Gimenez:"Io goleador del Milan. L'infortunio e la fede per il Milan...".

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Ancora, incredibilmente, Gimenez alla cinquantesima intervista settimanale. Questa volta a DAZN:

Mi sento molto bene, in questo momento la cosa più importante è la mia caviglia e essendo a posto con la caviglia so cosa posso dare. Ho molta fiducia in me stesso e in ciò che posso contribuire alla squadra. Queste ultime otto gare sono finali. Mi sento importante nel gruppo, non solo calcisticamente ma anche all’interno del gruppo. Sono una persona molto positiva e cerco di aiutare i miei compagni"

"L'operazione? É stata una decisione molto difficile perché avevo molto entusiasmo per la stagione e per la grande squadra che avevamo costruito. Eravamo primi o secondi in classifica e volevo continuare a giocare. La verità però è che il dolore era tanto. Ho preso la decisione di operarmi insieme alla mia famiglia per stare bene e per dare quello che posso dare. Non ero al 100% e non mi piaceva. La mia famiglia é sempre stata lì per me. É stato un momento difficile perché fermarsi é sempre qualcosa di difficile, ma sono sicuro che per mano di Dio questo mi ha reso più forte".

"Se rivedremo il vero Gimenez? Sì. La realtà è che al Feyenoord stavo andando molto bene e il Milan mi ha notato. Nel momento in cui il Milan mi ha notato avevo solo un'idea in testa: diventare il goleador del Milan. È ancora nella mia mente e nei miei pensieri. So che l’unica cosa che deve fare un attaccante è fare gol e la gente sarà felice. Quello che posso dire è che lascerò il cuore in campo e i gol arriveranno.

"La fede per il MIlan? La gente lo sa, anche la mia famiglia. Ho molte foto con la maglia del Milan quando ero bambino perché era la squadra che tifavo. Mi emozionava vedere Kakà, Pirlo, Seedorf, Gattuso… una grande squadra ed io adoravo guardarli. Oggi poter indossare questa maglia è come un sogno che si avvera. Metterò sempre il Milan davanti tutto e penso di sapere cosa posso dare, mi fido molto di me stesso come giocatore e sento di non averlo ancora dimostrato. Ringrazio ancora Dio per avere questa nuova opportunità".

"I giocatori del passato? Ogni giocatore è diverso, ma Kakà mi piaceva molto. Era il mio giocatore preferito in quel periodo anche perché condividiamo la stessa fede ed è un giocatore con molta passione e con molta grinta ed eleganza ovviamente. Non mi paragono con nessun calciatore del passato, io sono Santiago Gimenez e cercherò di raccontare la mia storia".

"Allegri? Mi ha fatto guardare il calcio in modo molto più semplice. A volte la cosa più difficile è capire il calcio semplice. Allegri è questo, lui interpreta il calcio in modo facile ed è per questo che sta facendo molto bene. Penso mi abbia insegnato molto, soprattutto tatticamente e lo apprezzo molto. So che, anche se all’inizio della stagione non ho segnato gol, so quanto abbia aiutato il mister e so anche quanto lui abbia aiutato me. È un allenatore che ricorderò per il resto della mia vita".

"Il mondiale? l primo obiettivo è stare bene con la caviglia. Se starò bene posso dare ciò che voglio, gli obiettivi che provo a raggiungere possono essere raggiunti ma metto sempre la squadra al primo posto prima di me stesso. Voglio pensare una partita alla volta, abbiamo otto finali e voglio finire bene la stagione con il Milan e poi penserò al Mondiale. Ora sono qui e voglio dare tutto in queste otto partite".

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Niente, mi sa che questo è proprio un pò ritardato
 

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Ancora, incredibilmente, Gimenez alla cinquantesima intervista settimanale. Questa volta a DAZN:

Mi sento molto bene, in questo momento la cosa più importante è la mia caviglia e essendo a posto con la caviglia so cosa posso dare. Ho molta fiducia in me stesso e in ciò che posso contribuire alla squadra. Queste ultime otto gare sono finali. Mi sento importante nel gruppo, non solo calcisticamente ma anche all’interno del gruppo. Sono una persona molto positiva e cerco di aiutare i miei compagni"

"L'operazione? É stata una decisione molto difficile perché avevo molto entusiasmo per la stagione e per la grande squadra che avevamo costruito. Eravamo primi o secondi in classifica e volevo continuare a giocare. La verità però è che il dolore era tanto. Ho preso la decisione di operarmi insieme alla mia famiglia per stare bene e per dare quello che posso dare. Non ero al 100% e non mi piaceva. La mia famiglia é sempre stata lì per me. É stato un momento difficile perché fermarsi é sempre qualcosa di difficile, ma sono sicuro che per mano di Dio questo mi ha reso più forte".

