Edicola: Milan rimonta e sogno scudetto. Pioli ok coi cambi.

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GDS: Diavolo, che rimonta. Il Milan non muore mai. Va sotto 2-1. Pioli azzecca i cambi e sale a -5 dall'Inter. A Frosinone entra Jovic e decide una partita pazza. I rossoneri si avivcinano a Inter e Juve, che stasera si sfidano. Il Frosinone avrebbe meritato il pari ma il Milan ha fatto valere il peso della panchina. Da Loftus a Pulisic e Reijnders. Sono tanti i giocatori che possono crescere ancora. Il Milan non può essere considerato tagliato fuori dalla lotta scudetto. In particolare, se stasera finisse in pareggio. Il Milan è la squadra che ha realizzato più gol da dicembre a oggi: 25. I rossoneri hanno i mezzi per rientrare in zona scudetto. Serve restare a tiro, fino agli ultimi giorni di aprile quando il Milan affronterà l'Inter e la Juve una dietro l'altra.

Tuttosport: il gran finale questa volta è tutto del Milan. Sette giorni fa avevamo lasciato un Milan che recriminava sul finale, su quel rigore (e su quel 2-2) incassato dal Bologna al Meazza. Stavolta i rossoneri, pur rischiando grosso, hanno riscritto al meglio gli ultimi minuti di Frosinone. Quelli buoni per un 3-2 che allunga la striscia di risultati positivi - sei vittorie e due pareggi nelle ultime otto partite -, che rafforza ulteriormente il terzo posto in chiave piazzamento Champions, che consente di guardare con fiducia ai prossimi match italiani (Napoli in casa) ed europei (il doppio confronto di Europa League con un Rennes che, a sua volta, sta facendo altrettanto bene) e che regala una domenica sera da vivere in leggerezza davanti alla tv, per vedere quanto capiterà tra Inter e Juventus. È vero: in casa Milan nessuno si regala illusioni scudetto che oggi apparirebbero fuori luogo, però... «Sì, tiferò per il pareggio - se la ride Pioli -, si può dire, no? Quella del Meazza sarà una partita equilibrata e difficile. Noi, nel 2024 stiamo correndo come Inter e Juventus, per questo mi brucia la sconfitta di Bergamo. La squadra ci crede e gioca fino alla fine, anche stavolta abbiamo saputo reagire a una situazione difficile. Dobbiamo imparare a migliorare altre cose, vedi il secondo gol del Frosinone nato da una nostra disattenzione, in un secondo tempo in cui non mi ricordo parate di Maignan. Dobbiamo alzare il livello, anche in chiave Europa. Il mio futuro? Io, la squadra e il club siamo concentrati sul presente, che è ciò che prepara il futuro. Le voci non mi infastidiscono, a Milanello sto benissimo. Ma la società prende sempre le decisioni a fine stagione». E Pioli, comunque, sta facendo di tutto per dimostrare di meritarsi una chance e di portare a termine un contratto che scadrà nel 2025. Lo fa con un Milan che, magari, non incanterà come gioco, ma che ha saputo ritrovare quella concretezza che aveva portato allo scudetto del 2022. A Frosinone si sono visti la stessa formazione per la quarta partita consecutiva e alcuni segnali di ripresa da alcuni giocatori. Come Leao, per esempio, entrato nelle azioni chiave del primo tempo, nel bene e nel male: prima indirizzava sulla testa di Giroud (ritrovato anch’egli, dopo i fantasmi visti con il Bologna) la palla per l’1-0, quindi intercettava a limite area un cross di Gelli per il rigore trasformato da Soulé, entrato nella storia del Frosinone come il primo giocatore capace di andare in doppia cifra in Serie A.

