De Rossi e Pellegrini:"Per il Milan ultima spiaggia. Vogliamo le semifinali".

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La conferenza di De Rossi e Pellegrini pre Roma - Milan

De Rossi a Sky:"in conferenza stampa ho detto che l'hanno emozionata le parole di Pellegrini ("un percorso che potrebbe portare alla felicità"). Questa frase mi ha emozionato perché non è una frase banale, come non è un ragazzo banale lui. Ora non voglio fare il filosofo, ma dobbiamo renderci conto che la felicità sarebbe sia arrivare a vincere un trofeo importante ma all'interno c'è un percorso che rende felici quotidianamente. Stiamo facendo un lavoro bellissimo, in un posto che ho sempre amato e questo è un percorso per provare a essere ancora più felici. Mio padre mi ha detto qualcosa? Non ci sentiamo quotidianamente per consigli, analisi o gestione dei momenti. Siamo una coppia padre-figlio che si sente per questioni familiari, poi magari analizziamo dopo la partita. Prima non ci sentiamo troppo, è ovvio che ho preso tantissimo da lui, dal suo modo di gestire non solo il calcio ma anche la vita. A volte faccio ciò che farebbe lui senza neanche chiederglielo. Ndicka? Rimane il suo sorriso lì in ospedale, il solito sorriso contagioso di sempre. Ed è la cosa più importante di tutti. Poi rimane una giornata strana, particolare, brutta, perché ci siamo messi tanta paura. Soprattutto quando non abbiamo capito subito che si trattasse di un pneumo-torace ma di un infarto. Ci rimane questa sensazione di paura, ma anche questa sensazione di grande unità. Siamo stati insieme sulla stessa mattonella che non si poteva continuare a giocare una partita come se niente fosse, con un nostro compagno che rischiava di lottare per qualcosa di tragico che poi non è stato. Orgoglioso per il percorso? A me rende orgoglioso essere l'allenatore della Roma. Più che altro sapendo benissimo il motivo per cui sono stato chiamato, mi rende orgoglioso finora di poter essere all'altezza, di non aver sfigurato e fatto risultati buoni che finora non ci hanno portato nessuna qualificazione o trofeo. Dobbiamo continuare a pedalare perché gli obiettivi sono lì, non vicinissimi ma neanche troppo lontani. Cosa può dare Bove? Può dare quello che ha sempre dato. Sono contento che giocherà questa partita perché forse gli ho levato un po' di minuti rispetto a prima, è uno che se li merita come giocatore e come ragazzo. Abbiamo grandissima fiducia in lui, non voglio che abbia pressioni diverse da qualsiasi altro giocatore della squadra. Ci aspettiamo contromisure da Pioli? Sappiamo che quello che è stato fatto all'andata poteva essere più una sorpresa rispetto al ritorno perché si faranno trovare ancora più preparati. Ma non possiamo perdere più di tanto tempo a quello che andrà a spostare il mister, perché altrimenti perderemmo troppo tempo a fare quello che noi dobbiamo fare sul campo. Che atteggiamento servirà? Niente di clamorosamente diverso. Stiamo diventando una squadra abbastanza riconoscibile, quello che cerchiamo di fare è evidente. Magari nel corso della partita possiamo essere più intelligenti in qualche momento sapendo di aver vinto l'andata, ma per il resto giocheremo una partita simile: cercheremo di difenderci ordinatamente, di fargli male tenendo palla e cercando di essere più precisi negli ultimi metri che è quello che ci è mancato all'andata dove abbiamo creato 5-6 occasioni importanti in area. Se riuscissimo a fargli gol potrebbe essere una bella botta per loro"

Pellegrini a Sky
:Il vantaggio può condizionarci? Non deve, l’idea è che non deve condizionarci. Dobbiamo enrare in campo come abbiamo fatto a San Siro, quella è la strada migliore, non snaturandoci, pensando di essere sullo 0-0. Questa per me è la strada migliore. A Milano abbiamo fatto un’ottima partita ma in molte occasioni potevamo fare meglio. Proveremo a farlo domani, visto che giochiamo nel nostro stadio davanti ai nostri tifosi. Il calcio di De Rossi ci sta facendo bene? Sì, abbiamo spesso e volentieri parlato col mister per capire quale fosse la situazione e come potevo sentirmi più libero. Lui mi dà le sue indicazioni e allo stesso tempo mi chiede di sentirmi libero, di trovarmi lo spazio. Non mi mette paletti, mi lascia libero per tutto il campo. Questo mi aiuta, mi sento molto a mio agio ed è una cosa che mi piace molto fare Roma più forte di quella dell'anno scorso? Sì. Secondo me la squadra è migliorata rispetto all’anno scorso. Mi riferisco a tutti quanti. Il livello degli allenamenti è molto alto, mi sento fiducioso. Quando mi guardo intorno, e spero succeda anche ai miei compagni, sono contento ed orgoglioso di condividere il campo con persone e giocatori come loro. Penso che la Roma stia su una strada giusta, abbia preso un percorso giusto”.

