Per Repubblica ci sono anche due arbitri indagati: Nasca e Di Vuolo. Il primo era al Var in Salernitana-Modena (interferenza contestata a Gervasoni) e per Inter - Verona del 6 gennaio 2024 insieme al secondo.
Per il Cds l'inchiesta è slegata dall'esposto di Rocca, parte da prima, va avanti da più di un anno e ci sono intercettazioni.
L'inchiesta sulla frode sportiva nel mondo arbitrale italiano sta assumendo proporzioni sempre più vaste e inquietanti. Secondo quanto riportato da La Repubblica, al centro delle indagini della Procura di Milano ci sarebbe un presunto sistema di comunicazione non verbale utilizzato nella sala operativa di Lissone, ribattezzato ironicamente "Gioca Jouer", attraverso il quale verrebbero scambiati gesti e segnali diretti oltre le vetrate per influenzare le decisioni al monitor. Il perimetro dei soggetti coinvolti si è ufficialmente allargato: oltre a Gianluca Rocchi, risultano ora iscritti nel registro degli indagati anche gli arbitri Luigi Nasca, della sezione di Bari, e Rodolfo Di Vuolo, della sezione di Castellammare di Stabia. Per giovedì prossimo è previsto un passaggio cruciale dell'indagine, quando i magistrati milanesi contesteranno formalmente all'ex designatore Rocchi un "incontro proibito" avvenuto presso lo stadio di San Siro, un episodio che potrebbe aggravare ulteriormente la sua posizione. Questo nuovo filone investigativo suggerisce l'esistenza di irregolarità sistemiche che vanno ben oltre i singoli errori tecnici, spingendo la Procura a scavare su più fronti per definire con precisione ruoli e responsabilità all'interno di quello che appare come un vero e proprio terremoto per la credibilità dell'intero sistema calcistico nazionale.
Per il Cds l'inchiesta è slegata dall'esposto di Rocca, parte da prima, va avanti da più di un anno e ci sono intercettazioni.
L'inchiesta sulla frode sportiva nel mondo arbitrale italiano sta assumendo proporzioni sempre più vaste e inquietanti. Secondo quanto riportato da La Repubblica, al centro delle indagini della Procura di Milano ci sarebbe un presunto sistema di comunicazione non verbale utilizzato nella sala operativa di Lissone, ribattezzato ironicamente "Gioca Jouer", attraverso il quale verrebbero scambiati gesti e segnali diretti oltre le vetrate per influenzare le decisioni al monitor. Il perimetro dei soggetti coinvolti si è ufficialmente allargato: oltre a Gianluca Rocchi, risultano ora iscritti nel registro degli indagati anche gli arbitri Luigi Nasca, della sezione di Bari, e Rodolfo Di Vuolo, della sezione di Castellammare di Stabia. Per giovedì prossimo è previsto un passaggio cruciale dell'indagine, quando i magistrati milanesi contesteranno formalmente all'ex designatore Rocchi un "incontro proibito" avvenuto presso lo stadio di San Siro, un episodio che potrebbe aggravare ulteriormente la sua posizione. Questo nuovo filone investigativo suggerisce l'esistenza di irregolarità sistemiche che vanno ben oltre i singoli errori tecnici, spingendo la Procura a scavare su più fronti per definire con precisione ruoli e responsabilità all'interno di quello che appare come un vero e proprio terremoto per la credibilità dell'intero sistema calcistico nazionale.