Galliani:"Nazionale figlia del campionato. Kakà ultimo pallone d'oro".

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L'italia deve trovare un modello che possa essere un unicum perchè il copiato... vale zero.

Mi spiego meglio : assodato che è finita l'epopea dei grandi mecenati e che il calcio oggi è impresa, verso dove vogliamo andare??


La francia si colloca nel panorama calcistico pallonaro come la palestra d'europa, come volgarmente viene definita dagli osservatori, perchè lancia tantissimi ragazzi di colore.

La premier oggi è la lega più ricca e il livello stesso dei giocatori che vi giocano è un marchio.
Il resto lo fanno i ritmi altissimi e l'equilibrio verso l'alto.

La spagna è per antonomasia il campionato della tecnica perchè il livello tecnico medio è alto e trattare la palla viene prima del lato fisico.

La bundes oggi è l'evoluzione del calcio col ritmo , pressing, velocità di gioco.
Il bayern stesso non è il bayern di una volta.

E noi?
Ripartiamo dalle nostre origini e rivisitiamole.
Noi siamo la patria della tattica e dell'organizzazione difensiva.
Abbiamo insegnato a tuttti come si difende e come si riparte ,senza vergognarci e arrossire.
Ma il nostro campionato negli anni, scemando la qualità, ha visto scemare il ritmo , la credibilità , il livello.
L'abbassamento dei ritmi ha poi fatto si che il 40enne di turno potesse dire la sua con tutto ciò che ne consegue perchè il modric di turno è un fenomeno ma non può a 40 anni dettare i ritmi!!!!
Come possiamo quindi evolvere e non involvere?
Alzando i ritmi e abbassando i tempi morti con la conseguente selezione fisico/agonistica che ne deriverà.
Una rivoluzione che passa innanzitutto dagli arbitri.

Facciamo la storia e facciamola prima degli altri : fischiamo meno falli, mettiamo il tempo per la ripresa del gioco in ogni situazione con l'arbitro che conta fino a 5 in ogni occasione come si fa ora solo per la ripresa del gioco del portiere.
Cambio palla se entro 5 secondi il gioco non riparte.
E se un uomo resta a terra per un infortunio vero o presunto mandiamolo fuori e non facciamolo rientrare per almeno 3'.
Poi verrà tutto da sè e le partite diverranno bellissime.
Facciamola questa storia!!!

Io nonostante sia molto critico sul calcio italiano ho molta fiducia.
Ma le rivoluzioni bisogna volerle.
Non è vero che il nostro calcio è da buttare.
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Non vedo dove si possano trovare 150 giocatori di livello italiani, solo per fare le squadre titolari eh.

Poi serviranno anche altrettante riserve

Oh meglio, li trovi ovviamente, ma il livello rispetto al resto delle squadre europee diventerebbe quasi dilettantistico.
Io ti dico che 80% di stranieri sono peggio di giocatori scelti nelle serie inferiori.
E poi da qualche parte si deve pur cominciare.
 
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L'italia deve trovare un modello che possa essere un unicum perchè il copiato... vale zero.

Mi spiego meglio : assodato che è finita l'epopea dei grandi mecenati e che il calcio oggi è impresa, verso dove vogliamo andare??


La francia si colloca nel panorama calcistico pallonaro come la palestra d'europa, come volgarmente viene definita dagli osservatori, perchè lancia tantissimi ragazzi di colore.

La premier oggi è la lega più ricca e il livello stesso dei giocatori che vi giocano è un marchio.
Il resto lo fanno i ritmi altissimi e l'equilibrio verso l'alto.

La spagna è per antonomasia il campionato della tecnica perchè il livello tecnico medio è alto e trattare la palla viene prima del lato fisico.

La bundes oggi è l'evoluzione del calcio col ritmo , pressing, velocità di gioco.
Il bayern stesso non è il bayern di una volta.