CorSport: Pioli ha tre punti in serbo. Giroud apre, Soulé su rigore e Mazzitelli fanno sperare DiFra Ma alla fine il Diavolo vince e va a -4 dalla Juve attesa dall’Inter. Il Milan soffre a Frosinone: nella ripresa va sotto di un gol e nel finale, come a Udine, trova il pari (con Gabbia) e il successo, ancora con Jovic

CorSera: Jovic fa passare una paura del Diavolo. Entra e rilancia il Milan segnando il gol del sorpasso. Decisivi i cambi di Pioli. Una paura del Diavolo. Ma ancora una volta, alla fine, quando ormai sembra andata, il Milan ritrova sé stesso e porta a casa da Frosinone tre punti fondamentali per consolidare il terzo posto in chiave Champions. Tira un sospiro di sollievo Pioli, bravo ad azzeccare i cambi nell'ultimo quarto d'ora, inserendo Bennacer e Okafor, ma soprattutto Jovic l'aggiustatutto, ormai l'uomo della provvidenza rossonera, arrivato a sette gol stagionali, cinque in campionato. Il Milan sale in classifica e stasera guarderà Inter Juve. La parola scudetto meglio lasciarla da parte, anche se crederci non costa niente. Il Milan deve consolidare la zona Champions per poi concentrarsi sull'Europa League. Alzare il trofeo potrebbe cambiare molti scenari, anche quelli riguardanti la panchina con Ibra che sabato ha ribadito pubblicamente la fiducia al tecnico.

Repubblica: a 12 giorni dai play-off di Europa League col Rennes, che ne attesteranno la dimensione internazionale dopo la precoce uscita dalla Champions, nell’orto del campionato il Milan rafforza la propria autostima. Il 3-2 al Frosinone è la terza consecutiva vittoria in trasferta e la quinta nelle 6 giornate del 2024. L’esito, firmato nel finale dall’implacabile Jovic riserva ancora decisiva è stato tuttavia avventuroso: dopo l’1-0 di Giroud di testa su cesello di Leao, l’1-1 su rigore di Soulé (fallo di mano di Leao) e il 2-1 di Mazzitelli a beffare un torpido Maignan sono stati ribaltati sì dalle correzioni tattiche (in campo tutti gli attaccanti possibili), ma sono stati anche favoriti dagli errori (fatale il pasticcio Valeri-Romagnoli a offrire la girata a Jovic) di una squadra che Di Francesco ha plasmato per sfruttare lo squilibrio cronico e le disattenzioni del Milan, che nelle ultime 3 giornate ha subito 6 gol. Il risultato rende comunque soli- da la prenotazione alla prossima Champions e suggerisce a Inter e Juventus, che oggi si sfidano per lo scudetto, di non dare troppo spazio al terzo incomodo

Il Giornale: I rossoneri, disattenti, raddrizzano la sfida di Frosinoe. Il Diavolo prima trema poi riprende la sua corsa Dallo spettro di un altro 2-2 al gol vittoria di Jovic. Pioli: «Noi vicini al livello di Inter e Juve. Sto benissimo qui»

--) Milan: tutte le news del 4 febbraio 2024.

—) Pagelle quotidiani Frosinone Milan 2-3. 4 febbraio.

—) Milan ok con le due punte. Jovic + Giroud è meglio.
 
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GDS: Diavolo, che rimonta. Il Milan non muore mai. Va sotto 2-1. Pioli azzecca i cambi e sale a -5 dall'Inter. A Frosinone entra Jovic e decide una partita pazza. I rossoneri si avivcinano a Inter e Juve, che stasera si sfidano. Il Frosinone avrebbe meritato il pari ma il Milan ha fatto valere il peso della panchina. Da Loftus a Pulisic e Reijnders. Sono tanti i giocatori che possono crescere ancora. Il Milan non può essere considerato tagliato fuori dalla lotta scudetto. In particolare, se stasera finisse in pareggio. Il Milan è la squadra che ha realizzato più gol da dicembre a oggi: 25. I rossoneri hanno i mezzi per rientrare in zona scudetto. Serve restare a tiro, fino agli ultimi giorni di aprile quando il Milan affronterà l'Inter e la Juve una dietro l'altra.

