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GDS: Ruben Amorim ha vissuto un esordio vittorioso ed emozionante sulla panchina del Milan, festeggiando il primo gol con l'entusiasmo di un vero sostenitore nonostante l'abbigliamento formale (camicia bianca, pantaloni scuri e mocassini). Il tecnico portoghese ha espresso una profonda e sincera ammirazione per la storia rossonera, cresciuta fin da giovane seguendo i grandi successi delle squadre di Sacchi, Capello e Ancelotti, e ricordando vividamente la finale di Champions League del 1990 contro il Benfica.
Questo rispetto si riflette nell'atteggiamento quotidiano verso lo staff e nella scelta di indossare sempre l'abito formale in panchina, in omaggio all'eleganza del club e alla reputazione di Milano come capitale della moda. Per immergersi completamente nella nuova realtà, Amorim ha scelto di abitare a City Life.
Sul piano tattico, l'impatto di Amorim (che in carriera vanta 339 panchine tra Casa Pia, Braga, Sporting, Manchester United e Milan) è stato immediato fin dalla prima gara di campionato, vinta in trasferta come non succedeva a un allenatore straniero debuttante dal 2009 con Leonardo. La squadra ha mostrato un'identità precisa basata su pressing alto, recupero palla avanzato e dominio del possesso (salito al 73,9% nel primo tempo). L'allenatore ha saputo motivare sia i giovani, come Cisse, subito ripagato da un gol, sia i senatori come Rabiot, entusiasta del progetto offensivo. Questo nuovo corso ha trovato il pieno sostegno del proprietario Cardinale, pronto a supportare le convinzioni del tecnico con importanti investimenti.
Questo rispetto si riflette nell'atteggiamento quotidiano verso lo staff e nella scelta di indossare sempre l'abito formale in panchina, in omaggio all'eleganza del club e alla reputazione di Milano come capitale della moda. Per immergersi completamente nella nuova realtà, Amorim ha scelto di abitare a City Life.
Sul piano tattico, l'impatto di Amorim (che in carriera vanta 339 panchine tra Casa Pia, Braga, Sporting, Manchester United e Milan) è stato immediato fin dalla prima gara di campionato, vinta in trasferta come non succedeva a un allenatore straniero debuttante dal 2009 con Leonardo. La squadra ha mostrato un'identità precisa basata su pressing alto, recupero palla avanzato e dominio del possesso (salito al 73,9% nel primo tempo). L'allenatore ha saputo motivare sia i giovani, come Cisse, subito ripagato da un gol, sia i senatori come Rabiot, entusiasta del progetto offensivo. Questo nuovo corso ha trovato il pieno sostegno del proprietario Cardinale, pronto a supportare le convinzioni del tecnico con importanti investimenti.
), ma è una squadra che da anni viene costruita con i piedi e che ora è allenata da ignazio che è alla sua prima esperienza in serie A, e i risultati si sono visti (primi 70 minuti indecenti).