E noi?
Ripartiamo dalle nostre origini e rivisitiamole.
Noi siamo la patria della tattica e dell'organizzazione difensiva.
Abbiamo insegnato a tuttti come si difende e come si riparte ,senza vergognarci e arrossire.
Ma il nostro campionato negli anni, scemando la qualità, ha visto scemare il ritmo , la credibilità , il livello.
L'abbassamento dei ritmi ha poi fatto si che il 40enne di turno potesse dire la sua con tutto ciò che ne consegue perchè il modric di turno è un fenomeno ma non può a 40 anni dettare i ritmi!!!!
Come possiamo quindi evolvere e non involvere?
Alzando i ritmi e abbassando i tempi morti con la conseguente selezione fisico/agonistica che ne deriverà.
Una rivoluzione che passa innanzitutto dagli arbitri.

Facciamo la storia e facciamola prima degli altri : fischiamo meno falli, mettiamo il tempo per la ripresa del gioco in ogni situazione con l'arbitro che conta fino a 5 in ogni occasione come si fa ora solo per la ripresa del gioco del portiere.
Cambio palla se entro 5 secondi il gioco non riparte.
E se un uomo resta a terra per un infortunio vero o presunto mandiamolo fuori e non facciamolo rientrare per almeno 3'.
Poi verrà tutto da sè e le partite diverranno bellissime.
Facciamola questa storia!!!

Io nonostante sia molto critico sul calcio italiano ho molta fiducia.
Ma le rivoluzioni bisogna volerle.
Non è vero che il nostro calcio è da buttare.
Condivido molto di quello che dici, sono d'accordo sul fatto che dobbiamo ritornare alle nostre radici di gioco. Per volere scimmiottare il gioco di qualcun altro ( Guardiola) per 3 edizioni 3 eh non ci siamo qualificati per i mondiali.3 12 anni.
 
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L'italia deve trovare un modello che possa essere un unicum perchè il copiato... vale zero.

Mi spiego meglio : assodato che è finita l'epopea dei grandi mecenati e che il calcio oggi è impresa, verso dove vogliamo andare??


La francia si colloca nel panorama calcistico pallonaro come la palestra d'europa, come volgarmente viene definita dagli osservatori, perchè lancia tantissimi ragazzi di colore.

La premier oggi è la lega più ricca e il livello stesso dei giocatori che vi giocano è un marchio.
Il resto lo fanno i ritmi altissimi e l'equilibrio verso l'alto.

La spagna è per antonomasia il campionato della tecnica perchè il livello tecnico medio è alto e trattare la palla viene prima del lato fisico.

La bundes oggi è l'evoluzione del calcio col ritmo , pressing, velocità di gioco.
Il bayern stesso non è il bayern di una volta.

E noi?
Ripartiamo dalle nostre origini e rivisitiamole.
Noi siamo la patria della tattica e dell'organizzazione difensiva.
Abbiamo insegnato a tuttti come si difende e come si riparte ,senza vergognarci e arrossire.
Ma il nostro campionato negli anni, scemando la qualità, ha visto scemare il ritmo , la credibilità , il livello.
L'abbassamento dei ritmi ha poi fatto si che il 40enne di turno potesse dire la sua con tutto ciò che ne consegue perchè il modric di turno è un fenomeno ma non può a 40 anni dettare i ritmi!!!!
Come possiamo quindi evolvere e non involvere?
Alzando i ritmi e abbassando i tempi morti con la conseguente selezione fisico/agonistica che ne deriverà.
Una rivoluzione che passa innanzitutto dagli arbitri.

Facciamo la storia e facciamola prima degli altri : fischiamo meno falli, mettiamo il tempo per la ripresa del gioco in ogni situazione con l'arbitro che conta fino a 5 in ogni occasione come si fa ora solo per la ripresa del gioco del portiere.
Cambio palla se entro 5 secondi il gioco non riparte.
E se un uomo resta a terra per un infortunio vero o presunto mandiamolo fuori e non facciamolo rientrare per almeno 3'.
Poi verrà tutto da sè e le partite diverranno bellissime.
Facciamola questa storia!!!