"Se rivedremo il vero Gimenez? Sì. La realtà è che al Feyenoord stavo andando molto bene e il Milan mi ha notato. Nel momento in cui il Milan mi ha notato avevo solo un'idea in testa: diventare il goleador del Milan. È ancora nella mia mente e nei miei pensieri. So che l’unica cosa che deve fare un attaccante è fare gol e la gente sarà felice. Quello che posso dire è che lascerò il cuore in campo e i gol arriveranno.

"La fede per il MIlan? La gente lo sa, anche la mia famiglia. Ho molte foto con la maglia del Milan quando ero bambino perché era la squadra che tifavo. Mi emozionava vedere Kakà, Pirlo, Seedorf, Gattuso… una grande squadra ed io adoravo guardarli. Oggi poter indossare questa maglia è come un sogno che si avvera. Metterò sempre il Milan davanti tutto e penso di sapere cosa posso dare, mi fido molto di me stesso come giocatore e sento di non averlo ancora dimostrato. Ringrazio ancora Dio per avere questa nuova opportunità".

"I giocatori del passato? Ogni giocatore è diverso, ma Kakà mi piaceva molto. Era il mio giocatore preferito in quel periodo anche perché condividiamo la stessa fede ed è un giocatore con molta passione e con molta grinta ed eleganza ovviamente. Non mi paragono con nessun calciatore del passato, io sono Santiago Gimenez e cercherò di raccontare la mia storia".

"Allegri? Mi ha fatto guardare il calcio in modo molto più semplice. A volte la cosa più difficile è capire il calcio semplice. Allegri è questo, lui interpreta il calcio in modo facile ed è per questo che sta facendo molto bene. Penso mi abbia insegnato molto, soprattutto tatticamente e lo apprezzo molto. So che, anche se all’inizio della stagione non ho segnato gol, so quanto abbia aiutato il mister e so anche quanto lui abbia aiutato me. È un allenatore che ricorderò per il resto della mia vita".

"Il mondiale? l primo obiettivo è stare bene con la caviglia. Se starò bene posso dare ciò che voglio, gli obiettivi che provo a raggiungere possono essere raggiunti ma metto sempre la squadra al primo posto prima di me stesso. Voglio pensare una partita alla volta, abbiamo otto finali e voglio finire bene la stagione con il Milan e poi penserò al Mondiale. Ora sono qui e voglio dare tutto in queste otto partite".

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Mi sento molto bene, in questo momento la cosa più importante è la mia caviglia e essendo a posto con la caviglia so cosa posso dare. Ho molta fiducia in me stesso e in ciò che posso contribuire alla squadra. Queste ultime otto gare sono finali. Mi sento importante nel gruppo, non solo calcisticamente ma anche all’interno del gruppo. Sono una persona molto positiva e cerco di aiutare i miei compagni"

"L'operazione? É stata una decisione molto difficile perché avevo molto entusiasmo per la stagione e per la grande squadra che avevamo costruito. Eravamo primi o secondi in classifica e volevo continuare a giocare. La verità però è che il dolore era tanto. Ho preso la decisione di operarmi insieme alla mia famiglia per stare bene e per dare quello che posso dare. Non ero al 100% e non mi piaceva. La mia famiglia é sempre stata lì per me. É stato un momento difficile perché fermarsi é sempre qualcosa di difficile, ma sono sicuro che per mano di Dio questo mi ha reso più forte".

"Se rivedremo il vero Gimenez? Sì. La realtà è che al Feyenoord stavo andando molto bene e il Milan mi ha notato. Nel momento in cui il Milan mi ha notato avevo solo un'idea in testa: diventare il goleador del Milan. È ancora nella mia mente e nei miei pensieri. So che l’unica cosa che deve fare un attaccante è fare gol e la gente sarà felice. Quello che posso dire è che lascerò il cuore in campo e i gol arriveranno.

"La fede per il MIlan? La gente lo sa, anche la mia famiglia. Ho molte foto con la maglia del Milan quando ero bambino perché era la squadra che tifavo. Mi emozionava vedere Kakà, Pirlo, Seedorf, Gattuso… una grande squadra ed io adoravo guardarli. Oggi poter indossare questa maglia è come un sogno che si avvera. Metterò sempre il Milan davanti tutto e penso di sapere cosa posso dare, mi fido molto di me stesso come giocatore e sento di non averlo ancora dimostrato. Ringrazio ancora Dio per avere questa nuova opportunità".

"I giocatori del passato? Ogni giocatore è diverso, ma Kakà mi piaceva molto. Era il mio giocatore preferito in quel periodo anche perché condividiamo la stessa fede ed è un giocatore con molta passione e con molta grinta ed eleganza ovviamente. Non mi paragono con nessun calciatore del passato, io sono Santiago Gimenez e cercherò di raccontare la mia storia".

