Fabregas:"Milan con giocatori impressionanti ma vogliamo vincere".

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Fabegas in conferenza pre Como - Milan

Che partita uscirà contro il Milan? E Allegri? "Domani la cosa più importante per me è la partita, in panchina è la Champions contro la Serie D. Allegri ha dimostrato tutto quello che è da allenatore, io non ho fatto niente e non c'è paragone. Ma noi domani dobbiamo andare a fare una bella prestazione, dobbiamo avere continuità del nostro gioco, continuare a crescere, è molto importante per noi. Vediamo che offre il Milan, ha giocatori impressionanti come Rabiot, Modric, Fofana, Pulisic... la lista è lunga. Noi dovremo essere il Como più forte se vogliamo vincere".

Il Milan vince da muso corto, difficile rimontarlo. Cosa avete preparato a livello difensivo?

"Ovvio che lavorano sulle fasce, si deve proteggere bene. Comunque i ragazzi sono abituati ormai a giocare ogni tre giorni".

Il Como, come l'Inter, ha segnato di più nell'ultima metà di gara.

"Noi l'anno scorso abbiamo perso tanti punti in quella fase di partita. Perché noi venivamo dalla Serie B in A dopo tanti anni. Tutte le grandi squadre non mollano, hanno sempre orgoglio, la mentalità del campione. È questo che provo a trasmettere di più nei ragazzi, fino alla fine. Lo dico sempre, anche prima del Bologna. La spinta, il coraggio, la personalità di un campione. Essere un campione non vuol dire vincere sempre. Chi si rialza più velocemente e riprova, arriva a quello che vuole fare. Noi abbiamo una squadra giovane, ma stanno iniziando a conoscersi. Noi ci proviamo, quest'anno contro il Verona all'ultimo minuto, è importante... mentalità e fisico, chi entra dalla panchina fa la differenza. Una cosa per me molto importante. Tutti riconoscono che ok, sei triste perché non giochi, ma chi ti fa guadagnare punti è chi entra per 5 minuti e cambia la partita. Ci sono tante cose positive che si possono trovare. C'è spazio anche per la gente che non gioca. In questi ultimi momenti abbiamo trovato molte soluzioni e questo sarà molto importante per il nostro futuro".

Farà delle rotazioni con gli impegni ravvicinati? "Non lo so, ci sono opportunità e giocatori che possono cambiare. Non è deciso niente per domani. Ma la squadra deve capire il messaggio che domani la partita è molto importante per noi. Chi fa 10-20-90 minuti deve sempre fare la differenza".

I giocatori sono più motivati contro un Milan ferito? E loro dove possono arrivare?

"Questo non è il mio lavoro, io ti parlo delle squadre più forti del campionato. Il Milan con Allegri e questi giocatori ovvio che possono fare bene. Dipenderà da loro, quanto più vincono avranno opzioni per lo Scudetto. Sulla difficoltà o meno io non credo tanto in questo. Due partite, due pareggi? Continuano ad essere forti. Se la squadra è più motivata per questo? No, non c'è senso. Con il Milan partita incredibilmente importante. Io non credo in squadra piccola o grande, tutti abbiamo la motivazione di fare bene".

Il Milan non era tanto equilibrato l'anno scorso, cosa cambia quest'anno?

"Hanno cambiato la maniera di pressare, giocatori dai profili diversi, Pulisic sta tornando ad essere il giocatore conosciuto al Chelsea. Per me però non è tanto importante, domani si deve vincere la partita, ovviamente con tattica. Dovremo giocare la nostra partita, godercela per il secondo anno in Serie A, far venire qua al Sinigaglia il Milan è tutto un onore per noi, vogliamo fare il meglio della nostra gente. E continuare il nostro percorso".

I cambi funzionano nel vostro progetto, visto che segnate tanto nel finale. Ma qualcosa serve sul mercato?

"Credi che abbiamo bisogno (ride, ndr)? Sugli esterni siamo andati in difficoltà? Sì, ma abbiamo vinto anche senza di loro. La testa deve fare click, e andare oltre le difficoltà. La mentalità del campione è quello che vede se tutto è positivo, che c'è un'opportunità. Addai, Kuhn magari non avrebbe giocato contro il Pisa... sono opportunità per tutti, per uno o per l'altro di dimostrare. E va bene. In questo mercato è difficile, noi siamo un gruppo giovane e che lavora molto, in questo momento molto convinto di quello che fa. E per un allenatore e una società è importante avere la gente focalizzata sull'obiettivo. Dobbiamo essere attenti a questo. Se non gioca Da Cunha sicuramente non è contento perché c'è Caqueret, Sergi Roberto, Perrone... se metti più gente, attenzione. Alcune volte è meglio essere meno ma tutti dentro, piuttosto che tanti e qualcuno si sente fuori".

