Branciamore:"Milan, non c'è più rispetto. Cosa servirebbe...".

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L'attore Matteo Branciamore, tifoso milanista, al CorSport:

Come si sente oggi un tifoso del Milan?

"Si sente non rispettato, non c'è minimamente rispetto per il tifoso, perché tu puoi perdere sul campo, puoi vincere, puoi fare stagioni che vanno male, ma sono quattro anni che io vedo la mancanza di rispetto per il tifoso. Questa secondo me è la cosa più grave".

La panchina è ancora un rebus e siamo già all'8 giugno

"In realtà è stato così anche negli ultimi anni, perché non si è mai scelto un allenatore per creare una progettualità. Sono cambiati tre o quattro allenatori negli ultimi quattro anni. Secondo me il problema di questo Milan e di questa dirigenza nasce dal momento in cui viene mandata via una figura vitale, fondamentale per tutti i tifosi, che è Paolo Maldini: da quel momento il progetto ha iniziato a scricchiolare".

Diego Abatantuono si è dimesso da tifoso del Milan, cosa ne pensi?

"Sono d'accordo con lui, anche io ultimamente mi sono un po' dimesso, nel senso che guardo le partite con meno enfasi: non ho quel trasporto che avevo una volta. Sono molto disilluso. Anche perché, diciamo la verità, non è che abbia visto delle grandi partite ultimamente. Nell'ultimo anno non ci sono stati dei match avvincenti: anch'io mi sono un po' disilluso, mi si è spenta un po' quella fiamma dentro che ti fa aspettare la domenica per vedere la partita".

Come te lo spieghi il crollo nel finale di stagione, in fondo la Champions era lì: bastava vincere in casa con il Cagliari

"Francamente il crollo nel finale non me lo so spiegare. Secondo me a un certo punto dev'essere successo qualcosa, perché molti dicono che siamo stati tanto fortunati nella prima parte di stagione: non lo so, però comunque stavamo lì. È anche vero che la Roma e il Como hanno perso pochissime partite nel finale di stagione, quindi comunque a un certo punto si è creata una pressione su di noi alta: si vede che non l'hanno saputa gestire. Non so neanche a chi dare la colpa, se al gioco della squadra o ai giocatori. Sicuramente per noi senza Modric in campo è stata dura. Quest'anno era fondamentale avere uno come lui, che giocasse tutte le partite: le ha giocate quasi tutte e per l'età che ha è stato un miracolo, però onestamente non saprei rispondere a questa domanda, me lo sto chiedendo anch'io".

La protesta dei tifosi è sempre più forte e potrebbe arrivare addirittura a Times Square, a New York.

"La protesta secondo me in queste fasi aiuta tanto, però quello che mi sento di dire io è che siamo stati troppo legati ai mancati risultati. La protesta del tifoso doveva iniziare molto tempo prima, già dalla gestione di alcune cose, e non perché non ci siamo qualificati in Champions. È l'unica cosa che non capisco sinceramente. La protesta doveva iniziare quando sono stati venduti dei giocatori facendo delle plusvalenze buone, tipo Reijnders e Tonali, e i soldi sono stati poi reinvestiti sul mercato in quella maniera là. Oppure quando non tornavano i conti su alcune mosse dirigenziali. La protesta per me doveva iniziare dal momento in cui veniva allontanato Paolo Maldini, quella è la cosa più grave in assoluto secondo me. Quindi sono d'accordo con la protesta a Times Square e anche in altre sedi, però è un po' tardi".

Cosa servirebbe per ripartire?

"Un miracolo? A mio modesto parere non servirebbe neanche un riassetto societario importante, ma proprio capire che cosa vuole fare la proprietà con questa squadra e quanto i risultati sportivi incidano sulla gestione di questa società. È ovvio che tu non puoi dire ai tifosi 'Guardate che a noi interessano solo ed esclusivamente delle manovre economiche importanti, il bilancio e compagnia bella'. Il tifoso dice 'A me non importa nulla, a me interessa lottare per la Champions e lo scudetto, e di vedere costruita la squadra che possa aprire un ciclo'. A me non interessa di una gestione societaria di un fondo che decide di prendere il Milan e farci dei suoi ragionamenti economici non investendo sul campo, perché il problema della nostra società in teoria in questo momento è che io non vedo investimenti mirati sul campo. Vedo investimenti attorno all'AC Milan come società, ma non vedo investimenti sulla squadra e sul campo, non li ho visti ancora. Non è possibile che noi andiamo a cercare giocatori a fine contratto che hanno più di 38 anni, o scommesse: per carità, Modric è un fenomeno ed è un miracolo che sia venuto al Milan, però non basta".

Sei più arrabbiato per la mancanza di risultati o per l'assenza di un progetto?

"A me dei risultati interessa fino ad un certo punto, se hai una progettualità. Si può vincere o perdere, un anno puoi arrivare secondo o quinto, però tu devi costruire una squadra che può ambire ad aprire un ciclo. Non è possibile che ogni anno distruggi, riparti e rifondi. Non costruisci niente così: a me interessa molto di più la progettualità che i risultati sul campo".

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L'attore Matteo Branciamore, tifoso milanista, al CorSport:

Come si sente oggi un tifoso del Milan?

