Edicola: Milan, troppi brividi. Lo Slavia mette paura ma...

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Repubblica: se lo Sparta piange, lo Slavia un po’ ride. E il Milan un po’ si preoccupa. Veniva pronosticato un giovedì ben poco da leoni per i giocatori delle due squadre di Praga, nell’andata degli ottavi di Europa League. In effetti l’una è stata travolta in casa dal Liverpool. Invece l’altra, in trasferta al Meazza col corredo di 4.500 tifosi, pur giocando un tempo e mezzo in 10 per l’espulsione di Diouf (piede a martello sula caviglia di Pulisic), è riuscita a contenere la fisiologica sconfitta, segnando due gol al non impeccabile Maignan. Alla testata dell’1-0 di Giroud sul cross a rientrare inventato da Leao ha opposto l’immediato pareggio, un destro al volo del fantasioso Doudera, che sarebbe sbagliato catalogare appunto come un tiro del giovedì. Nel finale del primo tempo, un rasoterra da fuori area in controtempo di Reijnders e un colpo di testa su corner di Loftus-Cheek sembravano il preludio alla goleada. Macché. Il Milan si è spento e si è distratto. Così lo Slavia ha riacceso i suoi tifosi, sistemati nel terzo anello della Nord, col 2-3 sotto quella curva, un destro di controbalzo del neoentrato Schranz: assist offerto, sulla respinta in mischia a un calcio piazzato, dal redivivo Tomori, evidentemente non ancora rodato dopo il lungo infortunio. Leao, per lo più svagato, si è infine di nuovo risvegliato in tempo per lo slalom che ha permesso a Pulisic di firmare sulla linea un risultato più rassicurante, in vista del ritorno del 14 marzo a Praga, e tuttavia non definitivo. Se dunque il Liverpoool ha confermato lo status di favorito — e per il separato in casa Klopp, che ha già annunciato il divorzio a fine stagione, si tratta solo della ratifica di un dato di fatto scontato — il Milan fatica ancora a meritare lo stesso ruolo. Per Pioli la conquista dell’unico trofeo che il club non ha ancora vinto sarebbe notoriamente un jolly da giocarsi nella difficile corsa per la riconferma, a dispetto della possibile defenestrazione a giugno in anticipo di un anno sulla scadenza del contratto, come le recenti parole dell’azionista di maggioranza Cardinale lasciano supporre. Ma è un guaio la solita fragilità difensiva, ribadita di fronte a un’avversaria fresca e capace di correre sempre e comunque, anche in inferiorità numerica e anche se è espressione di un campionato non eccelso come quello ceco.

GDS: una vittoria che non lascia tranquilli in vista del ritorno contro lo Slavia, tra sei giorni a Praga, è questo il senso di una serata in cui sono emerse tutte le contraddizioni e i chiaroscuri del Milan. La squadra di Pioli ha giocato per un tempo e mezzo, quasi 70 minuti recuperi compresi, in undici contro dieci perché al 26’, sullo 0-0, è stato espulso Diouf, il terzino sinistro dei cechi, per un’entrataccia su Pulisic. Il che significa che il Milan in superiorità numerica è riuscito a subire due reti da uno Slavia sempre sul pezzo, attaccato alla zattera della qualificazione. Che cosa accadrà a Praga quando si ripartirà 11 contro 11? La risposta è difficile, questo Milan può tutto e niente in uguale misura. Leao è il giocatore emblematico di tanta doppiezza. In sonno o passeggiante per lunghi tratti di gara, il portoghese ha determinato lo stesso il risultato: suo il cross per l’1-0 di Giroud e sua la cavalcata con “cucchiaio” che ha generato il 4-2 di Pulisic e che ha spento i fischi di un San Siro perplesso e insoddisfatto. Leao il fuoriclasse intermittente e riluttante. Al Milan sono serviti otto minuti per andare sopra e ne sono bastati altri due per farsi riacciuffare. In questi 120 secondi di saliscendi è racchiusa la stagione intera dei “pioliani”, il cui limite più evidente è la continuità mentale. Basta poco al Milan per passare dal giorno alla notte e viceversa.

CorSera:"La strada per la finale di Dublino del 22 maggio non sarà facile, meglio che il Milan se lo metta bene in testa. Se ieri la missione era blindare subito la qualificazione ai quarti di Europa League, sbarazzandosi di uno Slavia Praga organizzato ma inferiore, è riuscita solo in parte: i due gol di vantaggio, per di più giocando oltre un’ora con un uomo in più, costringeranno i rossoneri a una partita vera giovedì in Repubblica Ceca. Si preparino e non si facciano ingannare dal nome: all’Eden Arena troveranno l’inferno. Troppi errori difensivi e una certa supponenza a inizio ripresa hanno complicato lo scenario, quando c’era da gestire il 3-1: a Praga serviranno nervi saldi, per evitare di mettersi nei guai come è già successo a Rennes nel playoff. Attenzione: lì si partiva dal 3-0".


Tuttosport: un tempo, a essere “pazza” era l’Inter. Difficile però definire in modo diverso un Milan che con lo Slavia Praga - con tutto il rispetto, non il Manchester City... - è riuscito nell’impresa di prendere due gol quando era già in superiorità numerica, per l’espulsione di El Hadji Malick Diouf (intervento a piede a martello su Pulisic). Se la qualificazione ai quarti è ancora saldamente in mano ai rossoneri è grazie a Rafa Leao che, dopo il 3-2 dei cechi, con una magia ha rimesso due gol di distacco dallo Slavia quando ormai nessuno ci contava più, ma a Praga di certo questo Milan non potrà pensare di andare per fare una gita di piacere sul ponte Carlo, visto pure quanto ha sofferto a Rennes (quando arrivava però dal 3-0 di San Siro). I rossoneri potranno permettersi anche di perdere con un gol di scarto ma, nonostante la vittoria, quanto visto conferma le enormi difficoltà da parte di Stefano Pioli nel dare equilibrio a una squadra che può segnare o prendere gol da qualunque avversario, che si chiami Slavia, Rennes, Monza, Frosinone o Udinese, tanto per citare alcuni tra gli ultimi giri sull’ottovolante. Un dato che imporrà una riflessione attenta sull’operato dell’allenatore, come peraltro evidenziato già almeno in due occasioni da Gerry Cardinale, perplesso sugli alti e bassi stagionali quanto lo è il suo braccio destro nella stanza dei bottoni, vale a dire Zlatan Ibrahimovic. Volendo comunque vedere il bicchiere mezzo pieno, il Milan porterà in dote due gol di vantaggio in Repubblica Ceca ma sarebbe stata una notizia il contrario alla luce della differenza tecnica tra le squadre in campo e del fatto (ça va sans dire) che gli altri fossero rimasti in dieci dopo 26 minuti.

