L'uomo è quello che è, e non mi fa impazzire.
Per altro io ho storici problemi personali con quel modo burbero e volgare di molti toscani di stare al mondo ed il "loro senso dell'umorismo da quattro soldi", che giustificano col fatto di essere sanguigni, veraci e genuini. Tutte sciocchezze, sono solo ignoranti, cafoni e maleducati.
Ma l'allenatore Sarri è uno dei più clamorosi esempi di merito, di carriera dal basso e di gavetta con risultati incredibili ed inimmaginabili rispetto alle aspettative ed al punto di partenza.
Ha vinto tutti i campionati possibili delle categorie amatoriali in Toscana, dalla Promozione alla Serie D passando per l'Eccellenza.
Nel 2003-2004, dopo 15 anni di carriera di provincia, fa il suo debutto tra i professionisti nello stesso girone B di serie C2 in cui Allegri fa a sua volta il proprio debutto in panchina, ma in assoluto. Risultato? Sarri promosso in C1 (Sangiovannese), Allegri salvo all'ultima giornata (Aglianese).
Ma uno è Sarri, brutto, sconosciuto, povero e bancario; l'altro è Allegri, paraculo, famoso, ricco e giocatore di serie A. E diciamo che hanno avuto occasioni ed opportunità piuttosto diverse in base a quello status (non nego che Allegri le abbia pure colte meglio di Sarri).
La cosa insopportabile però è che a distanza di anni si sono ritrovati a lottare per lo Scudetto, e quell'uomo orrendo di Allegri con la pappa pronta di Conte alla Juventus è riuscito persino a provocare ed irridere Sarri che stava facendo i miracoli nel più bel Napoli di sempre, dicendogli che ci sarà un motivo per cui vince sempre lui.
Ma non mi dire!
Per altro almeno Sarri può dire di aver vinto in Europa, l'allibratore livornese no.
Tutto ciò detto, a Bergamo e nonostante qualche giustificazione sta comunque facendo schifo