In aggiornamento con news da altri quotidiani

Tuttosport: il gran finale questa volta è tutto del Milan. Sette giorni fa avevamo lasciato un Milan che recriminava sul finale, su quel rigore (e su quel 2-2) incassato dal Bologna al Meazza. Stavolta i rossoneri, pur rischiando grosso, hanno riscritto al meglio gli ultimi minuti di Frosinone. Quelli buoni per un 3-2 che allunga la striscia di risultati positivi - sei vittorie e due pareggi nelle ultime otto partite -, che rafforza ulteriormente il terzo posto in chiave piazzamento Champions, che consente di guardare con fiducia ai prossimi match italiani (Napoli in casa) ed europei (il doppio confronto di Europa League con un Rennes che, a sua volta, sta facendo altrettanto bene) e che regala una domenica sera da vivere in leggerezza davanti alla tv, per vedere quanto capiterà tra Inter e Juventus. È vero: in casa Milan nessuno si regala illusioni scudetto che oggi apparirebbero fuori luogo, però... «Sì, tiferò per il pareggio - se la ride Pioli -, si può dire, no? Quella del Meazza sarà una partita equilibrata e difficile. Noi, nel 2024 stiamo correndo come Inter e Juventus, per questo mi brucia la sconfitta di Bergamo. La squadra ci crede e gioca fino alla fine, anche stavolta abbiamo saputo reagire a una situazione difficile. Dobbiamo imparare a migliorare altre cose, vedi il secondo gol del Frosinone nato da una nostra disattenzione, in un secondo tempo in cui non mi ricordo parate di Maignan. Dobbiamo alzare il livello, anche in chiave Europa. Il mio futuro? Io, la squadra e il club siamo concentrati sul presente, che è ciò che prepara il futuro. Le voci non mi infastidiscono, a Milanello sto benissimo. Ma la società prende sempre le decisioni a fine stagione». E Pioli, comunque, sta facendo di tutto per dimostrare di meritarsi una chance e di portare a termine un contratto che scadrà nel 2025. Lo fa con un Milan che, magari, non incanterà come gioco, ma che ha saputo ritrovare quella concretezza che aveva portato allo scudetto del 2022. A Frosinone si sono visti la stessa formazione per la quarta partita consecutiva e alcuni segnali di ripresa da alcuni giocatori. Come Leao, per esempio, entrato nelle azioni chiave del primo tempo, nel bene e nel male: prima indirizzava sulla testa di Giroud (ritrovato anch’egli, dopo i fantasmi visti con il Bologna) la palla per l’1-0, quindi intercettava a limite area un cross di Gelli per il rigore trasformato da Soulé, entrato nella storia del Frosinone come il primo giocatore capace di andare in doppia cifra in Serie A.
 

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Tuttosport: il gran finale questa volta è tutto del Milan. Sette giorni fa avevamo lasciato un Milan che recriminava sul finale, su quel rigore (e su quel 2-2) incassato dal Bologna al Meazza. Stavolta i rossoneri, pur rischiando grosso, hanno riscritto al meglio gli ultimi minuti di Frosinone. Quelli buoni per un 3-2 che allunga la striscia di risultati positivi - sei vittorie e due pareggi nelle ultime otto partite -, che rafforza ulteriormente il terzo posto in chiave piazzamento Champions, che consente di guardare con fiducia ai prossimi match italiani (Napoli in casa) ed europei (il doppio confronto di Europa League con un Rennes che, a sua volta, sta facendo altrettanto bene) e che regala una domenica sera da vivere in leggerezza davanti alla tv, per vedere quanto capiterà tra Inter e Juventus. È vero: in casa Milan nessuno si regala illusioni scudetto che oggi apparirebbero fuori luogo, però... «Sì, tiferò per il pareggio - se la ride Pioli -, si può dire, no? Quella del Meazza sarà una partita equilibrata e difficile. Noi, nel 2024 stiamo correndo come Inter e Juventus, per questo mi brucia la sconfitta di Bergamo. La squadra ci crede e gioca fino alla fine, anche stavolta abbiamo saputo reagire a una situazione difficile. Dobbiamo imparare a migliorare altre cose, vedi il secondo gol del Frosinone nato da una nostra disattenzione, in un secondo tempo in cui non mi ricordo parate di Maignan. Dobbiamo alzare il livello, anche in chiave Europa. Il mio futuro? Io, la squadra e il club siamo concentrati sul presente, che è ciò che prepara il futuro. Le voci non mi infastidiscono, a Milanello sto benissimo. Ma la società prende sempre le decisioni a fine stagione». E Pioli, comunque, sta facendo di tutto per dimostrare di meritarsi una chance e di portare a termine un contratto che scadrà nel 2025. Lo fa con un Milan che, magari, non incanterà come gioco, ma che ha saputo ritrovare quella concretezza che aveva portato allo scudetto del 2022. A Frosinone si sono visti la stessa formazione per la quarta partita consecutiva e alcuni segnali di ripresa da alcuni giocatori. Come Leao, per esempio, entrato nelle azioni chiave del primo tempo, nel bene e nel male: prima indirizzava sulla testa di Giroud (ritrovato anch’egli, dopo i fantasmi visti con il Bologna) la palla per l’1-0, quindi intercettava a limite area un cross di Gelli per il rigore trasformato da Soulé, entrato nella storia del Frosinone come il primo giocatore capace di andare in doppia cifra in Serie A.

