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GDS: il Milan si trova ad affrontare un grande dilemma riguardo alle decisioni del tecnico Rúben Amorim, dato che per quattro partite di fila i rossoneri sono riusciti a rimediare a situazioni complicate solo nel secondo tempo e grazie ai cambi dalla panchina. Questa dinamica solleva l'interrogativo se Amorim sia un allenatore visionario e brillante nel leggere la partita in corsa o se, al contrario, commetta ripetuti errori nella scelta della formazione titolare. Se da un lato recuperare uno svantaggio genera autostima e dimostra la forza di una rosa ricca di alternative, dall'altro affidarsi continuamente alle rimonte rappresenta un limite rischioso per il futuro. Lo stesso Amorim ha spiegato che le sue continue rotazioni nascono dalla volontà di applicare un preciso integralismo tattico, cercando di indottrinare più interpreti per ogni ruolo affinché tutti si adattino alla sua idea collettiva di calcio. Tuttavia, la necessità sistematica di stravolgere la squadra a gara in corso — come accaduto all'Olimpico contro la Lazio dopo le scelte iniziali rivelatesi errate, in particolare con Estupiñán e Loftus-Cheek — porta a pensare che il portoghese stia sbagliando le valutazioni sull'undici di partenza. Amorim ha ammesso con trasparenza di essersi accorto fin dai primi minuti dell'atteggiamento sbagliato della squadra, confermando la sua capacità di correre ai ripari ma evidenziando al contempo un approccio iniziale alle partite ancora da perfezionare.