Ibra: stop magie. Solo flop, per ogni cosa che tocca.

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Tuttosport descrive la parabola discendente di Zlatan Ibrahimovic, che ha perso la sua aura di onnipotenza da quando è tornato al Milan in veste dirigenziale. La sua popolarità è in continuo declino a causa di una gestione societaria caotica e di un atteggiamento che non incanta più nessuno. Nominato partner operativo di Red Bird nel dicembre 2023 inizialmente per supportare Stefano Pioli, Ibrahimovic ha finito per allontanare il tecnico dopo un periodo di studio. La sua prima scelta per la panchina era Lopetegui, ma la protesta dei tifosi lo ha costretto a ripiegare su Fonseca, presentato come l'uomo della svolta internazionale. L'esperienza di Fonseca è durata però solo fino al 29 dicembre 2024, quando Ibrahimovic lo ha esonerato dopo una partita contro la Roma, lasciandolo solo davanti ai giornalisti. Al suo posto è subentrato Conceiçao, il quale, nonostante la vittoria della Supercoppa, ha trascinato il Milan a un deludente ottavo posto, segnando uno dei punti sportivi più bassi degli ultimi anni per il club. Successivamente, con gli arrivi di Tare e Allegri, lo svedese avrebbe dovuto fare un passo indietro, ma la sua incapacità di restare in secondo piano lo ha spinto a interferire con continue telefonate e consigli non richiesti ai calciatori, generando ulteriore caos. Questa tendenza all'ingerenza, che evoca i passati scenari legati a Rangnick, ha ormai sparso in Europa la voce che sia impossibile lavorare con lui, complicando la ricostruzione della squadra. Nel frattempo, affetto da una costante smania di protagonismo, Ibrahimovic si è diviso tra incontri di arti marziali, spot pubblicitari e un soggiorno negli Stati Uniti durante i Mondiali per promuovere se stesso come brand. Tuttavia, anche questa avventura americana si è rivelata un flop: il New York Times lo ha stroncato duramente come commentatore sportivo per la sua scarsa conoscenza delle squadre, evidenziando come le sue storiche spacconate non facciano più presa sul pubblico statunitense. Con la fine delle sue magie sul campo, anche l'ambiente milanista sta perdendo la pazienza, e per riconquistare i tifosi non basteranno più i vecchi slogan ma servirà un impegno concreto.

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bobbylukr

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Tuttosport descrive la parabola discendente di Zlatan Ibrahimovic, che ha perso la sua aura di onnipotenza da quando è tornato al Milan in veste dirigenziale. La sua popolarità è in continuo declino a causa di una gestione societaria caotica e di un atteggiamento che non incanta più nessuno. Nominato partner operativo di Red Bird nel dicembre 2023 inizialmente per supportare Stefano Pioli, Ibrahimovic ha finito per allontanare il tecnico dopo un periodo di studio. La sua prima scelta per la panchina era Lopetegui, ma la protesta dei tifosi lo ha costretto a ripiegare su Fonseca, presentato come l'uomo della svolta internazionale. L'esperienza di Fonseca è durata però solo fino al 29 dicembre 2024, quando Ibrahimovic lo ha esonerato dopo una partita contro la Roma, lasciandolo solo davanti ai giornalisti. Al suo posto è subentrato Conceiçao, il quale, nonostante la vittoria della Supercoppa, ha trascinato il Milan a un deludente ottavo posto, segnando uno dei punti sportivi più bassi degli ultimi anni per il club. Successivamente, con gli arrivi di Tare e Allegri, lo svedese avrebbe dovuto fare un passo indietro, ma la sua incapacità di restare in secondo piano lo ha spinto a interferire con continue telefonate e consigli non richiesti ai calciatori, generando ulteriore caos. Questa tendenza all'ingerenza, che evoca i passati scenari legati a Rangnick, ha ormai sparso in Europa la voce che sia impossibile lavorare con lui, complicando la ricostruzione della squadra. Nel frattempo, affetto da una costante smania di protagonismo, Ibrahimovic si è diviso tra incontri di arti marziali, spot pubblicitari e un soggiorno negli Stati Uniti durante i Mondiali per promuovere se stesso come brand. Tuttavia, anche questa avventura americana si è rivelata un flop: il New York Times lo ha stroncato duramente come commentatore sportivo per la sua scarsa conoscenza delle squadre, evidenziando come le sue storiche spacconate non facciano più presa sul pubblico statunitense. Con la fine delle sue magie sul campo, anche l'ambiente milanista sta perdendo la pazienza, e per riconquistare i tifosi non basteranno più i vecchi slogan ma servirà un impegno concreto.

