatto che il tecnico ha congelato i colloqui avviati con il Crystal Palace proprio per valutare la proposta milanista, un biennale con opzione da quattro milioni di euro netti a stagione discusso in incontri sia fisici sia telematici programmati in settimana. Iraola è reduce da uno straordinario sesto posto con il Bournemouth, centrato in Premier League nonostante in estate la squadra fosse stata privata di elementi preziosi come Kerkez, Huijsen, Zabarnyj e Ouattara, e malgrado la cessione a gennaio dell'attaccante Semenyo, acquistato dal Manchester City per 72 milioni di euro. Proprio Semenyo, descrivendo i metodi del tecnico basco, ne ha evidenziato la cura maniacale e l'abitudine di non concedere alcun giorno di riposo settimanale alla squadra, oltre alla costante presenza del suo inseparabile taccuino in panchina. L'alternativa di grande appeal internazionale è rappresentata da Xavi, con il quale Ibrahimovic mantiene rapporti generalmente positivi nonostante i trascorsi ai tempi del Barcellona. In merito a quell'esperienza nello spogliatoio blaugrana, Ibrahimovic scrisse nel suo libro: "Avevo già capito che il Barcellona era un po’ come una scuola, un collegio. I giocatori erano fantastici, ma nessuno si comportava da superstar e questo era strano. Messi, Xavi, Iniesta e tutta la combriccola sembravano tanti scolaretti. I migliori giocatori del mondo stavano lì a inchinarsi, e io non ci capivo niente. Era ridicolo. Se in Italia un allenatore dice salta, i campioni si domandano: embe’, perché dovremmo saltare? Qui saltavano tutti al minimo cenno, come fossero cagnolini ammaestrati. Io non mi ci ritrovavo, proprio per niente". Dichiarazioni che all'epoca stupirono lo stesso Xavi, ma oggi la situazione è mutata e Ibrahimovic si sta muovendo in prima persona per verificarne la disponibilità a guidare il Milan, apprezzandone l'impostazione di gioco marcatamente offensiva e la caratura globale.

Secondo quanto riportato dalla Spagna, per quello che può valere, Iraola prefeirebbe il Palace al Milan.

Andoni-Iraola.webp
Per come siamo messi adesso, la verità è che giusto un altro cialtrone a fine carriera stile Allegri accetterebbe di allenare il Circo Milan.

Un giovane in ascesa che lo fa è un pazzo o un demente, per come la vedo io, perchè rischia di affossare la carriera.

Anche uno come Iraola ci ascolta giusto per... in sostanza sta aspettando di capire quello che succederà al Crystal Palace, che gioca la finale di conference stasera. Noi non ci prende sul serio.

Siamo tornati in piena Banter Era, quando in panchina avevamo ex giocatori esordienti alla Inzaghi, Seedorf, Brocchi. Vedrete che torneremo li.

Il discorso del budget è ridicolo come ogni anno. Lo sappiamo benissimo che è ridotto all'osso e dipende dalle cessioni e basta. E' cosi ogni stagione, con o senza la Champions.
 
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Ci troviamo nella paradossale situazione in cui l'unica garanzia che abbiano di aver trovato l'allenatore giusto è che l'allenatore rifiuti di venire qui.
 

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Come si fa oggi a scegliere il Milan? No AD, no progetto tecnico impostato e rispettiva rete di collaboratori, squadra che per Iraola deve cambiare almeno 1/3 degli interpreti (con budget risicati) e inoltre si viene in Italia che è un ambiente deprimente e sconfortante per giovani allenatori stranieri che hanno un approccio un diverso da quello a cui siamo abituati.

Io se fossi Fabregas, Iraola o chi per loro in Italia non verrei mai. Specialmente al Milan. Il calcio serio lo trovi all'estero sui trovi l'Allegrissimo. Il prossimo anno poi non si aspetterà molto prima di massacrarlo, i supporters hanno troppi sassolini dalle scarpe.
 

