Fullkrug:"Milan, sono felice. Il debutto, l'energia, e l'orecchio...".

admin

Administrator
Membro dello Staff
Registrato
6 Agosto 2012
Messaggi
252,346
Reaction score
49,087
Dopo la conferenza di ieri, le parole di Fullkrug ai canali del Milan:"Sono molto felice, grato e orgoglioso. È un grande club e una grande squadra, in un momento molto positivo. Il gruppo è già molto solido e di successo: entrare a far parte di una squadra così è sempre una grande cosa per un giocatore“.

La prima partita è stata già speciale, ho sentito che la squadra era felice di avermi in campo e per come gioco, è stata una bella sensazione. Poi ovviamente l’accoglienza a San Siro è stata incredibile: i tifosi mi hanno fatto sentire il loro caloroso benvenuto. È stato molto positivo e speciale per me“.

“Cosa posso portare? Energia. È molto importante, non solo nel calcio ma anche nella vita. Quando c’è tensione, l’energia deve crescere. In una stagione come questa è molto importante, quando si è così vicini alla vetta, tenere sempre alta l’energia e avere persone che la trasmettano. Io cerco di farlo nello spogliatoio, voglio sempre avere la mentalità giusta, in allenamento e in campo. Forse ho già portato qualcosa di simile nello spogliatoio“.

Ho parlato con Malick Thiaw e poi con Oliver Bierhoff, che mi ha detto quello che già sento: è magico poter giocare per un club così grande, con uno stadio incredibile e dei grandi nomi sia ora che nel passato. Questo mi rende orgoglioso e grato di essere qua e indossare questa maglia. Voglio aiutare la squadra ad essere di successo“.

Penso di potermi integrare molto bene, c’è tanta qualità. Mi piace stare in area, vicino alla porta e lottare nei contrasti difficili, tenendo la palla per la squadra e fare il lavoro sporco. Queste sono le mie qualità che ho già dimostrato qualche volta. Devo fare in modo che la squadra abbia tempo e spazio per pensare, ovviamente devo aiutare anche con i gol“.

“Gli idoli? Per me Klose è stato un grande esempio, ha giocato in Italia. Così come anche Rudi Voller e, ovviamente, Bierhoff che ha giocato al Milan. Un grande giocatore. C’erano tantissimi grandissimi attaccanti: Inzaghi, Giroud, Ibrahimovic, Van Basten, Ronaldo… Attaccanti fortissimi che ho sempre guardato“.

“Mi tiro l'orecchio prima di entrare in campo? È una storia che ha radici ben lontane nel passato. Quando giocavo nelle giovanili da bambino, mio padre era l’allenatore e all’inizio degli allenamenti parlavamo un pò di tutto, così mio padre cercava un gesto per “scendere i motori” e focalizzarsi sul lavoro. Io l’ho mantenuto per tutta la carriera e la mia vita, è un rituale. Mio padre è fiero che io abbia mantenuto questa cosa. È il mio modo per concentrarmi solo sulla gara“.

“La lingua italiana? Tutto bene è sicuramente la più facile perché la si può usare sempre. Per me però è ancora più importante comprendere, perché abbiamo un allenatore italiano che parla solo italiano e tiene tutte le riunioni in italiano. È certamente giusto così, tutti quelli che entrano in questa squadra devono dimostrare di volerne far parte, e la lingua è parte di questo. Devi adattarti alla cultura e alla lingua per essere davvero parte del Milan. È importante perché nessuno è più grande del club o della squadra. Capisco comunque già abbastanza, anche perché parlo un pò di spagnolo e riesco a collegare alcune parole. Provo a parlare e imparare quando posso. È certamente una sfida per me, quella di imparare una nuova lingua ed è una cosa positiva, non solo nel calcio ma anche nella vita“.

Il numero 9 è importante per tanti club, ho già sentito come chiamate il numero 9 qua: punta. È un punto di riferimento importante, e quando vedo quel numero penso a segnare gol. Ho bellissimi ricordi con questo numero in passato, l’ho sempre amato e lo amo ancora. Lo indosso anche la Nazionale tedesca e per me è stato un numero di successo. È un numero positivo. So che qua al Milan il numero 9 ha avuto le sue difficoltà, ma per me non conta. Per me è una cosa positiva“.