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CorSport: Pioli ha tre punti in serbo. Giroud apre, Soulé su rigore e Mazzitelli fanno sperare DiFra Ma alla fine il Diavolo vince e va a -4 dalla Juve attesa dall’Inter. Il Milan soffre a Frosinone: nella ripresa va sotto di un gol e nel finale, come a Udine, trova il pari (con Gabbia) e il successo, ancora con Jovic
 

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Con le nostre montagne russe permettiamo ai giornalai di percularci allegramente.

Siamo a 5 punti dalla prima che ha 2 partite in meno da giocare e parlano di scudetto.
 

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Tuttosport: il gran finale questa volta è tutto del Milan. Sette giorni fa avevamo lasciato un Milan che recriminava sul finale, su quel rigore (e su quel 2-2) incassato dal Bologna al Meazza. Stavolta i rossoneri, pur rischiando grosso, hanno riscritto al meglio gli ultimi minuti di Frosinone. Quelli buoni per un 3-2 che allunga la striscia di risultati positivi - sei vittorie e due pareggi nelle ultime otto partite -, che rafforza ulteriormente il terzo posto in chiave piazzamento Champions, che consente di guardare con fiducia ai prossimi match italiani (Napoli in casa) ed europei (il doppio confronto di Europa League con un Rennes che, a sua volta, sta facendo altrettanto bene) e che regala una domenica sera da vivere in leggerezza davanti alla tv, per vedere quanto capiterà tra Inter e Juventus. È vero: in casa Milan nessuno si regala illusioni scudetto che oggi apparirebbero fuori luogo, però... «Sì, tiferò per il pareggio - se la ride Pioli -, si può dire, no? Quella del Meazza sarà una partita equilibrata e difficile. Noi, nel 2024 stiamo correndo come Inter e Juventus, per questo mi brucia la sconfitta di Bergamo. La squadra ci crede e gioca fino alla fine, anche stavolta abbiamo saputo reagire a una situazione difficile. Dobbiamo imparare a migliorare altre cose, vedi il secondo gol del Frosinone nato da una nostra disattenzione, in un secondo tempo in cui non mi ricordo parate di Maignan. Dobbiamo alzare il livello, anche in chiave Europa. Il mio futuro? Io, la squadra e il club siamo concentrati sul presente, che è ciò che prepara il futuro. Le voci non mi infastidiscono, a Milanello sto benissimo. Ma la società prende sempre le decisioni a fine stagione». E Pioli, comunque, sta facendo di tutto per dimostrare di meritarsi una chance e di portare a termine un contratto che scadrà nel 2025. Lo fa con un Milan che, magari, non incanterà come gioco, ma che ha saputo ritrovare quella concretezza che aveva portato allo scudetto del 2022. A Frosinone si sono visti la stessa formazione per la quarta partita consecutiva e alcuni segnali di ripresa da alcuni giocatori. Come Leao, per esempio, entrato nelle azioni chiave del primo tempo, nel bene e nel male: prima indirizzava sulla testa di Giroud (ritrovato anch’egli, dopo i fantasmi visti con il Bologna) la palla per l’1-0, quindi intercettava a limite area un cross di Gelli per il rigore trasformato da Soulé, entrato nella storia del Frosinone come il primo giocatore capace di andare in doppia cifra in Serie A.