Io nonostante sia molto critico sul calcio italiano ho molta fiducia.
Ma le rivoluzioni bisogna volerle.
Non è vero che il nostro calcio è da buttare.
Però oh, guardiamo un attimo la realtà: le grandi squadre europee oggi hanno tutte principi abbastanza simili e cercano di arrivare al risultato in un certo modo. Poi c'é chi lavora più sul possesso, chi sul fisico e chi sull'istinto, ma in misura diverse le hanno tutte. Il Bayer, il PSG, il Barca cercano tutti un dominio della partita simile. Allenatore Belga formatosi in Premier e passato per Pep per i tedeschi. Uno Spagnolo maniaco in Francia e un Tedesco folle in Spagna. Direi che il tutto é abbastanza connesso, solo da noi lo straniero é visto come un fesso.

In Italia? Il Milan di Allegri o l’Inter di Inzaghi o il Napoli di Conte. Per carità, ad ognuno il suo, ma non possiamo certo dire che rappresentano un calcio moderno e che possa attirare tifosi. Tutte che giocano con 5 difensori... mamma mia che brutta roba.

E poi parliamo di rivoluzioni, di cambiare tutto, di far saltare teste… ma il problema è prima di tutto mentale. Come movimento siamo indietro. Strutture vecchie, lavoro sui giovani fatto male, e narrazione del calcio ridotta a “eh ma l’arbitro”. Di calcio giocato si parla pochissimo.

Si creano polemiche per vendere due copie in più e la gente ci casca ogni volta. Si vive di “vittoria o morte”: se provi a costruire qualcosa di diverso, più complesso, sei automaticamente uno scemo. Basta vedere come è stato trattato Luis Enrique a Roma.

La verità? I primi che dovrebbero cambiare siamo noi. Il calcio italiano è lo specchio della nostra mentalità. E fa ridere che quando qualcuno propone qualcosa di diverso, ci si rifugia in “valori” che negli ultimi 15 anni non hanno portato niente. Se non appunto i disastri a cui stiamo assistendo.

Comunque in Premier e in molti altri campionati sono 30 anni che si gioca di più, altro che non fischiamo. Gli altri nel frattempo si sono evoluti. Oggi tutti sanno preparare una partita tatticamente e ripartire. Le ripartenze del PSG, per dire, in Italia le possiamo solo sognare.

Io vedo certe squadre in Serie A che non sanno veramente fare 3 passaggi di fila. E devo pure pagarle. Ma il peggio è dopo: analisi completamente a caso. Due partite uguali, brutte entrambe, ma giudizi opposti solo perché una è finita 1-0 e l’altra 0-1. Ridicolo.

Allarghiamo un attimo: guardate Norvegia, Svezia, Belgio, Portogallo. Sia club che nazionali. Guardate i giovani che tirano fuori, guardate che risultati e quanto spendono. Noi invece?

Boh, per me il calcio italiano è quasi tutto da rifare. Dai personaggi che lo rappresentano (alcuni da buttare nell’umido come il signore intervistato), a chi li intervista, fino a chi legge che deve farsi un'idea non deve essere insultato e preso per in giro.

Ovviamente questa é la mia idea, che ripeto da anni :ok:
 
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Però oh, guardiamo un attimo la realtà: le grandi squadre europee oggi hanno tutte principi abbastanza simili e cercano di arrivare al risultato in un certo modo. Poi c'é chi lavora più sul possesso, chi sul fisico e chi sull'istinto, ma in misura diverse le hanno tutte. Il Bayer, il PSG, il Barca cercano tutti un dominio della partita simile. Allenatore Belga formatosi in Premier e passato per Pep per i tedeschi. Uno Spagnolo maniaco in Francia e un Tedesco folle in Spagna. Direi che il tutto é abbastanza connesso, solo da noi lo straniero é visto come un fesso.