Fullkrug a DAZN:"Il Milan? Grandi giocatori. penso a giocatori come Ronaldinho, Beckham, Pirlo, Gattuso, Kakà. Ronaldo. Questi giocatori. Zlatan, Li guardavo giocare nelle finali di Champions League del Milan, sempre. Ed è semplicemente un grande club con uno stemma speciale, una maglia pesante, ma mi piace".

Sai che qui c'è una sorta di maledizione attorno alla maglia numero 9?
"Non voglio sapere nulla di queste cose. Per me il numero 9 significare fare gol. Non voglio cambaire idea per queste cose. In verità non mi importa molto di quello che la gente pensa di me. Vado in giro da anni con lo spazio tra i denti, quindi non mi interessa cosa pensano gli altri delle mie decisioni. E poi ho un legame forte con il numero 9 perché l'ho indossato in Nazionale e per tutte le giovanili. E quindi ora sono molto felice di porterlo indossare ancora".

Ti piace il tuo soprannome? Come ti chiamano le persone?
"Nessuno mi ha mai chiamato così. Ma è più tipo Nick. Più italiano (ride. ndr). Di solito tutti mi chiamano Fuller. Questo è il mio soprannome, ma oramai qui in Italia ci sono abituato. Perché mi piace la cultura, la lungua, molto scorrevole. Mi piace il flusso della lingua. E si, non vedo l'ora di parlare italiano anche io. Ho già iniziato e parlarlo per la maggior parte lo capisco, e sì, è una bella cosa".

Conosci qualche parola in italiano?
"Posso già dire qualcosa, ma ovviamente è solo un po' di conversazione leggera, tipo "Come stai", "Tutto bene", "Mi chiamo Niklas", tutte queste cose. "Da dove ieni?". Però, per me, la cosa più importante è che ho un allenatore italiano e devo cercare di capirlo il più velocemente possibile, perché tutte le riunioni sono in italiano e devo capire cosa si dice. E la maggior parte delle volte capisco. Per me è una bella sfida, oltre alla sfida del calcio, è una bella sfida imparare una nuova lingua, pensare in una nuova lingua, secondo me è molto, molto utile anche per il cervello. E si, voglio imparare la lingua il prima possibile".

Che tipo è fuori dal campo Allegri?
"Lui è sempre un po' nel mezzo. È molto diretto, e lo apprezzo, È molto diretto anche con tutto il gruppo. Però ha sempre una bella battuta pronta e non sai mai quando sta scherzando, potrebbe farlo in ogni momento. E si, ha sempre un sorriso, e questo mi piace. È sempre posiitivo, e sa come gestire le persone. Penso che sia uno dei suoi punti di forza prinicipali. Sa come gestire i giocatori, grandi giocatori, e le persone. E penso che sia anche per questo che ha avuto così tanto successo".

Hai parlato con Bierhoff...puoi dirci cosa ti ha detto?
"No, non, non racconto mai storie su quello che un manager dice, perché è tra noi. Scherza, è diretto, critico, fa il suo lavoro da manager, lo fa molto bene penso".



Finale di Champions 2003: è stato quello il momento in cui ti sei innamorato del Milan?
"Devo essere onesto. Non voglio fare in fanatico o dire che ho sempre amato il Milan, ma quando torno a quel momento, penso avessi 9 o 10 anni, eravamo in un ritiro con la mia squadra giovanile, un piccolo club, e stavamo guardando la finale di Champions League tra Milan e Juventus. Non so perché, ma preferivo che vincesse il Milan. E poi hanno vinto. C'erano anche tantissimo giocatori bravi, bellissimi da vedere. E sì, ovviamente negli anni ho sempre guardato le finali di Champions League, non solo del Milan, ma di tutte le squadre, perché amo guardare il calcio. Ma posso dire che il milan è sempre stato nella mia testa, un club molto grande per cui avrei voluto giocare. E adesso sono in questa situazione, e mi rende molto orgoglioso e mi fa sentire grato".

