FIGC: Galliani si lega con l'Inter (si tessera) e sfida Malagò.

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I presidenti di circa dieci club della Serie A si sono riuniti a Milano per decidere la linea comune in vista delle elezioni federali della FIGC previste per il 14 dicembre, trovandosi tuttavia a fare i conti con una forte divisione interna. La Lega di A, che a giugno era stata decisiva per eleggere l'attuale commissario Giovanni Malagò con il 68,58% dei voti, appare oggi spaccata a causa del malcontento generato da decisioni prese senza consultare la base elettorale — come la scelta del commissario tecnico, le nomine di Diana Bianchedi e Beppe Signori e i rapporti conflittuali con la politica — fattori che rendono irraggiungibile una percentuale simile di consensi. Per fare il punto e cercare di compattare le società medio-piccole, Luca Percassi ha promosso l'incontro milanese, mentre la corsa alla presidenza vede contrapposti lo stesso Malagò e Adriano Galliani. Quest'ultimo è spinto dallo stesso Percassi e da Beppe Marotta e, per potersi candidare, sta completando il tesseramento come dirigente accompagnatore a titolo gratuito presso l'Enotria 1908, una scuola calcio dilettantistica milanese legata all'Inter, una curiosità ironica considerando i suoi trentuno anni trascorsi da dirigente nello storico rivale Milan. La strategia attorno a Galliani prevede che, anche se Malagò dovesse ottenere le undici firme necessarie per essere candidato dalla Lega di A, Galliani depositerebbe comunque la propria candidatura forte dell'appoggio dei Dilettanti, potendo contare su competenze calcistiche consolidate e su rapporti privilegiati con l'Esecutivo, configurandosi come una soluzione di transizione biennale per rimandare al 2028 l'avvio di un nuovo corso. Nonostante calciatori e allenatori rappresentino il trenta percento del peso elettorale e abbiano promesso di seguire le indicazioni della Serie A, il malumore nei confronti della gestione di Malagò è ormai palese in tutte le componenti, lasciando aperta l'incognita cruciale su quale candidato deciderà infine di sostenere la massima serie.

GDS: la Serie A sta vivendo ore di intense trattative in vista delle elezioni per la presidenza della FIGC in programma il 14 dicembre, con scadenza per la presentazione delle candidature fissata al prossimo 4 novembre. La discussione interna ruota attorno alla scelta tra la conferma del formale sostegno all'attuale commissario della Federcalcio Giovanni Malagò, già appoggiato a giugno e sostenuto al momento da Napoli, Roma, Bologna e Monza, oppure la candidatura alternativa di Adriano Galliani, senatore di Forza Italia che può contare sulle preferenze di Inter, Atalanta, Como e Sassuolo. Attualmente nessuno dei due schieramenti risulta vicino alla soglia delle undici firme necessarie per accreditare la candidatura, complice la presenza di numerosi club ancora indecisi. Per fare chiarezza, questa mattina quattordici società si incontrano da remoto in una riunione informale che esclude solo Inter, Milan, Juventus, Roma, Napoli e Lazio. Durante il vertice, i sostenitori di Galliani motivano la spaccatura con il malcontento di vari club e componenti federali per alcune decisioni prese da Malagò in autonomia — tra cui la nomina del CT Mancini, di Bianchedi come capo delegazione, di Signori all'Under 20 e la questione del segretario generale —, mentre i lealisti di Malagò ribadiscono la necessità di dare continuità al lavoro dell'ex presidente del CONI, forte di un'elezione a giugno con quasi il 70% dei voti, dei risultati positivi delle Nazionali e di nuovi accordi commerciali. L'incontro odierno potrebbe ridefinire gli orientamenti di una Serie A divisa, sebbene non sia escluso che nessuno dei due candidati raggiunga le undici firme, privando la Serie A di un proprio candidato ufficiale pur trattandosi di un'opportunità strategica che i club difficilmente vorranno perdere. Nel frattempo, le altre sei componenti che voteranno il 14 dicembre, come le associazioni di allenatori e calciatori i cui direttivi si sono riuniti ieri, mantengono una posizione di attesa, orientate come di consueto ad accodarsi alla decisione finale della Lega Serie A ma senza alcun obbligo formale.
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I presidenti di circa dieci club della Serie A si sono riuniti a Milano per decidere la linea comune in vista delle elezioni federali della FIGC previste per il 14 dicembre, trovandosi tuttavia a fare i conti con una forte divisione interna. La Lega di A, che a giugno era stata decisiva per eleggere l'attuale commissario Giovanni Malagò con il 68,58% dei voti, appare oggi spaccata a causa del malcontento generato da decisioni prese senza consultare la base elettorale — come la scelta del commissario tecnico, le nomine di Diana Bianchedi e Beppe Signori e i rapporti conflittuali con la politica — fattori che rendono irraggiungibile una percentuale simile di consensi. Per fare il punto e cercare di compattare le società medio-piccole, Luca Percassi ha promosso l'incontro milanese, mentre la corsa alla presidenza vede contrapposti lo stesso Malagò e Adriano Galliani. Quest'ultimo è spinto dallo stesso Percassi e da Beppe Marotta e, per potersi candidare, sta completando il tesseramento come dirigente accompagnatore a titolo gratuito presso l'Enotria 1908, una scuola calcio dilettantistica milanese legata all'Inter, una curiosità ironica considerando i suoi trentuno anni trascorsi da dirigente nello storico rivale Milan. La strategia attorno a Galliani prevede che, anche se Malagò dovesse ottenere le undici firme necessarie per essere candidato dalla Lega di A, Galliani depositerebbe comunque la propria candidatura forte dell'appoggio dei Dilettanti, potendo contare su competenze calcistiche consolidate e su rapporti privilegiati con l'Esecutivo, configurandosi come una soluzione di transizione biennale per rimandare al 2028 l'avvio di un nuovo corso. Nonostante calciatori e allenatori rappresentino il trenta percento del peso elettorale e abbiano promesso di seguire le indicazioni della Serie A, il malumore nei confronti della gestione di Malagò è ormai palese in tutte le componenti, lasciando aperta l'incognita cruciale su quale candidato deciderà infine di sostenere la massima serie.