CorSport: Pioli ha tre punti in serbo. Giroud apre, Soulé su rigore e Mazzitelli fanno sperare DiFra Ma alla fine il Diavolo vince e va a -4 dalla Juve attesa dall’Inter. Il Milan soffre a Frosinone: nella ripresa va sotto di un gol e nel finale, come a Udine, trova il pari (con Gabbia) e il successo, ancora con Jovic

CorSera: Jovic fa passare una paura del Diavolo. Entra e rilancia il Milan segnando il gol del sorpasso. Decisivi i cambi di Pioli. Una paura del Diavolo. Ma ancora una volta, alla fine, quando ormai sembra andata, il Milan ritrova sé stesso e porta a casa da Frosinone tre punti fondamentali per consolidare il terzo posto in chiave Champions. Tira un sospiro di sollievo Pioli, bravo ad azzeccare i cambi nell'ultimo quarto d'ora, inserendo Bennacer e Okafor, ma soprattutto Jovic l'aggiustatutto, ormai l'uomo della provvidenza rossonera, arrivato a sette gol stagionali, cinque in campionato. Il Milan sale in classifica e stasera guarderà Inter Juve. La parola scudetto meglio lasciarla da parte, anche se crederci non costa niente. Il Milan deve consolidare la zona Champions per poi concentrarsi sull'Europa League. Alzare il trofeo potrebbe cambiare molti scenari, anche quelli riguardanti la panchina con Ibra che sabato ha ribadito pubblicamente la fiducia al tecnico.

Repubblica: a 12 giorni dai play-off di Europa League col Rennes, che ne attesteranno la dimensione internazionale dopo la precoce uscita dalla Champions, nell’orto del campionato il Milan rafforza la propria autostima. Il 3-2 al Frosinone è la terza consecutiva vittoria in trasferta e la quinta nelle 6 giornate del 2024. L’esito, firmato nel finale dall’implacabile Jovic riserva ancora decisiva è stato tuttavia avventuroso: dopo l’1-0 di Giroud di testa su cesello di Leao, l’1-1 su rigore di Soulé (fallo di mano di Leao) e il 2-1 di Mazzitelli a beffare un torpido Maignan sono stati ribaltati sì dalle correzioni tattiche (in campo tutti gli attaccanti possibili), ma sono stati anche favoriti dagli errori (fatale il pasticcio Valeri-Romagnoli a offrire la girata a Jovic) di una squadra che Di Francesco ha plasmato per sfruttare lo squilibrio cronico e le disattenzioni del Milan, che nelle ultime 3 giornate ha subito 6 gol. Il risultato rende comunque soli- da la prenotazione alla prossima Champions e suggerisce a Inter e Juventus, che oggi si sfidano per lo scudetto, di non dare troppo spazio al terzo incomodo


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Repubblica: a 12 giorni dai play-off di Europa League col Rennes, che ne attesteranno la dimensione internazionale dopo la precoce uscita dalla Champions, nell’orto del campionato il Milan rafforza la propria autostima. Il 3-2 al Frosinone è la terza consecutiva vittoria in trasferta e la quinta nelle 6 giornate del 2024. L’esito, firmato nel finale dall’implacabile Jovic riserva ancora decisiva è stato tuttavia avventuroso: dopo l’1-0 di Giroud di testa su cesello di Leao, l’1-1 su rigore di Soulé (fallo di mano di Leao) e il 2-1 di Mazzitelli a beffare un torpido Maignan sono stati ribaltati sì dalle correzioni tattiche (in campo tutti gli attaccanti possibili), ma sono stati anche favoriti dagli errori (fatale il pasticcio Valeri-Romagnoli a offrire la girata a Jovic) di una squadra che Di Francesco ha plasmato per sfruttare lo squilibrio cronico e le disattenzioni del Milan, che nelle ultime 3 giornate ha subito 6 gol. Il risultato rende comunque soli- da la prenotazione alla prossima Champions e suggerisce a Inter e Juventus, che oggi si sfidano per lo scudetto, di non dare troppo spazio al terzo incomodo

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