Cosa ti piace fare fuori dal campo?
"Sono un tipo molto tranquillo. Ho mia moglie e mia figlia con me. Mi piace godermi il tempo con loro. Senza troppi problemi, più che altro recuperare e stare insieme, fare cose per mia figlia, fare cose in familgia. Nulla di troppo interessante a dire la verità (ride, ndr)".

Come va il tuo rapporto con il cibo italiano?
"Amo cucinare, mia moglie cucina molto bene. Ho già provato tanto, la cucina a Milanello è incredibile. Me la godrò, in modo salutare".

Hai qualche promessa da fare ai tifosi?
"Nei grandi club c'è sempre pressione, ma per me è sempre stato così e puoi guardare tutte le mie interviste. Non perché sono al Milan, ma è sempre stato così. Penso che la cosa migliore sia concentrarsi su quello che posso cambaire adesso. E io lavoro sempre nel momento, cerco di mantenere la disciplina nel momento e penso che tutti faremo le stesse cose avremo una stagione molto positivo. E anche adesso, sono arrivato in un gruppo mnolto positivo, con tanta energia positiva e molto vincente. Quindi non c'è molto da cambiare. Continuiamo così, abbiamo forse ancora qualche aspetto su cui possiamo lavorare. Adesso ci sono io come nuovo attaccante, che cerco di aiutare al momento giusto e penso che possiamo fare ancora meglio, anche rsipetto alla prima metà di stagione, che era già vicina a essere molto buona. Non perfetta ma molto buona, ai vertici della classifica. Dobbiamo vincere anche queste partite, ne abbiamo vinte molte, ma ogni punto conta in queste tipo di competizioni".

Quale sarà la tua esultanza quando segnerai al tuo primo gol?
"Di solito celebro con il compagno che mi ha servito l'assist. Quindi servitemi. Ho bisogno di buoni assist. Abbiamo una buona squadra, una buona armonia e atmosfera. E penso cher tutti vorranno vedermi segnare il mio primo gol perché aiuterò la squadra e poi festeggermo insieme e spero che sia un gol vittoria".

Hai qualche ricordo, qualcosa che ti viene in mente giocando a San Siro?
"Ci ho giocato contro questa squadra, c'era stata la partita contro il Dortmund a San Siro. Abbiamo fatto una partita molto buona, io ho avuto una serata ottima, una buona prestazione e sì, abbiamo vinto quella partita. Era anche il "girone della morte", non so se te lo ricordi...era il girone difficile con PSG e Newcastle. Si, era un girone molto impegnativo, e grazie a quella partita siamo passati al tunro succesivo perché abbiamo vinto a San Siro. E adesso, quando i tifosi mi hanno detto "Benvenuto", tutti urlavano il mio nome e cercavano di darmi un caloroso benvenuto. L'ho sentito, i tifosi, i sostenitori, e sì, ne sono molto, molto grato. È stato un momento molto bello al quale sto pensando adesso":

Com'ò condividere lo spogliatoio con Modric?
"È un giocatore incredibile, con una carriera incredibile. E non sembre perché si comporta in modo molto nromale, come se fosse una parte normale del gruppo, fa cose normali, si comporta come tutti gli altri. Penso che sia un modello per i giovani della squadra. E siì, è un'esperienza molto bella giocare con un giocatore come lui. Ho giocato con Kross, Muller, Reus, Hummels, Neuer...tanti grandi giocatori. E penso che si possa sempre cercare di migliorare osservando quello che fanno. E ovviamente anche con Luka vorrei approfittarne per segnare, perché palla ai piedi è incredibile. Il suo stile di gioco e di vedere il campo sono diversi. E penso che se ci abituiamo l'uno all'altro, posso trarne vantaggio".