Baturina è al secondo gol in campionato, cambia qualcosa dal fatto che è chiuso da Nico Paz? Perché potrebbe chiedere più spazio e sappiamo che ci sono state richieste...

"In questo momento non c'è niente. Da una parte e dall'altra. Vedo che la squadra non molla, è dentro il progetto. Leeds o altri club di Premier? In questo momento non c'è niente. Noi dobbiamo giocare domani, non ci fermiamo mai. Il mio obiettivo e focus è mentalizzare i ragazzi".

Come stanno gli infortunati?

"Diao non è pronto, ha iniziato a correre e fa palestra. Morata sta meglio, Goldaniga è già uscito in campo, ad Addai manca un po'... Per le prossime partite siamo chi siamo. Siamo in pochi e tutti sono dentro".

Lei è innamorato di Como. Ma cos'è oggi essere innamorato di una piazza?

"È molto personale. Oggi magari sei molto coinvolto, sei contento, si è visto con Xabi Alonso al Real. E magari alla fine non va bene. Dico di essere innamorato di tutto, della società e di Como, perché qua è tutto molto diverso. Lo stiamo creando tutti insieme. Sento che voi spiegate bene cosa succede a Como. Voi siete il quarto potere del mondo. Potete scrivere tutto quello che volete. Avete il potere di influenzare la gente. Oggi posso dire 'questo è bianco', ma se dite voi 'è nero' la gente crede a voi. Come in altri ruoli, non solo nel calcio. Qua stiamo facendo una cosa con molta serenità, tantissima attenzione al dettaglio, cullarlo come tuo figlio. Non andrò da Suwarso per un nuovo contratto o per altro, io faccio questo con il cuore. È una cosa preziosa, bellissima. C'è un confronto bello con i tifosi, anche se non ci vado a parlare. Anche se sono sempre aperto. Ma sono molto tranquillo su questo. Non ci sono dipendenti che vanno a lavorare al Como e basta. C'è gente che ha abbandonato la famiglia per venire qui. C'è tutto".

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Fabegas in conferenza pre Como - Milan

Che partita uscirà contro il Milan? E Allegri? "Domani la cosa più importante per me è la partita, in panchina è la Champions contro la Serie D. Allegri ha dimostrato tutto quello che è da allenatore, io non ho fatto niente e non c'è paragone. Ma noi domani dobbiamo andare a fare una bella prestazione, dobbiamo avere continuità del nostro gioco, continuare a crescere, è molto importante per noi. Vediamo che offre il Milan, ha giocatori impressionanti come Rabiot, Modric, Fofana, Pulisic... la lista è lunga. Noi dovremo essere il Como più forte se vogliamo vincere".

Il Milan vince da muso corto, difficile rimontarlo. Cosa avete preparato a livello difensivo?

"Ovvio che lavorano sulle fasce, si deve proteggere bene. Comunque i ragazzi sono abituati ormai a giocare ogni tre giorni".

Il Como, come l'Inter, ha segnato di più nell'ultima metà di gara.

"Noi l'anno scorso abbiamo perso tanti punti in quella fase di partita. Perché noi venivamo dalla Serie B in A dopo tanti anni. Tutte le grandi squadre non mollano, hanno sempre orgoglio, la mentalità del campione. È questo che provo a trasmettere di più nei ragazzi, fino alla fine. Lo dico sempre, anche prima del Bologna. La spinta, il coraggio, la personalità di un campione. Essere un campione non vuol dire vincere sempre. Chi si rialza più velocemente e riprova, arriva a quello che vuole fare. Noi abbiamo una squadra giovane, ma stanno iniziando a conoscersi. Noi ci proviamo, quest'anno contro il Verona all'ultimo minuto, è importante... mentalità e fisico, chi entra dalla panchina fa la differenza. Una cosa per me molto importante. Tutti riconoscono che ok, sei triste perché non giochi, ma chi ti fa guadagnare punti è chi entra per 5 minuti e cambia la partita. Ci sono tante cose positive che si possono trovare. C'è spazio anche per la gente che non gioca. In questi ultimi momenti abbiamo trovato molte soluzioni e questo sarà molto importante per il nostro futuro".

