Germania: si ritorna al nucleare per far fronte alla crisi energetica.

mandraghe

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Eh, ma tu sei un boomer.

Adesso c'è il progresso, si sta molto meglio di prima, che eravamo in default un giorno sì e l'altro pure, e vediamo albe di nuove ere all'orizzonte.

Basta guardare il prezzo del pane. Adesso per un catzo di ghiacciolo al bar ti chiedono 2€, l'equivalente di 4000 delle vecchie lire. Eh, ma la lira è carta straccia se usciamo dalla UE, oh.

Ci stanno strangolando da ogni parte, servizi assenti, devi pagare pure per svegliarti la mattina e respirare. Ma va tutto bene.

Poi se chiedi cosa è che costa poco, gli spiritati che vedono unicorni rosa da tutte le parti ti dicono che adesso ti puoi permettere le cahate che non avevi prima, come lo smartphone, netflix e internet.

Pazzesco, stiamo regredendo a livello delle proscimmie.

Purtroppo si sono stolidamente adottate strutture e istituzioni che non appartengono alla nostra tradizione giuridica ed i risultati non potevano che essere disastrosi. Le chiamano autorità indipendenti ma non sono altro che poltronifici.

Ovviamente si sono guardati bene da toccare carrozzoni pubblici come la Rai. Che nel 2022 si debba ancora pagare un balzello introdotto negli anni ‘50 è semplicemente ridicolo. Nell’era di internet si deve pagare il canone per la tv pubblica, pare una barzelletta, che però non fa ridere.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ad esempio sulla sciagurata privatizzazione della Telecom, della vendita delle autostrade, ecc., ma purtroppo siamo OT.
 

pinopalm

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spettacolo.
avrei voluto fare fisica anche io, ma poi ho fatto ing. meccanica per privilegiare un po' il trovare lavoro e cose così.. i fisici al giorno d'oggi cosa vanno a fare? però era davvero il mio sogno e non so se ho scelto bene...
se ti va parlaci un po' di te! dove hai studiato, se insegni o dove lavori adesso.
Beh comunque io faccio un lavoro che e' a meta' tra quello del fisico e quello dell'ingegnere e sono circondato da ingegneri. In un reattore nucleare c’è la parte di interazione dei neutroni con la materia che richiede conoscenza di fisica nucleare per poi generare i dati necessari per risolvere le equazioni che governano il reattore. Ma un reattore per poter produrre elettricità usa un liquido (o gas) di raffreddamento che poi viene usato mediante scambiatori di calore per azionare delle turbine. Questo in genere provocano delle controreazioni che influiscono sulla distribuzione della potenza e anche il comportamento del reattore. Quindi come vedi c'e' da conoscere anche termoidraulica e termomeccanica, cose di cui io non sono un esperto ma con cui mi devo interfacciare. Tutto questo poi si calcola con codici (software) complicati per risolvere questo intreccio di equazioni. Cosi' fin da giovane mi e' toccato specializzarmi anche in informatica. Comunque rivenendo alla tua richiesta, io ho studiato all'universita' di Roma (quella che oggi si chiama la Sapienza ma non ai miei tempi) a quella facoltà dove Fermi fece le sue scoperte che gli valsero il premio Nobel (vedrai che questa connessione con Fermi riappare più' tardi). Volendo fare qualcosa di applicato feci la mia tesi al centro di ricerca del CNEN (Comitato Nazionale Energia Nucleare) della Casaccia poco fuori Roma su sviluppo di metodi per reattori veloci (quelli autofertilizzanti di cui si parlava con @gabri65). Ho cominciato a lavorare prima in industria, la NIRA (Nucleare Italiana Reattore Avanzati) che faceva parte dell'IRI ed era basata a Genova, ma mi mandarono in Francia al centro di Cadarache per lavorare sul reattore veloce SuperPhenix, il reattore veloce più' grande mai costruito. Alla NIRA gia' incominciavano i problemi italiani con la politica e le raccomandazioni. Pensa tu che meta' della gente che lavorava li' veniva grazie alle raccomandazioni del cardinal Siri. A quel punto visto che ero piu' interessato agli aspetti di ricerca passai all'ENEA (il successore del CNEN) ma le cose andarono ancora peggio. La meritocrazia era calpestata e tutto funzionava con la lottizzazione (di buona memoria). In pratica tutto veniva fatto in base a di quale partito avevi la tessera (Craxi impazzava altro che grande politico). A quel punto decisi di accettare la corte che mi facevano in Francia e passai al CEA (l'agenzia nucleare francese), E' stato un periodo intenso della mia carriera dove facevo molto lavoro in parallelo da responsabile dello sviluppo informatico dei codici, fare il progetto del reattore, e fare esperimenti in reattori di ricerca in supporto al progetto. Intanto mi ero sposato e mia moglie, colombiana, nonostante abitassimo praticamente sulla costa azzurra non sopportava (forse giustamente) i francesi. Cosi' all'inizio degli anni 90 decisi di accettare un offerta dal laboratorio americano di Argonne presso Chicago. Questo e il laboratorio fondato da Fermi e dove praticamente e' partito tutto lo sviluppo dei reattori nucleari. Tra l'altro in questo momento ti scrivo da un ufficio di Argonne dove sulla mia scrivania ho un pezzo di grafite (sotto vetro) facente parte del primo reattore, quello di Fermi costruito sotto lo stadio di una università qui a Chicago. Comunque nel 2007 il DOE (ministero dell'energia) decise di designare come leader per l'energia nucleare il laboratorio INL (Idaho National Laboratory) che era una parte di Argonne ma situato in Idaho e dove venivano costruiti i reattori. A quel punto sono passato a INL, ma non volendo io e mia moglie andare nel deserto faccio telelavoro da un ufficio di Argonne anche perché ci sono molti progetti in comune. Dal 2009 sono Laboratory Fellow di INL. E' la piu' alta carica tecnico/scientifica del laboratorio. Ce ne sono solo 5 altri come (su 5000 che ci lavorano) e io sono quello che lo e' da più lungo tempo. Eccoti in breve raccontata la mia lunga, 50 anni, carriera. Spero comunque di poter continuare a essere utile dandovi notizie interessanti sul fronte energetico.
 