De Rossi in conferenza:"Ndicka? Sta bene, per quanto possa star bene un ragazzo che ha subito questo pneumotorace che sicuramente è una cosa fastidiosa ma non quella che pensavamo sul campo e ci ha fatto spaventare. Penso che ognuno ne tragga l'insegnamento che vuole, se c'è un insegnamento da prendere. Abbiamo preso un sacco di complimenti su una cosa che per me è abbastanza normale. Abbiamo gestito tutti quello che sembrava sensato fare, poi se qualcuno ne può trarre insegnamento vuol dire che non siamo messi tanto bene nel mondo. Penso che ogni allenatore avrebbe reagito come ho fatto io e ogni giocatore si sarebbe irrigidito non sapendo le condizioni del compagno. Non ci sono insegnamenti, ma dei momenti in cui uno deve fare quello che è giusto e normale. Noi siamo stati molto uniti, non c'era uno che voleva continuare a giocare. È bello vedere che ci scopriamo famiglia anche in questi momenti. Crocevia per Pioli? Quando si parla di crocevia si parla di quella che è la percepezione dei giornali, quindi preferisco non commentare. È secondo il Milan no? A parte la sconfitta con noi veniva da un periodo in cui le vinceva tutte, la squadra giocava bene e da quel punto di vista non c'è questo grande problema. Sarà un crocevia stagionale loro per quanto riguarda gli obiettivi, sanno che devono vincere altrimenti andranno fuori e quindi vivranno questa partita come ultima spiaggia. Il recupero il 25 aprile?
Se ne stanno occupando i dirigenti perché è una roba più dirigenziale. Sappiamo che ci sono poche date e può essere una difficoltà per chi organizza. Penso che sia un bene che non si trovino date perché vuol dire che siamo in fondo in Europa e questo è un orgoglio per il calcio italiano. E proprio per questo deve tutelare le squadre che stanno davanti, ma allo stesso tempo deve tutelare le altre squadre e la regolarità del campionato. Non si può creare un precedente e pensare di recuperare una partita quando il campionato è già finito, quindi penso che si troverà una soluzione logica. Cosa fare domani, dopo l'andata in cui è andata bene? Nella tua domanda c'è l'essenza del nostro lavoro, il trovare sempre qualcosa che possa funzionare, senza però fare troppo. Le caratteristiche di una squadra vanno sempre rispettate, poi bisogna vedere cosa fa l'allenatore avversario... Non è che abbiamo vinto 7-0, il Milan non è stato in apnea tutta la partita; poi ciò che avevamo pianificato è riuscito. Non penso che Pioli stravolgerà la squadra, magari qualche interprete, l'attitudine, l'atteggiamento. Non è che dobbiamo creare 1000 presupposti pensando a quello che farà Pioli. Stiamo pensando a qualche cambiamento, ma senza snaturarci completamente. Domani crocevia anche per me? Tutte le partite lo sono. Domani è importante perché non voglio che finisca. Pellegrini ha detto una cosa che mi ha fatto emozionare: È un percorso per essere felici e cosa c'è di più importante? Più importante della nostra gioia, della nostra gloria che c'è? Se pensiamo a quanto sono a rischio, a quanto durerà non ci godiamo quello che stiamo facendo. Da quando sono arrivato sono state tante le giornate felici che ho trascorso. Penso a quello, non alle possibilità di rinnovo in base al risultato di domani. Come si prepara questa partita? È una partita come le altre. Discorsi sulla gestione del risultato, sull'essere intelligenti, non troppo sbilanciati... Ma sono cose che si possono dire sempre e che valevano anche all'andata. Se poi all'ultimo minuto saremo 0-0 non penso che giocheremo per andare a segnare. Noi giocheremo per vincerla, perché se facessimo un gol per loro sarebbe un colpo duro. Se ce li portiamo dentro l'area il loro gol arriverà prima o poi. Dobbiamo fare una partita come all'andata. Conterà anche il blasone? Penso che sarà quello che metteremo in campo noi. Loro sono molto forti e negli ultimi anni hanno dimostrato di essere più forti di noi, ma all'andata abbiamo dimostrato che non c'è tutta questa differenza. Da giocatore ho eliminato grandi squadre e perso contro squadre più piccole. Certe squadre oltre al blasone si portano dietro una potenza economica e di fascino incredibile, possono comprare i giocatori più forti che ci sono e per questo sono lì. I numeri dicono che sono superiori a noi, la carriera di Pioli è superiore alla mia, ma non c'è tutta questa differenza sul campo. Per me è 50-50. La formazione? Al posto di Cristante giocherà Bove, quindi non cambia niente e io ho grande fiducia. Il modo di giocare non cambierà per l'assenza di Cristante".


Pellegrini:"Come gestisco questo momento da capitano? E come mai tutti questi mesi di silenzio? Sono cose che decidiamo insieme alla società, c'è stato un momento particolare di stagione in cui ho sofferto di infortuni e ha inciso anche al livello mentale. Ma durante la stagione può succedere, però sono stato sempre presente per la Roma e per i miei compagni. Difficile far capire alla squadra quanto siano importanti altre partite, non quella di domani. Iniziamo a giocare per notti come quelle di domani, con uno stadio che ci spingerà a dare quel qualcosa in più. Verranno qui per passare il turno, ma anche la Roma lo vuole dopo l'ottima partita a Milano. E si può replicare se non fare ancora meglio. Queste partite sono quelle belle da giocare. Uno inizia a giocare per arrivare davanti a 70mila persone che ti vogliono bene e che ti spingono a dare qualcosa in più. Sarà una partita difficile perché il Milan vuole passare il turno, ma anche la Roma. A San Siro abbiamo fatto un'ottima partita a Milano, domani possiamo fare anche meglio. La mentalità del Real? Questo è quello che il mister ci vuole trasmettere: giocare sempre per vincere. Si pensa che certe partite siano meno importanti perché meno di cartello, ma poi sono proprio quelle partite che ti fanno poi giocare contro le squadre di cartello".

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De Rossi:"Ndicka? Sta bene, per quanto possa star bene un ragazzo che ha subito questo pneumotorace che sicuramente è una cosa fastidiosa ma non quella che pensavamo sul campo e ci ha fatto spaventare. Penso che ognuno ne tragga l'insegnamento che vuole, se c'è un insegnamento da prendere. Abbiamo preso un sacco di complimenti su una cosa che per me è abbastanza normale. Abbiamo gestito tutti quello che sembrava sensato fare, poi se qualcuno ne può trarre insegnamento vuol dire che non siamo messi tanto bene nel mondo. Penso che ogni allenatore avrebbe reagito come ho fatto io e ogni giocatore si sarebbe irrigidito non sapendo le condizioni del compagno. Non ci sono insegnamenti, ma dei momenti in cui uno deve fare quello che è giusto e normale. Noi siamo stati molto uniti, non c'era uno che voleva continuare a giocare. È bello vedere che ci scopriamo famiglia anche in questi momenti. Crocevia per Pioli? Quando si parla di crocevia si parla di quella che è la percepezione dei giornali, quindi preferisco non commentare. È secondo il Milan no? A parte la sconfitta con noi veniva da un periodo in cui le vinceva tutte, la squadra giocava bene e da quel punto di vista non c'è questo grande problema. Sarà un crocevia stagionale loro per quanto riguarda gli obiettivi, sanno che devono vincere altrimenti andranno fuori e quindi vivranno questa partita come ultima spiaggia. Il recupero il 25 aprile?
Se ne stanno occupando i dirigenti perché è una roba più dirigenziale. Sappiamo che ci sono poche date e può essere una difficoltà per chi organizza. Penso che sia un bene che non si trovino date perché vuol dire che siamo in fondo in Europa e questo è un orgoglio per il calcio italiano. E proprio per questo deve tutelare le squadre che stanno davanti, ma allo stesso tempo deve tutelare le altre squadre e la regolarità del campionato. Non si può creare un precedente e pensare di recuperare una partita quando il campionato è già finito, quindi penso che si troverà una soluzione logica"


Pellegrini:"Come gestisco questo momento da capitano? E come mai tutti questi mesi di silenzio? Sono cose che decidiamo insieme alla società, c'è stato un momento particolare di stagione in cui ho sofferto di infortuni e ha inciso anche al livello mentale. Ma durante la stagione può succedere, però sono stato sempre presente per la Roma e per i miei compagni. Difficile far capire alla squadra quanto siano importanti altre partite, non quella di domani. Iniziamo a giocare per notti come quelle di domani, con uno stadio che ci spingerà a dare quel qualcosa in più. Verranno qui per passare il turno, ma anche la Roma lo vuole dopo l'ottima partita a Milano. E si può replicare se non fare ancora meglio. Queste partite sono quelle belle da giocare. Uno inizia a giocare per arrivare davanti a 70mila persone che ti vogliono bene e che ti spingono a dare qualcosa in più. Sarà una partita difficile perché il Milan vuole passare il turno, ma anche la Roma. A San Siro abbiamo fatto un'ottima partita a Milano, domani possiamo fare anche meglio. La mentalità del Real? Questo è quello che il mister ci vuole trasmettere: giocare sempre per vincere. Si pensa che certe partite siano meno importanti perché meno di cartello, ma poi sono proprio quelle partite che ti fanno poi giocare contro le squadre di cartello".

