Berti:"Stasera 7-0 Inter e io guido il pullman".

admin

Administrator
Membro dello Staff
Registrato
6 Agosto 2012
Messaggi
207,508
Reaction score
29,495
Il solito odioso Nicola Berti, intervistato da Libero, sul derby di questa sera

«Stasera vinciamo derby, scudetto e doppia stella».

Come fa a esserne così sicuro?

«Perché martedì vorrei guidare io il pullman nella sfilata del trionfo per le vie di Milano».

Scherzi a parte, la festa è davvero lì, dietro l’angolo?

«L’ho detto e lo ripeto nel caso non abbiate capito bene: stasera ci cuciamo sulla maglia la seconda stella al fischio finale. Avete qualche dubbio?».

Nessuno scaramanzia? In mezzo c’è pur sempre il Milan, reduce da 5 ko nei derby…

«Non vorrà farmi parlare del Milan, eh?».

Dell’Inter sì, però: il giocatore simbolo di questo imminente trionfo?

«N.B. ovvero Nicolò Barella come N.B. stava per Nicola Berti nello scudetto dei record del 1989 quando battemmo il Milan ma, soprattutto, il Napoli di Diego Armando Maradona. Avete capito, Maradona eh?».

Barella, perché?

«Perché ha il mio ruolo, la mia mimica, le mie iniziali».

E Lautaro dove lo mettiamo?

«È il capitano perfetto in una squadra perfetta piena zeppa di tanti ottimi giocatori».

Simone Inzaghi raccoglie finalmente il trionfo mancato per due anni e cancella, così, tutti i miei dubbi su di lui?

«Quest’anno è stato perfetto, e anche lo scorso anno. Forse non nel primo».

L’Inter ha un rimpianto: il ko ai rigori contro l’Atletico Madrid, vero?

«Un mese fa ero al Wanda Metropolitano e, lo scorso anno, a Istanbul per la finale contro il City. Due beffe. Poi ho fatto la macumba, risultato: City e Atletico oggi fuori dalla Champions».

Nel 2025 l’Inter merita il trono d’Europa?

«Con City e Real, è sul podio delle squadre più forti del continente».

Più della sua Inter dei record?

«In quel 1989 magico vincemmo con 58 punti e 11 sul Maradonapoli. Capite perché fu un’impresa veramente eccezionale? Eravamo una squadra fortissima».

Ha giocato dieci anni nell’Inter e ha vinto uno scudetto ma indimenticabile, vero?

«Per la verità stavamo per fare il bis nel 1991 ma una partita stregata contro la Sampdoria, con un rigore di Matthaus parato da Pagliuca, consegnò il titolo a Vialli e Mancini. Ma occhio, ho vinto anche coppe Uefa e una Supercoppa che non ritirai».

Prego?

«Ma sì, era inverno, faceva freddo e non la capii molto quella vittoria. Me ne andai».

Lei come viveva derby bollenti come quello di stasera?

«Mi esaltavo, volevo sbranare tutti. Segnai tre gol nelle stracittadine, uno mi fu annullato e ancora oggi mi chiedo il perché».

Il suo compagno di merende, in campo e fuori?

«Aldo Serena, un fratello. In quel 1989 fece 22 gol e tutti pazzeschi».

Pochi mesi fa avete perso un pezzo di quello squadrone: Andy Brehme.

«Un grande giocatore, un amico: l’ultima volta lo vidi alla cena che facciamo spesso dal nostro presidente dell’epoca, Ernesto Pellegrini. Aveva ancora quella zazzera bionda, scherzava, rideva».

In quegli anni lei era famoso per le sue folate in campo, i gol bellissimi (incredibile quello segnato coast-to-coast contro il Bayern) ma anche per le feste che organizzava a casa sua…

«Mi sono, ci siamo divertiti. Erano serate molto fantasiose. Una sera arrivò a casa mia persino Joe Pesci, il divo hollywoodiano premio Oscar per il film di Scorsese Quei bravi ragazzi. Incredibile, no?».

Erano feste piene di belle donne, vero?

«Alt, top secret su questo argomento. Sa cosa diceva l’avvocato Agnelli sull’argomento?».

Che ci sono uomini che parlano ‘di’ donne e donne che parlano ‘con’ le donne…

«Appunto. Io appartengo alla seconda fascia. Con voi giornalisti, bocca cucita su quegli anni. Sono un gentiluomo, diciamo che non ricordo e finiamola lì».

Nicola, come declinare il concetto di Interismo?

«È una filosofia di vita, l’inno Pazza Inter la spiega benissimo. Se non sei un po’ pazzerello non puoi tifare per questi magnifici colori».

Conclude Berti:

Stasera, seriamente, come finirà?