CorSport: quattro gol segnati, ma anche altri 2 subìti. Il Milan continua a correre sul sottile filo dell’equilibrio. Con l’attacco che, quando funziona Leao, anche a intermittenza, può fare male in qualsiasi momento. Ma anche con una retroguardia che continua ad essere troppo tenera, perché non c’è un impianto difensivo a sostenerla e proteggerla. Così il Diavolo può rifilare 4 gol allo Slavia, senza quasi sforzarsi. Ma è capace pure di incassarne 2 da un avversario in inferiorità numerica da metà del primo tempo. Il 4-2 dovrebbe essere sufficiente per scamparla in terra ceca. A patto che di cominciare la partita con un atteggiamento diverso. Guardando oltre, però, ovvero all’obiettivo di vincere l’Europa League, questo tipo di prestazioni e atteggiamento possono essere esiziali.


Altre news di giornata:


—)
Pagelle quotidiani Milan - Slavia 4-2. 7 marzo 2024.


—) Furlani parla, Ibra manco lo guarda.


—) Leao notte da 10. Giroud fa 7 di testa. Solo Kane meglio


—) Camarda: rischio beffa. Inter e Inglesi in agguato.


—) Giudice:"Milan, PIF, Cardinale e i mercati arabi"


—) San Siro: oggi summit. Sala punta al Restyling.


—) Loftus come Boban: 3 gol nelle prime 3 in EL.


—) Cardinale e Ibra in Arabia. Caccia a nuovi partner?


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GP7

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GDS: una vittoria che non lascia tranquilli in vista del ritorno contro lo Slavia, tra sei giorni a Praga, è questo il senso di una serata in cui sono emerse tutte le contraddizioni e i chiaroscuri del Milan. La squadra di Pioli ha giocato per un tempo e mezzo, quasi 70 minuti recuperi compresi, in undici contro dieci perché al 26’, sullo 0-0, è stato espulso Diouf, il terzino sinistro dei cechi, per un’entrataccia su Pulisic. Il che significa che il Milan in superiorità numerica è riuscito a subire due reti da uno Slavia sempre sul pezzo, attaccato alla zattera della qualificazione. Che cosa accadrà a Praga quando si ripartirà 11 contro 11? La risposta è difficile, questo Milan può tutto e niente in uguale misura. Leao è il giocatore emblematico di tanta doppiezza. In sonno o passeggiante per lunghi tratti di gara, il portoghese ha determinato lo stesso il risultato: suo il cross per l’1-0 di Giroud e sua la cavalcata con “cucchiaio” che ha generato il 4-2 di Pulisic e che ha spento i fischi di un San Siro perplesso e insoddisfatto. Leao il fuoriclasse intermittente e riluttante. Al Milan sono serviti otto minuti per andare sopra e ne sono bastati altri due per farsi riacciuffare. In questi 120 secondi di saliscendi è racchiusa la stagione intera dei “pioliani”, il cui limite più evidente è la continuità mentale. Basta poco al Milan per passare dal giorno alla notte e viceversa.



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Se fossero onesti direbbero che il limite più evidente è l' impostazione tattica insieme all'assenza di gioco. Ma è più comodo continuare a parlare di limiti mentali e attribuire responsabilità ai Pioliani piuttosto che a Pioli.
 

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Tuttosport: un tempo, a essere “pazza” era l’Inter. Difficile però definire in modo diverso un Milan che con lo Slavia Praga - con tutto il rispetto, non il Manchester City... - è riuscito nell’impresa di prendere due gol quando era già in superiorità numerica, per l’espulsione di El Hadji Malick Diouf (intervento a piede a martello su Pulisic). Se la qualificazione ai quarti è ancora saldamente in mano ai rossoneri è grazie a Rafa Leao che, dopo il 3-2 dei cechi, con una magia ha rimesso due gol di distacco dallo Slavia quando ormai nessuno ci contava più, ma a Praga di certo questo Milan non potrà pensare di andare per fare una gita di piacere sul ponte Carlo, visto pure quanto ha sofferto a Rennes (quando arrivava però dal 3-0 di San Siro). I rossoneri potranno permettersi anche di perdere con un gol di scarto ma, nonostante la vittoria, quanto visto conferma le enormi difficoltà da parte di Stefano Pioli nel dare equilibrio a una squadra che può segnare o prendere gol da qualunque avversario, che si chiami Slavia, Rennes, Monza, Frosinone o Udinese, tanto per citare alcuni tra gli ultimi giri sull’ottovolante. Un dato che imporrà una riflessione attenta sull’operato dell’allenatore, come peraltro evidenziato già almeno in due occasioni da Gerry Cardinale, perplesso sugli alti e bassi stagionali quanto lo è il suo braccio destro nella stanza dei bottoni, vale a dire Zlatan Ibrahimovic. Volendo comunque vedere il bicchiere mezzo pieno, il Milan porterà in dote due gol di vantaggio in Repubblica Ceca ma sarebbe stata una notizia il contrario alla luce della differenza tecnica tra le squadre in campo e del fatto (ça va sans dire) che gli altri fossero rimasti in dieci dopo 26 minuti.

Tuttosport: un tempo, a essere “pazza” era l’Inter. Difficile però definire in modo diverso un Milan che con lo Slavia Praga - con tutto il rispetto, non il Manchester City... - è riuscito nell’impresa di prendere due gol quando era già in superiorità numerica, per l’espulsione di El Hadji Malick Diouf (intervento a piede a martello su Pulisic). Se la qualificazione ai quarti è ancora saldamente in mano ai rossoneri è grazie a Rafa Leao che, dopo il 3-2 dei cechi, con una magia ha rimesso due gol di distacco dallo Slavia quando ormai nessuno ci contava più, ma a Praga di certo questo Milan non potrà pensare di andare per fare una gita di piacere sul ponte Carlo, visto pure quanto ha sofferto a Rennes (quando arrivava però dal 3-0 di San Siro). I rossoneri potranno permettersi anche di perdere con un gol di scarto ma, nonostante la vittoria, quanto visto conferma le enormi difficoltà da parte di Stefano Pioli nel dare equilibrio a una squadra che può segnare o prendere gol da qualunque avversario, che si chiami Slavia, Rennes, Monza, Frosinone o Udinese, tanto per citare alcuni tra gli ultimi giri sull’ottovolante. Un dato che imporrà una riflessione attenta sull’operato dell’allenatore, come peraltro evidenziato già almeno in due occasioni da Gerry Cardinale, perplesso sugli alti e bassi stagionali quanto lo è il suo braccio destro nella stanza dei bottoni, vale a dire Zlatan Ibrahimovic. Volendo comunque vedere il bicchiere mezzo pieno, il Milan porterà in dote due gol di vantaggio in Repubblica Ceca ma sarebbe stata una notizia il contrario alla luce della differenza tecnica tra le squadre in campo e del fatto (ça va sans dire) che gli altri fossero rimasti in dieci dopo 26 minuti.
 