In Italia? Il Milan di Allegri o l’Inter di Inzaghi o il Napoli di Conte. Per carità, ad ognuno il suo, ma non possiamo certo dire che rappresentano un calcio moderno e che possa attirare tifosi. Tutte che giocano con 5 difensori... mamma mia che brutta roba.

E poi parliamo di rivoluzioni, di cambiare tutto, di far saltare teste… ma il problema è prima di tutto mentale. Come movimento siamo indietro. Strutture vecchie, lavoro sui giovani fatto male, e narrazione del calcio ridotta a “eh ma l’arbitro”. Di calcio giocato si parla pochissimo.

Si creano polemiche per vendere due copie in più e la gente ci casca ogni volta. Si vive di “vittoria o morte”: se provi a costruire qualcosa di diverso, più complesso, sei automaticamente uno scemo. Basta vedere come è stato trattato Luis Enrique a Roma.

La verità? I primi che dovrebbero cambiare siamo noi. Il calcio italiano è lo specchio della nostra mentalità. E fa ridere che quando qualcuno propone qualcosa di diverso, ci si rifugia in “valori” che negli ultimi 15 anni non hanno portato niente. Se non appunto i disastri a cui stiamo assistendo.

Comunque in Premier e in molti altri campionati sono 30 anni che si gioca di più, altro che non fischiamo. Gli altri nel frattempo si sono evoluti. Oggi tutti sanno preparare una partita tatticamente e ripartire. Le ripartenze del PSG, per dire, in Italia le possiamo solo sognare.

Io vedo certe squadre in Serie A che non sanno veramente fare 3 passaggi di fila. E devo pure pagarle. Ma il peggio è dopo: analisi completamente a caso. Due partite uguali, brutte entrambe, ma giudizi opposti solo perché una è finita 1-0 e l’altra 0-1. Ridicolo.

Allarghiamo un attimo: guardate Norvegia, Svezia, Belgio, Portogallo. Sia club che nazionali. Guardate i giovani che tirano fuori, guardate che risultati e quanto spendono. Noi invece?

Boh, per me il calcio italiano è quasi tutto da rifare. Dai personaggi che lo rappresentano (alcuni da buttare nell’umido come il signore intervistato), a chi li intervista, fino a chi legge che deve farsi un'idea non deve essere insultato e preso per in giro.

Ovviamente questa é la mia idea, che ripeto da anni :ok:
Beh, quello della mentalità è un campo minato e se ne entriamo ne usciamo mai.
Concordo con te , assolutamente, ma all'italiano medio le polemiche piacciono, i veleni sono portate appetitose e media e giornali ci marciano.
La cutura del gioco poi è grosso modo quella e la rivoluzione sacchiana qualcosa ha potuto ma i miracoli non li ha fatti.

L'assillo del risultato molto dipende però da una situzione finanziaria non florida e da un voler inseguire senza programmare e qua torna un mio vecchio cavallo di battaglia : se un club è in fallimento va fatto fallire.
Basta salvare brand truccando la competizione.

In italia bisogna inizare a premiare i virtuosi.
 
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Però oh, guardiamo un attimo la realtà: le grandi squadre europee oggi hanno tutte principi abbastanza simili e cercano di arrivare al risultato in un certo modo. Poi c'é chi lavora più sul possesso, chi sul fisico e chi sull'istinto, ma in misura diverse le hanno tutte. Il Bayer, il PSG, il Barca cercano tutti un dominio della partita simile. Allenatore Belga formatosi in Premier e passato per Pep per i tedeschi. Uno Spagnolo maniaco in Francia e un Tedesco folle in Spagna. Direi che il tutto é abbastanza connesso, solo da noi lo straniero é visto come un fesso.

In Italia? Il Milan di Allegri o l’Inter di Inzaghi o il Napoli di Conte. Per carità, ad ognuno il suo, ma non possiamo certo dire che rappresentano un calcio moderno e che possa attirare tifosi. Tutte che giocano con 5 difensori... mamma mia che brutta roba.