"Si sente non rispettato, non c'è minimamente rispetto per il tifoso, perché tu puoi perdere sul campo, puoi vincere, puoi fare stagioni che vanno male, ma sono quattro anni che io vedo la mancanza di rispetto per il tifoso. Questa secondo me è la cosa più grave".

La panchina è ancora un rebus e siamo già all'8 giugno

"In realtà è stato così anche negli ultimi anni, perché non si è mai scelto un allenatore per creare una progettualità. Sono cambiati tre o quattro allenatori negli ultimi quattro anni. Secondo me il problema di questo Milan e di questa dirigenza nasce dal momento in cui viene mandata via una figura vitale, fondamentale per tutti i tifosi, che è Paolo Maldini: da quel momento il progetto ha iniziato a scricchiolare".

Diego Abatantuono si è dimesso da tifoso del Milan, cosa ne pensi?

"Sono d'accordo con lui, anche io ultimamente mi sono un po' dimesso, nel senso che guardo le partite con meno enfasi: non ho quel trasporto che avevo una volta. Sono molto disilluso. Anche perché, diciamo la verità, non è che abbia visto delle grandi partite ultimamente. Nell'ultimo anno non ci sono stati dei match avvincenti: anch'io mi sono un po' disilluso, mi si è spenta un po' quella fiamma dentro che ti fa aspettare la domenica per vedere la partita".

Come te lo spieghi il crollo nel finale di stagione, in fondo la Champions era lì: bastava vincere in casa con il Cagliari

"Francamente il crollo nel finale non me lo so spiegare. Secondo me a un certo punto dev'essere successo qualcosa, perché molti dicono che siamo stati tanto fortunati nella prima parte di stagione: non lo so, però comunque stavamo lì. È anche vero che la Roma e il Como hanno perso pochissime partite nel finale di stagione, quindi comunque a un certo punto si è creata una pressione su di noi alta: si vede che non l'hanno saputa gestire. Non so neanche a chi dare la colpa, se al gioco della squadra o ai giocatori. Sicuramente per noi senza Modric in campo è stata dura. Quest'anno era fondamentale avere uno come lui, che giocasse tutte le partite: le ha giocate quasi tutte e per l'età che ha è stato un miracolo, però onestamente non saprei rispondere a questa domanda, me lo sto chiedendo anch'io".

La protesta dei tifosi è sempre più forte e potrebbe arrivare addirittura a Times Square, a New York.

"La protesta secondo me in queste fasi aiuta tanto, però quello che mi sento di dire io è che siamo stati troppo legati ai mancati risultati. La protesta del tifoso doveva iniziare molto tempo prima, già dalla gestione di alcune cose, e non perché non ci siamo qualificati in Champions. È l'unica cosa che non capisco sinceramente. La protesta doveva iniziare quando sono stati venduti dei giocatori facendo delle plusvalenze buone, tipo Reijnders e Tonali, e i soldi sono stati poi reinvestiti sul mercato in quella maniera là. Oppure quando non tornavano i conti su alcune mosse dirigenziali. La protesta per me doveva iniziare dal momento in cui veniva allontanato Paolo Maldini, quella è la cosa più grave in assoluto secondo me. Quindi sono d'accordo con la protesta a Times Square e anche in altre sedi, però è un po' tardi".

Cosa servirebbe per ripartire?


"Un miracolo? A mio modesto parere non servirebbe neanche un riassetto societario importante, ma proprio capire che cosa vuole fare la proprietà con questa squadra e quanto i risultati sportivi incidano sulla gestione di questa società. È ovvio che tu non puoi dire ai tifosi 'Guardate che a noi interessano solo ed esclusivamente delle manovre economiche importanti, il bilancio e compagnia bella'. Il tifoso dice 'A me non importa nulla, a me interessa lottare per la Champions e lo scudetto, e di vedere costruita la squadra che possa aprire un ciclo'. A me non interessa di una gestione societaria di un fondo che decide di prendere il Milan e farci dei suoi ragionamenti economici non investendo sul campo, perché il problema della nostra società in teoria in questo momento è che io non vedo investimenti mirati sul campo. Vedo investimenti attorno all'AC Milan come società, ma non vedo investimenti sulla squadra e sul campo, non li ho visti ancora. Non è possibile che noi andiamo a cercare giocatori a fine contratto che hanno più di 38 anni, o scommesse: per carità, Modric è un fenomeno ed è un miracolo che sia venuto al Milan, però non basta".

Sei più arrabbiato per la mancanza di risultati o per l'assenza di un progetto?

"A me dei risultati interessa fino ad un certo punto, se hai una progettualità. Si può vincere o perdere, un anno puoi arrivare secondo o quinto, però tu devi costruire una squadra che può ambire ad aprire un ciclo. Non è possibile che ogni anno distruggi, riparti e rifondi. Non costruisci niente così: a me interessa molto di più la progettualità che i risultati sul campo".

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finalmente uno che ha il coraggio di dirlo.

la protesta è arrivata ormai troppo tardi.
Maglio tardi che mai, però ora non è che Cardinale venderà il Milan a luglio. Prima di venderlo passeranno anni (di proteste) a partire da oggi. Fosse inziato tutto anni fa, ora saremmo magari già a buon punto per la sua cessione. Ma eravamo troppo impegnati a sghignazzare sul "grande" Ibra che andava a Milanello a mettere in riga i giocatori...
 

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