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GDS: una vittoria che non lascia tranquilli in vista del ritorno contro lo Slavia, tra sei giorni a Praga, è questo il senso di una serata in cui sono emerse tutte le contraddizioni e i chiaroscuri del Milan. La squadra di Pioli ha giocato per un tempo e mezzo, quasi 70 minuti recuperi compresi, in undici contro dieci perché al 26’, sullo 0-0, è stato espulso Diouf, il terzino sinistro dei cechi, per un’entrataccia su Pulisic. Il che significa che il Milan in superiorità numerica è riuscito a subire due reti da uno Slavia sempre sul pezzo, attaccato alla zattera della qualificazione. Che cosa accadrà a Praga quando si ripartirà 11 contro 11? La risposta è difficile, questo Milan può tutto e niente in uguale misura. Leao è il giocatore emblematico di tanta doppiezza. In sonno o passeggiante per lunghi tratti di gara, il portoghese ha determinato lo stesso il risultato: suo il cross per l’1-0 di Giroud e sua la cavalcata con “cucchiaio” che ha generato il 4-2 di Pulisic e che ha spento i fischi di un San Siro perplesso e insoddisfatto. Leao il fuoriclasse intermittente e riluttante. Al Milan sono serviti otto minuti per andare sopra e ne sono bastati altri due per farsi riacciuffare. In questi 120 secondi di saliscendi è racchiusa la stagione intera dei “pioliani”, il cui limite più evidente è la continuità mentale. Basta poco al Milan per passare dal giorno alla notte e viceversa.

Tuttosport: un tempo, a essere “pazza” era l’Inter. Difficile però definire in modo diverso un Milan che con lo Slavia Praga - con tutto il rispetto, non il Manchester City... - è riuscito nell’impresa di prendere due gol quando era già in superiorità numerica, per l’espulsione di El Hadji Malick Diouf (intervento a piede a martello su Pulisic). Se la qualificazione ai quarti è ancora saldamente in mano ai rossoneri è grazie a Rafa Leao che, dopo il 3-2 dei cechi, con una magia ha rimesso due gol di distacco dallo Slavia quando ormai nessuno ci contava più, ma a Praga di certo questo Milan non potrà pensare di andare per fare una gita di piacere sul ponte Carlo, visto pure quanto ha sofferto a Rennes (quando arrivava però dal 3-0 di San Siro). I rossoneri potranno permettersi anche di perdere con un gol di scarto ma, nonostante la vittoria, quanto visto conferma le enormi difficoltà da parte di Stefano Pioli nel dare equilibrio a una squadra che può segnare o prendere gol da qualunque avversario, che si chiami Slavia, Rennes, Monza, Frosinone o Udinese, tanto per citare alcuni tra gli ultimi giri sull’ottovolante. Un dato che imporrà una riflessione attenta sull’operato dell’allenatore, come peraltro evidenziato già almeno in due occasioni da Gerry Cardinale, perplesso sugli alti e bassi stagionali quanto lo è il suo braccio destro nella stanza dei bottoni, vale a dire Zlatan Ibrahimovic. Volendo comunque vedere il bicchiere mezzo pieno, il Milan porterà in dote due gol di vantaggio in Repubblica Ceca ma sarebbe stata una notizia il contrario alla luce della differenza tecnica tra le squadre in campo e del fatto (ça va sans dire) che gli altri fossero rimasti in dieci dopo 26 minuti.

CorSport: quattro gol segnati, ma anche altri 2 subìti. Il Milan continua a correre sul sottile filo dell’equilibrio. Con l’attacco che, quando funziona Leao, anche a intermittenza, può fare male in qualsiasi momento. Ma anche con una retroguardia che continua ad essere troppo tenera, perché non c’è un impianto difensivo a sostenerla e proteggerla. Così il Diavolo può rifilare 4 gol allo Slavia, senza quasi sforzarsi. Ma è capace pure di incassarne 2 da un avversario in inferiorità numerica da metà del primo tempo. Il 4-2 dovrebbe essere sufficiente per scamparla in terra ceca. A patto che di cominciare la partita con un atteggiamento diverso. Guardando oltre, però, ovvero all’obiettivo di vincere l’Europa League, questo tipo di prestazioni e atteggiamento possono essere esiziali.

CorSport: quattro gol segnati, ma anche altri 2 subìti. Il Milan continua a correre sul sottile filo dell’equilibrio. Con l’attacco che, quando funziona Leao, anche a intermittenza, può fare male in qualsiasi momento. Ma anche con una retroguardia che continua ad essere troppo tenera, perché non c’è un impianto difensivo a sostenerla e proteggerla. Così il Diavolo può rifilare 4 gol allo Slavia, senza quasi sforzarsi. Ma è capace pure di incassarne 2 da un avversario in inferiorità numerica da metà del primo tempo. Il 4-2 dovrebbe essere sufficiente per scamparla in terra ceca. A patto che di cominciare la partita con un atteggiamento diverso. Guardando oltre, però, ovvero all’obiettivo di vincere l’Europa League, questo tipo di prestazioni e atteggiamento possono essere esiziali.
 

Gunnar67

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Toh! Finalmente anche i giornalisti sportivi capiscono che un centrocampo Adli+Rejnders+Loftus con due laterali offensivi come Leao e Pulisic garantisce la stessa fase difensiva dell'Esercito Italiano a Caporetto.
 