Farà delle rotazioni con gli impegni ravvicinati? "Non lo so, ci sono opportunità e giocatori che possono cambiare. Non è deciso niente per domani. Ma la squadra deve capire il messaggio che domani la partita è molto importante per noi. Chi fa 10-20-90 minuti deve sempre fare la differenza".

I giocatori sono più motivati contro un Milan ferito? E loro dove possono arrivare?

"Questo non è il mio lavoro, io ti parlo delle squadre più forti del campionato. Il Milan con Allegri e questi giocatori ovvio che possono fare bene. Dipenderà da loro, quanto più vincono avranno opzioni per lo Scudetto. Sulla difficoltà o meno io non credo tanto in questo. Due partite, due pareggi? Continuano ad essere forti. Se la squadra è più motivata per questo? No, non c'è senso. Con il Milan partita incredibilmente importante. Io non credo in squadra piccola o grande, tutti abbiamo la motivazione di fare bene".

Il Milan non era tanto equilibrato l'anno scorso, cosa cambia quest'anno?

"Hanno cambiato la maniera di pressare, giocatori dai profili diversi, Pulisic sta tornando ad essere il giocatore conosciuto al Chelsea. Per me però non è tanto importante, domani si deve vincere la partita, ovviamente con tattica. Dovremo giocare la nostra partita, godercela per il secondo anno in Serie A, far venire qua al Sinigaglia il Milan è tutto un onore per noi, vogliamo fare il meglio della nostra gente. E continuare il nostro percorso".

I cambi funzionano nel vostro progetto, visto che segnate tanto nel finale. Ma qualcosa serve sul mercato?

"Credi che abbiamo bisogno (ride, ndr)? Sugli esterni siamo andati in difficoltà? Sì, ma abbiamo vinto anche senza di loro. La testa deve fare click, e andare oltre le difficoltà. La mentalità del campione è quello che vede se tutto è positivo, che c'è un'opportunità. Addai, Kuhn magari non avrebbe giocato contro il Pisa... sono opportunità per tutti, per uno o per l'altro di dimostrare. E va bene. In questo mercato è difficile, noi siamo un gruppo giovane e che lavora molto, in questo momento molto convinto di quello che fa. E per un allenatore e una società è importante avere la gente focalizzata sull'obiettivo. Dobbiamo essere attenti a questo. Se non gioca Da Cunha sicuramente non è contento perché c'è Caqueret, Sergi Roberto, Perrone... se metti più gente, attenzione. Alcune volte è meglio essere meno ma tutti dentro, piuttosto che tanti e qualcuno si sente fuori".

Baturina è al secondo gol in campionato, cambia qualcosa dal fatto che è chiuso da Nico Paz? Perché potrebbe chiedere più spazio e sappiamo che ci sono state richieste...

"In questo momento non c'è niente. Da una parte e dall'altra. Vedo che la squadra non molla, è dentro il progetto. Leeds o altri club di Premier? In questo momento non c'è niente. Noi dobbiamo giocare domani, non ci fermiamo mai. Il mio obiettivo e focus è mentalizzare i ragazzi".

Come stanno gli infortunati?

"Diao non è pronto, ha iniziato a correre e fa palestra. Morata sta meglio, Goldaniga è già uscito in campo, ad Addai manca un po'... Per le prossime partite siamo chi siamo. Siamo in pochi e tutti sono dentro".

Lei è innamorato di Como. Ma cos'è oggi essere innamorato di una piazza?

"È molto personale. Oggi magari sei molto coinvolto, sei contento, si è visto con Xabi Alonso al Real. E magari alla fine non va bene. Dico di essere innamorato di tutto, della società e di Como, perché qua è tutto molto diverso. Lo stiamo creando tutti insieme. Sento che voi spiegate bene cosa succede a Como. Voi siete il quarto potere del mondo. Potete scrivere tutto quello che volete. Avete il potere di influenzare la gente. Oggi posso dire 'questo è bianco', ma se dite voi 'è nero' la gente crede a voi. Come in altri ruoli, non solo nel calcio. Qua stiamo facendo una cosa con molta serenità, tantissima attenzione al dettaglio, cullarlo come tuo figlio. Non andrò da Suwarso per un nuovo contratto o per altro, io faccio questo con il cuore. È una cosa preziosa, bellissima. C'è un confronto bello con i tifosi, anche se non ci vado a parlare. Anche se sono sempre aperto. Ma sono molto tranquillo su questo. Non ci sono dipendenti che vanno a lavorare al Como e basta. C'è gente che ha abbandonato la famiglia per venire qui. C'è tutto".

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Altro scienziato di calcio,se allenasse un top club sarebbe stato già licenziato dal giorno 1.
 

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