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Calciomercato.com: Milan e Iraola sono d’accordo su ingaggio e durata del contratto. Nelle prossime ore nuovi contatti perché il tecnico basco vuole capirne di più sul progetto, la campagna di rafforzamento e il budget che sarà molto limitato considerando il quinto posto finale ( circa 30/35)

News precedenti su Iraola e tutte le alternative.

La GDS descrive le grandi manovre in corso in casa Milan per la pianificazione tecnica del futuro, focalizzandosi in particolare sulla ricerca del nuovo allenatore e sul potenziale inserimento di una nuova figura dirigenziale. In pole position per la successione di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera c'è il tecnico basco Andoni Iraola, per il quale la dirigenza ha pronto un contratto biennale o triennale (con rinnovo automatico legato alla qualificazione in Champions League) con una base economica superiore ai tre milioni di euro a stagione più bonus. Il club di via Aldo Rossi deve però fare i conti con la fretta e con una forte concorrenza, legata in particolar modo al pressing del Crystal Palace, club inglese alla ricerca di un sostituto per Oliver Glasner; la minaccia inglese è concreta poiché la famiglia di Iraola si trova benissimo in Inghilterra dopo il fantastico percorso triennale alla guida del Bournemouth, culminato quest'anno con il raggiungimento del sesto posto e della zona Europa League dopo il dodicesimo posto nel 2023-24 e il nono nel 2024-25. Per convincerlo a sposare le superiori ambizioni del Milan rispetto a quelle del Palace, la dirigenza si sta muovendo da tempo: un primo contatto è avvenuto un mese fa con l'amministratore delegato Furlani e il direttore tecnico Moncada, seguito due settimane fa da un incontro a Londra con il patron Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, mentre nelle prossime ore è previsto un nuovo faccia a faccia nella City per cercare di sbaragliare definitivamente la concorrenza. Non potendo contare sui ricavi della Champions League per via del bilancio da tutelare, il Milan proporrà a Iraola una strategia simile a quella adottata l'anno precedente con l'ingaggio di Allegri, offrendogli un progetto di consolidamento biennale della rosa tramite innesti di spessore e garantendogli massima protezione societaria in caso di difficoltà iniziali, chiedendo in cambio l'applicazione del suo tipico calcio offensivo e aggressivo. Qualora la pista Iraola dovesse sfumare, restano vive le alternative rappresentate dallo stesso Oliver Glasner, da Mauricio Pochettino e da Xavi, il quale ha già inviato segnali di apertura tramite il proprio entourage, mentre appare ormai irraggiungibile Unai Emery, blindato dall'Aston Villa con un ingaggio da top club europeo. Oltre alla panchina, si registrano importanti novità anche per l'organigramma societario: Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic si sono recati a Vienna per incontrare Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico della nazionale austriaca e già vicinissimo al Milan nel 2020, quando l'allora amministratore delegato Ivan Gazidis voleva affidargli la panchina prima dell'opposizione di Boban e Maldini che portò alla conferma di Pioli. A sei anni di distanza da quegli eventi, il sessantasettenne tedesco viene valutato per il ruolo di direttore sportivo nell'area tecnica rossonera, forte di una carriera che lo ha visto guidare con successo l'universo Red Bull a Lipsia prima di una parentesi negativa al Manchester United nel 2021-22 e della successiva nomina a ct dell'Austria; sulla panchina della nazionale austriaca Rangnick ha ottenuto ottimi risultati, superando Francia e Olanda nel girone di Euro 2024 prima dell'eliminazione agli ottavi contro la Turchia, e centrando successivamente una storica qualificazione ai Mondiali davanti a Bosnia e Romania, riportando il paese alla massima competizione planetaria dopo 28 anni di assenza per inserito nel gruppo J con Argentina, Algeria e Giordania.