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GDS: una vittoria che non lascia tranquilli in vista del ritorno contro lo Slavia, tra sei giorni a Praga, è questo il senso di una serata in cui sono emerse tutte le contraddizioni e i chiaroscuri del Milan. La squadra di Pioli ha giocato per un tempo e mezzo, quasi 70 minuti recuperi compresi, in undici contro dieci perché al 26’, sullo 0-0, è stato espulso Diouf, il terzino sinistro dei cechi, per un’entrataccia su Pulisic. Il che significa che il Milan in superiorità numerica è riuscito a subire due reti da uno Slavia sempre sul pezzo, attaccato alla zattera della qualificazione. Che cosa accadrà a Praga quando si ripartirà 11 contro 11? La risposta è difficile, questo Milan può tutto e niente in uguale misura. Leao è il giocatore emblematico di tanta doppiezza. In sonno o passeggiante per lunghi tratti di gara, il portoghese ha determinato lo stesso il risultato: suo il cross per l’1-0 di Giroud e sua la cavalcata con “cucchiaio” che ha generato il 4-2 di Pulisic e che ha spento i fischi di un San Siro perplesso e insoddisfatto. Leao il fuoriclasse intermittente e riluttante. Al Milan sono serviti otto minuti per andare sopra e ne sono bastati altri due per farsi riacciuffare. In questi 120 secondi di saliscendi è racchiusa la stagione intera dei “pioliani”, il cui limite più evidente è la continuità mentale. Basta poco al Milan per passare dal giorno alla notte e viceversa.

CorSera:"La strada per la finale di Dublino del 22 maggio non sarà facile, meglio che il Milan se lo metta bene in testa. Se ieri la missione era blindare subito la qualificazione ai quarti di Europa League, sbarazzandosi di uno Slavia Praga organizzato ma inferiore, è riuscita solo in parte: i due gol di vantaggio, per di più giocando oltre un’ora con un uomo in più, costringeranno i rossoneri a una partita vera giovedì in Repubblica Ceca. Si preparino e non si facciano ingannare dal nome: all’Eden Arena troveranno l’inferno. Troppi errori difensivi e una certa supponenza a inizio ripresa hanno complicato lo scenario, quando c’era da gestire il 3-1: a Praga serviranno nervi saldi, per evitare di mettersi nei guai come è già successo a Rennes nel playoff. Attenzione: lì si partiva dal 3-0".


Tuttosport: un tempo, a essere “pazza” era l’Inter. Difficile però definire in modo diverso un Milan che con lo Slavia Praga - con tutto il rispetto, non il Manchester City... - è riuscito nell’impresa di prendere due gol quando era già in superiorità numerica, per l’espulsione di El Hadji Malick Diouf (intervento a piede a martello su Pulisic). Se la qualificazione ai quarti è ancora saldamente in mano ai rossoneri è grazie a Rafa Leao che, dopo il 3-2 dei cechi, con una magia ha rimesso due gol di distacco dallo Slavia quando ormai nessuno ci contava più, ma a Praga di certo questo Milan non potrà pensare di andare per fare una gita di piacere sul ponte Carlo, visto pure quanto ha sofferto a Rennes (quando arrivava però dal 3-0 di San Siro). I rossoneri potranno permettersi anche di perdere con un gol di scarto ma, nonostante la vittoria, quanto visto conferma le enormi difficoltà da parte di Stefano Pioli nel dare equilibrio a una squadra che può segnare o prendere gol da qualunque avversario, che si chiami Slavia, Rennes, Monza, Frosinone o Udinese, tanto per citare alcuni tra gli ultimi giri sull’ottovolante. Un dato che imporrà una riflessione attenta sull’operato dell’allenatore, come peraltro evidenziato già almeno in due occasioni da Gerry Cardinale, perplesso sugli alti e bassi stagionali quanto lo è il suo braccio destro nella stanza dei bottoni, vale a dire Zlatan Ibrahimovic. Volendo comunque vedere il bicchiere mezzo pieno, il Milan porterà in dote due gol di vantaggio in Repubblica Ceca ma sarebbe stata una notizia il contrario alla luce della differenza tecnica tra le squadre in campo e del fatto (ça va sans dire) che gli altri fossero rimasti in dieci dopo 26 minuti.

CorSport: quattro gol segnati, ma anche altri 2 subìti. Il Milan continua a correre sul sottile filo dell’equilibrio. Con l’attacco che, quando funziona Leao, anche a intermittenza, può fare male in qualsiasi momento. Ma anche con una retroguardia che continua ad essere troppo tenera, perché non c’è un impianto difensivo a sostenerla e proteggerla. Così il Diavolo può rifilare 4 gol allo Slavia, senza quasi sforzarsi. Ma è capace pure di incassarne 2 da un avversario in inferiorità numerica da metà del primo tempo. Il 4-2 dovrebbe essere sufficiente per scamparla in terra ceca. A patto che di cominciare la partita con un atteggiamento diverso. Guardando oltre, però, ovvero all’obiettivo di vincere l’Europa League, questo tipo di prestazioni e atteggiamento possono essere esiziali.


CorSera:"La strada per la finale di Dublino del 22 maggio non sarà facile, meglio che il Milan se lo metta bene in testa. Se ieri la missione era blindare subito la qualificazione ai quarti di Europa League, sbarazzandosi di uno Slavia Praga organizzato ma inferiore, è riuscita solo in parte: i due gol di vantaggio, per di più giocando oltre un’ora con un uomo in più, costringeranno i rossoneri a una partita vera giovedì in Repubblica Ceca. Si preparino e non si facciano ingannare dal nome: all’Eden Arena troveranno l’inferno. Troppi errori difensivi e una certa supponenza a inizio ripresa hanno complicato lo scenario, quando c’era da gestire il 3-1: a Praga serviranno nervi saldi, per evitare di mettersi nei guai come è già successo a Rennes nel playoff. Attenzione: lì si partiva dal 3-0".
 