GDS: la Serie A sta vivendo ore di intense trattative in vista delle elezioni per la presidenza della FIGC in programma il 14 dicembre, con scadenza per la presentazione delle candidature fissata al prossimo 4 novembre. La discussione interna ruota attorno alla scelta tra la conferma del formale sostegno all'attuale commissario della Federcalcio Giovanni Malagò, già appoggiato a giugno e sostenuto al momento da Napoli, Roma, Bologna e Monza, oppure la candidatura alternativa di Adriano Galliani, senatore di Forza Italia che può contare sulle preferenze di Inter, Atalanta, Como e Sassuolo. Attualmente nessuno dei due schieramenti risulta vicino alla soglia delle undici firme necessarie per accreditare la candidatura, complice la presenza di numerosi club ancora indecisi. Per fare chiarezza, questa mattina quattordici società si incontrano da remoto in una riunione informale che esclude solo Inter, Milan, Juventus, Roma, Napoli e Lazio. Durante il vertice, i sostenitori di Galliani motivano la spaccatura con il malcontento di vari club e componenti federali per alcune decisioni prese da Malagò in autonomia — tra cui la nomina del CT Mancini, di Bianchedi come capo delegazione, di Signori all'Under 20 e la questione del segretario generale —, mentre i lealisti di Malagò ribadiscono la necessità di dare continuità al lavoro dell'ex presidente del CONI, forte di un'elezione a giugno con quasi il 70% dei voti, dei risultati positivi delle Nazionali e di nuovi accordi commerciali. L'incontro odierno potrebbe ridefinire gli orientamenti di una Serie A divisa, sebbene non sia escluso che nessuno dei due candidati raggiunga le undici firme, privando la Serie A di un proprio candidato ufficiale pur trattandosi di un'opportunità strategica che i club difficilmente vorranno perdere. Nel frattempo, le altre sei componenti che voteranno il 14 dicembre, come le associazioni di allenatori e calciatori i cui direttivi si sono riuniti ieri, mantengono una posizione di attesa, orientate come di consueto ad accodarsi alla decisione finale della Lega Serie A ma senza alcun obbligo formale.
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GDS: la Serie A sta vivendo ore di intense trattative in vista delle elezioni per la presidenza della FIGC in programma il 14 dicembre, con scadenza per la presentazione delle candidature fissata al prossimo 4 novembre. La discussione interna ruota attorno alla scelta tra la conferma del formale sostegno all'attuale commissario della Federcalcio Giovanni Malagò, già appoggiato a giugno e sostenuto al momento da Napoli, Roma, Bologna e Monza, oppure la candidatura alternativa di Adriano Galliani, senatore di Forza Italia che può contare sulle preferenze di Inter, Atalanta, Como e Sassuolo. Attualmente nessuno dei due schieramenti risulta vicino alla soglia delle undici firme necessarie per accreditare la candidatura, complice la presenza di numerosi club ancora indecisi. Per fare chiarezza, questa mattina quattordici società si incontrano da remoto in una riunione informale che esclude solo Inter, Milan, Juventus, Roma, Napoli e Lazio. Durante il vertice, i sostenitori di Galliani motivano la spaccatura con il malcontento di vari club e componenti federali per alcune decisioni prese da Malagò in autonomia — tra cui la nomina del CT Mancini, di Bianchedi come capo delegazione, di Signori all'Under 20 e la questione del segretario generale —, mentre i lealisti di Malagò ribadiscono la necessità di dare continuità al lavoro dell'ex presidente del CONI, forte di un'elezione a giugno con quasi il 70% dei voti, dei risultati positivi delle Nazionali e di nuovi accordi commerciali. L'incontro odierno potrebbe ridefinire gli orientamenti di una Serie A divisa, sebbene non sia escluso che nessuno dei due candidati raggiunga le undici firme, privando la Serie A di un proprio candidato ufficiale pur trattandosi di un'opportunità strategica che i club difficilmente vorranno perdere. Nel frattempo, le altre sei componenti che voteranno il 14 dicembre, come le associazioni di allenatori e calciatori i cui direttivi si sono riuniti ieri, mantengono una posizione di attesa, orientate come di consueto ad accodarsi alla decisione finale della Lega Serie A ma senza alcun obbligo formale.

Che schifezza...
 

Andris

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e c'era bisogno di farlo con una società legata all'inter?
 
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