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GDS: il Milan di Amorim sta iniziando a mostrare un'identità precisa e un gioco offensivo entusiasmante, caratterizzato da scambi di posizione e progressioni rapide, come confermato dalla seconda vittoria consecutiva e dal posizionamento in zona Champions, ma l'analisi dettagliata della sfida contro l'Atalanta rivela che la missione non è ancora compiuta. La partita ha mostrato due volti distinti: una prima fase di dominio rossonero, un vero "calcio totale" che ha portato la squadra sul 3-0, seppellendo gli avversari di gioco e gol, e una seconda fase di sofferenza imprevista che ha visto l'Atalanta sfiorare la rimonta fino al 3-2 finale. La gestione di Amorim è stata solida per un'ora, confermando la sua capacità di trasformare la squadra nonostante i sette cambi rispetto all'Europa League, tra cui l'assenza rumoreggiante di Cisse, e affidandosi a un 4-3-3 camaleontico (o 3-1-4-2 in fase offensiva) con Gila a protezione della difesa e un trio d'attacco Ramos tra Chukwueze e Pulisic, supportato dalle incursioni di Moreira e dalla regia di un eterno Modric. Al contrario, l'Atalanta di Sarri ha sofferto enormemente nella prima frazione di gioco, penalizzata da scelte di formazione criticate — come Bernasconi, Pasalic mediano, Rowe ala sinistra, CDK trequartista e Samardzic a destra, tutti apparsi fuori ruolo o sottotono — e da un atteggiamento depresso, con il solo Krstovic a combattere isolato in avanti contro le truppe rossonere, anche se l'allenatore toscano ha l'alibi di otto assenze importanti, a cui si è aggiunto subito l'infortunio di Kolasinac. Il ribaltone tattico, fisico e psicologico visto nella seconda parte della gara è difficilmente spiegabile se paragonato al "movimentismo" esaltante del Milan visto contro il Salisburgo e nel primo atto contro l'Atalanta, facendo sorgere il sospetto che il calcio ad alta intensità di Amorim consumi troppe energie, un tema già accennato anche nella gestione del finale contro gli austriaci; tuttavia, la reazione dell'Atalanta è stata incomprensibilmente favorita dai cambi troppo tardivi di Sarri e dall'improvviso immobilismo rossonero, che hanno trasformato un match che sembrava finito per ko tecnico. Trascinati dai nuovi innesti Gaetano e Zalewski, i bergamaschi hanno segnato due gol e sfiorato il pareggio con un palo di Krstovic, un episodio che avrebbe potuto cambiare drasticamente la storia della partita. Se da un lato l'eccezionale prestazione di Rabiot e i tre punti ottenuti permettono al Milan di guardare al futuro con ottimismo, Amorim è consapevole che al suo progetto manca ancora qualcosa, specialmente nella gestione dei novanta minuti, mentre per Sarri e la sua Atalanta la strada si fa in salita, considerando che le vittorie precedenti con Venezia e Pafos non avevano risolto i problemi di fondo, aggravati stasera da una prestazione di CDK esanime, Samardzic velleitario e Pasalic trapassato da Rabiot.
