Edicola: super Leao. Milan, rimpianti scudetto. Sei di fila.

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GDS: Rafa Leao non è stato schierato in campo, è stato esposto, come si fa con i capolavori degli Uffizi. A Firenze, città d’arte, il portoghese ha dipinto una vittoria importantissima per la stagione rossonera: secondo posto blindato, Juve sprofondata a -6, la Roma, quinta, con una partita in meno, distante 14 lunghezze. Leao ha sbloccato la partita a inizio ripresa con un assist di tacco per LoftusCheek e l’ha chiusa con una cavalcata spettacolare. Ma già nel primo tempo, in cui il Milan ha sprecato troppo, Leao aveva fatto tanto. La miglior versione del portoghese: continuo e concreto. Stavolta il tacco non era cipria, ma sostanza. Ma non solo Rafa. Il Milan è piaciuto per la sicurezza tattica del primo tempo e per la sofferenza con cui ha difeso la vittoria nel secondo. Decisivo Maignan, bravi Reijnders e Chukwueze che sta sbocciando e sta mettendo finalmente in atto il piano estivo: due ali forti. Brava la Fiorentina che ha sofferto nella prima mezz’ora, ma ha risposto subito al vantaggio e con un finale impetuoso non avrebbe demeritato il pari. E’ in lotta su tre fronti. Ieri ha dimostrato di poterli onorare tutti. Partita bellissima, intensa, come raramente offre la Serie A. Lo prendiamo come un regalo di Pasqua.

CorSera: sei vittorie su sei. Diavolo scatenato. Si sbarazza anche della Fiorentina, passando al Franchi a distanza di tre anni dall’ultima volta e consolidando il secondo posto in classifica. La Juventus è ora lontana 6 punti. E il piazzamento alla prossima Champions sembra ormai blindato. Un ritmo da Inter, nel 2024. La verità è che senza tutti quei punti gettati in autunno oggi forse la corsa scudetto sarebbe ancora aperta, ma per i rimpianti è tardi: l’obiettivo, adesso, è risolvere al più presto la pratica campionato per concentrarsi testa e gambe su Europa League e derby del 22 aprile, che avrà un peso specifico enorme, anche da un punto di vista ambientale. Decisivo ancora una volta Leao, autore del gol vittoria nella ripresa, anche se provvidenziali sono state le parate salvavita di Maignan nel finale. Ai viola resta una punta d’amarezza, ma il successo dei rossoneri è nel complesso meritato. Tira un sospiro di sollievo Pioli, che temeva questa trasferta. Il presidente Scaroni, sorridente in tribuna, ha parlato proprio del suo futuro: «Ho sempre detto che resta perché a me piacciono gli allenatori che vincono». Più fiducia di così.

Tuttosport: sesta vittoria consecutiva, la quarta in campionato. Il Milan si mette (a distanza...) nella scia dell’Inter e rafforza ulteriormente il secondo posto, andando a +6 sulla sempre più sconcertante Juventus. Un 2-1 di forza a Firenze, che conferma il bello e il brutto dei rossoneri. Il bello è la capacità di costruire e concretizzare le occasioni: per ritrovare l’ultima partita senza reti all’attivo occorre risalire al 4 novembre, alla sconfitta interna con l’Udinese per 0-1. Il brutto sono le solite distrazioni difensive, quelle che hanno permesso ai viola di recuperare sull’1-1, salvo poi imbattersi in alcuni interventi super di Maignan che hanno fissato il risultato. Per la felicità del tecnico Stefano Pioli

CorSport: non era la serata giusta per perdere e nemmeno per pareggiare. Ma la Fiorentina è sembrata subito frastornata, malmessa nelle gambe, il Milan invece non si è fatto commuovere dall’atmosfera che lo circondava. E attaccava con tutti i suoi uomini, sfondando ora a destra con Chukwueze (Biraghi, il suo avversario diretto, è stato ammonito dopo meno di un quarto d’ora), ora a sinistra con Leao che, inevitabilmente, metteva in crisi un giocatore, Dodo, di 22 centimetri e 6 chili in meno. Alla fine del primo tempo, sei occasioni nitide per la squadra di Pioli, due per quella di Italiano che si è salvato spesso con le prodezze di Terracciano e una volta con Belotti, quando ha cacciato via la palla sulla linea di porta. Già prima della vittoria Pioli era stato confermato da Scaroni. All'inizio Milan troppo leggero in zona gol. Poi, Leao ha fatto irruzione tra le voragini della Fiorentina regalando la vittoria al Milan con un assist e con un gol.