Tuttosport su Iraola, Glasner, Xavi, Inigo Perez, Van Bommel e Rangnick: Il Milan si appresta a vivere una profonda rivoluzione che segna il passaggio da una gestione incentrata sulla conoscenza della Serie A – naufragata definitivamente all'inizio di questa settimana con l'uscita dalla zona Champions League e il conseguente licenziamento in blocco dello staff, a partire dal tecnico Massimiliano Allegri – verso un modello societario quasi interamente straniero. Il patron Gerry Cardinale, affiancato dall'uomo forte di RedBird Calvelli e da un Zlatan Ibrahimovic sempre più centrale nelle logiche di business del club, sta guidando in prima persona la ricostruzione della triade rossonera, partendo dalla pressante necessità di ingaggiare il nuovo allenatore. Dopo i sondaggi infruttuosi per Xabi Alonso e Maresca, il candidato principale è diventato Andoni Iraola, tecnico basco liberatosi dal Bournemouth e corteggiato da numerosi club europei, tra cui il Crystal Palace (pronto a offrirgli oltre 8 milioni di ingaggio), il Newcastle, il Bayer Leverkusen e il Benfica. Per battere la forte concorrenza e recuperare il terreno perduto, la dirigenza milanista si è recata a Londra per un secondo incontro ravvicinato con Iraola – dopo un primo summit avvenuto già il 15 maggio scorso, all'indomani della sconfitta interna contro l'Atalanta – mettendo sul piatto una proposta di contratto triennale da 4 milioni di euro a stagione più bonus. Se la trattativa con il tecnico basco non dovesse andare in porto a causa delle tempistiche ristrette, la prima alternativa porta a Oliver Glasner, allenatore austriaco in uscita dal Crystal Palace dopo la finale di Conference League, il cui agente potrebbe essere stato approcciato durante un presunto blitz parallelo della dirigenza a Vienna; appaiono invece in calo le quotazioni di Xavi, difficile un ritorno di fiamma per Ralf Rangnick, mentre sullo sfondo restano le ipotesi Mark van Bommel e Iñigo Pérez del Rayo Vallecano.

CorSera: Il Milan sta accelerando decisamente per Andoni Iraola, il tecnico quarantaduenne basco che ha appena risolto il suo contratto con il Bournemouth dopo averlo condotto al sesto posto in Premier League e che adesso si trova in prima fila per la panchina rossonera. I contatti si sono intensificati nelle ultime ore, ma l'amministratore delegato Giorgio Furlani e il patron Gerry Cardinale lo avevano già incontrato a Londra nelle settimane precedenti, ben prima del recente disastro contro il Cagliari che è costato la qualificazione in Champions League; un retroscena che dimostra come l'esonero di Massimiliano Allegri fosse pianificato da tempo, a prescindere dalle dichiarazioni di facciata. Iraola fa parte di una lista ristretta di candidati che include anche Xavi, Oliver Glasner, Mauricio Pochettino, Thiago Motta e, a sorpresa, il ritorno di fiamma di Ralf Rangnick. Il profilo ricercato da Cardinale è chiaro e punta a una mentalità moderna e a una filosofia di gioco offensiva in stile Cesc Fàbregas, l'esatto contrario del calcio di Allegri, licenziato dal businessman americano proprio perché giudicato troppo difensivo. Il proprietario del club si è preso una settimana di tempo per fare la scelta definitiva insieme al suo braccio destro Zlatan Ibrahimovic, socio e figura sempre più centrale nel Milan. Ibrahimovic ha vinto il braccio di ferro con Allegri e si è ripreso la leadership del club, trovandosi ora davanti a una sfida complessa per rimediare al crollo dei risultati e alle troppe scelte sbagliate commesse dalla cacciata di Paolo Maldini nell'estate 2023, tra cui il fallimento delle precedenti guide tecniche di Fonseca e Conceicao che avevano portato la squadra all'ottavo posto due anni fa. Rispetto a questi ultimi, considerati subito dei rimpiazzi, Iraola è uno dei tecnici più stimati d'Europa, cercato anche da Benfica, Crystal Palace e Bayer Leverkusen, ed è noto per la sua abilità nel valorizzare i calciatori, segnando una netta rottura con Allegri, a cui la proprietà contestava proprio il deprezzamento di elementi chiave come Pulisic e Rafael Leao. A proposito di Leao, il suo destino sembra ormai segnato: il portoghese ha rifiutato le offerte turche di Galatasaray e Fenerbahce, si sente amareggiato per non essere più al centro del progetto rossonero nonostante i 9 gol stagionali realizzati giocando spesso fuori ruolo e infortunato, e punta ora a un trasferimento in Premier League. Leao intende aspettare la vetrina del Mondiale per attirare proposte ufficiali, mentre il Milan lo ha di fatto messo sul mercato fissando il prezzo a 50 milioni di euro. Insieme a lui, molti altri giocatori potrebbero cambiare aria, a partire da Luka Modric, legato profondamente all'ormai ex tecnico Allegri. La rivoluzione societaria è totale, dato che Cardinale ha azzerato l'intero board licenziando in un colpo solo l'allenatore, l'amministratore delegato Furlani, il capo dello scouting Geoffrey Moncada e il direttore sportivo Igli Tare, quest'ultimo apparso visibilmente commosso nello svuotare il proprio ufficio. In questo scenario di totale rifondazione, un ruolo centrale sarà ricoperto da Calvelli, incaricato di scegliere il nuovo amministratore delegato (con Ian Ayre, ex Liverpool ora al Nashville, come ultimo nome sondato) e il nuovo direttore sportivo, ruoli per i quali piacciono anche Lee Congerton e Txiki Begiristain. Per evitare ulteriori errori in quello che si prospetta come un vero e proprio anno zero, la scelta della dirigenza dovrà necessariamente precedere e sostenere quella del nuovo allenatore, nel tentativo di placare la forte delusione e la rabbia della tifoseria rossonera.

