Caso arbitri. Gervasoni:"Non ero in sala VAR, e in 15-20 secondi...".

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L'inchiesta sulla frode sportiva che coinvolge i vertici arbitrali si arricchisce di nuovi dettagli tecnici e dichiarazioni ufficiali a seguito dell'interrogatorio di Andrea Gervasoni, supervisore della Var, durato circa tre ore. La difesa di Gervasoni contro l'accusa della Procura di Milano — che gli contesta di essere intervenuto direttamente sui varisti per un rigore in Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 — si basa sull'asserita impossibilità fisico-temporale dell'evento, paragonata per minuziosità di perizie a noti casi di cronaca nera. Gervasoni ha spiegato che, in presenza di partite contemporanee di Serie A e B, il supervisore stazionava nella palazzina della massima serie e che, data la distanza di circa tre minuti tra gli edifici del centro di Lissone, sarebbe stato impossibile raggiungere la sala Var della Serie B nei 15-20 secondi della revisione dell'episodio contestato. L'ipotesi del pm Maurizio Ascione si fonda su intercettazioni audio in cui due persone, tempo dopo il match, fanno riferimento a Gervasoni nei termini dell'imputazione, ma l'indagato ha ribadito l'impraticabilità materiale della condotta. Interpellato sul tema generale delle presunte "bussate" di Gianluca Rocchi per influenzare i varisti o su possibili designazioni di favore per l'Inter legate a un evento ancora misterioso avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025, Gervasoni si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tuttavia, ha accettato di confrontarsi su Inter-Roma del 27 aprile 2025 e sul rigore non concesso per il contatto su Bisseck, episodio non presente nei capi d'imputazione ma citato dai giornali. Su questo punto, il difensore Michele Ducci ha riferito che "abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento, e le immagini e l'audio lo chiariscono in maniera efficace: la decisione è presa in 10-15 secondi, non c'è tempo materiale perché qualcuno insista per farne prendere una diversa". Riguardo alle ipotesi giornalistiche di una manomissione dell'audio del Var in quel frangente, l'avvocato è stato categorico affermando: "Una manomissione dell'audio del Var in Inter-Roma? Lo escludo al 100%". Gervasoni si è congedato commentando: "Ho spiegato tutto quello che riguarda la mia posizione. C'è un'indagine in corso, rispetto il lavoro dei magistrati", mentre il legale ha ironizzato sulla durata dell'incontro dovuta alle continue visioni dei video degli episodi contestati.
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L'inchiesta sulla frode sportiva che coinvolge i vertici arbitrali si arricchisce di nuovi dettagli tecnici e dichiarazioni ufficiali a seguito dell'interrogatorio di Andrea Gervasoni, supervisore della Var, durato circa tre ore. La difesa di Gervasoni contro l'accusa della Procura di Milano — che gli contesta di essere intervenuto direttamente sui varisti per un rigore in Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 — si basa sull'asserita impossibilità fisico-temporale dell'evento, paragonata per minuziosità di perizie a noti casi di cronaca nera. Gervasoni ha spiegato che, in presenza di partite contemporanee di Serie A e B, il supervisore stazionava nella palazzina della massima serie e che, data la distanza di circa tre minuti tra gli edifici del centro di Lissone, sarebbe stato impossibile raggiungere la sala Var della Serie B nei 15-20 secondi della revisione dell'episodio contestato. L'ipotesi del pm Maurizio Ascione si fonda su intercettazioni audio in cui due persone, tempo dopo il match, fanno riferimento a Gervasoni nei termini dell'imputazione, ma l'indagato ha ribadito l'impraticabilità materiale della condotta. Interpellato sul tema generale delle presunte "bussate" di Gianluca Rocchi per influenzare i varisti o su possibili designazioni di favore per l'Inter legate a un evento ancora misterioso avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025, Gervasoni si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tuttavia, ha accettato di confrontarsi su Inter-Roma del 27 aprile 2025 e sul rigore non concesso per il contatto su Bisseck, episodio non presente nei capi d'imputazione ma citato dai giornali. Su questo punto, il difensore Michele Ducci ha riferito che "abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento, e le immagini e l'audio lo chiariscono in maniera efficace: la decisione è presa in 10-15 secondi, non c'è tempo materiale perché qualcuno insista per farne prendere una diversa". Riguardo alle ipotesi giornalistiche di una manomissione dell'audio del Var in quel frangente, l'avvocato è stato categorico affermando: "Una manomissione dell'audio del Var in Inter-Roma? Lo escludo al 100%". Gervasoni si è congedato commentando: "Ho spiegato tutto quello che riguarda la mia posizione. C'è un'indagine in corso, rispetto il lavoro dei magistrati", mentre il legale ha ironizzato sulla durata dell'incontro dovuta alle continue visioni dei video degli episodi contestati.
Accidenti, che collaborazione.
Si professano tutti puliti e poi si chiudono nel silenzio.
Atteggiamento di stampo mafioso.
 

Rudi84

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L'inchiesta sulla frode sportiva che coinvolge i vertici arbitrali si arricchisce di nuovi dettagli tecnici e dichiarazioni ufficiali a seguito dell'interrogatorio di Andrea Gervasoni, supervisore della Var, durato circa tre ore. La difesa di Gervasoni contro l'accusa della Procura di Milano — che gli contesta di essere intervenuto direttamente sui varisti per un rigore in Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 — si basa sull'asserita impossibilità fisico-temporale dell'evento, paragonata per minuziosità di perizie a noti casi di cronaca nera. Gervasoni ha spiegato che, in presenza di partite contemporanee di Serie A e B, il supervisore stazionava nella palazzina della massima serie e che, data la distanza di circa tre minuti tra gli edifici del centro di Lissone, sarebbe stato impossibile raggiungere la sala Var della Serie B nei 15-20 secondi della revisione dell'episodio contestato. L'ipotesi del pm Maurizio Ascione si fonda su intercettazioni audio in cui due persone, tempo dopo il match, fanno riferimento a Gervasoni nei termini dell'imputazione, ma l'indagato ha ribadito l'impraticabilità materiale della condotta. Interpellato sul tema generale delle presunte "bussate" di Gianluca Rocchi per influenzare i varisti o su possibili designazioni di favore per l'Inter legate a un evento ancora misterioso avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025, Gervasoni si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tuttavia, ha accettato di confrontarsi su Inter-Roma del 27 aprile 2025 e sul rigore non concesso per il contatto su Bisseck, episodio non presente nei capi d'imputazione ma citato dai giornali. Su questo punto, il difensore Michele Ducci ha riferito che "abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento, e le immagini e l'audio lo chiariscono in maniera efficace: la decisione è presa in 10-15 secondi, non c'è tempo materiale perché qualcuno insista per farne prendere una diversa". Riguardo alle ipotesi giornalistiche di una manomissione dell'audio del Var in quel frangente, l'avvocato è stato categorico affermando: "Una manomissione dell'audio del Var in Inter-Roma? Lo escludo al 100%". Gervasoni si è congedato commentando: "Ho spiegato tutto quello che riguarda la mia posizione. C'è un'indagine in corso, rispetto il lavoro dei magistrati", mentre il legale ha ironizzato sulla durata dell'incontro dovuta alle continue visioni dei video degli episodi contestati.
Ma come cacchio è possibile che siamo passati da rocchi che gli mandava gli arbitri a loro graditi a parlare di quell' inter-roma che non è neanche tra le partite sotto accusa. Hanno un potere sulla stampa che è spaventoso
 

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