Il Giornale: in una sola serata, il Milan di Pioli sistema una serie di conti in sospeso. Si riprende il successo a Firenze al cospetto di Italiano, una sorta di rivale scomodo, blinda il secondo posto andando 6 punti davanti alla Juve, dimentica l’assenza di Theo Hernandez e lucida soprattutto il talento di Mike Maignan, il portiere diventato uno dei protagonisti nella serata dopo gli errori vistosi nel primo tempo e i due squilli di tromba in avvio di ripresa firmati da Loftus Cheek e Leao. Non solo. Per Stefano Pioli, il tecnico, suonano come musica le parole spese dal presidente Paolo Scaroni prima dell’inizio: «Ho sempre detto che Pioli resta anche l’anno prossimo». Gli fa eco, tra l’altro, dall’altra parte del mondo Gerry Cardinale che ripete in materia di necessità di costruire lo stadio nuovo un vecchio concetto. «Senza il nuovo stadio non potremo competere con i club più importanti d’Europa».


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Tuttosport: sesta vittoria consecutiva, la quarta in campionato. Il Milan si mette (a distanza...) nella scia dell’Inter e rafforza ulteriormente il secondo posto, andando a +6 sulla sempre più sconcertante Juventus. Un 2-1 di forza a Firenze, che conferma il bello e il brutto dei rossoneri. Il bello è la capacità di costruire e concretizzare le occasioni: per ritrovare l’ultima partita senza reti all’attivo occorre risalire al 4 novembre, alla sconfitta interna con l’Udinese per 0-1. Il brutto sono le solite distrazioni difensive, quelle che hanno permesso ai viola di recuperare sull’1-1, salvo poi imbattersi in alcuni interventi super di Maignan che hanno fissato il risultato. Per la felicità del tecnico Stefano Pioli

CorSport: non era la serata giusta per perdere e nemmeno per pareggiare. Ma la Fiorentina è sembrata subito frastornata, malmessa nelle gambe, il Milan invece non si è fatto commuovere dall’atmosfera che lo circondava. E attaccava con tutti i suoi uomini, sfondando ora a destra con Chukwueze (Biraghi, il suo avversario diretto, è stato ammonito dopo meno di un quarto d’ora), ora a sinistra con Leao che, inevitabilmente, metteva in crisi un giocatore, Dodo, di 22 centimetri e 6 chili in meno. Alla fine del primo tempo, sei occasioni nitide per la squadra di Pioli, due per quella di Italiano che si è salvato spesso con le prodezze di Terracciano e una volta con Belotti, quando ha cacciato via la palla sulla linea di porta. Già prima della vittoria Pioli era stato confermato da Scaroni. All'inizio Milan troppo leggero in zona gol. Poi, Leao ha fatto irruzione tra le voragini della Fiorentina regalando la vittoria al Milan con un assist e con un gol.
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CorSera: sei vittorie su sei. Diavolo scatenato. Si sbarazza anche della Fiorentina, passando al Franchi a distanza di tre anni dall’ultima volta e consolidando il secondo posto in classifica. La Juventus è ora lontana 6 punti. E il piazzamento alla prossima Champions sembra ormai blindato. Un ritmo da Inter, nel 2024. La verità è che senza tutti quei punti gettati in autunno oggi forse la corsa scudetto sarebbe ancora aperta, ma per i rimpianti è tardi: l’obiettivo, adesso, è risolvere al più presto la pratica campionato per concentrarsi testa e gambe su Europa League e derby del 22 aprile, che avrà un peso specifico enorme, anche da un punto di vista ambientale. Decisivo ancora una volta Leao, autore del gol vittoria nella ripresa, anche se provvidenziali sono state le parate salvavita di Maignan nel finale. Ai viola resta una punta d’amarezza, ma il successo dei rossoneri è nel complesso meritato. Tira un sospiro di sollievo Pioli, che temeva questa trasferta. Il presidente Scaroni, sorridente in tribuna, ha parlato proprio del suo futuro: «Ho sempre detto che resta perché a me piacciono gli allenatori che vincono». Più fiducia di così.