Tuttosport analizza la duplice prestazione del Milan contro l'Atalanta, interrogandosi su quale sia il vero volto della squadra: se quello dominate e spettacolare della prima ora o quello impaurito e in apnea dell'ultima mezz'ora. Per sessanta minuti, i rossoneri hanno offerto una prestazione di alto livello, intensa, veloce e ordinata, dominando l'avversario e portandosi sul 3-0 grazie ai gol di Rabiot (su assist di Moreira) e Gila (su angolo di Modric, dopo torre dello stesso Rabiot), oltre a sbloccare la gara con un rigore di Gonçalo Ramos causato da un fallo di mano dell'esordiente Obric (entrato per l'infortunato Kolasinac), centrando anche un palo. L'Atalanta, schierata inizialmente con un 4-2-3-1 che non ha funzionato, è sembrata inerme di fronte alla manovra del Milan, che ha anche fallito un secondo rigore con Gonçalo Ramos, parato da Carnesecchi (concesso per un altro fallo di mano, stavolta di Kristensen). Tuttavia, negli ultimi trenta minuti, la situazione si è ribaltata drasticamente. Il Milan ha perso il controllo della gara, il baricentro si è abbassato, la squadra ha mostrato fretta e mancanza di pazienza, concedendo due reti all'Atalanta (il 3-1 firmato dai subentrati Zalewski e Gaetano, e il 3-2 di Krstovic, favorito da un'iniziativa di Bellanova e da un errore di Jashari) e venendo salvata nel finale da un intervento decisivo di Maignan su Zappacosta, dopo che Krstovic aveva anche colpito un palo. Questa flessione ha generato preoccupazione e rabbia nello spogliatoio, come evidenziato dalle dichiarazioni dei leader Rabiot e Gila. Entrambi hanno lodato l'eccellente primo tempo, definito il migliore della stagione, ma hanno condannato l'inspiegabile crollo finale, sottolineando che un secondo tempo del genere rende nullo quanto di buono fatto in precedenza e mette in discussione la meritocrazia della vittoria. Le risposte definitive sul valore del Milan arriveranno probabilmente dalle prossime tre gare di campionato contro Udinese, Bologna e Inter, mentre la sfida di Europa League contro il Bournemouth vedrà un massiccio turnover da parte dell'allenatore Amorim dopo la vittoria a Salisburgo.
CorSport: Il Milan ottiene una vittoria sofferta contro l'Atalanta, dominando per un'ora prima di rischiare una clamorosa rimonta nel finale. La squadra di Amorim, mostrando continuità con la prestazione di Salisburgo pur con un assetto tattico diverso e sette cambi di formazione, ha messo sotto i bergamaschi per due terzi di gara grazie a ritmo, aggressività e un centrocampo ben equilibrato dove Modric ha orchestrato il gioco protetto da Musah e Rabiot. L'Atalanta ha sofferto l'inferiorità numerica in mediana, con De Ketelaere e Samardzic troppo avanzati. Nonostante un gol annullato a Pulisic per fuorigioco, i rossoneri sono passati in vantaggio con un rigore di Ramos, assegnato dal VAR per un fallo di mano del debuttante Obric, entrato per l'infortunato Kolasinac. Rabiot ha raddoppiato prima dell'intervallo e Gila ha siglato il 3-0 di testa nella ripresa, su assist dello stesso francese, dopo che Ramos aveva fallito un secondo penalty parato da Carnesecchi. Pensando di aver chiuso la partita, il Milan ha subito il ritorno dell'Atalanta, rivitalizzata dai cambi di Sarri. Le reti di Zalewski e Krstovic hanno riaperto i giochi, dando il via a un assedio finale supportato dai bergamaschi contro un Milan spaventato e stanco. Solo un intervento decisivo di Maignan su Zappacosta, presentatosi solo in area, ha evitato il pareggio, salvando una vittoria che sembrava ormai acquisita e che deve servire da lezione per il futuro, a partire dalla prossima trasferta contro il Bournemouth.
CorSera: il Milan ha superato l'Atalanta per 3-2 in una partita sofferta ma preziosa a San Siro, che interrompe un digiuno di sei confronti senza vittorie contro i bergamaschi e proietta i rossoneri al quarto posto in zona Champions League, in attesa della risposta del Cagliari. Dopo aver dominato per due terzi di gara e convinto il pubblico grazie ai gol di Goncalves Ramos su rigore, Rabiot e Gila a inizio ripresa — intervallati anche da un secondo penalty fallito da Ramos e parato da Carnesecchi —, la squadra di Amorim ha inspiegabilmente spento la luce subendo le reti di Gaetano e Krstovic e rischiando la beffa nel finale, evitata soltanto da un intervento prodigioso di Maignan su Zappacosta. Nel post-partita Amorim ha sottolineato come per i primi sessantasei minuti si sia visto il miglior Milan della stagione, evidenziando però la necessità di lavorare sulla testa, sull'equilibrio e sulla gestione dei momenti di paura per evitare cali di tensione e blackout inspiegabili contro un'Atalanta in piena emergenza e priva di otto titolari. Sulla stessa lunghezza d'onda il migliore in campo Rabiot, arrabbiato per un crollo inaccettabile, mentre l'allenatore nerazzurro Sarri si è detto amareggiato per la rimonta sfiorata e critico nei confronti dell'arbitraggio di Chiffi. Tra conferme di campo e un attacco finalmente sbloccato con sette reti in tre giorni, il Milan si gode il primato dell'imbattibilità dopo sette giornate che non accadeva dalla stagione dello scudetto 2021/22, guarda al futuro con i contatti in corso per l'arrivo del d.s. Krösche e si prepara ai prossimi impegni ravvicinati, a partire dalla difficile trasferta di Europa League di giovedì a Bournemouth e dal successivo calendario di un ottobre caldissimo che si chiuderà con il derby nella notte di Halloween.
