Giuseppe Verdi "transgender". Manifesto a Parma.

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sunburn

Member
Non sono d’accordo, Sunburn, o meglio, sono d’accordo in parte. Dici correttamente che manipolare a fini politici un coro di Verdi sia sbagliato e offensivo e allora, secondo la stessa logica, manipolare l’immagine di Verdi per sponsorizzare un ideale è sbagliato e offensivo. Rappresentare Verdi come Topolino fa sorridere, certo, perché non c’è nessuna intenzione di stravolgerne la figura per fini propagandistici: non sono due operazioni assimilabili ontologicamente parlando. Sono un fautore del lasciare il passato per quello che è, senza appropriarsene indebitamente: lo sai che il mio cuore gronda sangue se penso agli scempi che il fascismo ha perpetrato ai danni dell’antico simbolismo romano o all’idea che la swastika, antichissimo simbolo indoeuropeo e quindi indiano, greco e romano, sia associata al nazismo. Lasciamo stare quel che è stato e si cerchi piuttosto di educare le nuove generazioni al rispetto.
Ma anche io la penso come te: lascerei il passato al passato. Per esempio, a me dà molto fastidio che "Balilla" venga ormai usato come simbolo di sottimissione per l'utilizzo fattone durante il fascismo, quando in realtà la figura è il simbolo di uno degli eventi più emblematici della ribellione all'impero asburgico. Tant'è vero che viene citato da Mameli, "i bimbi d'Italia si chiaman Balilla", per spronare idealmente quelli che sarebbero poi diventati gli "italiani".
Quel che volevo dire è che, una volta che si accetta l'utilizzo di personaggi o simboli del passato per la finalità X non ha senso indignarsi se vengono usati per la finalità Y solo perché non la si condivide.
 
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gabri65

BFMI-class member
Io non mi godo un bel niente di queste porcate.
Piuttosto, è ogni volta un pugno nello stomaco vedere a quali livelli sta arrivando la società "moderna".
Ma, idea mia che potrebbe anche essere sbagliata, credo che prima o poi tutto questo estremismo potrebbe finire col collassare, sotto la spinta di una ritrovata voglia di "normalità", secondo tradizione.
Ho come l'impressione che gli appartenenti alle comunità LGBT & co. stiano tirando troppo la corda, sull'onda della moda del politically correct estremo a tutti i costi.
Quando il troppo stroppia...

Lo spero vivamente.

Nessuno vuole le cose immutabili e statiche, e tutti siamo passati nella nostra vita attraverso cambiamenti.

Dovrebbero però essere cambiamenti che non falcidiano tradizioni e bellezze del passato, secondo reinterpretazioni dichiaratamente e faziosamente sociopolitiche, e che distorcono l'originale fino al punto di risultare disgustose.

Si rimbocchino le maniche, usino il cervello e facciano qualcosa di creativo e interessante, senza andare a ledere un qualcosa che non gli appartiene.

L'immagine di Verdi è un patrimonio culturale al pari di un'opera d'arte, e mostrarla così equivale ad imbrattare un quadro o prendere a martellate una statua.

Io mi meraviglio che queste azioni vomitevoli non siano pesantemente punite dal collettivo e dalle istituzioni. E' di fatto un avvallare un degrado inaccettabile. Inutile tirare in ballo la libertà di espressione, ci sono limiti che non possono e non devono essere superati.
 