Tuttosport: sesta vittoria consecutiva, la quarta in campionato. Il Milan si mette (a distanza...) nella scia dell’Inter e rafforza ulteriormente il secondo posto, andando a +6 sulla sempre più sconcertante Juventus. Un 2-1 di forza a Firenze, che conferma il bello e il brutto dei rossoneri. Il bello è la capacità di costruire e concretizzare le occasioni: per ritrovare l’ultima partita senza reti all’attivo occorre risalire al 4 novembre, alla sconfitta interna con l’Udinese per 0-1. Il brutto sono le solite distrazioni difensive, quelle che hanno permesso ai viola di recuperare sull’1-1, salvo poi imbattersi in alcuni interventi super di Maignan che hanno fissato il risultato. Per la felicità del tecnico Stefano Pioli

CorSport: non era la serata giusta per perdere e nemmeno per pareggiare. Ma la Fiorentina è sembrata subito frastornata, malmessa nelle gambe, il Milan invece non si è fatto commuovere dall’atmosfera che lo circondava. E attaccava con tutti i suoi uomini, sfondando ora a destra con Chukwueze (Biraghi, il suo avversario diretto, è stato ammonito dopo meno di un quarto d’ora), ora a sinistra con Leao che, inevitabilmente, metteva in crisi un giocatore, Dodo, di 22 centimetri e 6 chili in meno. Alla fine del primo tempo, sei occasioni nitide per la squadra di Pioli, due per quella di Italiano che si è salvato spesso con le prodezze di Terracciano e una volta con Belotti, quando ha cacciato via la palla sulla linea di porta. Già prima della vittoria Pioli era stato confermato da Scaroni. All'inizio Milan troppo leggero in zona gol. Poi, Leao ha fatto irruzione tra le voragini della Fiorentina regalando la vittoria al Milan con un assist e con un gol.
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CorSera: sei vittorie su sei. Diavolo scatenato. Si sbarazza anche della Fiorentina, passando al Franchi a distanza di tre anni dall’ultima volta e consolidando il secondo posto in classifica. La Juventus è ora lontana 6 punti. E il piazzamento alla prossima Champions sembra ormai blindato. Un ritmo da Inter, nel 2024. La verità è che senza tutti quei punti gettati in autunno oggi forse la corsa scudetto sarebbe ancora aperta, ma per i rimpianti è tardi: l’obiettivo, adesso, è risolvere al più presto la pratica campionato per concentrarsi testa e gambe su Europa League e derby del 22 aprile, che avrà un peso specifico enorme, anche da un punto di vista ambientale. Decisivo ancora una volta Leao, autore del gol vittoria nella ripresa, anche se provvidenziali sono state le parate salvavita di Maignan nel finale. Ai viola resta una punta d’amarezza, ma il successo dei rossoneri è nel complesso meritato. Tira un sospiro di sollievo Pioli, che temeva questa trasferta. Il presidente Scaroni, sorridente in tribuna, ha parlato proprio del suo futuro: «Ho sempre detto che resta perché a me piacciono gli allenatori che vincono». Più fiducia di così.

Tuttosport: sesta vittoria consecutiva, la quarta in campionato. Il Milan si mette (a distanza...) nella scia dell’Inter e rafforza ulteriormente il secondo posto, andando a +6 sulla sempre più sconcertante Juventus. Un 2-1 di forza a Firenze, che conferma il bello e il brutto dei rossoneri. Il bello è la capacità di costruire e concretizzare le occasioni: per ritrovare l’ultima partita senza reti all’attivo occorre risalire al 4 novembre, alla sconfitta interna con l’Udinese per 0-1. Il brutto sono le solite distrazioni difensive, quelle che hanno permesso ai viola di recuperare sull’1-1, salvo poi imbattersi in alcuni interventi super di Maignan che hanno fissato il risultato. Per la felicità del tecnico Stefano Pioli

CorSport: non era la serata giusta per perdere e nemmeno per pareggiare. Ma la Fiorentina è sembrata subito frastornata, malmessa nelle gambe, il Milan invece non si è fatto commuovere dall’atmosfera che lo circondava. E attaccava con tutti i suoi uomini, sfondando ora a destra con Chukwueze (Biraghi, il suo avversario diretto, è stato ammonito dopo meno di un quarto d’ora), ora a sinistra con Leao che, inevitabilmente, metteva in crisi un giocatore, Dodo, di 22 centimetri e 6 chili in meno. Alla fine del primo tempo, sei occasioni nitide per la squadra di Pioli, due per quella di Italiano che si è salvato spesso con le prodezze di Terracciano e una volta con Belotti, quando ha cacciato via la palla sulla linea di porta. Già prima della vittoria Pioli era stato confermato da Scaroni. All'inizio Milan troppo leggero in zona gol. Poi, Leao ha fatto irruzione tra le voragini della Fiorentina regalando la vittoria al Milan con un assist e con un gol.