CorSport sul Milan in pressing per Iraola: monostante Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic abbiano recentemente lasciato l'Italia, i contatti dei vertici di RedBird per la ricerca del successore di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan restano intensi e geograficamente ramificati, focalizzandosi sui primi due profili della lista: lo spagnolo Xavi e il basco Andoni Iraola. La dirigenza rossonera si è imposta una tempistica serrata di sette-dieci giorni per la nomina del nuovo allenatore, così da pianificare tempestivamente le strategie e le gerarchie del mercato estivo. Il gradimento nei confronti di Iraola è in costante ascesa, forte anche del fatto che il tecnico ha congelato i colloqui avviati con il Crystal Palace proprio per valutare la proposta milanista, un biennale con opzione da quattro milioni di euro netti a stagione discusso in incontri sia fisici sia telematici programmati in settimana. Iraola è reduce da uno straordinario sesto posto con il Bournemouth, centrato in Premier League nonostante in estate la squadra fosse stata privata di elementi preziosi come Kerkez, Huijsen, Zabarnyj e Ouattara, e malgrado la cessione a gennaio dell'attaccante Semenyo, acquistato dal Manchester City per 72 milioni di euro. Proprio Semenyo, descrivendo i metodi del tecnico basco, ne ha evidenziato la cura maniacale e l'abitudine di non concedere alcun giorno di riposo settimanale alla squadra, oltre alla costante presenza del suo inseparabile taccuino in panchina. L'alternativa di grande appeal internazionale è rappresentata da Xavi, con il quale Ibrahimovic mantiene rapporti generalmente positivi nonostante i trascorsi ai tempi del Barcellona. In merito a quell'esperienza nello spogliatoio blaugrana, Ibrahimovic scrisse nel suo libro: "Avevo già capito che il Barcellona era un po’ come una scuola, un collegio. I giocatori erano fantastici, ma nessuno si comportava da superstar e questo era strano. Messi, Xavi, Iniesta e tutta la combriccola sembravano tanti scolaretti. I migliori giocatori del mondo stavano lì a inchinarsi, e io non ci capivo niente. Era ridicolo. Se in Italia un allenatore dice salta, i campioni si domandano: embe’, perché dovremmo saltare? Qui saltavano tutti al minimo cenno, come fossero cagnolini ammaestrati. Io non mi ci ritrovavo, proprio per niente". Dichiarazioni che all'epoca stupirono lo stesso Xavi, ma oggi la situazione è mutata e Ibrahimovic si sta muovendo in prima persona per verificarne la disponibilità a guidare il Milan, apprezzandone l'impostazione di gioco marcatamente offensiva e la caratura globale.