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Se ne stanno occupando i dirigenti perché è una roba più dirigenziale. Sappiamo che ci sono poche date e può essere una difficoltà per chi organizza. Penso che sia un bene che non si trovino date perché vuol dire che siamo in fondo in Europa e questo è un orgoglio per il calcio italiano. E proprio per questo deve tutelare le squadre che stanno davanti, ma allo stesso tempo deve tutelare le altre squadre e la regolarità del campionato. Non si può creare un precedente e pensare di recuperare una partita quando il campionato è già finito, quindi penso che si troverà una soluzione logica. Cosa fare domani, dopo l'andata in cui è andata bene? Nella tua domanda c'è l'essenza del nostro lavoro, il trovare sempre qualcosa che possa funzionare, senza però fare troppo. Le caratteristiche di una squadra vanno sempre rispettate, poi bisogna vedere cosa fa l'allenatore avversario... Non è che abbiamo vinto 7-0, il Milan non è stato in apnea tutta la partita; poi ciò che avevamo pianificato è riuscito. Non penso che Pioli stravolgerà la squadra, magari qualche interprete, l'attitudine, l'atteggiamento. Non è che dobbiamo creare 1000 presupposti pensando a quello che farà Pioli. Stiamo pensando a qualche cambiamento, ma senza snaturarci completamente. Domani crocevia anche per me? Tutte le partite lo sono. Domani è importante perché non voglio che finisca. Pellegrini ha detto una cosa che mi ha fatto emozionare: È un percorso per essere felici e cosa c'è di più importante? Più importante della nostra gioia, della nostra gloria che c'è? Se pensiamo a quanto sono a rischio, a quanto durerà non ci godiamo quello che stiamo facendo. Da quando sono arrivato sono state tante le giornate felici che ho trascorso. Penso a quello, non alle possibilità di rinnovo in base al risultato di domani. Come si prepara questa partita? È una partita come le altre. Discorsi sulla gestione del risultato, sull'essere intelligenti, non troppo sbilanciati... Ma sono cose che si possono dire sempre e che valevano anche all'andata. Se poi all'ultimo minuto saremo 0-0 non penso che giocheremo per andare a segnare. Noi giocheremo per vincerla, perché se facessimo un gol per loro sarebbe un colpo duro. Se ce li portiamo dentro l'area il loro gol arriverà prima o poi. Dobbiamo fare una partita come all'andata. Conterà anche il blasone? Penso che sarà quello che metteremo in campo noi. Loro sono molto forti e negli ultimi anni hanno dimostrato di essere più forti di noi, ma all'andata abbiamo dimostrato che non c'è tutta questa differenza. Da giocatore ho eliminato grandi squadre e perso contro squadre più piccole. Certe squadre oltre al blasone si portano dietro una potenza economica e di fascino incredibile, possono comprare i giocatori più forti che ci sono e per questo sono lì. I numeri dicono che sono superiori a noi, la carriera di Pioli è superiore alla mia, ma non c'è tutta questa differenza sul campo. Per me è 50-50".


Pellegrini:"Come gestisco questo momento da capitano? E come mai tutti questi mesi di silenzio? Sono cose che decidiamo insieme alla società, c'è stato un momento particolare di stagione in cui ho sofferto di infortuni e ha inciso anche al livello mentale. Ma durante la stagione può succedere, però sono stato sempre presente per la Roma e per i miei compagni. Difficile far capire alla squadra quanto siano importanti altre partite, non quella di domani. Iniziamo a giocare per notti come quelle di domani, con uno stadio che ci spingerà a dare quel qualcosa in più. Verranno qui per passare il turno, ma anche la Roma lo vuole dopo l'ottima partita a Milano. E si può replicare se non fare ancora meglio. Queste partite sono quelle belle da giocare. Uno inizia a giocare per arrivare davanti a 70mila persone che ti vogliono bene e che ti spingono a dare qualcosa in più. Sarà una partita difficile perché il Milan vuole passare il turno, ma anche la Roma. A San Siro abbiamo fatto un'ottima partita a Milano, domani possiamo fare anche meglio. La mentalità del Real? Questo è quello che il mister ci vuole trasmettere: giocare sempre per vincere. Si pensa che certe partite siano meno importanti perché meno di cartello, ma poi sono proprio quelle partite che ti fanno poi giocare contro le squadre di cartello".