«7-0. E io a guidare il pullman della festa! Ciaoooo!»


berti.inter.2016.maglia.ANSA.1400x840.jpg
 

Milanismo

Well-known member
Registrato
4 Dicembre 2022
Messaggi
3,114
Reaction score
2,334
Il solito odioso Nicola Berti, intervistato da Libero, sul derby di questa sera

«Stasera vinciamo derby, scudetto e doppia stella».

Come fa a esserne così sicuro?

«Perché martedì vorrei guidare io il pullman nella sfilata del trionfo per le vie di Milano».

Scherzi a parte, la festa è davvero lì, dietro l’angolo?

«L’ho detto e lo ripeto nel caso non abbiate capito bene: stasera ci cuciamo sulla maglia la seconda stella al fischio finale. Avete qualche dubbio?».

Nessuno scaramanzia? In mezzo c’è pur sempre il Milan, reduce da 5 ko nei derby…

«Non vorrà farmi parlare del Milan, eh?».

Dell’Inter sì, però: il giocatore simbolo di questo imminente trionfo?

«N.B. ovvero Nicolò Barella come N.B. stava per Nicola Berti nello scudetto dei record del 1989 quando battemmo il Milan ma, soprattutto, il Napoli di Diego Armando Maradona. Avete capito, Maradona eh?».

Barella, perché?

«Perché ha il mio ruolo, la mia mimica, le mie iniziali».

E Lautaro dove lo mettiamo?

«È il capitano perfetto in una squadra perfetta piena zeppa di tanti ottimi giocatori».

Simone Inzaghi raccoglie finalmente il trionfo mancato per due anni e cancella, così, tutti i miei dubbi su di lui?

«Quest’anno è stato perfetto, e anche lo scorso anno. Forse non nel primo».

L’Inter ha un rimpianto: il ko ai rigori contro l’Atletico Madrid, vero?

«Un mese fa ero al Wanda Metropolitano e, lo scorso anno, a Istanbul per la finale contro il City. Due beffe. Poi ho fatto la macumba, risultato: City e Atletico oggi fuori dalla Champions».

Nel 2025 l’Inter merita il trono d’Europa?

«Con City e Real, è sul podio delle squadre più forti del continente».

Più della sua Inter dei record?

«In quel 1989 magico vincemmo con 58 punti e 11 sul Maradonapoli. Capite perché fu un’impresa veramente eccezionale? Eravamo una squadra fortissima».

Ha giocato dieci anni nell’Inter e ha vinto uno scudetto ma indimenticabile, vero?

«Per la verità stavamo per fare il bis nel 1991 ma una partita stregata contro la Sampdoria, con un rigore di Matthaus parato da Pagliuca, consegnò il titolo a Vialli e Mancini. Ma occhio, ho vinto anche coppe Uefa e una Supercoppa che non ritirai».

Prego?

«Ma sì, era inverno, faceva freddo e non la capii molto quella vittoria. Me ne andai».

Lei come viveva derby bollenti come quello di stasera?

«Mi esaltavo, volevo sbranare tutti. Segnai tre gol nelle stracittadine, uno mi fu annullato e ancora oggi mi chiedo il perché».

Il suo compagno di merende, in campo e fuori?

«Aldo Serena, un fratello. In quel 1989 fece 22 gol e tutti pazzeschi».

Pochi mesi fa avete perso un pezzo di quello squadrone: Andy Brehme.

«Un grande giocatore, un amico: l’ultima volta lo vidi alla cena che facciamo spesso dal nostro presidente dell’epoca, Ernesto Pellegrini. Aveva ancora quella zazzera bionda, scherzava, rideva».

In quegli anni lei era famoso per le sue folate in campo, i gol bellissimi (incredibile quello segnato coast-to-coast contro il Bayern) ma anche per le feste che organizzava a casa sua…

«Mi sono, ci siamo divertiti. Erano serate molto fantasiose. Una sera arrivò a casa mia persino Joe Pesci, il divo hollywoodiano premio Oscar per il film di Scorsese Quei bravi ragazzi. Incredibile, no?».

Erano feste piene di belle donne, vero?

«Alt, top secret su questo argomento. Sa cosa diceva l’avvocato Agnelli sull’argomento?».

Che ci sono uomini che parlano ‘di’ donne e donne che parlano ‘con’ le donne…

«Appunto. Io appartengo alla seconda fascia. Con voi giornalisti, bocca cucita su quegli anni. Sono un gentiluomo, diciamo che non ricordo e finiamola lì».

Nicola, come declinare il concetto di Interismo?

«È una filosofia di vita, l’inno Pazza Inter la spiega benissimo. Se non sei un po’ pazzerello non puoi tifare per questi magnifici colori».

Conclude Berti:

Stasera, seriamente, come finirà?