Walker

Junior Member
Finirà quando dire "omosessuale" a qualcuno, rappresentare Verdi con il seno e la gonna ecc verrà percepito da una parte della popolazione come offensivo. Verdi in versione Topolino fa sorridere, il Va' pensiero riscritto per sponsorizzare un ferro da stiro andava bene, Verdi con tette e gonna per pubblicizzare un evento culturale offensivo. Perché?
Peraltro non si può non evidenziare come la polemica sia stata sollevata da membri di un partito che, dopo essersi inventato uno stato immaginario, ha usurpato una pietra miliare della tradizione italiana, il "Va' pensiero", per usarlo come """""inno nazionale""""" per perorare una fantomatica secessione dallo Stato italiano . Questo sì che rappresentava sicuramente uno sfregio all'eredità culturale di Verdi, eppure...
Perdonami ma non riesco a trovare un nesso logico tra le due cose a meno che, come sembra voglia fare tu, non la si butti palesemente in politica sviandone i connotati "culturali" e/o legati alla "moda" del giorno d'oggi.
Personalmente, non vedo dove fosse tutto questo sfregio nel prendere il 'Và pensiero' come inno al posto del ridicolo inno di Mameli, rispetto al quale, musicalmente parlando c'è una bella differenza...
Che poi politicamente non si sia stati a suo tempo d'accordo con chi lo usava è un altro discorso e ci può stare senza dubbio.
Ma ripeto, accomunare le due cose mettendole sullo stesso piano non mi pare giusto, sennò dovremmo attribuire al dilagare del "fenomeno" LGBT & co. un connotato esclusivamente politico, con tutto ciò che ne consegue...
 

Toby rosso nero

Moderatore
Membro dello Staff
Scusate l’ignoranza ma cos’è un evento queer? Veramente non so dove finiremo

Era un evento coreografico per gli under 30 iispirato a "Un ballo in maschera" di Verdi, rivisitato in chiave fluida. Anche il pubblico era invitato a vestirsi come voleva, da uomo o da donna, o da entrambi.
Nonostante il chiacchiericcio è stato un flop clamoroso, la polemica non ha avuto nessun effetto positivo per gli organizzatori.
Quindi giusto parlarne solo per insultarli.
 

sunburn

Member
Perdonami ma non riesco a trovare un nesso logico tra le due cose a meno che, come sembra voglia fare tu, non la si butti palesemente in politica sviandone i connotati "culturali" e/o legati alla "moda" del giorno d'oggi.
Personalmente, non vedo dove fosse tutto questo sfregio nel prendere il 'Và pensiero' come inno al posto del ridicolo inno di Mameli, rispetto al quale, musicalmente parlando c'è una bella differenza...
Che poi politicamente non si sia stati a suo tempo d'accordo con chi lo usava è un altro discorso e ci può stare senza dubbio.
Ma ripeto, accomunare le due cose mettendole sullo stesso piano non mi pare giusto, sennò dovremmo attribuire al dilagare del "fenomeno" LGBT & co. un connotato esclusivamente politico, con tutto ciò che ne consegue...
Senza entrare nel merito del dibattito relativo alla presunta metafora sottesa al "Va' pensiero", da alcuni affermata con convinzione per altri ingigantita ex-post, mi sembra che sia accertato il legame tra Verdi e il movimento risorgimentale. Usare una parte di una sua opera come """""inno nazionale""""" di uno stato immaginario che aveva come obiettivo lo smembramento dello Stato italiano, e quindi la negazione degli ideali e dei valori del Risorgimento, a me sembra uno sfregio in piena regola. Peraltro, sarà un limite mentale mio, ma faccio fatica a pensare che gente che andava in giro vestita da vichingo e adorava come divinità una boccetta contenente acqua sporca potesse avere tutta questa sensibilità musicale da cogliere le differenze stilistiche e artistiche tra il "Va' pensiero" e "il Canto degli Italiani"(che, peraltro, a mio parere è ingiustamente sottovalutato, pur non essendo ovviamente al livello del primo).

Detto questo, mi sembra evidente che la polemica sollevata sia di tipo politico. Se, in ipotesi, l'immagine di Verdi fosse stata usata per una campagna contro l'aborto, la parte politica che ha sbraitato per il Verdi-donna sarebbe stata in silenzio e avrebbe sbraitato l'altra parte.
Per questo, come dicevo, lasciamo il passato al passato. Ogni idea, ogni azione, ogni posizione di un personaggio storico è intrinsecamente e inscindibilmente legata al periodo storico e al contesto culturale in cui ha vissuto.
 
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