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CorSera: in un contesto calcistico spesso caratterizzato dalla fretta e dai continui esoneri, l'amministratore delegato della Juventus Damien Comolli predica la pazienza e dichiara espressamente: «Come ad o presidente, penso che la durata ideale per vedere se ci sono risultati è dai tre ai cinque anni. Se non li portassi, non potrei guardarmi allo specchio». Questo approccio a lungo termine non cancella le ambizioni del club bianconero, come sottolineato dallo stesso dirigente quando afferma: «Vogliamo essere competitivi e riportare il club al successo, al più presto». Nonostante il fallimento della qualificazione alla Champions League, la linea della proprietà e della dirigenza alla Continassa è quella della continuità, fondata sull'utilizzo dei dati e degli algoritmi, difesi da Comolli con l'esempio di altre realtà calcistiche quando dichiara che «li usa una delle squadre che ha avuto maggior successo in Italia (Como, ndr) e con quelli il Liverpool ci ha fatto tre finali di Champions». Il pilastro della guida tecnica rimane fermamente Luciano Spalletti, sul quale l'amministratore delegato ribadisce la totale fiducia affermando che «tutto ciò che facciamo viene condiviso con lui, sono ancora convinto al cento per cento che sia la persona giusta per guidare il club». I piani futuri dovranno scontrarsi con un mercato limitato, poiché vincolato al settlement agreement in fase di negoziazione con la Uefa, il quale comporterà delle precise conseguenze finanziarie; Comolli spiega infatti che «la prima conseguenza sarà una sanzione incondizionata», a cui seguiranno sanzioni ulteriori solo in caso di violazione dei parametri, traducendosi in una sessione di trasferimenti basata su un saldo a differenziale zero tra entrate e uscite finanziarie (considerando ammortamenti e ingaggi della lista Uefa di 21 giocatori depositata a febbraio), senza aumenti di capitale e puntando al break-even entro l'esercizio 2027/28. L'amministratore delegato smentisce categoricamente le voci di presunti dissidi interni e dichiara: «Sono sorpreso da tutte queste informazioni false riguardo al mio rapporto con Luciano: abbiamo condiviso i piani, i nomi, la strategia, i giocatori», ironizzando poi sul fatto che il tecnico sia costantemente in contatto con la dirigenza operativa e aggiungendo che «lui ne parla con Marco (il ds Ottolini, ndr), è molto più informato di me». La linea societaria non prevede rivoluzioni strutturali, come confermato dalle parole del dirigente: «abbiamo fiducia ceca in tutto lo staff e nei processi che abbiamo avviato», pur riconoscendo la necessità di qualche aggiustamento quando dichiara «credo che dobbiamo essere più coerenti con i nostri progetti», certo, «portando delle correzioni», ma sempre restando «fedeli a noi stessi». Questa stabilità è avallata anche dai costanti contatti con la proprietà, come spiegato da Comolli che rivela «parlo con Elkann diverse volte a settimana», escludendo nuovi ribaltoni e difendendo lo strumento tecnologico poiché «con gli algoritmi si possono filtrare più facilmente e velocemente i giocatori», arrivando a una selezione finale che viene poi avallata dall'area tecnica e che «anche il settore scouting apprezza e approva». L'amministratore delegato svela anche un retroscena sul coinvolgimento e sulla curiosità dell'allenatore nei confronti di questi metodi scientifici, raccontando che lo stesso tecnico gli si è rivolto chiedendo: «“Pensi che ci sia un modo di analizzare scientificamente anche la personalità dei calciatori?”, mi ha chiesto un giorno», quesito al quale Comolli ha risposto positivamente confermando che «sì, ci sono alcuni club in Europa che lo fanno, partendo dal linguaggio del corpo». Per la costruzione della nuova rosa, l'intenzione è quella di ripartire da «una base di calciatori che vogliamo proteggere, alla quale ne aggiungeremo alcuni con determinate caratteristiche». Comolli non nasconde però l'amarezza per il deludente epilogo dell'attuale campionato e dichiara apertamente: «Mi prendo la piena responsabilità per quel che è successo, pensare che eravamo vicini al traguardo e che ci è sfuggito è una grande frustrazione e delusione», confessando il proprio malessere personale con parole molto nette: «Non ci dormo da settimane, è un dolore che sento nello stomaco». Questa stagione servirà comunque da insegnamento per il futuro del club, avendo dimostrato che «per giocare in questo club ci vuole qualcosa di speciale». Infine, l'amministratore delegato chiude con una battuta ironica concessa a un cronista che faceva riferimento alla complessità del linguaggio e della filosofia calcistica dell'allenatore toscano, commentando scherzosamente che «quello è difficile anche da capire».