E poi parliamo di rivoluzioni, di cambiare tutto, di far saltare teste… ma il problema è prima di tutto mentale. Come movimento siamo indietro. Strutture vecchie, lavoro sui giovani fatto male, e narrazione del calcio ridotta a “eh ma l’arbitro”. Di calcio giocato si parla pochissimo.

Si creano polemiche per vendere due copie in più e la gente ci casca ogni volta. Si vive di “vittoria o morte”: se provi a costruire qualcosa di diverso, più complesso, sei automaticamente uno scemo. Basta vedere come è stato trattato Luis Enrique a Roma.

La verità? I primi che dovrebbero cambiare siamo noi. Il calcio italiano è lo specchio della nostra mentalità. E fa ridere che quando qualcuno propone qualcosa di diverso, ci si rifugia in “valori” che negli ultimi 15 anni non hanno portato niente. Se non appunto i disastri a cui stiamo assistendo.

Comunque in Premier e in molti altri campionati sono 30 anni che si gioca di più, altro che non fischiamo. Gli altri nel frattempo si sono evoluti. Oggi tutti sanno preparare una partita tatticamente e ripartire. Le ripartenze del PSG, per dire, in Italia le possiamo solo sognare.

Io vedo certe squadre in Serie A che non sanno veramente fare 3 passaggi di fila. E devo pure pagarle. Ma il peggio è dopo: analisi completamente a caso. Due partite uguali, brutte entrambe, ma giudizi opposti solo perché una è finita 1-0 e l’altra 0-1. Ridicolo.

Allarghiamo un attimo: guardate Norvegia, Svezia, Belgio, Portogallo. Sia club che nazionali. Guardate i giovani che tirano fuori, guardate che risultati e quanto spendono. Noi invece?

Boh, per me il calcio italiano è quasi tutto da rifare. Dai personaggi che lo rappresentano (alcuni da buttare nell’umido come il signore intervistato), a chi li intervista, fino a chi legge che deve farsi un'idea non deve essere insultato e preso per in giro.

Ovviamente questa é la mia idea, che ripeto da anni :ok:
Fiuuuu lento come sono ci ho messo un mese per leggerlo.🙂.

In gran parte hai ragione, la prima parte però è deviante. Noi siamo in questa posizione perché volevamo fare un calcio " diverso" ma non ne siamo capaci. Se noi avessimo fatto il calcio che abbiamo nel sangue avremmo partecipato a tutti è 3 i mondiali. Inoltre il livello tecnico è umano è scadente. Donnarumma Bastoni Barella Mancini Frattesi ecc non solo sono scarsi ma cosa ancora più grave sono umanamente spregevoli.

Ti faccio una domanda quanti di chi gioca oggi avrebbe giocato titolare 20anni fa?
 
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Fiuuuu lento come sono ci ho messo un mese per leggerlo.🙂.

In gran parte hai ragione, la prima parte però è deviante. Noi siamo in questa posizione perché volevamo fare un calcio " diverso" ma non ne siamo capaci. Se noi avessimo fatto il calcio che abbiamo nel sangue avremmo partecipato a tutti è 3 i mondiali. Inoltre il livello tecnico è umano è scadente. Donnarumma Bastoni Barella Mancini Frattesi ecc non solo sono scarsi ma cosa ancora più grave sono umanamente spregevoli.

Ti faccio una domanda quanti di chi gioca oggi avrebbe giocato titolare 20anni fa?
E qual'é il calcio che abbiamo nel sangue? No perché io se mi rivedo una partita di 20 anni fà vedo squadre lunghissime, ritmi più bassi e spesso anche panzoni. Il calcio é cambiato, dobbiamo rendercene conto, non so se é possibile fare un certo tipo di calcio senza incorrere in figuracce.

