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L'analisi degli episodi arbitrali della sfida da parte della GDS evidenzia una direzione di gara improntata alla valutazione della dinamica dei contatti, a partire dal 4' minuto quando Colombo decide di non ammonire Koné per un intervento su Leao, nonostante il portoghese lamenti il colpo ricevuto. Poco dopo, al 17', viene giudicata troppo lieve la trattenuta di Gabbia ai danni di Malen, non ritenuta sufficiente per l'assegnazione di un calcio di rigore. Nella ripresa, la gestione dei cartellini prosegue con la corretta ammonizione di Rabiot al 5' per un'entrata imprudente su Svilar che aveva già bloccato il pallone, seguita al 9' dal giallo per Athekame, punito per aver fermato irregolarmente Wesley lanciato in velocità. L'episodio chiave del match arriva al 27' del secondo tempo, quando viene fischiato un calcio di rigore contro il Milan a causa di Bartesaghi, il cui braccio è chiaramente fuori sagoma e dunque giudicato in posizione punibile. Al contrario, nel finale di gara al 43', non viene ravvisata alcuna irregolarità su un tocco di mano di Pulisic colpito da una pallonata, poiché il braccio dell'americano è aderente al corpo e in posizione naturale, portando l'arbitro a lasciar proseguire correttamente l'azione.
CoSport: l'arbitraggio di Colombo nel match è stato ampiamente positivo, caratterizzato da una gestione sicura e da una spiccata personalità che gli ha permesso di non farsi condizionare dai calciatori in campo. Il direttore di gara ha dimostrato polso fermo in particolare con Maignan, ammonendolo correttamente per perdita di tempo e per un gesto di stizza durante i tentativi di innervosire l'avversario prima di un rigore. Colombo ha fischiato complessivamente 26 falli, distribuendo quattro cartellini gialli giudicati tutti coerenti, nonostante quello comminato a Modric sia apparso leggermente frettoloso. L'episodio chiave del rigore concesso alla Roma è stato valutato come ineccepibile: il tocco di mano di Bartesaghi su cross di Çelik era netto, dato che il difensore aveva le braccia larghe e parallele al terreno di gioco, rendendo l'intervento punibile senza dubbi. Al contrario, l'arbitro ha preso decisioni corrette anche negli episodi dubbi all'interno dell'area di rigore, come nel caso del contatto tra Gabbia e Malen, dove ha lasciato proseguire considerando la trattenuta un semplice contrasto di gioco ed evitando di ammonire per simulazione l'attaccante caduto. Anche nel finale di partita, Colombo ha valutato correttamente come non punibile un tocco di mano di Pulisic su cross di Wesley, poiché il braccio dell'americano era aderente al corpo. La prestazione arbitrale si è conclusa con una generale accettazione delle decisioni da parte di tutti i protagonisti, confermando una direzione di gara autorevole e tecnicamente precisa.
CoSport: l'arbitraggio di Colombo nel match è stato ampiamente positivo, caratterizzato da una gestione sicura e da una spiccata personalità che gli ha permesso di non farsi condizionare dai calciatori in campo. Il direttore di gara ha dimostrato polso fermo in particolare con Maignan, ammonendolo correttamente per perdita di tempo e per un gesto di stizza durante i tentativi di innervosire l'avversario prima di un rigore. Colombo ha fischiato complessivamente 26 falli, distribuendo quattro cartellini gialli giudicati tutti coerenti, nonostante quello comminato a Modric sia apparso leggermente frettoloso. L'episodio chiave del rigore concesso alla Roma è stato valutato come ineccepibile: il tocco di mano di Bartesaghi su cross di Çelik era netto, dato che il difensore aveva le braccia larghe e parallele al terreno di gioco, rendendo l'intervento punibile senza dubbi. Al contrario, l'arbitro ha preso decisioni corrette anche negli episodi dubbi all'interno dell'area di rigore, come nel caso del contatto tra Gabbia e Malen, dove ha lasciato proseguire considerando la trattenuta un semplice contrasto di gioco ed evitando di ammonire per simulazione l'attaccante caduto. Anche nel finale di partita, Colombo ha valutato correttamente come non punibile un tocco di mano di Pulisic su cross di Wesley, poiché il braccio dell'americano era aderente al corpo. La prestazione arbitrale si è conclusa con una generale accettazione delle decisioni da parte di tutti i protagonisti, confermando una direzione di gara autorevole e tecnicamente precisa.