Condivido molti punti, l'analisi sulla sinistra di oggi mi pare impeccabile.
Il problema è che anche quella "destra" che tra le righe invochi non si è mai vista in questi 30 anni italiani, né sul lato più economico-liberista (spesa pubblica, tasse, liberalizzazioni, etc) né tantomeno in quella versione "legge ed ordine" che accenni.
Perché se la narrazione dopo tutti questi anni di governo è ancora "guarda queste zecche comuniste che mettono a ferro e fuoco Bologna, votateci perché noi non siamo così e li fermeremo", ovviamente la contraddizione politica è sotto gli occhi di tutti.
Ed hai voglia a tirare fuori l'opposizione ideologizzata, il quadro normativo inadeguato o le toghe rosse, perché a quel punto la domanda che giustamente molti di voi anche su questo forum orientato a destra si fanno è: "ma allora cosa ti ho votato a fare?"
Per me c'è un problema genetico di fondo, che parte da lontano, che parte dai primi anni '90 (e conosciamo bene il protagonista di questo effetto), e che ha falsato tutto, rendendo la destra o il centro-destra di governo italiano un'anomalia micidiale.
Ma finché di là c'è questa sinistra, per la narrazione va bene a quasi tutti così.
Siamo allora molto molto vicini e simili nell'approccio e nell'analisi.
Anche se il grande paradosso che intravedo è che nell'attuale panorama politico italiano pure il centro è diventato coi suoi protagonisti sempre più polarizzato, rigido, di puro posizionamento. O comunque non propositivo, non costruttivo, senza idee.
Come una sorta di altro polo estremo, a volte quasi più di protesta, che si appoggia solo ai fallimenti dei due poli originari, tra i quali prova ad infilarsi semplicemente perché potrebbe esserci spazio.