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De Rossi in conferenza:"Ndicka? Sta bene, per quanto possa star bene un ragazzo che ha subito questo pneumotorace che sicuramente è una cosa fastidiosa ma non quella che pensavamo sul campo e ci ha fatto spaventare. Penso che ognuno ne tragga l'insegnamento che vuole, se c'è un insegnamento da prendere. Abbiamo preso un sacco di complimenti su una cosa che per me è abbastanza normale. Abbiamo gestito tutti quello che sembrava sensato fare, poi se qualcuno ne può trarre insegnamento vuol dire che non siamo messi tanto bene nel mondo. Penso che ogni allenatore avrebbe reagito come ho fatto io e ogni giocatore si sarebbe irrigidito non sapendo le condizioni del compagno. Non ci sono insegnamenti, ma dei momenti in cui uno deve fare quello che è giusto e normale. Noi siamo stati molto uniti, non c'era uno che voleva continuare a giocare. È bello vedere che ci scopriamo famiglia anche in questi momenti. Crocevia per Pioli? Quando si parla di crocevia si parla di quella che è la percepezione dei giornali, quindi preferisco non commentare. È secondo il Milan no? A parte la sconfitta con noi veniva da un periodo in cui le vinceva tutte, la squadra giocava bene e da quel punto di vista non c'è questo grande problema. Sarà un crocevia stagionale loro per quanto riguarda gli obiettivi, sanno che devono vincere altrimenti andranno fuori e quindi vivranno questa partita come ultima spiaggia. Il recupero il 25 aprile?
Se ne stanno occupando i dirigenti perché è una roba più dirigenziale. Sappiamo che ci sono poche date e può essere una difficoltà per chi organizza. Penso che sia un bene che non si trovino date perché vuol dire che siamo in fondo in Europa e questo è un orgoglio per il calcio italiano. E proprio per questo deve tutelare le squadre che stanno davanti, ma allo stesso tempo deve tutelare le altre squadre e la regolarità del campionato. Non si può creare un precedente e pensare di recuperare una partita quando il campionato è già finito, quindi penso che si troverà una soluzione logica. Cosa fare domani, dopo l'andata in cui è andata bene? Nella tua domanda c'è l'essenza del nostro lavoro, il trovare sempre qualcosa che possa funzionare, senza però fare troppo. Le caratteristiche di una squadra vanno sempre rispettate, poi bisogna vedere cosa fa l'allenatore avversario... Non è che abbiamo vinto 7-0, il Milan non è stato in apnea tutta la partita; poi ciò che avevamo pianificato è riuscito. Non penso che Pioli stravolgerà la squadra, magari qualche interprete, l'attitudine, l'atteggiamento. Non è che dobbiamo creare 1000 presupposti pensando a quello che farà Pioli. Stiamo pensando a qualche cambiamento, ma senza snaturarci completamente. Domani crocevia anche per me? Tutte le partite lo sono. Domani è importante perché non voglio che finisca. Pellegrini ha detto una cosa che mi ha fatto emozionare: È un percorso per essere felici e cosa c'è di più importante? Più importante della nostra gioia, della nostra gloria che c'è? Se pensiamo a quanto sono a rischio, a quanto durerà non ci godiamo quello che stiamo facendo. Da quando sono arrivato sono state tante le giornate felici che ho trascorso. Penso a quello, non alle possibilità di rinnovo in base al risultato di domani. Come si prepara questa partita? È una partita come le altre. Discorsi sulla gestione del risultato, sull'essere intelligenti, non troppo sbilanciati... Ma sono cose che si possono dire sempre e che valevano anche all'andata. Se poi all'ultimo minuto saremo 0-0 non penso che giocheremo per andare a segnare. Noi giocheremo per vincerla, perché se facessimo un gol per loro sarebbe un colpo duro. Se ce li portiamo dentro l'area il loro gol arriverà prima o poi. Dobbiamo fare una partita come all'andata. Conterà anche il blasone? Penso che sarà quello che metteremo in campo noi. Loro sono molto forti e negli ultimi anni hanno dimostrato di essere più forti di noi, ma all'andata abbiamo dimostrato che non c'è tutta questa differenza. Da giocatore ho eliminato grandi squadre e perso contro squadre più piccole. Certe squadre oltre al blasone si portano dietro una potenza economica e di fascino incredibile, possono comprare i giocatori più forti che ci sono e per questo sono lì. I numeri dicono che sono superiori a noi, la carriera di Pioli è superiore alla mia, ma non c'è tutta questa differenza sul campo. Per me è 50-50. La formazione? Al posto di Cristante giocherà Bove, quindi non cambia niente e io ho grande fiducia. Il modo di giocare non cambierà per l'assenza di Cristante".


Pellegrini:"Come gestisco questo momento da capitano? E come mai tutti questi mesi di silenzio? Sono cose che decidiamo insieme alla società, c'è stato un momento particolare di stagione in cui ho sofferto di infortuni e ha inciso anche al livello mentale. Ma durante la stagione può succedere, però sono stato sempre presente per la Roma e per i miei compagni. Difficile far capire alla squadra quanto siano importanti altre partite, non quella di domani. Iniziamo a giocare per notti come quelle di domani, con uno stadio che ci spingerà a dare quel qualcosa in più. Verranno qui per passare il turno, ma anche la Roma lo vuole dopo l'ottima partita a Milano. E si può replicare se non fare ancora meglio. Queste partite sono quelle belle da giocare. Uno inizia a giocare per arrivare davanti a 70mila persone che ti vogliono bene e che ti spingono a dare qualcosa in più. Sarà una partita difficile perché il Milan vuole passare il turno, ma anche la Roma. A San Siro abbiamo fatto un'ottima partita a Milano, domani possiamo fare anche meglio. La mentalità del Real? Questo è quello che il mister ci vuole trasmettere: giocare sempre per vincere. Si pensa che certe partite siano meno importanti perché meno di cartello, ma poi sono proprio quelle partite che ti fanno poi giocare contro le squadre di cartello".

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De Rossi a Sky:"in conferenza stampa ho detto che l'hanno emozionata le parole di Pellegrini ("un percorso che potrebbe portare alla felicità"). Questa frase mi ha emozionato perché non è una frase banale, come non è un ragazzo banale lui. Ora non voglio fare il filosofo, ma dobbiamo renderci conto che la felicità sarebbe sia arrivare a vincere un trofeo importante ma all'interno c'è un percorso che rende felici quotidianamente. Stiamo facendo un lavoro bellissimo, in un posto che ho sempre amato e questo è un percorso per provare a essere ancora più felici. Mio padre mi ha detto qualcosa? Non ci sentiamo quotidianamente per consigli, analisi o gestione dei momenti. Siamo una coppia padre-figlio che si sente per questioni familiari, poi magari analizziamo dopo la partita. Prima non ci sentiamo troppo, è ovvio che ho preso tantissimo da lui, dal suo modo di gestire non solo il calcio ma anche la vita. A volte faccio ciò che farebbe lui senza neanche chiederglielo. Ndicka? Rimane il suo sorriso lì in ospedale, il solito sorriso contagioso di sempre. Ed è la cosa più importante di tutti. Poi rimane una giornata strana, particolare, brutta, perché ci siamo messi tanta paura. Soprattutto quando non abbiamo capito subito che si trattasse di un pneumo-torace ma di un infarto. Ci rimane questa sensazione di paura, ma anche questa sensazione di grande unità. Siamo stati insieme sulla stessa mattonella che non si poteva continuare a giocare una partita come se niente fosse, con un nostro compagno che rischiava di lottare per qualcosa di tragico che poi non è stato. Orgoglioso per il percorso? A me rende orgoglioso essere l'allenatore della Roma. Più che altro sapendo benissimo il motivo per cui sono stato chiamato, mi rende orgoglioso finora di poter essere all'altezza, di non aver sfigurato e fatto risultati buoni che finora non ci hanno portato nessuna qualificazione o trofeo. Dobbiamo continuare a pedalare perché gli obiettivi sono lì, non vicinissimi ma neanche troppo lontani. Cosa può dare Bove? Può dare quello che ha sempre dato. Sono contento che giocherà questa partita perché forse gli ho levato un po' di minuti rispetto a prima, è uno che se li merita come giocatore e come ragazzo. Abbiamo grandissima fiducia in lui, non voglio che abbia pressioni diverse da qualsiasi altro giocatore della squadra. Ci aspettiamo contromisure da Pioli? Sappiamo che quello che è stato fatto all'andata poteva essere più una sorpresa rispetto al ritorno perché si faranno trovare ancora più preparati. Ma non possiamo perdere più di tanto tempo a quello che andrà a spostare il mister, perché altrimenti perderemmo troppo tempo a fare quello che noi dobbiamo fare sul campo. Che atteggiamento servirà? Niente di clamorosamente diverso. Stiamo diventando una squadra abbastanza riconoscibile, quello che cerchiamo di fare è evidente. Magari nel corso della partita possiamo essere più intelligenti in qualche momento sapendo di aver vinto l'andata, ma per il resto giocheremo una partita simile: cercheremo di difenderci ordinatamente, di fargli male tenendo palla e cercando di essere più precisi negli ultimi metri che è quello che ci è mancato all'andata dove abbiamo creato 5-6 occasioni importanti in area. Se riuscissimo a fargli gol potrebbe essere una bella botta per loro"