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Repubblica: se lo Sparta piange, lo Slavia un po’ ride. E il Milan un po’ si preoccupa. Veniva pronosticato un giovedì ben poco da leoni per i giocatori delle due squadre di Praga, nell’andata degli ottavi di Europa League. In effetti l’una è stata travolta in casa dal Liverpool. Invece l’altra, in trasferta al Meazza col corredo di 4.500 tifosi, pur giocando un tempo e mezzo in 10 per l’espulsione di Diouf (piede a martello sula caviglia di Pulisic), è riuscita a contenere la fisiologica sconfitta, segnando due gol al non impeccabile Maignan. Alla testata dell’1-0 di Giroud sul cross a rientrare inventato da Leao ha opposto l’immediato pareggio, un destro al volo del fantasioso Doudera, che sarebbe sbagliato catalogare appunto come un tiro del giovedì. Nel finale del primo tempo, un rasoterra da fuori area in controtempo di Reijnders e un colpo di testa su corner di Loftus-Cheek sembravano il preludio alla goleada. Macché. Il Milan si è spento e si è distratto. Così lo Slavia ha riacceso i suoi tifosi, sistemati nel terzo anello della Nord, col 2-3 sotto quella curva, un destro di controbalzo del neoentrato Schranz: assist offerto, sulla respinta in mischia a un calcio piazzato, dal redivivo Tomori, evidentemente non ancora rodato dopo il lungo infortunio. Leao, per lo più svagato, si è infine di nuovo risvegliato in tempo per lo slalom che ha permesso a Pulisic di firmare sulla linea un risultato più rassicurante, in vista del ritorno del 14 marzo a Praga, e tuttavia non definitivo. Se dunque il Liverpoool ha confermato lo status di favorito — e per il separato in casa Klopp, che ha già annunciato il divorzio a fine stagione, si tratta solo della ratifica di un dato di fatto scontato — il Milan fatica ancora a meritare lo stesso ruolo. Per Pioli la conquista dell’unico trofeo che il club non ha ancora vinto sarebbe notoriamente un jolly da giocarsi nella difficile corsa per la riconferma, a dispetto della possibile defenestrazione a giugno in anticipo di un anno sulla scadenza del contratto, come le recenti parole dell’azionista di maggioranza Cardinale lasciano supporre. Ma è un guaio la solita fragilità difensiva, ribadita di fronte a un’avversaria fresca e capace di correre sempre e comunque, anche in inferiorità numerica e anche se è espressione di un campionato non eccelso come quello ceco.

GDS: una vittoria che non lascia tranquilli in vista del ritorno contro lo Slavia, tra sei giorni a Praga, è questo il senso di una serata in cui sono emerse tutte le contraddizioni e i chiaroscuri del Milan. La squadra di Pioli ha giocato per un tempo e mezzo, quasi 70 minuti recuperi compresi, in undici contro dieci perché al 26’, sullo 0-0, è stato espulso Diouf, il terzino sinistro dei cechi, per un’entrataccia su Pulisic. Il che significa che il Milan in superiorità numerica è riuscito a subire due reti da uno Slavia sempre sul pezzo, attaccato alla zattera della qualificazione. Che cosa accadrà a Praga quando si ripartirà 11 contro 11? La risposta è difficile, questo Milan può tutto e niente in uguale misura. Leao è il giocatore emblematico di tanta doppiezza. In sonno o passeggiante per lunghi tratti di gara, il portoghese ha determinato lo stesso il risultato: suo il cross per l’1-0 di Giroud e sua la cavalcata con “cucchiaio” che ha generato il 4-2 di Pulisic e che ha spento i fischi di un San Siro perplesso e insoddisfatto. Leao il fuoriclasse intermittente e riluttante. Al Milan sono serviti otto minuti per andare sopra e ne sono bastati altri due per farsi riacciuffare. In questi 120 secondi di saliscendi è racchiusa la stagione intera dei “pioliani”, il cui limite più evidente è la continuità mentale. Basta poco al Milan per passare dal giorno alla notte e viceversa.

CorSera:"La strada per la finale di Dublino del 22 maggio non sarà facile, meglio che il Milan se lo metta bene in testa. Se ieri la missione era blindare subito la qualificazione ai quarti di Europa League, sbarazzandosi di uno Slavia Praga organizzato ma inferiore, è riuscita solo in parte: i due gol di vantaggio, per di più giocando oltre un’ora con un uomo in più, costringeranno i rossoneri a una partita vera giovedì in Repubblica Ceca. Si preparino e non si facciano ingannare dal nome: all’Eden Arena troveranno l’inferno. Troppi errori difensivi e una certa supponenza a inizio ripresa hanno complicato lo scenario, quando c’era da gestire il 3-1: a Praga serviranno nervi saldi, per evitare di mettersi nei guai come è già successo a Rennes nel playoff. Attenzione: lì si partiva dal 3-0".


Tuttosport: un tempo, a essere “pazza” era l’Inter. Difficile però definire in modo diverso un Milan che con lo Slavia Praga - con tutto il rispetto, non il Manchester City... - è riuscito nell’impresa di prendere due gol quando era già in superiorità numerica, per l’espulsione di El Hadji Malick Diouf (intervento a piede a martello su Pulisic). Se la qualificazione ai quarti è ancora saldamente in mano ai rossoneri è grazie a Rafa Leao che, dopo il 3-2 dei cechi, con una magia ha rimesso due gol di distacco dallo Slavia quando ormai nessuno ci contava più, ma a Praga di certo questo Milan non potrà pensare di andare per fare una gita di piacere sul ponte Carlo, visto pure quanto ha sofferto a Rennes (quando arrivava però dal 3-0 di San Siro). I rossoneri potranno permettersi anche di perdere con un gol di scarto ma, nonostante la vittoria, quanto visto conferma le enormi difficoltà da parte di Stefano Pioli nel dare equilibrio a una squadra che può segnare o prendere gol da qualunque avversario, che si chiami Slavia, Rennes, Monza, Frosinone o Udinese, tanto per citare alcuni tra gli ultimi giri sull’ottovolante. Un dato che imporrà una riflessione attenta sull’operato dell’allenatore, come peraltro evidenziato già almeno in due occasioni da Gerry Cardinale, perplesso sugli alti e bassi stagionali quanto lo è il suo braccio destro nella stanza dei bottoni, vale a dire Zlatan Ibrahimovic. Volendo comunque vedere il bicchiere mezzo pieno, il Milan porterà in dote due gol di vantaggio in Repubblica Ceca ma sarebbe stata una notizia il contrario alla luce della differenza tecnica tra le squadre in campo e del fatto (ça va sans dire) che gli altri fossero rimasti in dieci dopo 26 minuti.

CorSport: quattro gol segnati, ma anche altri 2 subìti. Il Milan continua a correre sul sottile filo dell’equilibrio. Con l’attacco che, quando funziona Leao, anche a intermittenza, può fare male in qualsiasi momento. Ma anche con una retroguardia che continua ad essere troppo tenera, perché non c’è un impianto difensivo a sostenerla e proteggerla. Così il Diavolo può rifilare 4 gol allo Slavia, senza quasi sforzarsi. Ma è capace pure di incassarne 2 da un avversario in inferiorità numerica da metà del primo tempo. Il 4-2 dovrebbe essere sufficiente per scamparla in terra ceca. A patto che di cominciare la partita con un atteggiamento diverso. Guardando oltre, però, ovvero all’obiettivo di vincere l’Europa League, questo tipo di prestazioni e atteggiamento possono essere esiziali.

