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Premetto che se fossi io il giudice l'avrei dovuta condannare. C'è poco da fare, il reato è netto.
Detto questo spiego perché nonostante ciò considero la signora e il gioielliere come "gente innocente" e aggiungo perbene. È indubbio, anche per il più fervente sostenitore di sinistra, che il territorio italiano si sia riempito di migliaia e migliaia di clandestini che di fatto vivono per strada non facendo nulla, senza scopo e, anche a causa di tale condizione, sono perennemente a rischio di scivolare nel reato e nella violenza.
Ognuna di queste persone è come una mina. Un cittadino italiano, nel muoversi quotidianamente tra i suoi scopi, deve mostrare abilità ed avere grande fortuna nello schivare decine di queste mine ogni giorno.
Nessuno di noi, chiaramente, è immune alla disgrazia di trovarsi invischiati in una situazione come quella della signora.
Quello che però a mio avviso non è chiaro è, una volta dentro tale situazione, nessuno è altrettanto immune alla possibilità di avere una reazione che sfocia nell'illegale. Nessuno, neanche chi condanna fermamente la signora e chiede l'ergastolo. Non abbiamo mai il controllo totale della nostra mente e del nostro corpo, specialmente in contesti estremi, rari e della durata di secondi o minuti (come subire un furto o una violenza, a noi o i nostri cari).
Non solamente perché in ciascuno di noi c'è un Michael Douglas di Un giorno di ordinaria follia, ma anche perché è stato provato (da Zimbardo e successivi studi) che una persona, calata nel contesto sbagliato, può attuare azioni illegali o perfino crudeli.
Se ci aggiungiamo che il problema immigrati ha creato enorme frustrazione nella gente è evidente come anche un classico "pezzo di pane" possa finire per investire un altro essere umano. Non per questo è un lurido assassino/mostro. È stato solo tanto sfortunato. Per questo sta gente avrà sempre il mio sostegno affettivo e morale.
Per dare più contesto in questo specifico caso, aggiungiamo delle info in più:
- Il pezzente era irregolare in Italia
- Era già stato raggiunto da un decreto di espulsione.
- Alle spalle aveva diversi precedenti tra cui furti, ricettazione e falsa identità.
- È stato ucciso per effetto collaterale dovuto al suo furto. Niente furto=ancora in vita.
Invece ha voluto attingere a piene mani da 'pantalone' sfruttando le leggi italiane permissive e stavolta, fortunatamente, gli è andata male. Un delinquente in meno anche se purtroppo un cittadino onesto è finito in carcere.
Ma se chi ha il dovere di proteggere la popolazione non solo si tira indietro giustificando (e non condannando) i criminali, ma li 'agevola' creando leggi ultra-permissive, ai cittadini non rimane altro che la giustizia privata.
Vita mia morte tua.
Anche perchè alla fine anche la persona più onesta e più pacata del mondo si rompe le palle di fare da bersaglio vivente e reagisce.