Donna condannata a 18 anni per aver investito l'uomo che la derubò

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Premetto che se fossi io il giudice l'avrei dovuta condannare. C'è poco da fare, il reato è netto.

Detto questo spiego perché nonostante ciò considero la signora e il gioielliere come "gente innocente" e aggiungo perbene. È indubbio, anche per il più fervente sostenitore di sinistra, che il territorio italiano si sia riempito di migliaia e migliaia di clandestini che di fatto vivono per strada non facendo nulla, senza scopo e, anche a causa di tale condizione, sono perennemente a rischio di scivolare nel reato e nella violenza.
Ognuna di queste persone è come una mina. Un cittadino italiano, nel muoversi quotidianamente tra i suoi scopi, deve mostrare abilità ed avere grande fortuna nello schivare decine di queste mine ogni giorno.

Nessuno di noi, chiaramente, è immune alla disgrazia di trovarsi invischiati in una situazione come quella della signora.

Quello che però a mio avviso non è chiaro è, una volta dentro tale situazione, nessuno è altrettanto immune alla possibilità di avere una reazione che sfocia nell'illegale. Nessuno, neanche chi condanna fermamente la signora e chiede l'ergastolo. Non abbiamo mai il controllo totale della nostra mente e del nostro corpo, specialmente in contesti estremi, rari e della durata di secondi o minuti (come subire un furto o una violenza, a noi o i nostri cari).

Non solamente perché in ciascuno di noi c'è un Michael Douglas di Un giorno di ordinaria follia, ma anche perché è stato provato (da Zimbardo e successivi studi) che una persona, calata nel contesto sbagliato, può attuare azioni illegali o perfino crudeli.

Se ci aggiungiamo che il problema immigrati ha creato enorme frustrazione nella gente è evidente come anche un classico "pezzo di pane" possa finire per investire un altro essere umano. Non per questo è un lurido assassino/mostro. È stato solo tanto sfortunato. Per questo sta gente avrà sempre il mio sostegno affettivo e morale.

Per dare più contesto in questo specifico caso, aggiungiamo delle info in più:
- Il pezzente era irregolare in Italia
- Era già stato raggiunto da un decreto di espulsione.
- Alle spalle aveva diversi precedenti tra cui furti, ricettazione e falsa identità.
- È stato ucciso per effetto collaterale dovuto al suo furto. Niente furto=ancora in vita.

Invece ha voluto attingere a piene mani da 'pantalone' sfruttando le leggi italiane permissive e stavolta, fortunatamente, gli è andata male. Un delinquente in meno anche se purtroppo un cittadino onesto è finito in carcere.

Ma se chi ha il dovere di proteggere la popolazione non solo si tira indietro giustificando (e non condannando) i criminali, ma li 'agevola' creando leggi ultra-permissive, ai cittadini non rimane altro che la giustizia privata.
Vita mia morte tua.
Anche perchè alla fine anche la persona più onesta e più pacata del mondo si rompe le palle di fare da bersaglio vivente e reagisce.
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Non è la stessa cosa. La signora ha giustiziato un ladro, non ha ucciso un innocente.
Altrimenti potremmo dire che se è giusto incarcerare chi ruba allora chi li mette in carcere dovrebbe essere imprigionato dai parenti del ladro.
Il ladro violando la proprietà altrui dovrebbe perdere ogni diritto.

Non esiste paese civile in cui si dà la pena di morte per un furto.
Mettere sullo stesso piano diritto di proprietà e diritto di vita porta a conseguenze deammatiche. Domani un tuo figlio ruba una gomma al tabacchino, devi accettare che lo uccidono.
Ripeto che si può essere d'accordo o meno con la pena di morte, sono opinioni personali, ma non accettare la pena di morte non è buonismo, è una scelta di opportunità, accettare la pena di morte significa accettare un corollario di predisposizioni molto difficili.
Non hai mai fatto nulla di illegale nella vita? Dovrebbero toglierti ogni diritto?.
 
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