Repubblica: in una notte di mezza stagione, ha preso forma il Milan di Amorim, capace di mostrare per un’ora la sua versione migliore prima di cedere a un preoccupante blackout finale nel match contro l'Atalanta. I rossoneri, portatisi sul triplo vantaggio, hanno subito la rimonta della Dea chiudendo sul 3-2, punteggio salvato solo da una parata decisiva di Maignan su Zappacosta allo scadere. Nonostante la vittoria meritata nel complesso, il crollo degli ultimi trenta minuti ha scatenato la furia di Rabiot, autore di una prestazione maiuscola condita dal quarto gol stagionale, che ha duramente criticato il calo di attenzione e la mentalità della squadra, estendendo il rimprovero anche ai subentrati. Di contro, l'Atalanta ha offerto sprazzi di puro "Sarrismo", una delle migliori espressioni di gioco viste finora a Bergamo, che però non ha fruttato punti, lasciando la squadra a quota 9 dopo sette giornate. Grazie a questo successo, il Milan si è issato momentaneamente al quarto posto, in attesa di Monza-Cagliari, portandosi a quattro lunghezze dalla coppia di testa Inter-Lazio. La nota più lieta per Amorim resta l'assetto tattico mostrato nella prima ora di gioco: un 3-4-2-1 fluido che si trasforma in 4-3-3 in fase offensiva, trovato escludendo a sorpresa Cisse (reduce da una tripletta a Salisburgo) per favorire l'equilibrio con Moreira e Chukwueze larghi, Musah a protezione di Modric e Rabiot libero di agire tra trequarti e centrocampo. Sul fronte societario, il Milan si avvicina alla nomina del nuovo direttore sportivo, con Markus Krösche primo nome della lista dopo le dimissioni dall'Eintracht Francoforte motivate dal desiderio di cambiamento. Nel post-partita, Sarri non ha nascosto il fastidio per la gestione della gara, lamentando un rigore non concesso dall'arbitro Chiffi per un tocco di mano di De Winter e criticando la disparità di trattamento sulle proteste, citando un ********** di Rabiot rimasto impunito rispetto ai rossi comminati agli allenatori. L'approccio veemente del Milan ha scavato il solco nel primo tempo, complice anche l'ingresso sfortunato al 20' del ventenne Obric al debutto in A per l'Atalanta (già priva di Kessié, Raspadori e Scalvini), protagonista in negativo sul rigore causato per fallo di mano che ha portato all'1-0 di Ramos e sul raddoppio di Rabiot. Ramos si è poi fatto parare un secondo penalty, ma sul corner successivo Gila ha firmato il 3-0. Sarri è riuscito a cambiare l'inerzia con le sostituzioni: Zalewski e Gaetano hanno confezionato l'1-3, prima del gol di Krstovic che ha dato vita a un finale thrilling favorevole al Diavolo.