Il Giornale: in una sola serata, il Milan di Pioli sistema una serie di conti in sospeso. Si riprende il successo a Firenze al cospetto di Italiano, una sorta di rivale scomodo, blinda il secondo posto andando 6 punti davanti alla Juve, dimentica l’assenza di Theo Hernandez e lucida soprattutto il talento di Mike Maignan, il portiere diventato uno dei protagonisti nella serata dopo gli errori vistosi nel primo tempo e i due squilli di tromba in avvio di ripresa firmati da Loftus Cheek e Leao. Non solo. Per Stefano Pioli, il tecnico, suonano come musica le parole spese dal presidente Paolo Scaroni prima dell’inizio: «Ho sempre detto che Pioli resta anche l’anno prossimo». Gli fa eco, tra l’altro, dall’altra parte del mondo Gerry Cardinale che ripete in materia di necessità di costruire lo stadio nuovo un vecchio concetto. «Senza il nuovo stadio non potremo competere con i club più importanti d’Europa».
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GDS: Rafa Leao non è stato schierato in campo, è stato esposto, come si fa con i capolavori degli Uffizi. A Firenze, città d’arte, il portoghese ha dipinto una vittoria importantissima per la stagione rossonera: secondo posto blindato, Juve sprofondata a -6, la Roma, quinta, con una partita in meno, distante 14 lunghezze. Leao ha sbloccato la partita a inizio ripresa con un assist di tacco per LoftusCheek e l’ha chiusa con una cavalcata spettacolare. Ma già nel primo tempo, in cui il Milan ha sprecato troppo, Leao aveva fatto tanto. La miglior versione del portoghese: continuo e concreto. Stavolta il tacco non era cipria, ma sostanza. Ma non solo Rafa. Il Milan è piaciuto per la sicurezza tattica del primo tempo e per la sofferenza con cui ha difeso la vittoria nel secondo. Decisivo Maignan, bravi Reijnders e Chukwueze che sta sbocciando e sta mettendo finalmente in atto il piano estivo: due ali forti. Brava la Fiorentina che ha sofferto nella prima mezz’ora, ma ha risposto subito al vantaggio e con un finale impetuoso non avrebbe demeritato il pari. E’ in lotta su tre fronti. Ieri ha dimostrato di poterli onorare tutti. Partita bellissima, intensa, come raramente offre la Serie A. Lo prendiamo come un regalo di Pasqua.

CorSera: sei vittorie su sei. Diavolo scatenato. Si sbarazza anche della Fiorentina, passando al Franchi a distanza di tre anni dall’ultima volta e consolidando il secondo posto in classifica. La Juventus è ora lontana 6 punti. E il piazzamento alla prossima Champions sembra ormai blindato. Un ritmo da Inter, nel 2024. La verità è che senza tutti quei punti gettati in autunno oggi forse la corsa scudetto sarebbe ancora aperta, ma per i rimpianti è tardi: l’obiettivo, adesso, è risolvere al più presto la pratica campionato per concentrarsi testa e gambe su Europa League e derby del 22 aprile, che avrà un peso specifico enorme, anche da un punto di vista ambientale. Decisivo ancora una volta Leao, autore del gol vittoria nella ripresa, anche se provvidenziali sono state le parate salvavita di Maignan nel finale. Ai viola resta una punta d’amarezza, ma il successo dei rossoneri è nel complesso meritato. Tira un sospiro di sollievo Pioli, che temeva questa trasferta. Il presidente Scaroni, sorridente in tribuna, ha parlato proprio del suo futuro: «Ho sempre detto che resta perché a me piacciono gli allenatori che vincono». Più fiducia di così.