Secondo quanto riportato dalla Spagna, per quello che può valere, Iraola prefeirebbe il Palace al Milan.
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Per come siamo messi adesso, la verità è che giusto un altro cialtrone a fine carriera stile Allegri accetterebbe di allenare il Circo Milan.
Iraola sta aspettando di capire quello che succederà al Crystal Palace, che gioca la finale di conference stasera.

Un giovane in ascesa che lo fa è un pazzo o un demente, per come la vedo io, perchè rischia di affossare la carriera.

Siamo tornati in piena Banter Era, quando in panchina avevamo ex giocatori esordienti alla Inzaghi, Seedorf, Brocchi. Vedrete che torneremo li.

Il discorso del budget è ridicolo come ogni anno. Lo sappiamo benissimo che è ridotto all'osso e dipende dalle cessioni e basta. E' cosi ogni stagione, con o senza la Champions.
Qui si prendeva letteralmente in giro Luis Enrique durante le conferenze e le sue interviste. Veniva trattato come uno scemo.

Lo stesso Cesc fa fatica a relazionarsi con un certo giornalismo ed una certa narrazione.

Giovane in rampa di lancio che vuole venire in Italia, deve sapere che ha molte possibilità di uscirne con le ossa rotte. Da sempre, se non è Italiano, furbo e pure mascalzone non ci va bene.
 

UDG

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Calciomercato.com: Milan e Iraola sono d’accordo su ingaggio e durata del contratto. Nelle prossime ore nuovi contatti perché il tecnico basco vuole capirne di più sul progetto, la campagna di rafforzamento e il budget che sarà molto limitato considerando il quinto posto finale ( circa 30/35)

News precedenti su Iraola e tutte le alternative.

La GDS descrive le grandi manovre in corso in casa Milan per la pianificazione tecnica del futuro, focalizzandosi in particolare sulla ricerca del nuovo allenatore e sul potenziale inserimento di una nuova figura dirigenziale. In pole position per la successione di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera c'è il tecnico basco Andoni Iraola, per il quale la dirigenza ha pronto un contratto biennale o triennale (con rinnovo automatico legato alla qualificazione in Champions League) con una base economica superiore ai tre milioni di euro a stagione più bonus. Il club di via Aldo Rossi deve però fare i conti con la fretta e con una forte concorrenza, legata in particolar modo al pressing del Crystal Palace, club inglese alla ricerca di un sostituto per Oliver Glasner; la minaccia inglese è concreta poiché la famiglia di Iraola si trova benissimo in Inghilterra dopo il fantastico percorso triennale alla guida del Bournemouth, culminato quest'anno con il raggiungimento del sesto posto e della zona Europa League dopo il dodicesimo posto nel 2023-24 e il nono nel 2024-25. Per convincerlo a sposare le superiori ambizioni del Milan rispetto a quelle del Palace, la dirigenza si sta muovendo da tempo: un primo contatto è avvenuto un mese fa con l'amministratore delegato Furlani e il direttore tecnico Moncada, seguito due settimane fa da un incontro a Londra con il patron Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, mentre nelle prossime ore è previsto un nuovo faccia a faccia nella City per cercare di sbaragliare definitivamente la concorrenza. Non potendo contare sui ricavi della Champions League per via del bilancio da tutelare, il Milan proporrà a Iraola una strategia simile a quella adottata l'anno precedente con l'ingaggio di Allegri, offrendogli un progetto di consolidamento biennale della rosa tramite innesti di spessore e garantendogli massima protezione societaria in caso di difficoltà iniziali, chiedendo in cambio l'applicazione del suo tipico calcio offensivo e aggressivo. Qualora la pista Iraola dovesse sfumare, restano vive le alternative rappresentate dallo stesso Oliver Glasner, da Mauricio Pochettino e da Xavi, il quale ha già inviato segnali di apertura tramite il proprio entourage, mentre appare ormai irraggiungibile Unai Emery, blindato dall'Aston Villa con un ingaggio da top club europeo. Oltre alla panchina, si registrano importanti novità anche per l'organigramma societario: Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic si sono recati a Vienna per incontrare Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico della nazionale austriaca e già vicinissimo al Milan nel 2020, quando l'allora amministratore delegato Ivan Gazidis voleva affidargli la panchina prima dell'opposizione di Boban e Maldini che portò alla conferma di Pioli. A sei anni di distanza da quegli eventi, il sessantasettenne tedesco viene valutato per il ruolo di direttore sportivo nell'area tecnica rossonera, forte di una carriera che lo ha visto guidare con successo l'universo Red Bull a Lipsia prima di una parentesi negativa al Manchester United nel 2021-22 e della successiva nomina a ct dell'Austria; sulla panchina della nazionale austriaca Rangnick ha ottenuto ottimi risultati, superando Francia e Olanda nel girone di Euro 2024 prima dell'eliminazione agli ottavi contro la Turchia, e centrando successivamente una storica qualificazione ai Mondiali davanti a Bosnia e Romania, riportando il paese alla massima competizione planetaria dopo 28 anni di assenza per inserito nel gruppo J con Argentina, Algeria e Giordania.

