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Repubblica: l'operazione di rinnovamento in Forza Italia, fortemente voluta da Marina Berlusconi, ha segnato un punto di svolta con la sostituzione di Maurizio Gasparri al Senato, mossa che, pur presentata come iniziativa autonoma dei senatori, gode della benedizione della primogenita del Cavaliere e della regia diplomatica di Gianni Letta. Questo processo mira a trasformare il partito in una forza liberale più incisiva e distinta da Fratelli d'Italia, puntando a sottrarre voti al centro e ai moderati delusi, con un'agenda focalizzata su tasse, libertà d'impresa e diritti. Il prossimo obiettivo dei rinnovatori è Paolo Barelli alla Camera, ma qui la partita è più complessa sia per i numeri interni incerti, sia per l'ostruzionismo del segretario Tajani, il quale avrebbe minacciato le dimissioni per difendere il capogruppo. Sebbene Marina non intenda scendere in campo direttamente, preferendo concentrarsi sulle aziende di famiglia, la sua influenza sta delineando una leadership alternativa che sfida l'attuale accondiscendenza verso Giorgia Meloni. Il rapporto tra la premier e la presidente di Fininvest resta ufficialmente cordiale, ma l'attivismo di quest'ultima segnala la fine di una fase di attesa e l'inizio di una competizione identitaria più marcata all'interno della coalizione di governo.
Silvio non era un uomo di destra. Non dimentichiamoci cosa scrisse della Meloni sui suoi celebri appunti.