Tuttosport analizza la duplice prestazione del Milan contro l'Atalanta, interrogandosi su quale sia il vero volto della squadra: se quello dominate e spettacolare della prima ora o quello impaurito e in apnea dell'ultima mezz'ora. Per sessanta minuti, i rossoneri hanno offerto una prestazione di alto livello, intensa, veloce e ordinata, dominando l'avversario e portandosi sul 3-0 grazie ai gol di Rabiot (su assist di Moreira) e Gila (su angolo di Modric, dopo torre dello stesso Rabiot), oltre a sbloccare la gara con un rigore di Gonçalo Ramos causato da un fallo di mano dell'esordiente Obric (entrato per l'infortunato Kolasinac), centrando anche un palo. L'Atalanta, schierata inizialmente con un 4-2-3-1 che non ha funzionato, è sembrata inerme di fronte alla manovra del Milan, che ha anche fallito un secondo rigore con Gonçalo Ramos, parato da Carnesecchi (concesso per un altro fallo di mano, stavolta di Kristensen). Tuttavia, negli ultimi trenta minuti, la situazione si è ribaltata drasticamente. Il Milan ha perso il controllo della gara, il baricentro si è abbassato, la squadra ha mostrato fretta e mancanza di pazienza, concedendo due reti all'Atalanta (il 3-1 firmato dai subentrati Zalewski e Gaetano, e il 3-2 di Krstovic, favorito da un'iniziativa di Bellanova e da un errore di Jashari) e venendo salvata nel finale da un intervento decisivo di Maignan su Zappacosta, dopo che Krstovic aveva anche colpito un palo. Questa flessione ha generato preoccupazione e rabbia nello spogliatoio, come evidenziato dalle dichiarazioni dei leader Rabiot e Gila. Entrambi hanno lodato l'eccellente primo tempo, definito il migliore della stagione, ma hanno condannato l'inspiegabile crollo finale, sottolineando che un secondo tempo del genere rende nullo quanto di buono fatto in precedenza e mette in discussione la meritocrazia della vittoria. Le risposte definitive sul valore del Milan arriveranno probabilmente dalle prossime tre gare di campionato contro Udinese, Bologna e Inter, mentre la sfida di Europa League contro il Bournemouth vedrà un massiccio turnover da parte dell'allenatore Amorim dopo la vittoria a Salisburgo.
CorSport: Il Milan ottiene una vittoria sofferta contro l'Atalanta, dominando per un'ora prima di rischiare una clamorosa rimonta nel finale. La squadra di Amorim, mostrando continuità con la prestazione di Salisburgo pur con un assetto tattico diverso e sette cambi di formazione, ha messo sotto i bergamaschi per due terzi di gara grazie a ritmo, aggressività e un centrocampo ben equilibrato dove Modric ha orchestrato il gioco protetto da Musah e Rabiot. L'Atalanta ha sofferto l'inferiorità numerica in mediana, con De Ketelaere e Samardzic troppo avanzati. Nonostante un gol annullato a Pulisic per fuorigioco, i rossoneri sono passati in vantaggio con un rigore di Ramos, assegnato dal VAR per un fallo di mano del debuttante Obric, entrato per l'infortunato Kolasinac. Rabiot ha raddoppiato prima dell'intervallo e Gila ha siglato il 3-0 di testa nella ripresa, su assist dello stesso francese, dopo che Ramos aveva fallito un secondo penalty parato da Carnesecchi. Pensando di aver chiuso la partita, il Milan ha subito il ritorno dell'Atalanta, rivitalizzata dai cambi di Sarri. Le reti di Zalewski e Krstovic hanno riaperto i giochi, dando il via a un assedio finale supportato dai bergamaschi contro un Milan spaventato e stanco. Solo un intervento decisivo di Maignan su Zappacosta, presentatosi solo in area, ha evitato il pareggio, salvando una vittoria che sembrava ormai acquisita e che deve servire da lezione per il futuro, a partire dalla prossima trasferta contro il Bournemouth.
