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Tuttosport: Giorgio Furlani, attuale amministratore delegato del Milan ed ex Portfolio Manager del fondo Elliott, è diventato il principale bersaglio delle critiche della tifoseria rossonera. Subentrato a Ivan Gazidis nel dicembre 2022, Furlani ha implementato con rigore le direttive di Gerry Cardinale e RedBird, basate imperativamente sul pareggio di bilancio e sull'autofinanziamento societario. Questa visione economica ha dato vita a una strategia di player-trading estremamente aggressiva che ha visto il club protagonista di ben novantuno operazioni di mercato tra entrate e uscite. Tale frenesia negoziale ha però frammentato la stabilità del gruppo squadra, segnando una netta rottura rispetto alla gestione precedente di Maldini e Massara, i quali erano riusciti a costruire un nucleo coeso capace di vincere lo scudetto e raggiungere una semifinale di Champions League attraverso innesti mirati e graduali. Le cessioni di calibri come Sandro Tonali e Tijjani Reijnders, quest'ultima percepita negativamente anche a causa di precedenti rassicurazioni pubbliche sulla solidità finanziaria del club, hanno ulteriormente incrinato l'immagine dell'AD. In un clima di forte tensione, Furlani ha recentemente cercato di compattare l'ambiente dirigenziale e ha visitato Milanello insieme al direttore sportivo Igli Tare per mostrare vicinanza alla squadra. Tuttavia, il suo futuro professionale e la tenuta dell'attuale assetto societario appaiono strettamente legati alla qualificazione nella prossima Champions League, obiettivo minimo senza il quale la sua posizione potrebbe essere messa seriamente in discussione dalla proprietà.