CorSport: il Milan si trova attualmente sull'orlo della terza rivoluzione societaria e tecnica in soli tre anni, una crisi scaturita dai risultati estremamente negativi ottenuti a partire dallo scorso febbraio che ha messo in discussione ogni figura chiave del club, dall'allenatore Massimiliano Allegri al direttore sportivo Igli Tare, fino all'amministratore delegato Giorgio Furlani, quest'ultimo bersaglio di pesanti contestazioni durante la sfida contro l'Atalanta. Sebbene non siano previsti cambiamenti immediati prima della fine del campionato, la tensione è altissima poiché la gestione del fondo americano Redbird non ha raggiunto gli obiettivi sportivi prefissati, portando la squadra a un distacco di quasi venti punti dalla vetta per il terzo anno consecutivo e obbligandola a giocarsi l'accesso alla Champions League negli ultimi 180 minuti della stagione per evitare il totale fallimento economico e sportivo. Il bilancio dell'era Cardinale appare impietoso, con oltre novanta giocatori alternati tra entrate e uscite, quattro allenatori sostituiti e l'assenza di titoli rilevanti fatta eccezione per la Supercoppa Italiana, mentre Inter e Napoli dominavano il campionato dopo l'ultimo scudetto milanista del 2022. La strategia di Redbird, focalizzata sul profitto economico tramite la cessione sistematica dei pezzi pregiati come Tonali, Reijnders, Thiaw e Theo Hernandez per finanziare il mercato, è entrata in rotta di collisione con la storia del club e con i tifosi, i quali manifestano apertamente il proprio dissenso evocando il nome di Paolo Maldini e attirando l'attenzione della stampa internazionale. In un recente e teso incontro a Casa Milan, Furlani ha richiamato i dirigenti alle proprie responsabilità senza rassegnare le dimissioni ma sottolineando l'assoluta necessità di centrare la qualificazione europea, fondamentale per evitare un drastico ridimensionamento finanziario che comporterebbe una perdita tra i settanta e gli ottanta milioni di euro e costringerebbe la società a ulteriori sacrifici sul mercato e a una riduzione del budget per i nuovi acquisti.