Tuttosport: sesta vittoria consecutiva, la quarta in campionato. Il Milan si mette (a distanza...) nella scia dell’Inter e rafforza ulteriormente il secondo posto, andando a +6 sulla sempre più sconcertante Juventus. Un 2-1 di forza a Firenze, che conferma il bello e il brutto dei rossoneri. Il bello è la capacità di costruire e concretizzare le occasioni: per ritrovare l’ultima partita senza reti all’attivo occorre risalire al 4 novembre, alla sconfitta interna con l’Udinese per 0-1. Il brutto sono le solite distrazioni difensive, quelle che hanno permesso ai viola di recuperare sull’1-1, salvo poi imbattersi in alcuni interventi super di Maignan che hanno fissato il risultato. Per la felicità del tecnico Stefano Pioli

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CorSera: sei vittorie su sei. Diavolo scatenato. Si sbarazza anche della Fiorentina, passando al Franchi a distanza di tre anni dall’ultima volta e consolidando il secondo posto in classifica. La Juventus è ora lontana 6 punti. E il piazzamento alla prossima Champions sembra ormai blindato. Un ritmo da Inter, nel 2024. La verità è che senza tutti quei punti gettati in autunno oggi forse la corsa scudetto sarebbe ancora aperta, ma per i rimpianti è tardi: l’obiettivo, adesso, è risolvere al più presto la pratica campionato per concentrarsi testa e gambe su Europa League e derby del 22 aprile, che avrà un peso specifico enorme, anche da un punto di vista ambientale. Decisivo ancora una volta Leao, autore del gol vittoria nella ripresa, anche se provvidenziali sono state le parate salvavita di Maignan nel finale. Ai viola resta una punta d’amarezza, ma il successo dei rossoneri è nel complesso meritato. Tira un sospiro di sollievo Pioli, che temeva questa trasferta. Il presidente Scaroni, sorridente in tribuna, ha parlato proprio del suo futuro: «Ho sempre detto che resta perché a me piacciono gli allenatori che vincono». Più fiducia di così.

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Il Giornale: in una sola serata, il Milan di Pioli sistema una serie di conti in sospeso. Si riprende il successo a Firenze al cospetto di Italiano, una sorta di rivale scomodo, blinda il secondo posto andando 6 punti davanti alla Juve, dimentica l’assenza di Theo Hernandez e lucida soprattutto il talento di Mike Maignan, il portiere diventato uno dei protagonisti nella serata dopo gli errori vistosi nel primo tempo e i due squilli di tromba in avvio di ripresa firmati da Loftus Cheek e Leao. Non solo. Per Stefano Pioli, il tecnico, suonano come musica le parole spese dal presidente Paolo Scaroni prima dell’inizio: «Ho sempre detto che Pioli resta anche l’anno prossimo». Gli fa eco, tra l’altro, dall’altra parte del mondo Gerry Cardinale che ripete in materia di necessità di costruire lo stadio nuovo un vecchio concetto. «Senza il nuovo stadio non potremo competere con i club più importanti d’Europa».


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Nessun rimpianto Scudetto, invincibile.

Ho il rimpianto champions

Se mai qualche PD che le melme dovevano fare la stagione della vita proprio quest anno....
 
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CorSera: sei vittorie su sei. Diavolo scatenato. Si sbarazza anche della Fiorentina, passando al Franchi a distanza di tre anni dall’ultima volta e consolidando il secondo posto in classifica. La Juventus è ora lontana 6 punti. E il piazzamento alla prossima Champions sembra ormai blindato. Un ritmo da Inter, nel 2024. La verità è che senza tutti quei punti gettati in autunno oggi forse la corsa scudetto sarebbe ancora aperta, ma per i rimpianti è tardi: l’obiettivo, adesso, è risolvere al più presto la pratica campionato per concentrarsi testa e gambe su Europa League e derby del 22 aprile, che avrà un peso specifico enorme, anche da un punto di vista ambientale. Decisivo ancora una volta Leao, autore del gol vittoria nella ripresa, anche se provvidenziali sono state le parate salvavita di Maignan nel finale. Ai viola resta una punta d’amarezza, ma il successo dei rossoneri è nel complesso meritato. Tira un sospiro di sollievo Pioli, che temeva questa trasferta. Il presidente Scaroni, sorridente in tribuna, ha parlato proprio del suo futuro: «Ho sempre detto che resta perché a me piacciono gli allenatori che vincono». Più fiducia di così.