Blu71

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Beh comunque io faccio un lavoro che e' a meta' tra quello del fisico e quello dell'ingegnere e sono circondato da ingegneri. In un reattore nucleare c’è la parte di interazione dei neutroni con la materia che richiede conoscenza di fisica nucleare per poi generare i dati necessari per risolvere le equazioni che governano il reattore. Ma un reattore per poter produrre elettricità usa un liquido (o gas) di raffreddamento che poi viene usato mediante scambiatori di calore per azionare delle turbine. Questo in genere provocano delle controreazioni che influiscono sulla distribuzione della potenza e anche il comportamento del reattore. Quindi come vedi c'e' da conoscere anche termoidraulica e termomeccanica, cose di cui io non sono un esperto ma con cui mi devo interfacciare. Tutto questo poi si calcola con codici (software) complicati per risolvere questo intreccio di equazioni. Cosi' fin da giovane mi e' toccato specializzarmi anche in informatica. Comunque rivenendo alla tua richiesta, io ho studiato all'universita' di Roma (quella che oggi si chiama la Sapienza ma non ai miei tempi) a quella facoltà dove Fermi fece le sue scoperte che gli valsero il premio Nobel (vedrai che questa connessione con Fermi riappare più' tardi). Volendo fare qualcosa di applicato feci la mia tesi al centro di ricerca del CNEN (Comitato Nazionale Energia Nucleare) della Casaccia poco fuori Roma su sviluppo di metodi per reattori veloci (quelli autofertilizzanti di cui si parlava con @gabri65). Ho cominciato a lavorare prima in industria, la NIRA (Nucleare Italiana Reattore Avanzati) che faceva parte dell'IRI ed era basata a Genova, ma mi mandarono in Francia al centro di Cadarache per lavorare sul reattore veloce SuperPhenix, il reattore veloce più' grande mai costruito. Alla NIRA gia' incominciavano i problemi italiani con la politica e le raccomandazioni. Pensa tu che meta' della gente che lavorava li' veniva grazie alle raccomandazioni del cardinal Siri. A quel punto visto che ero piu' interessato agli aspetti di ricerca passai all'ENEA (il successore del CNEN) ma le cose andarono ancora peggio. La meritocrazia era calpestata e tutto funzionava con la lottizzazione (di buona memoria). In pratica tutto veniva fatto in base a di quale partito avevi la tessera (Craxi impazzava altro che grande politico). A quel punto decisi di accettare la corte che mi facevano in Francia e passai al CEA (l'agenzia nucleare francese), E' stato un periodo intenso della mia carriera dove facevo molto lavoro in parallelo da responsabile dello sviluppo informatico dei codici, fare il progetto del reattore, e fare esperimenti in reattori di ricerca in supporto al progetto. Intanto mi ero sposato e mia moglie, colombiana, nonostante abitassimo praticamente sulla costa azzurra non sopportava (forse giustamente) i francesi. Cosi' all'inizio degli anni 90 decisi di accettare un offerta dal laboratorio americano di Argonne presso Chicago. Questo e il laboratorio fondato da Fermi e dove praticamente e' partito tutto lo sviluppo dei reattori nucleari. Tra l'altro in questo momento ti scrivo da un ufficio di Argonne dove sulla mia scrivania ho un pezzo di grafite (sotto vetro) facente parte del primo reattore, quello di Fermi costruito sotto lo stadio di una università qui a Chicago. Comunque nel 2007 il DOE (ministero dell'energia) decise di designare come leader per l'energia nucleare il laboratorio INL (Idaho National Laboratory) che era una parte di Argonne ma situato in Idaho e dove venivano costruiti i reattori. A quel punto sono passato a INL, ma non volendo io e mia moglie andare nel deserto faccio telelavoro da un ufficio di Argonne anche perché ci sono molti progetti in comune. Dal 2009 sono Laboratory Fellow di INL. E' la piu' alta carica tecnico/scientifica del laboratorio. Ce ne sono solo 5 altri come (su 5000 che ci lavorano) e io sono quello che lo e' da più lungo tempo. Eccoti in breve raccontata la mia lunga, 50 anni, carriera. Spero comunque di poter continuare a essere utile dandovi notizie interessanti sul fronte energetico.

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pinopalm

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Dai adesso non cominciamo. Piuttosto guardate a me come uno dei piu' vecchi tifosi del Milan nel forum. Mi ricordo di qualcuno che mi disse che ero la memoria milanista del forum. Ecco cosi' mi piace essere ricordato.
 
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