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Il suo personaggio strafottente, sopra le righe e megalomane era tollerato in campo e fuori solo in ragione del suo valore come giocatore. Ora che non gioca più risulta insopportabile a chiunque.
 

evideon

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Tuttosport descrive la parabola discendente di Zlatan Ibrahimovic, che ha perso la sua aura di onnipotenza da quando è tornato al Milan in veste dirigenziale. La sua popolarità è in continuo declino a causa di una gestione societaria caotica e di un atteggiamento che non incanta più nessuno. Nominato partner operativo di Red Bird nel dicembre 2023 inizialmente per supportare Stefano Pioli, Ibrahimovic ha finito per allontanare il tecnico dopo un periodo di studio. La sua prima scelta per la panchina era Lopetegui, ma la protesta dei tifosi lo ha costretto a ripiegare su Fonseca, presentato come l'uomo della svolta internazionale. L'esperienza di Fonseca è durata però solo fino al 29 dicembre 2024, quando Ibrahimovic lo ha esonerato dopo una partita contro la Roma, lasciandolo solo davanti ai giornalisti. Al suo posto è subentrato Conceiçao, il quale, nonostante la vittoria della Supercoppa, ha trascinato il Milan a un deludente ottavo posto, segnando uno dei punti sportivi più bassi degli ultimi anni per il club. Successivamente, con gli arrivi di Tare e Allegri, lo svedese avrebbe dovuto fare un passo indietro, ma la sua incapacità di restare in secondo piano lo ha spinto a interferire con continue telefonate e consigli non richiesti ai calciatori, generando ulteriore caos. Questa tendenza all'ingerenza, che evoca i passati scenari legati a Rangnick, ha ormai sparso in Europa la voce che sia impossibile lavorare con lui, complicando la ricostruzione della squadra. Nel frattempo, affetto da una costante smania di protagonismo, Ibrahimovic si è diviso tra incontri di arti marziali, spot pubblicitari e un soggiorno negli Stati Uniti durante i Mondiali per promuovere se stesso come brand. Tuttavia, anche questa avventura americana si è rivelata un flop: il New York Times lo ha stroncato duramente come commentatore sportivo per la sua scarsa conoscenza delle squadre, evidenziando come le sue storiche spacconate non facciano più presa sul pubblico statunitense. Con la fine delle sue magie sul campo, anche l'ambiente milanista sta perdendo la pazienza, e per riconquistare i tifosi non basteranno più i vecchi slogan ma servirà un impegno concreto.

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Ho sempre pensato che se non avesse avuto il dono dalla natura di essere un mostro fisicamente e con doti tecniche calcistiche fuori dal comune, con il carattere che ha, sarebbe stato un completo disadattato alla vita.
 
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Ho sempre pensato che se non avesse avuto il dono dalla natura di essere un mostro fisicamente e con doti tecniche calcistiche fuori dal comune, con il carattere che ha, sarebbe stato un completo disadattato alla vita.
Beh, è riuscito nell'impresa di esserlo comunque con un talento tra i 20 piu grandi di sempre.
Non era facile.
 
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Tuttosport descrive la parabola discendente di Zlatan Ibrahimovic, che ha perso la sua aura di onnipotenza da quando è tornato al Milan in veste dirigenziale. La sua popolarità è in continuo declino a causa di una gestione societaria caotica e di un atteggiamento che non incanta più nessuno. Nominato partner operativo di Red Bird nel dicembre 2023 inizialmente per supportare Stefano Pioli, Ibrahimovic ha finito per allontanare il tecnico dopo un periodo di studio. La sua prima scelta per la panchina era Lopetegui, ma la protesta dei tifosi lo ha costretto a ripiegare su Fonseca, presentato come l'uomo della svolta internazionale. L'esperienza di Fonseca è durata però solo fino al 29 dicembre 2024, quando Ibrahimovic lo ha esonerato dopo una partita contro la Roma, lasciandolo solo davanti ai giornalisti. Al suo posto è subentrato Conceiçao, il quale, nonostante la vittoria della Supercoppa, ha trascinato il Milan a un deludente ottavo posto, segnando uno dei punti sportivi più bassi degli ultimi anni per il club. Successivamente, con gli arrivi di Tare e Allegri, lo svedese avrebbe dovuto fare un passo indietro, ma la sua incapacità di restare in secondo piano lo ha spinto a interferire con continue telefonate e consigli non richiesti ai calciatori, generando ulteriore caos. Questa tendenza all'ingerenza, che evoca i passati scenari legati a Rangnick, ha ormai sparso in Europa la voce che sia impossibile lavorare con lui, complicando la ricostruzione della squadra. Nel frattempo, affetto da una costante smania di protagonismo, Ibrahimovic si è diviso tra incontri di arti marziali, spot pubblicitari e un soggiorno negli Stati Uniti durante i Mondiali per promuovere se stesso come brand. Tuttavia, anche questa avventura americana si è rivelata un flop: il New York Times lo ha stroncato duramente come commentatore sportivo per la sua scarsa conoscenza delle squadre, evidenziando come le sue storiche spacconate non facciano più presa sul pubblico statunitense. Con la fine delle sue magie sul campo, anche l'ambiente milanista sta perdendo la pazienza, e per riconquistare i tifosi non basteranno più i vecchi slogan ma servirà un impegno concreto.

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"Negli USA gode di grande fama"

Non lo sopporta più nessuno a questo.
 
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