Fullkrug-imago-interna-720x409.jpg
 
Ultima modifica:

Djici

Senior Member
Registrato
27 Agosto 2012
Messaggi
32,106
Reaction score
12,085
Dopo la conferenza di ieri, le parole di Fullkrug ai canali del Milan:"Sono molto felice, grato e orgoglioso. È un grande club e una grande squadra, in un momento molto positivo. Il gruppo è già molto solido e di successo: entrare a far parte di una squadra così è sempre una grande cosa per un giocatore“.

La prima partita è stata già speciale, ho sentito che la squadra era felice di avermi in campo e per come gioco, è stata una bella sensazione. Poi ovviamente l’accoglienza a San Siro è stata incredibile: i tifosi mi hanno fatto sentire il loro caloroso benvenuto. È stato molto positivo e speciale per me“.

“Cosa posso portare? Energia. È molto importante, non solo nel calcio ma anche nella vita. Quando c’è tensione, l’energia deve crescere. In una stagione come questa è molto importante, quando si è così vicini alla vetta, tenere sempre alta l’energia e avere persone che la trasmettano. Io cerco di farlo nello spogliatoio, voglio sempre avere la mentalità giusta, in allenamento e in campo. Forse ho già portato qualcosa di simile nello spogliatoio“.

Ho parlato con Malick Thiaw e poi con Oliver Bierhoff, che mi ha detto quello che già sento: è magico poter giocare per un club così grande, con uno stadio incredibile e dei grandi nomi sia ora che nel passato. Questo mi rende orgoglioso e grato di essere qua e indossare questa maglia. Voglio aiutare la squadra ad essere di successo“.

Penso di potermi integrare molto bene, c’è tanta qualità. Mi piace stare in area, vicino alla porta e lottare nei contrasti difficili, tenendo la palla per la squadra e fare il lavoro sporco. Queste sono le mie qualità che ho già dimostrato qualche volta. Devo fare in modo che la squadra abbia tempo e spazio per pensare, ovviamente devo aiutare anche con i gol“.

“Gli idoli? Per me Klose è stato un grande esempio, ha giocato in Italia. Così come anche Rudi Voller e, ovviamente, Bierhoff che ha giocato al Milan. Un grande giocatore. C’erano tantissimi grandissimi attaccanti: Inzaghi, Giroud, Ibrahimovic, Van Basten, Ronaldo… Attaccanti fortissimi che ho sempre guardato“.

“Mi tiro l'orecchio prima di entrare in campo? È una storia che ha radici ben lontane nel passato. Quando giocavo nelle giovanili da bambino, mio padre era l’allenatore e all’inizio degli allenamenti parlavamo un pò di tutto, così mio padre cercava un gesto per “scendere i motori” e focalizzarsi sul lavoro. Io l’ho mantenuto per tutta la carriera e la mia vita, è un rituale. Mio padre è fiero che io abbia mantenuto questa cosa. È il mio modo per concentrarmi solo sulla gara“.

“La lingua italiana? Tutto bene è sicuramente la più facile perché la si può usare sempre. Per me però è ancora più importante comprendere, perché abbiamo un allenatore italiano che parla solo italiano e tiene tutte le riunioni in italiano. È certamente giusto così, tutti quelli che entrano in questa squadra devono dimostrare di volerne far parte, e la lingua è parte di questo. Devi adattarti alla cultura e alla lingua per essere davvero parte del Milan. È importante perché nessuno è più grande del club o della squadra. Capisco comunque già abbastanza, anche perché parlo un pò di spagnolo e riesco a collegare alcune parole. Provo a parlare e imparare quando posso. È certamente una sfida per me, quella di imparare una nuova lingua ed è una cosa positiva, non solo nel calcio ma anche nella vita“.

Il numero 9 è importante per tanti club, ho già sentito come chiamate il numero 9 qua: punta. È un punto di riferimento importante, e quando vedo quel numero penso a segnare gol. Ho bellissimi ricordi con questo numero in passato, l’ho sempre amato e lo amo ancora. Lo indosso anche la Nazionale tedesca e per me è stato un numero di successo. È un numero positivo. So che qua al Milan il numero 9 ha avuto le sue difficoltà, ma per me non conta. Per me è una cosa positiva“.