Tuttosport: sesta vittoria consecutiva, la quarta in campionato. Il Milan si mette (a distanza...) nella scia dell’Inter e rafforza ulteriormente il secondo posto, andando a +6 sulla sempre più sconcertante Juventus. Un 2-1 di forza a Firenze, che conferma il bello e il brutto dei rossoneri. Il bello è la capacità di costruire e concretizzare le occasioni: per ritrovare l’ultima partita senza reti all’attivo occorre risalire al 4 novembre, alla sconfitta interna con l’Udinese per 0-1. Il brutto sono le solite distrazioni difensive, quelle che hanno permesso ai viola di recuperare sull’1-1, salvo poi imbattersi in alcuni interventi super di Maignan che hanno fissato il risultato. Per la felicità del tecnico Stefano Pioli

CorSport: non era la serata giusta per perdere e nemmeno per pareggiare. Ma la Fiorentina è sembrata subito frastornata, malmessa nelle gambe, il Milan invece non si è fatto commuovere dall’atmosfera che lo circondava. E attaccava con tutti i suoi uomini, sfondando ora a destra con Chukwueze (Biraghi, il suo avversario diretto, è stato ammonito dopo meno di un quarto d’ora), ora a sinistra con Leao che, inevitabilmente, metteva in crisi un giocatore, Dodo, di 22 centimetri e 6 chili in meno. Alla fine del primo tempo, sei occasioni nitide per la squadra di Pioli, due per quella di Italiano che si è salvato spesso con le prodezze di Terracciano e una volta con Belotti, quando ha cacciato via la palla sulla linea di porta. Già prima della vittoria Pioli era stato confermato da Scaroni. All'inizio Milan troppo leggero in zona gol. Poi, Leao ha fatto irruzione tra le voragini della Fiorentina regalando la vittoria al Milan con un assist e con un gol.

Il Giornale: in una sola serata, il Milan di Pioli sistema una serie di conti in sospeso. Si riprende il successo a Firenze al cospetto di Italiano, una sorta di rivale scomodo, blinda il secondo posto andando 6 punti davanti alla Juve, dimentica l’assenza di Theo Hernandez e lucida soprattutto il talento di Mike Maignan, il portiere diventato uno dei protagonisti nella serata dopo gli errori vistosi nel primo tempo e i due squilli di tromba in avvio di ripresa firmati da Loftus Cheek e Leao. Non solo. Per Stefano Pioli, il tecnico, suonano come musica le parole spese dal presidente Paolo Scaroni prima dell’inizio: «Ho sempre detto che Pioli resta anche l’anno prossimo». Gli fa eco, tra l’altro, dall’altra parte del mondo Gerry Cardinale che ripete in materia di necessità di costruire lo stadio nuovo un vecchio concetto. «Senza il nuovo stadio non potremo competere con i club più importanti d’Europa».


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La partita di ieri è simbolica della nostra stagione.
non esagero se dico che potevamo segnare almeno cinque gol, ma alla fine hai vinto la partita perché avevi maignan in porta. Squadra con grandi potenzialità, ma che non può competere con l’Inter perché loro sono più bilanciati. Noi possiamo fare sempre goleade, anche quando si gioca male( e spesso si è giocato male quest’anno) ma in fase difensiva, soprattutto quando perdi palla, hai un buco in mezzo al campo, dove in teoria dovresti essere più coperto.
esempio perfetto il gol di Duncan , ma anche barak che al 89’ fa quasi la stessa azione ma si incarta( per fortuna). questa è una carenza strutturale del gioco di pioli, che ha chiaramente rinunciato a risolverla e punta a vincere segnando più dell’avversario e in serie A sfruttando il fatto che sei di gran lunga più forte di tutti i tuoi avversari ( Inter a parte ovviamente)
 
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La partita di ieri è simbolica della nostra stagione.
non esagero se dico che potevamo segnare almeno cinque gol, ma alla fine hai vinto la partita perché avevi maignan in porta. Squadra con grandi potenzialità, ma che non può competere con l’Inter perché loro sono più bilanciati. Noi possiamo fare sempre goleade, anche quando si gioca male( e spesso si è giocato male quest’anno) ma in fase difensiva, soprattutto quando perdi palla, hai un buco in mezzo al campo, dove in teoria dovresti essere più coperto.
esempio perfetto il gol di Duncan , ma anche barak che al 89’ fa quasi la stessa azione ma si incarta( per fortuna). questa è una carenza strutturale del gioco di pioli, che ha chiaramente rinunciato a risolverla e punta a vincere segnando più dell’avversario e in serie A sfruttando il fatto che sei di gran lunga più forte di tutti i tuoi avversari ( Inter a parte ovviamente)
-2 gol fatti;
-2 li sbaglia Giroud quando apre il sinistro e poi il destro;
-3 li sbaglia leao quando apre troppo l'interno destro , poi ad incrociare e quando tira debolmente di piatto con chuchy sulla linea di porta;
-tiro di Florenzi

A memoria almeno 8 gol
 

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