CorSera: il Milan ha superato l'Atalanta per 3-2 in una partita sofferta ma preziosa a San Siro, che interrompe un digiuno di sei confronti senza vittorie contro i bergamaschi e proietta i rossoneri al quarto posto in zona Champions League, in attesa della risposta del Cagliari. Dopo aver dominato per due terzi di gara e convinto il pubblico grazie ai gol di Goncalves Ramos su rigore, Rabiot e Gila a inizio ripresa — intervallati anche da un secondo penalty fallito da Ramos e parato da Carnesecchi —, la squadra di Amorim ha inspiegabilmente spento la luce subendo le reti di Gaetano e Krstovic e rischiando la beffa nel finale, evitata soltanto da un intervento prodigioso di Maignan su Zappacosta. Nel post-partita Amorim ha sottolineato come per i primi sessantasei minuti si sia visto il miglior Milan della stagione, evidenziando però la necessità di lavorare sulla testa, sull'equilibrio e sulla gestione dei momenti di paura per evitare cali di tensione e blackout inspiegabili contro un'Atalanta in piena emergenza e priva di otto titolari. Sulla stessa lunghezza d'onda il migliore in campo Rabiot, arrabbiato per un crollo inaccettabile, mentre l'allenatore nerazzurro Sarri si è detto amareggiato per la rimonta sfiorata e critico nei confronti dell'arbitraggio di Chiffi. Tra conferme di campo e un attacco finalmente sbloccato con sette reti in tre giorni, il Milan si gode il primato dell'imbattibilità dopo sette giornate che non accadeva dalla stagione dello scudetto 2021/22, guarda al futuro con i contatti in corso per l'arrivo del d.s. Krösche e si prepara ai prossimi impegni ravvicinati, a partire dalla difficile trasferta di Europa League di giovedì a Bournemouth e dal successivo calendario di un ottobre caldissimo che si chiuderà con il derby nella notte di Halloween.
Repubblica: in una notte di mezza stagione, ha preso forma il Milan di Amorim, capace di mostrare per un’ora la sua versione migliore prima di cedere a un preoccupante blackout finale nel match contro l'Atalanta. I rossoneri, portatisi sul triplo vantaggio, hanno subito la rimonta della Dea chiudendo sul 3-2, punteggio salvato solo da una parata decisiva di Maignan su Zappacosta allo scadere. Nonostante la vittoria meritata nel complesso, il crollo degli ultimi trenta minuti ha scatenato la furia di Rabiot, autore di una prestazione maiuscola condita dal quarto gol stagionale, che ha duramente criticato il calo di attenzione e la mentalità della squadra, estendendo il rimprovero anche ai subentrati. Di contro, l'Atalanta ha offerto sprazzi di puro "Sarrismo", una delle migliori espressioni di gioco viste finora a Bergamo, che però non ha fruttato punti, lasciando la squadra a quota 9 dopo sette giornate. Grazie a questo successo, il Milan si è issato momentaneamente al quarto posto, in attesa di Monza-Cagliari, portandosi a quattro lunghezze dalla coppia di testa Inter-Lazio. La nota più lieta per Amorim resta l'assetto tattico mostrato nella prima ora di gioco: un 3-4-2-1 fluido che si trasforma in 4-3-3 in fase offensiva, trovato escludendo a sorpresa Cisse (reduce da una tripletta a Salisburgo) per favorire l'equilibrio con Moreira e Chukwueze larghi, Musah a protezione di Modric e Rabiot libero di agire tra trequarti e centrocampo. Sul fronte societario, il Milan si avvicina alla nomina del nuovo direttore sportivo, con Markus Krösche primo nome della lista dopo le dimissioni dall'Eintracht Francoforte motivate dal desiderio di cambiamento. Nel post-partita, Sarri non ha nascosto il fastidio per la gestione della gara, lamentando un rigore non concesso dall'arbitro Chiffi per un tocco di mano di De Winter e criticando la disparità di trattamento sulle proteste, citando un ********** di Rabiot rimasto impunito rispetto ai rossi comminati agli allenatori. L'approccio veemente del Milan ha scavato il solco nel primo tempo, complice anche l'ingresso sfortunato al 20' del ventenne Obric al debutto in A per l'Atalanta (già priva di Kessié, Raspadori e Scalvini), protagonista in negativo sul rigore causato per fallo di mano che ha portato all'1-0 di Ramos e sul raddoppio di Rabiot. Ramos si è poi fatto parare un secondo penalty, ma sul corner successivo Gila ha firmato il 3-0. Sarri è riuscito a cambiare l'inerzia con le sostituzioni: Zalewski e Gaetano hanno confezionato l'1-3, prima del gol di Krstovic che ha dato vita a un finale thrilling favorevole al Diavolo.
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