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La conferenza di Allegri LIVE pre Verona Milan
In aggiirnamento
Nelle ultime 4 partite abbiamo fatto 3 sconfitte senza segnare. Domani è una partita importante contro una squadra ancora viva e per arrivare all’obiettivo. Bisogna essere compatti. Ho chiesto alla squadra un finale di stagione ordinato, non come visto contro l’Udinese».
Parole di Gabbia positive? Mi hanno fatto piacere. A questo punto di classifica ci siamo arrivati insieme, io posso aiutarli. La società ci è stata vicina, siamo in un momento importante della stagione».
«Abbiamo recuperato tutti, siamo tutti a disposizione. Gli obiettivi di squadra sono superiori a quelli individuali in questo momento».
Contro l’Udinese siamo stati schierati forse un minuto in fase difensiva. Siamo stati davvero disorganizzati».
«In questo momento tutti insieme dobbiamo pensare all’obiettivo finale, tutti lavoriamo per il Club. Sono sempre molto legato ai ragazzi, vanno sostenuti. La società quest’estate ha lavorato bene, abbiamo una buona base da rinforzare».
Leao? Sono serviti i fischi, ha capito che tutte le cose non vanno sempre bene. Ci sono momenti di difficoltà, ma ha avuto una buona reazione nella settimana di allenamento. Sono convinto che gli attaccanti torneranno a segnare».
Bisogna vincere domani. Il Como non ha vinto, ma Roma e Juventus ci sono dietro. 63 punti non bastano per entrare in Champions, è matematica. Poi penseremo al big match contro la Juventus».
«In queste due settimane parlano tutti di Allegri in Nazionale. Non ho mai visto nella mia carriera stare zitti a questo punto della stagione, siamo alla fine. È il bello del calcio. La cosa che conta è il risultato finale. La mia storia di allenatore parla chiaramente. Sono stato quattro anni al Milan, ho fatto otto anni alla Juventus. A me tanti cambiamenti non piacciono. Il Club è un’azienda e va gestita come tale, va resa competitiva con sostenibilità».
«Una società di calcio ruota intorno al risultato. Il brand Milan è uno dei più importanti al mondo. Noi abbiamo una responsabilità, dobbiamo posizionare il Milan in Europa, sennò la società non si sviluppa».
«Migliorare? La forza di una società è nel riconoscere e lavorare sui propri limiti. Ci sono dati da 20 anni: le prime 4 semifinaliste di Champions League sono le migliori 4 nel fatturato. Abbiamo lavorato sui nostri limiti, che non erano una vergogna, e sono diventati punti di forza. Il margine di errore tra chi spende 300 e chi spende 50 è sostanziale. L’ambizione è quella di vincere subito, la realtà è un’altra».
«Ci sono stati incontri con la società, su cosa abbiamo fatto e su cosa si deve fare. Dovremo farne un altro anche quando arriveremo all’obiettivo, il quale può arrivare anche all’ultima giornata di campionato».
Perché non dico che voglio rimanere al Milan? La mia storia di allenatore mi dice che ho lavorato tanto in due grandissime società, sono legato al Milan e dal 2025 penso alla stagione 2026/27. Non bisogna guardare tra tre mesi, ma tra due anni. La costruzione della rosa fa iniziare quella successiva».
«Obiettivi di mercato? Ci pensa la società, io do indicazioni tecniche e nella costruzione della squadra. Parlare di mercato non serve ad oggi, vanno fatte valutazioni solo a fine stagione».
«Qualificazione in Champions dell’Inter? Chivu ha i miei complimenti, bravo per il lavoro al primo
Champions evasione dalla realtà del campionato? No. L’Inter aveva l’obiettivo dello scudetto. L’anno prossimo bisogna alzare l’asticella. Arrivare in Champions può essere un buon risultato, ma sicuramente andrà migliorato l’anno prossimo».
In aggiirnamento
Nelle ultime 4 partite abbiamo fatto 3 sconfitte senza segnare. Domani è una partita importante contro una squadra ancora viva e per arrivare all’obiettivo. Bisogna essere compatti. Ho chiesto alla squadra un finale di stagione ordinato, non come visto contro l’Udinese».
Parole di Gabbia positive? Mi hanno fatto piacere. A questo punto di classifica ci siamo arrivati insieme, io posso aiutarli. La società ci è stata vicina, siamo in un momento importante della stagione».
«Abbiamo recuperato tutti, siamo tutti a disposizione. Gli obiettivi di squadra sono superiori a quelli individuali in questo momento».
Contro l’Udinese siamo stati schierati forse un minuto in fase difensiva. Siamo stati davvero disorganizzati».
«In questo momento tutti insieme dobbiamo pensare all’obiettivo finale, tutti lavoriamo per il Club. Sono sempre molto legato ai ragazzi, vanno sostenuti. La società quest’estate ha lavorato bene, abbiamo una buona base da rinforzare».
Leao? Sono serviti i fischi, ha capito che tutte le cose non vanno sempre bene. Ci sono momenti di difficoltà, ma ha avuto una buona reazione nella settimana di allenamento. Sono convinto che gli attaccanti torneranno a segnare».
Bisogna vincere domani. Il Como non ha vinto, ma Roma e Juventus ci sono dietro. 63 punti non bastano per entrare in Champions, è matematica. Poi penseremo al big match contro la Juventus».
«In queste due settimane parlano tutti di Allegri in Nazionale. Non ho mai visto nella mia carriera stare zitti a questo punto della stagione, siamo alla fine. È il bello del calcio. La cosa che conta è il risultato finale. La mia storia di allenatore parla chiaramente. Sono stato quattro anni al Milan, ho fatto otto anni alla Juventus. A me tanti cambiamenti non piacciono. Il Club è un’azienda e va gestita come tale, va resa competitiva con sostenibilità».
«Una società di calcio ruota intorno al risultato. Il brand Milan è uno dei più importanti al mondo. Noi abbiamo una responsabilità, dobbiamo posizionare il Milan in Europa, sennò la società non si sviluppa».
«Migliorare? La forza di una società è nel riconoscere e lavorare sui propri limiti. Ci sono dati da 20 anni: le prime 4 semifinaliste di Champions League sono le migliori 4 nel fatturato. Abbiamo lavorato sui nostri limiti, che non erano una vergogna, e sono diventati punti di forza. Il margine di errore tra chi spende 300 e chi spende 50 è sostanziale. L’ambizione è quella di vincere subito, la realtà è un’altra».
«Ci sono stati incontri con la società, su cosa abbiamo fatto e su cosa si deve fare. Dovremo farne un altro anche quando arriveremo all’obiettivo, il quale può arrivare anche all’ultima giornata di campionato».
Perché non dico che voglio rimanere al Milan? La mia storia di allenatore mi dice che ho lavorato tanto in due grandissime società, sono legato al Milan e dal 2025 penso alla stagione 2026/27. Non bisogna guardare tra tre mesi, ma tra due anni. La costruzione della rosa fa iniziare quella successiva».
«Obiettivi di mercato? Ci pensa la società, io do indicazioni tecniche e nella costruzione della squadra. Parlare di mercato non serve ad oggi, vanno fatte valutazioni solo a fine stagione».
«Qualificazione in Champions dell’Inter? Chivu ha i miei complimenti, bravo per il lavoro al primo
Champions evasione dalla realtà del campionato? No. L’Inter aveva l’obiettivo dello scudetto. L’anno prossimo bisogna alzare l’asticella. Arrivare in Champions può essere un buon risultato, ma sicuramente andrà migliorato l’anno prossimo».
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