Fullkrug-imago-interna-720x409.jpg
E un bravo ragazzo.
Ma se inizia a studiare l'italiano sta solo perdendo tempo 😅
 

admin

Administrator
Membro dello Staff
Registrato
6 Agosto 2012
Messaggi
252,346
Reaction score
49,087
Dopo la conferenza di ieri, le parole di Fullkrug ai canali del Milan:"Sono molto felice, grato e orgoglioso. È un grande club e una grande squadra, in un momento molto positivo. Il gruppo è già molto solido e di successo: entrare a far parte di una squadra così è sempre una grande cosa per un giocatore“.

La prima partita è stata già speciale, ho sentito che la squadra era felice di avermi in campo e per come gioco, è stata una bella sensazione. Poi ovviamente l’accoglienza a San Siro è stata incredibile: i tifosi mi hanno fatto sentire il loro caloroso benvenuto. È stato molto positivo e speciale per me“.

“Cosa posso portare? Energia. È molto importante, non solo nel calcio ma anche nella vita. Quando c’è tensione, l’energia deve crescere. In una stagione come questa è molto importante, quando si è così vicini alla vetta, tenere sempre alta l’energia e avere persone che la trasmettano. Io cerco di farlo nello spogliatoio, voglio sempre avere la mentalità giusta, in allenamento e in campo. Forse ho già portato qualcosa di simile nello spogliatoio“.

Ho parlato con Malick Thiaw e poi con Oliver Bierhoff, che mi ha detto quello che già sento: è magico poter giocare per un club così grande, con uno stadio incredibile e dei grandi nomi sia ora che nel passato. Questo mi rende orgoglioso e grato di essere qua e indossare questa maglia. Voglio aiutare la squadra ad essere di successo“.

Penso di potermi integrare molto bene, c’è tanta qualità. Mi piace stare in area, vicino alla porta e lottare nei contrasti difficili, tenendo la palla per la squadra e fare il lavoro sporco. Queste sono le mie qualità che ho già dimostrato qualche volta. Devo fare in modo che la squadra abbia tempo e spazio per pensare, ovviamente devo aiutare anche con i gol“.

“Gli idoli? Per me Klose è stato un grande esempio, ha giocato in Italia. Così come anche Rudi Voller e, ovviamente, Bierhoff che ha giocato al Milan. Un grande giocatore. C’erano tantissimi grandissimi attaccanti: Inzaghi, Giroud, Ibrahimovic, Van Basten, Ronaldo… Attaccanti fortissimi che ho sempre guardato“.

“Mi tiro l'orecchio prima di entrare in campo? È una storia che ha radici ben lontane nel passato. Quando giocavo nelle giovanili da bambino, mio padre era l’allenatore e all’inizio degli allenamenti parlavamo un pò di tutto, così mio padre cercava un gesto per “scendere i motori” e focalizzarsi sul lavoro. Io l’ho mantenuto per tutta la carriera e la mia vita, è un rituale. Mio padre è fiero che io abbia mantenuto questa cosa. È il mio modo per concentrarmi solo sulla gara“.

“La lingua italiana? Tutto bene è sicuramente la più facile perché la si può usare sempre. Per me però è ancora più importante comprendere, perché abbiamo un allenatore italiano che parla solo italiano e tiene tutte le riunioni in italiano. È certamente giusto così, tutti quelli che entrano in questa squadra devono dimostrare di volerne far parte, e la lingua è parte di questo. Devi adattarti alla cultura e alla lingua per essere davvero parte del Milan. È importante perché nessuno è più grande del club o della squadra. Capisco comunque già abbastanza, anche perché parlo un pò di spagnolo e riesco a collegare alcune parole. Provo a parlare e imparare quando posso. È certamente una sfida per me, quella di imparare una nuova lingua ed è una cosa positiva, non solo nel calcio ma anche nella vita“.