De Rossi in conferenza:"Ndicka? Sta bene, per quanto possa star bene un ragazzo che ha subito questo pneumotorace che sicuramente è una cosa fastidiosa ma non quella che pensavamo sul campo e ci ha fatto spaventare. Penso che ognuno ne tragga l'insegnamento che vuole, se c'è un insegnamento da prendere. Abbiamo preso un sacco di complimenti su una cosa che per me è abbastanza normale. Abbiamo gestito tutti quello che sembrava sensato fare, poi se qualcuno ne può trarre insegnamento vuol dire che non siamo messi tanto bene nel mondo. Penso che ogni allenatore avrebbe reagito come ho fatto io e ogni giocatore si sarebbe irrigidito non sapendo le condizioni del compagno. Non ci sono insegnamenti, ma dei momenti in cui uno deve fare quello che è giusto e normale. Noi siamo stati molto uniti, non c'era uno che voleva continuare a giocare. È bello vedere che ci scopriamo famiglia anche in questi momenti. Crocevia per Pioli? Quando si parla di crocevia si parla di quella che è la percepezione dei giornali, quindi preferisco non commentare. È secondo il Milan no? A parte la sconfitta con noi veniva da un periodo in cui le vinceva tutte, la squadra giocava bene e da quel punto di vista non c'è questo grande problema. Sarà un crocevia stagionale loro per quanto riguarda gli obiettivi, sanno che devono vincere altrimenti andranno fuori e quindi vivranno questa partita come ultima spiaggia. Il recupero il 25 aprile?
Se ne stanno occupando i dirigenti perché è una roba più dirigenziale. Sappiamo che ci sono poche date e può essere una difficoltà per chi organizza. Penso che sia un bene che non si trovino date perché vuol dire che siamo in fondo in Europa e questo è un orgoglio per il calcio italiano. E proprio per questo deve tutelare le squadre che stanno davanti, ma allo stesso tempo deve tutelare le altre squadre e la regolarità del campionato. Non si può creare un precedente e pensare di recuperare una partita quando il campionato è già finito, quindi penso che si troverà una soluzione logica. Cosa fare domani, dopo l'andata in cui è andata bene? Nella tua domanda c'è l'essenza del nostro lavoro, il trovare sempre qualcosa che possa funzionare, senza però fare troppo. Le caratteristiche di una squadra vanno sempre rispettate, poi bisogna vedere cosa fa l'allenatore avversario... Non è che abbiamo vinto 7-0, il Milan non è stato in apnea tutta la partita; poi ciò che avevamo pianificato è riuscito. Non penso che Pioli stravolgerà la squadra, magari qualche interprete, l'attitudine, l'atteggiamento. Non è che dobbiamo creare 1000 presupposti pensando a quello che farà Pioli. Stiamo pensando a qualche cambiamento, ma senza snaturarci completamente. Domani crocevia anche per me? Tutte le partite lo sono. Domani è importante perché non voglio che finisca. Pellegrini ha detto una cosa che mi ha fatto emozionare: È un percorso per essere felici e cosa c'è di più importante? Più importante della nostra gioia, della nostra gloria che c'è? Se pensiamo a quanto sono a rischio, a quanto durerà non ci godiamo quello che stiamo facendo. Da quando sono arrivato sono state tante le giornate felici che ho trascorso. Penso a quello, non alle possibilità di rinnovo in base al risultato di domani. Come si prepara questa partita? È una partita come le altre. Discorsi sulla gestione del risultato, sull'essere intelligenti, non troppo sbilanciati... Ma sono cose che si possono dire sempre e che valevano anche all'andata. Se poi all'ultimo minuto saremo 0-0 non penso che giocheremo per andare a segnare. Noi giocheremo per vincerla, perché se facessimo un gol per loro sarebbe un colpo duro. Se ce li portiamo dentro l'area il loro gol arriverà prima o poi. Dobbiamo fare una partita come all'andata. Conterà anche il blasone? Penso che sarà quello che metteremo in campo noi. Loro sono molto forti e negli ultimi anni hanno dimostrato di essere più forti di noi, ma all'andata abbiamo dimostrato che non c'è tutta questa differenza. Da giocatore ho eliminato grandi squadre e perso contro squadre più piccole. Certe squadre oltre al blasone si portano dietro una potenza economica e di fascino incredibile, possono comprare i giocatori più forti che ci sono e per questo sono lì. I numeri dicono che sono superiori a noi, la carriera di Pioli è superiore alla mia, ma non c'è tutta questa differenza sul campo. Per me è 50-50. La formazione? Al posto di Cristante giocherà Bove, quindi non cambia niente e io ho grande fiducia. Il modo di giocare non cambierà per l'assenza di Cristante".


Pellegrini:"Come gestisco questo momento da capitano? E come mai tutti questi mesi di silenzio? Sono cose che decidiamo insieme alla società, c'è stato un momento particolare di stagione in cui ho sofferto di infortuni e ha inciso anche al livello mentale. Ma durante la stagione può succedere, però sono stato sempre presente per la Roma e per i miei compagni. Difficile far capire alla squadra quanto siano importanti altre partite, non quella di domani. Iniziamo a giocare per notti come quelle di domani, con uno stadio che ci spingerà a dare quel qualcosa in più. Verranno qui per passare il turno, ma anche la Roma lo vuole dopo l'ottima partita a Milano. E si può replicare se non fare ancora meglio. Queste partite sono quelle belle da giocare. Uno inizia a giocare per arrivare davanti a 70mila persone che ti vogliono bene e che ti spingono a dare qualcosa in più. Sarà una partita difficile perché il Milan vuole passare il turno, ma anche la Roma. A San Siro abbiamo fatto un'ottima partita a Milano, domani possiamo fare anche meglio. La mentalità del Real? Questo è quello che il mister ci vuole trasmettere: giocare sempre per vincere. Si pensa che certe partite siano meno importanti perché meno di cartello, ma poi sono proprio quelle partite che ti fanno poi giocare contro le squadre di cartello".

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Già di per se è una figuraccia aver perso una sfida europea contro amaggicca, figuriamoci uscire del tutto.
Passassero almeno sto turno e ci evitassero una perculata per 3-4 decadi.
 