Semmai, io penso che siamo in questo stato proprio perché non vogliamo cambiare. Cambiamo solo nelle stupidaggini: passagini orizzontali, giocare eccessivamente con il portiere e altre menate.

Poi pero' se si sbaglia una ripartenza dal passo ci si scandalizza pero' una settimana. Le ripartenze dal basso le sbagliano tutti! Il Barca, il Real, il PSG, il Bayern... prendono golo perché sbagliano la prima costruzione. Sono goal che mettono in conto.

Sullo stato umano e tecnico della nazionale concordo in pieno. Niente da aggiungere. L'ultimo campione vero di movimento é stato Pirlo, che nel mondiale 2006 aveva 27 anni... dal 1979 non nasce un campione. Abbiamo saltato 2 decadi, ora vediamo questa decade 2000-2010. Non ho molte speranze, visto lo stato sempre più decadente.

Vi consiglio una cosa, informatevi un po' sul report di Baggio. Analizza lo stato del nostro calcio con quello dei grandi movimenti Europei. Si comincia dai ragazzini, evidentemente se non ne abbiamo tirato fuori uno buono in 20 anni la colpa non é solo dei ragazzini.

Tra l'altro, come mai tra 80-90 non ne abbiamo tirato fuori uno? Ragazzini che nel 2009 (quando Guardiola rivoluziona il calcio) avevano tra i 20 ed i 30 anni, eppure chi c'era in questa generazione? Al mondiale 2010 ci presentiamo con: Montolivo, Quagliarella, Palombo, Criscito, Maggio, Pepe, Bocchetti... il declino é indipendente da Guardiola, so che é bello e facile attribuirli il male del calcio Italiano, ma secondo me il declino é precedente e più difficile da risolvere.
 
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E qual'é il calcio che abbiamo nel sangue? No perché io se mi rivedo una partita di 20 anni fà vedo squadre lunghissime, ritmi più bassi e spesso anche panzoni. Il calcio é cambiato, dobbiamo rendercene conto, non so se é possibile fare un certo tipo di calcio senza incorrere in figuracce.

Semmai, io penso che siamo in questo stato proprio perché non vogliamo cambiare. Cambiamo solo nelle stupidaggini: passagini orizzontali, giocare eccessivamente con il portiere e altre menate.

Poi pero' se si sbaglia una ripartenza dal passo ci si scandalizza pero' una settimana. Le ripartenze dal basso le sbagliano tutti! Il Barca, il Real, il PSG, il Bayern... prendono golo perché sbagliano la prima costruzione. Sono goal che mettono in conto.

Sullo stato umano e tecnico della nazionale concordo in pieno. Niente da aggiungere. L'ultimo campione vero di movimento é stato Pirlo, che nel mondiale 2006 aveva 27 anni... dal 1979 non nasce un campione. Abbiamo saltato 2 decadi, ora vediamo questa decade 2000-2010. Non ho molte speranze, visto lo stato sempre più decadente.

Vi consiglio una cosa, informatevi un po' sul report di Baggio. Analizza lo stato del nostro calcio con quello dei grandi movimenti Europei. Si comincia dai ragazzini, evidentemente se non ne abbiamo tirato fuori uno buono in 20 anni la colpa non é solo dei ragazzini.

Tra l'altro, come mai tra 80-90 non ne abbiamo tirato fuori uno? Ragazzini che nel 2009 (quando Guardiola rivoluziona il calcio) avevano tra i 20 ed i 30 anni, eppure chi c'era in questa generazione? Al mondiale 2010 ci presentiamo con: Montolivo, Quagliarella, Palombo, Criscito, Maggio, Pepe, Bocchetti... il declino é indipendente da Guardiola, so che é bello e facile attribuirli il male del calcio Italiano, ma secondo me il declino é precedente e più difficile da risolvere.
Si sono d'accordo( in parte🙂) il discorso nazionale è un po' a parte. Non aiutiamo certo se si 20 giocatori ci sono 3/4 italiani che magari non giocano neanche è 15 stranieri.
 
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