Il numero 9 è importante per tanti club, ho già sentito come chiamate il numero 9 qua: punta. È un punto di riferimento importante, e quando vedo quel numero penso a segnare gol. Ho bellissimi ricordi con questo numero in passato, l’ho sempre amato e lo amo ancora. Lo indosso anche la Nazionale tedesca e per me è stato un numero di successo. È un numero positivo. So che qua al Milan il numero 9 ha avuto le sue difficoltà, ma per me non conta. Per me è una cosa positiva“.

Fullkrug a DAZN:"Il Milan? Grandi giocatori. penso a giocatori come Ronaldinho, Beckham, Pirlo, Gattuso, Kakà. Ronaldo. Questi giocatori. Zlatan, Li guardavo giocare nelle finali di Champions League del Milan, sempre. Ed è semplicemente un grande club con uno stemma speciale, una maglia pesante, ma mi piace".

Sai che qui c'è una sorta di maledizione attorno alla maglia numero 9?
"Non voglio sapere nulla di queste cose. Per me il numero 9 significare fare gol. Non voglio cambaire idea per queste cose. In verità non mi importa molto di quello che la gente pensa di me. Vado in giro da anni con lo spazio tra i denti, quindi non mi interessa cosa pensano gli altri delle mie decisioni. E poi ho un legame forte con il numero 9 perché l'ho indossato in Nazionale e per tutte le giovanili. E quindi ora sono molto felice di porterlo indossare ancora".

Ti piace il tuo soprannome? Come ti chiamano le persone?
"Nessuno mi ha mai chiamato così. Ma è più tipo Nick. Più italiano (ride. ndr). Di solito tutti mi chiamano Fuller. Questo è il mio soprannome, ma oramai qui in Italia ci sono abituato. Perché mi piace la cultura, la lungua, molto scorrevole. Mi piace il flusso della lingua. E si, non vedo l'ora di parlare italiano anche io. Ho già iniziato e parlarlo per la maggior parte lo capisco, e sì, è una bella cosa".

Conosci qualche parola in italiano?
"Posso già dire qualcosa, ma ovviamente è solo un po' di conversazione leggera, tipo "Come stai", "Tutto bene", "Mi chiamo Niklas", tutte queste cose. "Da dove ieni?". Però, per me, la cosa più importante è che ho un allenatore italiano e devo cercare di capirlo il più velocemente possibile, perché tutte le riunioni sono in italiano e devo capire cosa si dice. E la maggior parte delle volte capisco. Per me è una bella sfida, oltre alla sfida del calcio, è una bella sfida imparare una nuova lingua, pensare in una nuova lingua, secondo me è molto, molto utile anche per il cervello. E si, voglio imparare la lingua il prima possibile".

Che tipo è fuori dal campo Allegri?
"Lui è sempre un po' nel mezzo. È molto diretto, e lo apprezzo, È molto diretto anche con tutto il gruppo. Però ha sempre una bella battuta pronta e non sai mai quando sta scherzando, potrebbe farlo in ogni momento. E si, ha sempre un sorriso, e questo mi piace. È sempre posiitivo, e sa come gestire le persone. Penso che sia uno dei suoi punti di forza prinicipali. Sa come gestire i giocatori, grandi giocatori, e le persone. E penso che sia anche per questo che ha avuto così tanto successo".

Hai parlato con Bierhoff...puoi dirci cosa ti ha detto?
"No, non, non racconto mai storie su quello che un manager dice, perché è tra noi. Scherza, è diretto, critico, fa il suo lavoro da manager, lo fa molto bene penso".



Finale di Champions 2003: è stato quello il momento in cui ti sei innamorato del Milan?
"Devo essere onesto. Non voglio fare in fanatico o dire che ho sempre amato il Milan, ma quando torno a quel momento, penso avessi 9 o 10 anni, eravamo in un ritiro con la mia squadra giovanile, un piccolo club, e stavamo guardando la finale di Champions League tra Milan e Juventus. Non so perché, ma preferivo che vincesse il Milan. E poi hanno vinto. C'erano anche tantissimo giocatori bravi, bellissimi da vedere. E sì, ovviamente negli anni ho sempre guardato le finali di Champions League, non solo del Milan, ma di tutte le squadre, perché amo guardare il calcio. Ma posso dire che il milan è sempre stato nella mia testa, un club molto grande per cui avrei voluto giocare. E adesso sono in questa situazione, e mi rende molto orgoglioso e mi fa sentire grato".