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La conferenza di De Rossi e Pellegrini pre Roma - Milan

De Rossi a Sky:"in conferenza stampa ho detto che l'hanno emozionata le parole di Pellegrini ("un percorso che potrebbe portare alla felicità"). Questa frase mi ha emozionato perché non è una frase banale, come non è un ragazzo banale lui. Ora non voglio fare il filosofo, ma dobbiamo renderci conto che la felicità sarebbe sia arrivare a vincere un trofeo importante ma all'interno c'è un percorso che rende felici quotidianamente. Stiamo facendo un lavoro bellissimo, in un posto che ho sempre amato e questo è un percorso per provare a essere ancora più felici. Mio padre mi ha detto qualcosa? Non ci sentiamo quotidianamente per consigli, analisi o gestione dei momenti. Siamo una coppia padre-figlio che si sente per questioni familiari, poi magari analizziamo dopo la partita. Prima non ci sentiamo troppo, è ovvio che ho preso tantissimo da lui, dal suo modo di gestire non solo il calcio ma anche la vita. A volte faccio ciò che farebbe lui senza neanche chiederglielo. Ndicka? Rimane il suo sorriso lì in ospedale, il solito sorriso contagioso di sempre. Ed è la cosa più importante di tutti. Poi rimane una giornata strana, particolare, brutta, perché ci siamo messi tanta paura. Soprattutto quando non abbiamo capito subito che si trattasse di un pneumo-torace ma di un infarto. Ci rimane questa sensazione di paura, ma anche questa sensazione di grande unità. Siamo stati insieme sulla stessa mattonella che non si poteva continuare a giocare una partita come se niente fosse, con un nostro compagno che rischiava di lottare per qualcosa di tragico che poi non è stato. Orgoglioso per il percorso? A me rende orgoglioso essere l'allenatore della Roma. Più che altro sapendo benissimo il motivo per cui sono stato chiamato, mi rende orgoglioso finora di poter essere all'altezza, di non aver sfigurato e fatto risultati buoni che finora non ci hanno portato nessuna qualificazione o trofeo. Dobbiamo continuare a pedalare perché gli obiettivi sono lì, non vicinissimi ma neanche troppo lontani. Cosa può dare Bove? Può dare quello che ha sempre dato. Sono contento che giocherà questa partita perché forse gli ho levato un po' di minuti rispetto a prima, è uno che se li merita come giocatore e come ragazzo. Abbiamo grandissima fiducia in lui, non voglio che abbia pressioni diverse da qualsiasi altro giocatore della squadra. Ci aspettiamo contromisure da Pioli? Sappiamo che quello che è stato fatto all'andata poteva essere più una sorpresa rispetto al ritorno perché si faranno trovare ancora più preparati. Ma non possiamo perdere più di tanto tempo a quello che andrà a spostare il mister, perché altrimenti perderemmo troppo tempo a fare quello che noi dobbiamo fare sul campo. Che atteggiamento servirà? Niente di clamorosamente diverso. Stiamo diventando una squadra abbastanza riconoscibile, quello che cerchiamo di fare è evidente. Magari nel corso della partita possiamo essere più intelligenti in qualche momento sapendo di aver vinto l'andata, ma per il resto giocheremo una partita simile: cercheremo di difenderci ordinatamente, di fargli male tenendo palla e cercando di essere più precisi negli ultimi metri che è quello che ci è mancato all'andata dove abbiamo creato 5-6 occasioni importanti in area. Se riuscissimo a fargli gol potrebbe essere una bella botta per loro"

Pellegrini a Sky:Il vantaggio può condizionarci? Non deve, l’idea è che non deve condizionarci. Dobbiamo enrare in campo come abbiamo fatto a San Siro, quella è la strada migliore, non snaturandoci, pensando di essere sullo 0-0. Questa per me è la strada migliore. A Milano abbiamo fatto un’ottima partita ma in molte occasioni potevamo fare meglio. Proveremo a farlo domani, visto che giochiamo nel nostro stadio davanti ai nostri tifosi. Il calcio di De Rossi ci sta facendo bene? Sì, abbiamo spesso e volentieri parlato col mister per capire quale fosse la situazione e come potevo sentirmi più libero. Lui mi dà le sue indicazioni e allo stesso tempo mi chiede di sentirmi libero, di trovarmi lo spazio. Non mi mette paletti, mi lascia libero per tutto il campo. Questo mi aiuta, mi sento molto a mio agio ed è una cosa che mi piace molto fare Roma più forte di quella dell'anno scorso? Sì. Secondo me la squadra è migliorata rispetto all’anno scorso. Mi riferisco a tutti quanti. Il livello degli allenamenti è molto alto, mi sento fiducioso. Quando mi guardo intorno, e spero succeda anche ai miei compagni, sono contento ed orgoglioso di condividere il campo con persone e giocatori come loro. Penso che la Roma stia su una strada giusta, abbia preso un percorso giusto”.

De Rossi in conferenza:"Ndicka? Sta bene, per quanto possa star bene un ragazzo che ha subito questo pneumotorace che sicuramente è una cosa fastidiosa ma non quella che pensavamo sul campo e ci ha fatto spaventare. Penso che ognuno ne tragga l'insegnamento che vuole, se c'è un insegnamento da prendere. Abbiamo preso un sacco di complimenti su una cosa che per me è abbastanza normale. Abbiamo gestito tutti quello che sembrava sensato fare, poi se qualcuno ne può trarre insegnamento vuol dire che non siamo messi tanto bene nel mondo. Penso che ogni allenatore avrebbe reagito come ho fatto io e ogni giocatore si sarebbe irrigidito non sapendo le condizioni del compagno. Non ci sono insegnamenti, ma dei momenti in cui uno deve fare quello che è giusto e normale. Noi siamo stati molto uniti, non c'era uno che voleva continuare a giocare. È bello vedere che ci scopriamo famiglia anche in questi momenti. Crocevia per Pioli? Quando si parla di crocevia si parla di quella che è la percepezione dei giornali, quindi preferisco non commentare. È secondo il Milan no? A parte la sconfitta con noi veniva da un periodo in cui le vinceva tutte, la squadra giocava bene e da quel punto di vista non c'è questo grande problema. Sarà un crocevia stagionale loro per quanto riguarda gli obiettivi, sanno che devono vincere altrimenti andranno fuori e quindi vivranno questa partita come ultima spiaggia. Il recupero il 25 aprile?
Se ne stanno occupando i dirigenti perché è una roba più dirigenziale. Sappiamo che ci sono poche date e può essere una difficoltà per chi organizza. Penso che sia un bene che non si trovino date perché vuol dire che siamo in fondo in Europa e questo è un orgoglio per il calcio italiano. E proprio per questo deve tutelare le squadre che stanno davanti, ma allo stesso tempo deve tutelare le altre squadre e la regolarità del campionato. Non si può creare un precedente e pensare di recuperare una partita quando il campionato è già finito, quindi penso che si troverà una soluzione logica. Cosa fare domani, dopo l'andata in cui è andata bene? Nella tua domanda c'è l'essenza del nostro lavoro, il trovare sempre qualcosa che possa funzionare, senza però fare troppo. Le caratteristiche di una squadra vanno sempre rispettate, poi bisogna vedere cosa fa l'allenatore avversario... Non è che abbiamo vinto 7-0, il Milan non è stato in apnea tutta la partita; poi ciò che avevamo pianificato è riuscito. Non penso che Pioli stravolgerà la squadra, magari qualche interprete, l'attitudine, l'atteggiamento. Non è che dobbiamo creare 1000 presupposti pensando a quello che farà Pioli. Stiamo pensando a qualche cambiamento, ma senza snaturarci completamente. Domani crocevia anche per me? Tutte le partite lo sono. Domani è importante perché non voglio che finisca. Pellegrini ha detto una cosa che mi ha fatto emozionare: È un percorso per essere felici e cosa c'è di più importante? Più importante della nostra gioia, della nostra gloria che c'è? Se pensiamo a quanto sono a rischio, a quanto durerà non ci godiamo quello che stiamo facendo. Da quando sono arrivato sono state tante le giornate felici che ho trascorso. Penso a quello, non alle possibilità di rinnovo in base al risultato di domani. Come si prepara questa partita? È una partita come le altre. Discorsi sulla gestione del risultato, sull'essere intelligenti, non troppo sbilanciati... Ma sono cose che si possono dire sempre e che valevano anche all'andata. Se poi all'ultimo minuto saremo 0-0 non penso che giocheremo per andare a segnare. Noi giocheremo per vincerla, perché se facessimo un gol per loro sarebbe un colpo duro. Se ce li portiamo dentro l'area il loro gol arriverà prima o poi. Dobbiamo fare una partita come all'andata. Conterà anche il blasone? Penso che sarà quello che metteremo in campo noi. Loro sono molto forti e negli ultimi anni hanno dimostrato di essere più forti di noi, ma all'andata abbiamo dimostrato che non c'è tutta questa differenza. Da giocatore ho eliminato grandi squadre e perso contro squadre più piccole. Certe squadre oltre al blasone si portano dietro una potenza economica e di fascino incredibile, possono comprare i giocatori più forti che ci sono e per questo sono lì. I numeri dicono che sono superiori a noi, la carriera di Pioli è superiore alla mia, ma non c'è tutta questa differenza sul campo. Per me è 50-50. La formazione? Al posto di Cristante giocherà Bove, quindi non cambia niente e io ho grande fiducia. Il modo di giocare non cambierà per l'assenza di Cristante".


