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Tuttosport descrive la delicata fase di transizione e programmazione che attende il Milan, focalizzandosi sulla probabile presenza in tribuna di Gerry Cardinale per la partita contro il Cagliari. Una sfida che si spera possa sancire la qualificazione in Champions League davanti al proprio pubblico, inaugurando la prima estate senza i vincoli finanziari legati a Elliott. Cardinale, noto per essere un manager decisionista capace di scelte impopolari, si prepara a entrare nel vivo delle consultazioni con i suoi collaboratori per pianificare la prossima stagione, analizzando i risultati sportivi alla luce di un mandato aziendale che è sempre rimasto chiaro, ovvero l'autofinanziamento e il pareggio di bilancio. Questo obiettivo economico è stato rigorosamente rispettato da Giorgio Furlani attraverso numerose operazioni di calciomercato basate sul player-trading e sui contratti di sponsorizzazione, ma ora il focus si sposta sulla necessità di modificare la strategia di investimento per rendere la squadra più competitiva e solida, capace anche di rifiutare offerte importanti per i propri gioielli. Il recente vertice londinese tra Cardinale, Furlani, Calvelli, Ibrahimovic e Montini non ha portato a scossoni, confermando la volontà di Calvelli di concentrarsi sugli investimenti di RedBird in Europa pur supportando il Milan, mentre Ibrahimovic non sembra intenzionato ad assumere un ruolo di primaria importanza nella gestione del club. Tuttavia, la recente assenza dello svedese a Genova ha sollevato interrogativi, e la sua posizione appare complessa alla luce delle rivelazioni del Corriere della Sera su un pesante e irrecuperabile diverbio avvenuto con l'allenatore Massimiliano Allegri, oltre a presunte ingerenze con la rosa che hanno fatto calare la reputazione di Ibrahimovic agli occhi della tifoseria. Se Cardinale deciderà di confermare Allegri sulla panchina rossonera, dovrà fare chiarezza sul ruolo e sulle aree di azione del suo Senior Advisor. Dal canto suo, Allegri ha già tracciato una linea programmatica per l'area sportiva, ma qualora dovesse percepire che le sue indicazioni non vengono ascoltate, potrebbe valutare l'ipotesi di accettare una panchina in Nazionale con la Figc, soprattutto nel caso in cui Giovanni Malagò dovesse succedere a Gabriele Gravina. Le prossime settimane saranno dunque cruciali per il futuro immediato del Milan, e Cardinale dovrà impegnarsi in prima persona per azzerare le faide interne, anteponendo il bene comune del club agli interessi dei singoli e dimostrando di voler modificare l'approccio strategico per colmare il divario con chi ha fatto meglio, con l'obiettivo finale di ritornare a conquistare i successi richiesti dalla tifoseria.