Repubblica: se lo Sparta piange, lo Slavia un po’ ride. E il Milan un po’ si preoccupa. Veniva pronosticato un giovedì ben poco da leoni per i giocatori delle due squadre di Praga, nell’andata degli ottavi di Europa League. In effetti l’una è stata travolta in casa dal Liverpool. Invece l’altra, in trasferta al Meazza col corredo di 4.500 tifosi, pur giocando un tempo e mezzo in 10 per l’espulsione di Diouf (piede a martello sula caviglia di Pulisic), è riuscita a contenere la fisiologica sconfitta, segnando due gol al non impeccabile Maignan. Alla testata dell’1-0 di Giroud sul cross a rientrare inventato da Leao ha opposto l’immediato pareggio, un destro al volo del fantasioso Doudera, che sarebbe sbagliato catalogare appunto come un tiro del giovedì. Nel finale del primo tempo, un rasoterra da fuori area in controtempo di Reijnders e un colpo di testa su corner di Loftus-Cheek sembravano il preludio alla goleada. Macché. Il Milan si è spento e si è distratto. Così lo Slavia ha riacceso i suoi tifosi, sistemati nel terzo anello della Nord, col 2-3 sotto quella curva, un destro di controbalzo del neoentrato Schranz: assist offerto, sulla respinta in mischia a un calcio piazzato, dal redivivo Tomori, evidentemente non ancora rodato dopo il lungo infortunio. Leao, per lo più svagato, si è infine di nuovo risvegliato in tempo per lo slalom che ha permesso a Pulisic di firmare sulla linea un risultato più rassicurante, in vista del ritorno del 14 marzo a Praga, e tuttavia non definitivo. Se dunque il Liverpoool ha confermato lo status di favorito — e per il separato in casa Klopp, che ha già annunciato il divorzio a fine stagione, si tratta solo della ratifica di un dato di fatto scontato — il Milan fatica ancora a meritare lo stesso ruolo. Per Pioli la conquista dell’unico trofeo che il club non ha ancora vinto sarebbe notoriamente un jolly da giocarsi nella difficile corsa per la riconferma, a dispetto della possibile defenestrazione a giugno in anticipo di un anno sulla scadenza del contratto, come le recenti parole dell’azionista di maggioranza Cardinale lasciano supporre. Ma è un guaio la solita fragilità difensiva, ribadita di fronte a un’avversaria fresca e capace di correre sempre e comunque, anche in inferiorità numerica e anche se è espressione di un campionato non eccelso come quello ceco.
 

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Repubblica: se lo Sparta piange, lo Slavia un po’ ride. E il Milan un po’ si preoccupa. Veniva pronosticato un giovedì ben poco da leoni per i giocatori delle due squadre di Praga, nell’andata degli ottavi di Europa League. In effetti l’una è stata travolta in casa dal Liverpool. Invece l’altra, in trasferta al Meazza col corredo di 4.500 tifosi, pur giocando un tempo e mezzo in 10 per l’espulsione di Diouf (piede a martello sula caviglia di Pulisic), è riuscita a contenere la fisiologica sconfitta, segnando due gol al non impeccabile Maignan. Alla testata dell’1-0 di Giroud sul cross a rientrare inventato da Leao ha opposto l’immediato pareggio, un destro al volo del fantasioso Doudera, che sarebbe sbagliato catalogare appunto come un tiro del giovedì. Nel finale del primo tempo, un rasoterra da fuori area in controtempo di Reijnders e un colpo di testa su corner di Loftus-Cheek sembravano il preludio alla goleada. Macché. Il Milan si è spento e si è distratto. Così lo Slavia ha riacceso i suoi tifosi, sistemati nel terzo anello della Nord, col 2-3 sotto quella curva, un destro di controbalzo del neoentrato Schranz: assist offerto, sulla respinta in mischia a un calcio piazzato, dal redivivo Tomori, evidentemente non ancora rodato dopo il lungo infortunio. Leao, per lo più svagato, si è infine di nuovo risvegliato in tempo per lo slalom che ha permesso a Pulisic di firmare sulla linea un risultato più rassicurante, in vista del ritorno del 14 marzo a Praga, e tuttavia non definitivo. Se dunque il Liverpoool ha confermato lo status di favorito — e per il separato in casa Klopp, che ha già annunciato il divorzio a fine stagione, si tratta solo della ratifica di un dato di fatto scontato — il Milan fatica ancora a meritare lo stesso ruolo. Per Pioli la conquista dell’unico trofeo che il club non ha ancora vinto sarebbe notoriamente un jolly da giocarsi nella difficile corsa per la riconferma, a dispetto della possibile defenestrazione a giugno in anticipo di un anno sulla scadenza del contratto, come le recenti parole dell’azionista di maggioranza Cardinale lasciano supporre. Ma è un guaio la solita fragilità difensiva, ribadita di fronte a un’avversaria fresca e capace di correre sempre e comunque, anche in inferiorità numerica e anche se è espressione di un campionato non eccelso come quello ceco.

GDS: una vittoria che non lascia tranquilli in vista del ritorno contro lo Slavia, tra sei giorni a Praga, è questo il senso di una serata in cui sono emerse tutte le contraddizioni e i chiaroscuri del Milan. La squadra di Pioli ha giocato per un tempo e mezzo, quasi 70 minuti recuperi compresi, in undici contro dieci perché al 26’, sullo 0-0, è stato espulso Diouf, il terzino sinistro dei cechi, per un’entrataccia su Pulisic. Il che significa che il Milan in superiorità numerica è riuscito a subire due reti da uno Slavia sempre sul pezzo, attaccato alla zattera della qualificazione. Che cosa accadrà a Praga quando si ripartirà 11 contro 11? La risposta è difficile, questo Milan può tutto e niente in uguale misura. Leao è il giocatore emblematico di tanta doppiezza. In sonno o passeggiante per lunghi tratti di gara, il portoghese ha determinato lo stesso il risultato: suo il cross per l’1-0 di Giroud e sua la cavalcata con “cucchiaio” che ha generato il 4-2 di Pulisic e che ha spento i fischi di un San Siro perplesso e insoddisfatto. Leao il fuoriclasse intermittente e riluttante. Al Milan sono serviti otto minuti per andare sopra e ne sono bastati altri due per farsi riacciuffare. In questi 120 secondi di saliscendi è racchiusa la stagione intera dei “pioliani”, il cui limite più evidente è la continuità mentale. Basta poco al Milan per passare dal giorno alla notte e viceversa.