Pellegrini:"Come gestisco questo momento da capitano? E come mai tutti questi mesi di silenzio? Sono cose che decidiamo insieme alla società, c'è stato un momento particolare di stagione in cui ho sofferto di infortuni e ha inciso anche al livello mentale. Ma durante la stagione può succedere, però sono stato sempre presente per la Roma e per i miei compagni. Difficile far capire alla squadra quanto siano importanti altre partite, non quella di domani. Iniziamo a giocare per notti come quelle di domani, con uno stadio che ci spingerà a dare quel qualcosa in più. Verranno qui per passare il turno, ma anche la Roma lo vuole dopo l'ottima partita a Milano. E si può replicare se non fare ancora meglio. Queste partite sono quelle belle da giocare. Uno inizia a giocare per arrivare davanti a 70mila persone che ti vogliono bene e che ti spingono a dare qualcosa in più. Sarà una partita difficile perché il Milan vuole passare il turno, ma anche la Roma. A San Siro abbiamo fatto un'ottima partita a Milano, domani possiamo fare anche meglio. La mentalità del Real? Questo è quello che il mister ci vuole trasmettere: giocare sempre per vincere. Si pensa che certe partite siano meno importanti perché meno di cartello, ma poi sono proprio quelle partite che ti fanno poi giocare contro le squadre di cartello".

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La conferenza di De Rossi e Pellegrini pre Roma - Milan

De Rossi a Sky:"in conferenza stampa ho detto che l'hanno emozionata le parole di Pellegrini ("un percorso che potrebbe portare alla felicità"). Questa frase mi ha emozionato perché non è una frase banale, come non è un ragazzo banale lui. Ora non voglio fare il filosofo, ma dobbiamo renderci conto che la felicità sarebbe sia arrivare a vincere un trofeo importante ma all'interno c'è un percorso che rende felici quotidianamente. Stiamo facendo un lavoro bellissimo, in un posto che ho sempre amato e questo è un percorso per provare a essere ancora più felici. Mio padre mi ha detto qualcosa? Non ci sentiamo quotidianamente per consigli, analisi o gestione dei momenti. Siamo una coppia padre-figlio che si sente per questioni familiari, poi magari analizziamo dopo la partita. Prima non ci sentiamo troppo, è ovvio che ho preso tantissimo da lui, dal suo modo di gestire non solo il calcio ma anche la vita. A volte faccio ciò che farebbe lui senza neanche chiederglielo. Ndicka? Rimane il suo sorriso lì in ospedale, il solito sorriso contagioso di sempre. Ed è la cosa più importante di tutti. Poi rimane una giornata strana, particolare, brutta, perché ci siamo messi tanta paura. Soprattutto quando non abbiamo capito subito che si trattasse di un pneumo-torace ma di un infarto. Ci rimane questa sensazione di paura, ma anche questa sensazione di grande unità. Siamo stati insieme sulla stessa mattonella che non si poteva continuare a giocare una partita come se niente fosse, con un nostro compagno che rischiava di lottare per qualcosa di tragico che poi non è stato. Orgoglioso per il percorso? A me rende orgoglioso essere l'allenatore della Roma. Più che altro sapendo benissimo il motivo per cui sono stato chiamato, mi rende orgoglioso finora di poter essere all'altezza, di non aver sfigurato e fatto risultati buoni che finora non ci hanno portato nessuna qualificazione o trofeo. Dobbiamo continuare a pedalare perché gli obiettivi sono lì, non vicinissimi ma neanche troppo lontani. Cosa può dare Bove? Può dare quello che ha sempre dato. Sono contento che giocherà questa partita perché forse gli ho levato un po' di minuti rispetto a prima, è uno che se li merita come giocatore e come ragazzo. Abbiamo grandissima fiducia in lui, non voglio che abbia pressioni diverse da qualsiasi altro giocatore della squadra. Ci aspettiamo contromisure da Pioli? Sappiamo che quello che è stato fatto all'andata poteva essere più una sorpresa rispetto al ritorno perché si faranno trovare ancora più preparati. Ma non possiamo perdere più di tanto tempo a quello che andrà a spostare il mister, perché altrimenti perderemmo troppo tempo a fare quello che noi dobbiamo fare sul campo. Che atteggiamento servirà? Niente di clamorosamente diverso. Stiamo diventando una squadra abbastanza riconoscibile, quello che cerchiamo di fare è evidente. Magari nel corso della partita possiamo essere più intelligenti in qualche momento sapendo di aver vinto l'andata, ma per il resto giocheremo una partita simile: cercheremo di difenderci ordinatamente, di fargli male tenendo palla e cercando di essere più precisi negli ultimi metri che è quello che ci è mancato all'andata dove abbiamo creato 5-6 occasioni importanti in area. Se riuscissimo a fargli gol potrebbe essere una bella botta per loro"

Pellegrini a Sky:Il vantaggio può condizionarci? Non deve, l’idea è che non deve condizionarci. Dobbiamo enrare in campo come abbiamo fatto a San Siro, quella è la strada migliore, non snaturandoci, pensando di essere sullo 0-0. Questa per me è la strada migliore. A Milano abbiamo fatto un’ottima partita ma in molte occasioni potevamo fare meglio. Proveremo a farlo domani, visto che giochiamo nel nostro stadio davanti ai nostri tifosi. Il calcio di De Rossi ci sta facendo bene? Sì, abbiamo spesso e volentieri parlato col mister per capire quale fosse la situazione e come potevo sentirmi più libero. Lui mi dà le sue indicazioni e allo stesso tempo mi chiede di sentirmi libero, di trovarmi lo spazio. Non mi mette paletti, mi lascia libero per tutto il campo. Questo mi aiuta, mi sento molto a mio agio ed è una cosa che mi piace molto fare Roma più forte di quella dell'anno scorso? Sì. Secondo me la squadra è migliorata rispetto all’anno scorso. Mi riferisco a tutti quanti. Il livello degli allenamenti è molto alto, mi sento fiducioso. Quando mi guardo intorno, e spero succeda anche ai miei compagni, sono contento ed orgoglioso di condividere il campo con persone e giocatori come loro. Penso che la Roma stia su una strada giusta, abbia preso un percorso giusto”.