Tuttosport su Iraola, Glasner, Xavi, Inigo Perez, Van Bommel e Rangnick: Il Milan si appresta a vivere una profonda rivoluzione che segna il passaggio da una gestione incentrata sulla conoscenza della Serie A – naufragata definitivamente all'inizio di questa settimana con l'uscita dalla zona Champions League e il conseguente licenziamento in blocco dello staff, a partire dal tecnico Massimiliano Allegri – verso un modello societario quasi interamente straniero. Il patron Gerry Cardinale, affiancato dall'uomo forte di RedBird Calvelli e da un Zlatan Ibrahimovic sempre più centrale nelle logiche di business del club, sta guidando in prima persona la ricostruzione della triade rossonera, partendo dalla pressante necessità di ingaggiare il nuovo allenatore. Dopo i sondaggi infruttuosi per Xabi Alonso e Maresca, il candidato principale è diventato Andoni Iraola, tecnico basco liberatosi dal Bournemouth e corteggiato da numerosi club europei, tra cui il Crystal Palace (pronto a offrirgli oltre 8 milioni di ingaggio), il Newcastle, il Bayer Leverkusen e il Benfica. Per battere la forte concorrenza e recuperare il terreno perduto, la dirigenza milanista si è recata a Londra per un secondo incontro ravvicinato con Iraola – dopo un primo summit avvenuto già il 15 maggio scorso, all'indomani della sconfitta interna contro l'Atalanta – mettendo sul piatto una proposta di contratto triennale da 4 milioni di euro a stagione più bonus. Se la trattativa con il tecnico basco non dovesse andare in porto a causa delle tempistiche ristrette, la prima alternativa porta a Oliver Glasner, allenatore austriaco in uscita dal Crystal Palace dopo la finale di Conference League, il cui agente potrebbe essere stato approcciato durante un presunto blitz parallelo della dirigenza a Vienna; appaiono invece in calo le quotazioni di Xavi, difficile un ritorno di fiamma per Ralf Rangnick, mentre sullo sfondo restano le ipotesi Mark van Bommel e Iñigo Pérez del Rayo Vallecano.