CorSera:"La strada per la finale di Dublino del 22 maggio non sarà facile, meglio che il Milan se lo metta bene in testa. Se ieri la missione era blindare subito la qualificazione ai quarti di Europa League, sbarazzandosi di uno Slavia Praga organizzato ma inferiore, è riuscita solo in parte: i due gol di vantaggio, per di più giocando oltre un’ora con un uomo in più, costringeranno i rossoneri a una partita vera giovedì in Repubblica Ceca. Si preparino e non si facciano ingannare dal nome: all’Eden Arena troveranno l’inferno. Troppi errori difensivi e una certa supponenza a inizio ripresa hanno complicato lo scenario, quando c’era da gestire il 3-1: a Praga serviranno nervi saldi, per evitare di mettersi nei guai come è già successo a Rennes nel playoff. Attenzione: lì si partiva dal 3-0".


Tuttosport: un tempo, a essere “pazza” era l’Inter. Difficile però definire in modo diverso un Milan che con lo Slavia Praga - con tutto il rispetto, non il Manchester City... - è riuscito nell’impresa di prendere due gol quando era già in superiorità numerica, per l’espulsione di El Hadji Malick Diouf (intervento a piede a martello su Pulisic). Se la qualificazione ai quarti è ancora saldamente in mano ai rossoneri è grazie a Rafa Leao che, dopo il 3-2 dei cechi, con una magia ha rimesso due gol di distacco dallo Slavia quando ormai nessuno ci contava più, ma a Praga di certo questo Milan non potrà pensare di andare per fare una gita di piacere sul ponte Carlo, visto pure quanto ha sofferto a Rennes (quando arrivava però dal 3-0 di San Siro). I rossoneri potranno permettersi anche di perdere con un gol di scarto ma, nonostante la vittoria, quanto visto conferma le enormi difficoltà da parte di Stefano Pioli nel dare equilibrio a una squadra che può segnare o prendere gol da qualunque avversario, che si chiami Slavia, Rennes, Monza, Frosinone o Udinese, tanto per citare alcuni tra gli ultimi giri sull’ottovolante. Un dato che imporrà una riflessione attenta sull’operato dell’allenatore, come peraltro evidenziato già almeno in due occasioni da Gerry Cardinale, perplesso sugli alti e bassi stagionali quanto lo è il suo braccio destro nella stanza dei bottoni, vale a dire Zlatan Ibrahimovic. Volendo comunque vedere il bicchiere mezzo pieno, il Milan porterà in dote due gol di vantaggio in Repubblica Ceca ma sarebbe stata una notizia il contrario alla luce della differenza tecnica tra le squadre in campo e del fatto (ça va sans dire) che gli altri fossero rimasti in dieci dopo 26 minuti.

CorSport: quattro gol segnati, ma anche altri 2 subìti. Il Milan continua a correre sul sottile filo dell’equilibrio. Con l’attacco che, quando funziona Leao, anche a intermittenza, può fare male in qualsiasi momento. Ma anche con una retroguardia che continua ad essere troppo tenera, perché non c’è un impianto difensivo a sostenerla e proteggerla. Così il Diavolo può rifilare 4 gol allo Slavia, senza quasi sforzarsi. Ma è capace pure di incassarne 2 da un avversario in inferiorità numerica da metà del primo tempo. Il 4-2 dovrebbe essere sufficiente per scamparla in terra ceca. A patto che di cominciare la partita con un atteggiamento diverso. Guardando oltre, però, ovvero all’obiettivo di vincere l’Europa League, questo tipo di prestazioni e atteggiamento possono essere esiziali.


Altre news di giornata:


—)
Pagelle quotidiani Milan - Slavia 4-2. 7 marzo 2024.


—) Furlani parla, Ibra manco lo guarda.


—) Leao notte da 10. Giroud fa 7 di testa. Solo Kane meglio


—) Camarda: rischio beffa. Inter e Inglesi in agguato.


—) Giudice:"Milan, PIF, Cardinale e i mercati arabi"


—) San Siro: oggi summit. Sala punta al Restyling.


—) Loftus come Boban: 3 gol nelle prime 3 in EL.


—) Cardinale e Ibra in Arabia. Caccia a nuovi partner?


—) Edicola: Milan, troppi brividi. Lo Slavia mette paura ma...
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Repubblica: se lo Sparta piange, lo Slavia un po’ ride. E il Milan un po’ si preoccupa. Veniva pronosticato un giovedì ben poco da leoni per i giocatori delle due squadre di Praga, nell’andata degli ottavi di Europa League. In effetti l’una è stata travolta in casa dal Liverpool. Invece l’altra, in trasferta al Meazza col corredo di 4.500 tifosi, pur giocando un tempo e mezzo in 10 per l’espulsione di Diouf (piede a martello sula caviglia di Pulisic), è riuscita a contenere la fisiologica sconfitta, segnando due gol al non impeccabile Maignan. Alla testata dell’1-0 di Giroud sul cross a rientrare inventato da Leao ha opposto l’immediato pareggio, un destro al volo del fantasioso Doudera, che sarebbe sbagliato catalogare appunto come un tiro del giovedì. Nel finale del primo tempo, un rasoterra da fuori area in controtempo di Reijnders e un colpo di testa su corner di Loftus-Cheek sembravano il preludio alla goleada. Macché. Il Milan si è spento e si è distratto. Così lo Slavia ha riacceso i suoi tifosi, sistemati nel terzo anello della Nord, col 2-3 sotto quella curva, un destro di controbalzo del neoentrato Schranz: assist offerto, sulla respinta in mischia a un calcio piazzato, dal redivivo Tomori, evidentemente non ancora rodato dopo il lungo infortunio. Leao, per lo più svagato, si è infine di nuovo risvegliato in tempo per lo slalom che ha permesso a Pulisic di firmare sulla linea un risultato più rassicurante, in vista del ritorno del 14 marzo a Praga, e tuttavia non definitivo. Se dunque il Liverpoool ha confermato lo status di favorito — e per il separato in casa Klopp, che ha già annunciato il divorzio a fine stagione, si tratta solo della ratifica di un dato di fatto scontato — il Milan fatica ancora a meritare lo stesso ruolo. Per Pioli la conquista dell’unico trofeo che il club non ha ancora vinto sarebbe notoriamente un jolly da giocarsi nella difficile corsa per la riconferma, a dispetto della possibile defenestrazione a giugno in anticipo di un anno sulla scadenza del contratto, come le recenti parole dell’azionista di maggioranza Cardinale lasciano supporre. Ma è un guaio la solita fragilità difensiva, ribadita di fronte a un’avversaria fresca e capace di correre sempre e comunque, anche in inferiorità numerica e anche se è espressione di un campionato non eccelso come quello ceco.

