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Il solito Peppe Di Stefano da Milanello, sul Milan:"Oggi mi chiedevo quante piazze siano realmente tranquille e organizzate. La risposta che mi è stata data è stata molto intelligente: quante poche piazze sono davvero a posto? Ormai la normalità è diventata l’anormalità. Si cambia tutto continuamente: dirigenti, allenatori, giocatori”.
"Il Milan oggi è un club gestito da un fondo. E un fondo muove denaro. L’obiettivo principale non è vincere lo scudetto, ma arrivare in Champions League. Chi non segue questa linea, in un modo o nell’altro, viene estromesso dal progetto”. Nel suo ragionamento rientra anche il caso di Paolo Maldini, allontanato dalla dirigenza rossonera nonostante lo scudetto conquistato: “Il Milan ha vinto quasi per coincidenza, perché l’Inter si era indebolita e la Juventus aveva sbagliato stagione. Ma la logica dei fondi è questa”.
"Il Milan aveva scelto Paratici. Due settimane fa c’era stata anche una riunione sul lago di Como con Gerry Cardinale e Giorgio Furlani. Stavano già preparando i documenti. Poi il problema legato alla squalifica ha bloccato tutto. Ad oggi c'è solo questo. Dentro il Milan qualcosa però si potrebbe muovere. Non sono sicuro che il Milan resterà totalmente nelle mani di Furlani. Non sono sicuro che Ibrahimovic avrà lo stesso ruolo. E non escludo che Cardinale possa decidere di riprendersi tutto in mano e costruire finalmente un Milan davvero suo”.
"Il Milan oggi è un club gestito da un fondo. E un fondo muove denaro. L’obiettivo principale non è vincere lo scudetto, ma arrivare in Champions League. Chi non segue questa linea, in un modo o nell’altro, viene estromesso dal progetto”. Nel suo ragionamento rientra anche il caso di Paolo Maldini, allontanato dalla dirigenza rossonera nonostante lo scudetto conquistato: “Il Milan ha vinto quasi per coincidenza, perché l’Inter si era indebolita e la Juventus aveva sbagliato stagione. Ma la logica dei fondi è questa”.
"Il Milan aveva scelto Paratici. Due settimane fa c’era stata anche una riunione sul lago di Como con Gerry Cardinale e Giorgio Furlani. Stavano già preparando i documenti. Poi il problema legato alla squalifica ha bloccato tutto. Ad oggi c'è solo questo. Dentro il Milan qualcosa però si potrebbe muovere. Non sono sicuro che il Milan resterà totalmente nelle mani di Furlani. Non sono sicuro che Ibrahimovic avrà lo stesso ruolo. E non escludo che Cardinale possa decidere di riprendersi tutto in mano e costruire finalmente un Milan davvero suo”.