CorSera: Il Milan sta accelerando decisamente per Andoni Iraola, il tecnico quarantaduenne basco che ha appena risolto il suo contratto con il Bournemouth dopo averlo condotto al sesto posto in Premier League e che adesso si trova in prima fila per la panchina rossonera. I contatti si sono intensificati nelle ultime ore, ma l'amministratore delegato Giorgio Furlani e il patron Gerry Cardinale lo avevano già incontrato a Londra nelle settimane precedenti, ben prima del recente disastro contro il Cagliari che è costato la qualificazione in Champions League; un retroscena che dimostra come l'esonero di Massimiliano Allegri fosse pianificato da tempo, a prescindere dalle dichiarazioni di facciata. Iraola fa parte di una lista ristretta di candidati che include anche Xavi, Oliver Glasner, Mauricio Pochettino, Thiago Motta e, a sorpresa, il ritorno di fiamma di Ralf Rangnick. Il profilo ricercato da Cardinale è chiaro e punta a una mentalità moderna e a una filosofia di gioco offensiva in stile Cesc Fàbregas, l'esatto contrario del calcio di Allegri, licenziato dal businessman americano proprio perché giudicato troppo difensivo. Il proprietario del club si è preso una settimana di tempo per fare la scelta definitiva insieme al suo braccio destro Zlatan Ibrahimovic, socio e figura sempre più centrale nel Milan. Ibrahimovic ha vinto il braccio di ferro con Allegri e si è ripreso la leadership del club, trovandosi ora davanti a una sfida complessa per rimediare al crollo dei risultati e alle troppe scelte sbagliate commesse dalla cacciata di Paolo Maldini nell'estate 2023, tra cui il fallimento delle precedenti guide tecniche di Fonseca e Conceicao che avevano portato la squadra all'ottavo posto due anni fa. Rispetto a questi ultimi, considerati subito dei rimpiazzi, Iraola è uno dei tecnici più stimati d'Europa, cercato anche da Benfica, Crystal Palace e Bayer Leverkusen, ed è noto per la sua abilità nel valorizzare i calciatori, segnando una netta rottura con Allegri, a cui la proprietà contestava proprio il deprezzamento di elementi chiave come Pulisic e Rafael Leao. A proposito di Leao, il suo destino sembra ormai segnato: il portoghese ha rifiutato le offerte turche di Galatasaray e Fenerbahce, si sente amareggiato per non essere più al centro del progetto rossonero nonostante i 9 gol stagionali realizzati giocando spesso fuori ruolo e infortunato, e punta ora a un trasferimento in Premier League. Leao intende aspettare la vetrina del Mondiale per attirare proposte ufficiali, mentre il Milan lo ha di fatto messo sul mercato fissando il prezzo a 50 milioni di euro. Insieme a lui, molti altri giocatori potrebbero cambiare aria, a partire da Luka Modric, legato profondamente all'ormai ex tecnico Allegri. La rivoluzione societaria è totale, dato che Cardinale ha azzerato l'intero board licenziando in un colpo solo l'allenatore, l'amministratore delegato Furlani, il capo dello scouting Geoffrey Moncada e il direttore sportivo Igli Tare, quest'ultimo apparso visibilmente commosso nello svuotare il proprio ufficio. In questo scenario di totale rifondazione, un ruolo centrale sarà ricoperto da Calvelli, incaricato di scegliere il nuovo amministratore delegato (con Ian Ayre, ex Liverpool ora al Nashville, come ultimo nome sondato) e il nuovo direttore sportivo, ruoli per i quali piacciono anche Lee Congerton e Txiki Begiristain. Per evitare ulteriori errori in quello che si prospetta come un vero e proprio anno zero, la scelta della dirigenza dovrà necessariamente precedere e sostenere quella del nuovo allenatore, nel tentativo di placare la forte delusione e la rabbia della tifoseria rossonera.