"Allegri? Mi ha fatto guardare il calcio in modo molto più semplice. A volte la cosa più difficile è capire il calcio semplice. Allegri è questo, lui interpreta il calcio in modo facile ed è per questo che sta facendo molto bene. Penso mi abbia insegnato molto, soprattutto tatticamente e lo apprezzo molto. So che, anche se all’inizio della stagione non ho segnato gol, so quanto abbia aiutato il mister e so anche quanto lui abbia aiutato me. È un allenatore che ricorderò per il resto della mia vita".

"Il mondiale? l primo obiettivo è stare bene con la caviglia. Se starò bene posso dare ciò che voglio, gli obiettivi che provo a raggiungere possono essere raggiunti ma metto sempre la squadra al primo posto prima di me stesso. Voglio pensare una partita alla volta, abbiamo otto finali e voglio finire bene la stagione con il Milan e poi penserò al Mondiale. Ora sono qui e voglio dare tutto in queste otto partite".
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Ancora, incredibilmente, Gimenez alla cinquantesima intervista settimanale. Questa volta a DAZN:

Mi sento molto bene, in questo momento la cosa più importante è la mia caviglia e essendo a posto con la caviglia so cosa posso dare. Ho molta fiducia in me stesso e in ciò che posso contribuire alla squadra. Queste ultime otto gare sono finali. Mi sento importante nel gruppo, non solo calcisticamente ma anche all’interno del gruppo. Sono una persona molto positiva e cerco di aiutare i miei compagni"

"L'operazione? É stata una decisione molto difficile perché avevo molto entusiasmo per la stagione e per la grande squadra che avevamo costruito. Eravamo primi o secondi in classifica e volevo continuare a giocare. La verità però è che il dolore era tanto. Ho preso la decisione di operarmi insieme alla mia famiglia per stare bene e per dare quello che posso dare. Non ero al 100% e non mi piaceva. La mia famiglia é sempre stata lì per me. É stato un momento difficile perché fermarsi é sempre qualcosa di difficile, ma sono sicuro che per mano di Dio questo mi ha reso più forte".

"Se rivedremo il vero Gimenez? Sì. La realtà è che al Feyenoord stavo andando molto bene e il Milan mi ha notato. Nel momento in cui il Milan mi ha notato avevo solo un'idea in testa: diventare il goleador del Milan. È ancora nella mia mente e nei miei pensieri. So che l’unica cosa che deve fare un attaccante è fare gol e la gente sarà felice. Quello che posso dire è che lascerò il cuore in campo e i gol arriveranno.

"La fede per il MIlan? La gente lo sa, anche la mia famiglia. Ho molte foto con la maglia del Milan quando ero bambino perché era la squadra che tifavo. Mi emozionava vedere Kakà, Pirlo, Seedorf, Gattuso… una grande squadra ed io adoravo guardarli. Oggi poter indossare questa maglia è come un sogno che si avvera. Metterò sempre il Milan davanti tutto e penso di sapere cosa posso dare, mi fido molto di me stesso come giocatore e sento di non averlo ancora dimostrato. Ringrazio ancora Dio per avere questa nuova opportunità".

"I giocatori del passato? Ogni giocatore è diverso, ma Kakà mi piaceva molto. Era il mio giocatore preferito in quel periodo anche perché condividiamo la stessa fede ed è un giocatore con molta passione e con molta grinta ed eleganza ovviamente. Non mi paragono con nessun calciatore del passato, io sono Santiago Gimenez e cercherò di raccontare la mia storia".

"Allegri? Mi ha fatto guardare il calcio in modo molto più semplice. A volte la cosa più difficile è capire il calcio semplice. Allegri è questo, lui interpreta il calcio in modo facile ed è per questo che sta facendo molto bene. Penso mi abbia insegnato molto, soprattutto tatticamente e lo apprezzo molto. So che, anche se all’inizio della stagione non ho segnato gol, so quanto abbia aiutato il mister e so anche quanto lui abbia aiutato me. È un allenatore che ricorderò per il resto della mia vita".

"Il mondiale? l primo obiettivo è stare bene con la caviglia. Se starò bene posso dare ciò che voglio, gli obiettivi che provo a raggiungere possono essere raggiunti ma metto sempre la squadra al primo posto prima di me stesso. Voglio pensare una partita alla volta, abbiamo otto finali e voglio finire bene la stagione con il Milan e poi penserò al Mondiale. Ora sono qui e voglio dare tutto in queste otto partite".

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Il numero delle interviste che ha rilasciato supera di gran lunga il numero dei minuti giocati (e direi per fortuna, considerato quanto fa schifo); non parlo nemmeno del numero dei gol segnati: l'unico modo che ha per diventare un goleador è comprarsi più caramelle possibili.
 
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