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In vista dell'imminente consultazione referendaria, l'immarcescibile democratico Dario Franceschini lancia un forte allarme politico, sostenendo che una vittoria della destra renderebbe la coalizione di governo inarrestabile nel suo progetto di stravolgimento dell'assetto istituzionale. L'esponente del Partito Democratico rivolge un appello accorato alla società civile affinché si schieri per il No, convinto che l'obiettivo finale di Giorgia Meloni sia quello di ottenere i "pieni poteri", passando dal premierato fino a una ridefinizione del ruolo del Quirinale. Franceschini descrive una Presidente del Consiglio che, pur sentendosi accerchiata, reagisce alzando costantemente la tensione e finendo in aperto contrasto con il Presidente della Repubblica: "Consapevolmente o no, Giorgia Meloni sta facendo di tutto per farla diventare una grande battaglia politica. Come se si giocasse il tutto per tutto. Spara nel mucchio, alza continuamente la tensione, non si ferma di fronte a niente". Nonostante il clima di scontro, l'ex ministro si dice ottimista sull'esito del voto, dichiarando senza scaramanzia: "Penso che vinca il No. Vedo una base più mobilitata e motivata", sottolineando come una sconfitta della maggioranza rappresenterebbe "una brutta botta" per la tenuta del governo. Secondo Franceschini, il comportamento della premier è quello di chi non si rende conto che "l'accerchiamento l'ha creato lei", trasformando la riforma costituzionale in un test di sopravvivenza politica dai rischi altissimi per l'attuale equilibrio democratico del Paese.