De Rossi in conferenza:"Ndicka? Sta bene, per quanto possa star bene un ragazzo che ha subito questo pneumotorace che sicuramente è una cosa fastidiosa ma non quella che pensavamo sul campo e ci ha fatto spaventare. Penso che ognuno ne tragga l'insegnamento che vuole, se c'è un insegnamento da prendere. Abbiamo preso un sacco di complimenti su una cosa che per me è abbastanza normale. Abbiamo gestito tutti quello che sembrava sensato fare, poi se qualcuno ne può trarre insegnamento vuol dire che non siamo messi tanto bene nel mondo. Penso che ogni allenatore avrebbe reagito come ho fatto io e ogni giocatore si sarebbe irrigidito non sapendo le condizioni del compagno. Non ci sono insegnamenti, ma dei momenti in cui uno deve fare quello che è giusto e normale. Noi siamo stati molto uniti, non c'era uno che voleva continuare a giocare. È bello vedere che ci scopriamo famiglia anche in questi momenti. Crocevia per Pioli? Quando si parla di crocevia si parla di quella che è la percepezione dei giornali, quindi preferisco non commentare. È secondo il Milan no? A parte la sconfitta con noi veniva da un periodo in cui le vinceva tutte, la squadra giocava bene e da quel punto di vista non c'è questo grande problema. Sarà un crocevia stagionale loro per quanto riguarda gli obiettivi, sanno che devono vincere altrimenti andranno fuori e quindi vivranno questa partita come ultima spiaggia. Il recupero il 25 aprile?
Se ne stanno occupando i dirigenti perché è una roba più dirigenziale. Sappiamo che ci sono poche date e può essere una difficoltà per chi organizza. Penso che sia un bene che non si trovino date perché vuol dire che siamo in fondo in Europa e questo è un orgoglio per il calcio italiano. E proprio per questo deve tutelare le squadre che stanno davanti, ma allo stesso tempo deve tutelare le altre squadre e la regolarità del campionato. Non si può creare un precedente e pensare di recuperare una partita quando il campionato è già finito, quindi penso che si troverà una soluzione logica. Cosa fare domani, dopo l'andata in cui è andata bene? Nella tua domanda c'è l'essenza del nostro lavoro, il trovare sempre qualcosa che possa funzionare, senza però fare troppo. Le caratteristiche di una squadra vanno sempre rispettate, poi bisogna vedere cosa fa l'allenatore avversario... Non è che abbiamo vinto 7-0, il Milan non è stato in apnea tutta la partita; poi ciò che avevamo pianificato è riuscito. Non penso che Pioli stravolgerà la squadra, magari qualche interprete, l'attitudine, l'atteggiamento. Non è che dobbiamo creare 1000 presupposti pensando a quello che farà Pioli. Stiamo pensando a qualche cambiamento, ma senza snaturarci completamente. Domani crocevia anche per me? Tutte le partite lo sono. Domani è importante perché non voglio che finisca. Pellegrini ha detto una cosa che mi ha fatto emozionare: È un percorso per essere felici e cosa c'è di più importante? Più importante della nostra gioia, della nostra gloria che c'è? Se pensiamo a quanto sono a rischio, a quanto durerà non ci godiamo quello che stiamo facendo. Da quando sono arrivato sono state tante le giornate felici che ho trascorso. Penso a quello, non alle possibilità di rinnovo in base al risultato di domani. Come si prepara questa partita? È una partita come le altre. Discorsi sulla gestione del risultato, sull'essere intelligenti, non troppo sbilanciati... Ma sono cose che si possono dire sempre e che valevano anche all'andata. Se poi all'ultimo minuto saremo 0-0 non penso che giocheremo per andare a segnare. Noi giocheremo per vincerla, perché se facessimo un gol per loro sarebbe un colpo duro. Se ce li portiamo dentro l'area il loro gol arriverà prima o poi. Dobbiamo fare una partita come all'andata. Conterà anche il blasone? Penso che sarà quello che metteremo in campo noi. Loro sono molto forti e negli ultimi anni hanno dimostrato di essere più forti di noi, ma all'andata abbiamo dimostrato che non c'è tutta questa differenza. Da giocatore ho eliminato grandi squadre e perso contro squadre più piccole. Certe squadre oltre al blasone si portano dietro una potenza economica e di fascino incredibile, possono comprare i giocatori più forti che ci sono e per questo sono lì. I numeri dicono che sono superiori a noi, la carriera di Pioli è superiore alla mia, ma non c'è tutta questa differenza sul campo. Per me è 50-50. La formazione? Al posto di Cristante giocherà Bove, quindi non cambia niente e io ho grande fiducia. Il modo di giocare non cambierà per l'assenza di Cristante".


Pellegrini:"Come gestisco questo momento da capitano? E come mai tutti questi mesi di silenzio? Sono cose che decidiamo insieme alla società, c'è stato un momento particolare di stagione in cui ho sofferto di infortuni e ha inciso anche al livello mentale. Ma durante la stagione può succedere, però sono stato sempre presente per la Roma e per i miei compagni. Difficile far capire alla squadra quanto siano importanti altre partite, non quella di domani. Iniziamo a giocare per notti come quelle di domani, con uno stadio che ci spingerà a dare quel qualcosa in più. Verranno qui per passare il turno, ma anche la Roma lo vuole dopo l'ottima partita a Milano. E si può replicare se non fare ancora meglio. Queste partite sono quelle belle da giocare. Uno inizia a giocare per arrivare davanti a 70mila persone che ti vogliono bene e che ti spingono a dare qualcosa in più. Sarà una partita difficile perché il Milan vuole passare il turno, ma anche la Roma. A San Siro abbiamo fatto un'ottima partita a Milano, domani possiamo fare anche meglio. La mentalità del Real? Questo è quello che il mister ci vuole trasmettere: giocare sempre per vincere. Si pensa che certe partite siano meno importanti perché meno di cartello, ma poi sono proprio quelle partite che ti fanno poi giocare contro le squadre di cartello".

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