Non so, anch'io a lungo ho pensato che il calcio italiano fosse in questa situazione per aver in quale modo tradito la sua natura, ma non ne sono più così convinto.
Se guardiamo all'èlite di questo gioco, rappresentata appunto dalle squadre inglesi, dal PSG, dal Bayern e dalle due spagnole, vediamo proposte di gioco votate all'attacco, dove si sappia pressare e giocare di squadra.
Io non so quanto il modello italiano, catenaccio e contropiede, possa sopravvivere in mezzo a tutto questo, anche volendo ritornare alle nostre origini.
È il gioco che sta cambiando ed è proprio a causa di questa evoluzione che le grandi individualità, o comunque gli specialisti, stanno scomparendo; non darei la colpa alla Premier League.
A questo aggiungici anche altri problemi che ci affliggono, come la mancanza di un vero movimento calcistico italiano, poiché lo sviluppo del calcio in Italia è sempre stato legato a grandi personalità come gli Agnelli, i Moratti, oppure Rizzoli e Berlusconi nel nostro caso.
La questione è più complessa.