GDS: una vittoria che non lascia tranquilli in vista del ritorno contro lo Slavia, tra sei giorni a Praga, è questo il senso di una serata in cui sono emerse tutte le contraddizioni e i chiaroscuri del Milan. La squadra di Pioli ha giocato per un tempo e mezzo, quasi 70 minuti recuperi compresi, in undici contro dieci perché al 26’, sullo 0-0, è stato espulso Diouf, il terzino sinistro dei cechi, per un’entrataccia su Pulisic. Il che significa che il Milan in superiorità numerica è riuscito a subire due reti da uno Slavia sempre sul pezzo, attaccato alla zattera della qualificazione. Che cosa accadrà a Praga quando si ripartirà 11 contro 11? La risposta è difficile, questo Milan può tutto e niente in uguale misura. Leao è il giocatore emblematico di tanta doppiezza. In sonno o passeggiante per lunghi tratti di gara, il portoghese ha determinato lo stesso il risultato: suo il cross per l’1-0 di Giroud e sua la cavalcata con “cucchiaio” che ha generato il 4-2 di Pulisic e che ha spento i fischi di un San Siro perplesso e insoddisfatto. Leao il fuoriclasse intermittente e riluttante. Al Milan sono serviti otto minuti per andare sopra e ne sono bastati altri due per farsi riacciuffare. In questi 120 secondi di saliscendi è racchiusa la stagione intera dei “pioliani”, il cui limite più evidente è la continuità mentale. Basta poco al Milan per passare dal giorno alla notte e viceversa.

CorSera:"La strada per la finale di Dublino del 22 maggio non sarà facile, meglio che il Milan se lo metta bene in testa. Se ieri la missione era blindare subito la qualificazione ai quarti di Europa League, sbarazzandosi di uno Slavia Praga organizzato ma inferiore, è riuscita solo in parte: i due gol di vantaggio, per di più giocando oltre un’ora con un uomo in più, costringeranno i rossoneri a una partita vera giovedì in Repubblica Ceca. Si preparino e non si facciano ingannare dal nome: all’Eden Arena troveranno l’inferno. Troppi errori difensivi e una certa supponenza a inizio ripresa hanno complicato lo scenario, quando c’era da gestire il 3-1: a Praga serviranno nervi saldi, per evitare di mettersi nei guai come è già successo a Rennes nel playoff. Attenzione: lì si partiva dal 3-0".


Tuttosport: un tempo, a essere “pazza” era l’Inter. Difficile però definire in modo diverso un Milan che con lo Slavia Praga - con tutto il rispetto, non il Manchester City... - è riuscito nell’impresa di prendere due gol quando era già in superiorità numerica, per l’espulsione di El Hadji Malick Diouf (intervento a piede a martello su Pulisic). Se la qualificazione ai quarti è ancora saldamente in mano ai rossoneri è grazie a Rafa Leao che, dopo il 3-2 dei cechi, con una magia ha rimesso due gol di distacco dallo Slavia quando ormai nessuno ci contava più, ma a Praga di certo questo Milan non potrà pensare di andare per fare una gita di piacere sul ponte Carlo, visto pure quanto ha sofferto a Rennes (quando arrivava però dal 3-0 di San Siro). I rossoneri potranno permettersi anche di perdere con un gol di scarto ma, nonostante la vittoria, quanto visto conferma le enormi difficoltà da parte di Stefano Pioli nel dare equilibrio a una squadra che può segnare o prendere gol da qualunque avversario, che si chiami Slavia, Rennes, Monza, Frosinone o Udinese, tanto per citare alcuni tra gli ultimi giri sull’ottovolante. Un dato che imporrà una riflessione attenta sull’operato dell’allenatore, come peraltro evidenziato già almeno in due occasioni da Gerry Cardinale, perplesso sugli alti e bassi stagionali quanto lo è il suo braccio destro nella stanza dei bottoni, vale a dire Zlatan Ibrahimovic. Volendo comunque vedere il bicchiere mezzo pieno, il Milan porterà in dote due gol di vantaggio in Repubblica Ceca ma sarebbe stata una notizia il contrario alla luce della differenza tecnica tra le squadre in campo e del fatto (ça va sans dire) che gli altri fossero rimasti in dieci dopo 26 minuti.

CorSport: quattro gol segnati, ma anche altri 2 subìti. Il Milan continua a correre sul sottile filo dell’equilibrio. Con l’attacco che, quando funziona Leao, anche a intermittenza, può fare male in qualsiasi momento. Ma anche con una retroguardia che continua ad essere troppo tenera, perché non c’è un impianto difensivo a sostenerla e proteggerla. Così il Diavolo può rifilare 4 gol allo Slavia, senza quasi sforzarsi. Ma è capace pure di incassarne 2 da un avversario in inferiorità numerica da metà del primo tempo. Il 4-2 dovrebbe essere sufficiente per scamparla in terra ceca. A patto che di cominciare la partita con un atteggiamento diverso. Guardando oltre, però, ovvero all’obiettivo di vincere l’Europa League, questo tipo di prestazioni e atteggiamento possono essere esiziali.


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—) Furlani parla, Ibra manco lo guarda.


—) Leao notte da 10. Giroud fa 7 di testa. Solo Kane meglio


—) Camarda: rischio beffa. Inter e Inglesi in agguato.


—) Giudice:"Milan, PIF, Cardinale e i mercati arabi"


—) San Siro: oggi summit. Sala punta al Restyling.


—) Loftus come Boban: 3 gol nelle prime 3 in EL.


—) Cardinale e Ibra in Arabia. Caccia a nuovi partner?


—) Edicola: Milan, troppi brividi. Lo Slavia mette paura ma...
 
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