CorSport sul Milan in pressing per Iraola: monostante Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic abbiano recentemente lasciato l'Italia, i contatti dei vertici di RedBird per la ricerca del successore di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan restano intensi e geograficamente ramificati, focalizzandosi sui primi due profili della lista: lo spagnolo Xavi e il basco Andoni Iraola. La dirigenza rossonera si è imposta una tempistica serrata di sette-dieci giorni per la nomina del nuovo allenatore, così da pianificare tempestivamente le strategie e le gerarchie del mercato estivo. Il gradimento nei confronti di Iraola è in costante ascesa, forte anche del fatto che il tecnico ha congelato i colloqui avviati con il Crystal Palace proprio per valutare la proposta milanista, un biennale con opzione da quattro milioni di euro netti a stagione discusso in incontri sia fisici sia telematici programmati in settimana. Iraola è reduce da uno straordinario sesto posto con il Bournemouth, centrato in Premier League nonostante in estate la squadra fosse stata privata di elementi preziosi come Kerkez, Huijsen, Zabarnyj e Ouattara, e malgrado la cessione a gennaio dell'attaccante Semenyo, acquistato dal Manchester City per 72 milioni di euro. Proprio Semenyo, descrivendo i metodi del tecnico basco, ne ha evidenziato la cura maniacale e l'abitudine di non concedere alcun giorno di riposo settimanale alla squadra, oltre alla costante presenza del suo inseparabile taccuino in panchina. L'alternativa di grande appeal internazionale è rappresentata da Xavi, con il quale Ibrahimovic mantiene rapporti generalmente positivi nonostante i trascorsi ai tempi del Barcellona. In merito a quell'esperienza nello spogliatoio blaugrana, Ibrahimovic scrisse nel suo libro: "Avevo già capito che il Barcellona era un po’ come una scuola, un collegio. I giocatori erano fantastici, ma nessuno si comportava da superstar e questo era strano. Messi, Xavi, Iniesta e tutta la combriccola sembravano tanti scolaretti. I migliori giocatori del mondo stavano lì a inchinarsi, e io non ci capivo niente. Era ridicolo. Se in Italia un allenatore dice salta, i campioni si domandano: embe’, perché dovremmo saltare? Qui saltavano tutti al minimo cenno, come fossero cagnolini ammaestrati. Io non mi ci ritrovavo, proprio per niente". Dichiarazioni che all'epoca stupirono lo stesso Xavi, ma oggi la situazione è mutata e Ibrahimovic si sta muovendo in prima persona per verificarne la disponibilità a guidare il Milan, apprezzandone l'impostazione di gioco marcatamente offensiva e la caratura globale.

Secondo quanto riportato dalla Spagna, per quello che può valere, Iraola prefeirebbe il Palace al Milan.

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Gerry forse ha visto Spiderman 🤣🤣
 
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Io non riesco ancora a capacitarmi come faccia e con che faccia il Milan possa portare avanti trattative del genere.

Senza AD, senza DS, arriva un ex calciatore ignorante buzzurro socio di Redbird che va da professionisti del calcio a proporgli di lavorare per il Milan.

Io fossi Iraola risponderei al clown svedese: "scusi, ma lei a che titolo mi propone la panchina del Milan? Non è una truffa? E con chi dovrei parlare per il mercato? Il Milan acquista prima l'allenatore e poi i dirigenti?"
E poi andrei in bagno a chiamare i carabinieri di nascosto.
 
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Le voci sulla totale incompetenza societaria girano ragazzi... ed ormai sono confermate da più parti e lo fanno da anni...

Un emergente non verrà MAI in questo circo a rovinarsi la carriera...

Giusto un fallito, un disoccupato od uno in cerca della rinascita (o di una sfida impossibile) possono venire al milan attuale...
E' per questo che la mia prima scelta era e resta Thiago Motta. Tra quelli "in cerca di una rinascita" secondo me è il migliore disponibile.
Poi alcuni possono considerarlo scarso, o già un fallito, ma io l'ho visto qui a Bologna ed ha grandi qualità. E conosce il calcio italiano. Certo, il fallimento da noi è sempre dietro l'angolo, ma visto che dobbiamo pur ricominciare da qualcuno...
 

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