Cosa ti piace fare fuori dal campo?
"Sono un tipo molto tranquillo. Ho mia moglie e mia figlia con me. Mi piace godermi il tempo con loro. Senza troppi problemi, più che altro recuperare e stare insieme, fare cose per mia figlia, fare cose in familgia. Nulla di troppo interessante a dire la verità (ride, ndr)".

Come va il tuo rapporto con il cibo italiano?
"Amo cucinare, mia moglie cucina molto bene. Ho già provato tanto, la cucina a Milanello è incredibile. Me la godrò, in modo salutare".

Hai qualche promessa da fare ai tifosi?
"Nei grandi club c'è sempre pressione, ma per me è sempre stato così e puoi guardare tutte le mie interviste. Non perché sono al Milan, ma è sempre stato così. Penso che la cosa migliore sia concentrarsi su quello che posso cambaire adesso. E io lavoro sempre nel momento, cerco di mantenere la disciplina nel momento e penso che tutti faremo le stesse cose avremo una stagione molto positivo. E anche adesso, sono arrivato in un gruppo mnolto positivo, con tanta energia positiva e molto vincente. Quindi non c'è molto da cambiare. Continuiamo così, abbiamo forse ancora qualche aspetto su cui possiamo lavorare. Adesso ci sono io come nuovo attaccante, che cerco di aiutare al momento giusto e penso che possiamo fare ancora meglio, anche rsipetto alla prima metà di stagione, che era già vicina a essere molto buona. Non perfetta ma molto buona, ai vertici della classifica. Dobbiamo vincere anche queste partite, ne abbiamo vinte molte, ma ogni punto conta in queste tipo di competizioni".

Quale sarà la tua esultanza quando segnerai al tuo primo gol?
"Di solito celebro con il compagno che mi ha servito l'assist. Quindi servitemi. Ho bisogno di buoni assist. Abbiamo una buona squadra, una buona armonia e atmosfera. E penso cher tutti vorranno vedermi segnare il mio primo gol perché aiuterò la squadra e poi festeggermo insieme e spero che sia un gol vittoria".

Hai qualche ricordo, qualcosa che ti viene in mente giocando a San Siro?
"Ci ho giocato contro questa squadra, c'era stata la partita contro il Dortmund a San Siro. Abbiamo fatto una partita molto buona, io ho avuto una serata ottima, una buona prestazione e sì, abbiamo vinto quella partita. Era anche il "girone della morte", non so se te lo ricordi...era il girone difficile con PSG e Newcastle. Si, era un girone molto impegnativo, e grazie a quella partita siamo passati al tunro succesivo perché abbiamo vinto a San Siro. E adesso, quando i tifosi mi hanno detto "Benvenuto", tutti urlavano il mio nome e cercavano di darmi un caloroso benvenuto. L'ho sentito, i tifosi, i sostenitori, e sì, ne sono molto, molto grato. È stato un momento molto bello al quale sto pensando adesso":

Com'ò condividere lo spogliatoio con Modric?
"È un giocatore incredibile, con una carriera incredibile. E non sembre perché si comporta in modo molto nromale, come se fosse una parte normale del gruppo, fa cose normali, si comporta come tutti gli altri. Penso che sia un modello per i giovani della squadra. E siì, è un'esperienza molto bella giocare con un giocatore come lui. Ho giocato con Kross, Muller, Reus, Hummels, Neuer...tanti grandi giocatori. E penso che si possa sempre cercare di migliorare osservando quello che fanno. E ovviamente anche con Luka vorrei approfittarne per segnare, perché palla ai piedi è incredibile. Il suo stile di gioco e di vedere il campo sono diversi. E penso che se ci abituiamo l'uno all'altro, posso trarne vantaggio".

Come avevo già sottolineato durante la conferenza... questo ci darà grandi soddisfazioni... con la bocca.

Mitraglia Fullcrucco.
 

Similar threads

Alto