«7-0. E io a guidare il pullman della festa! Ciaoooo!»


berti.inter.2016.maglia.ANSA.1400x840.jpg
Questo è proprio l'essenza dell' indaista fdp, antipatico oltre ogni limite. Si può essere tifosi di qualunque squadra per carità, ma antisportivi odiosi come questo è proprio il top.
Qualora dovesse guidare il pullman, gli auguro di precipitare in un burrone, il più profondo possibile.
 

malos

Senior Member
Registrato
29 Agosto 2014
Messaggi
7,770
Reaction score
2,236
Il solito odioso Nicola Berti, intervistato da Libero, sul derby di questa sera

«Stasera vinciamo derby, scudetto e doppia stella».

Come fa a esserne così sicuro?

«Perché martedì vorrei guidare io il pullman nella sfilata del trionfo per le vie di Milano».

Scherzi a parte, la festa è davvero lì, dietro l’angolo?

«L’ho detto e lo ripeto nel caso non abbiate capito bene: stasera ci cuciamo sulla maglia la seconda stella al fischio finale. Avete qualche dubbio?».

Nessuno scaramanzia? In mezzo c’è pur sempre il Milan, reduce da 5 ko nei derby…

«Non vorrà farmi parlare del Milan, eh?».

Dell’Inter sì, però: il giocatore simbolo di questo imminente trionfo?

«N.B. ovvero Nicolò Barella come N.B. stava per Nicola Berti nello scudetto dei record del 1989 quando battemmo il Milan ma, soprattutto, il Napoli di Diego Armando Maradona. Avete capito, Maradona eh?».

Barella, perché?

«Perché ha il mio ruolo, la mia mimica, le mie iniziali».

E Lautaro dove lo mettiamo?

«È il capitano perfetto in una squadra perfetta piena zeppa di tanti ottimi giocatori».

Simone Inzaghi raccoglie finalmente il trionfo mancato per due anni e cancella, così, tutti i miei dubbi su di lui?

«Quest’anno è stato perfetto, e anche lo scorso anno. Forse non nel primo».

L’Inter ha un rimpianto: il ko ai rigori contro l’Atletico Madrid, vero?

«Un mese fa ero al Wanda Metropolitano e, lo scorso anno, a Istanbul per la finale contro il City. Due beffe. Poi ho fatto la macumba, risultato: City e Atletico oggi fuori dalla Champions».

Nel 2025 l’Inter merita il trono d’Europa?

«Con City e Real, è sul podio delle squadre più forti del continente».

Più della sua Inter dei record?

«In quel 1989 magico vincemmo con 58 punti e 11 sul Maradonapoli. Capite perché fu un’impresa veramente eccezionale? Eravamo una squadra fortissima».

Ha giocato dieci anni nell’Inter e ha vinto uno scudetto ma indimenticabile, vero?

«Per la verità stavamo per fare il bis nel 1991 ma una partita stregata contro la Sampdoria, con un rigore di Matthaus parato da Pagliuca, consegnò il titolo a Vialli e Mancini. Ma occhio, ho vinto anche coppe Uefa e una Supercoppa che non ritirai».

Prego?

«Ma sì, era inverno, faceva freddo e non la capii molto quella vittoria. Me ne andai».

Lei come viveva derby bollenti come quello di stasera?

«Mi esaltavo, volevo sbranare tutti. Segnai tre gol nelle stracittadine, uno mi fu annullato e ancora oggi mi chiedo il perché».

Il suo compagno di merende, in campo e fuori?

«Aldo Serena, un fratello. In quel 1989 fece 22 gol e tutti pazzeschi».

Pochi mesi fa avete perso un pezzo di quello squadrone: Andy Brehme.

«Un grande giocatore, un amico: l’ultima volta lo vidi alla cena che facciamo spesso dal nostro presidente dell’epoca, Ernesto Pellegrini. Aveva ancora quella zazzera bionda, scherzava, rideva».

In quegli anni lei era famoso per le sue folate in campo, i gol bellissimi (incredibile quello segnato coast-to-coast contro il Bayern) ma anche per le feste che organizzava a casa sua…

«Mi sono, ci siamo divertiti. Erano serate molto fantasiose. Una sera arrivò a casa mia persino Joe Pesci, il divo hollywoodiano premio Oscar per il film di Scorsese Quei bravi ragazzi. Incredibile, no?».

Erano feste piene di belle donne, vero?

«Alt, top secret su questo argomento. Sa cosa diceva l’avvocato Agnelli sull’argomento?».

Che ci sono uomini che parlano ‘di’ donne e donne che parlano ‘con’ le donne…

«Appunto. Io appartengo alla seconda fascia. Con voi giornalisti, bocca cucita su quegli anni. Sono un gentiluomo, diciamo che non ricordo e finiamola lì».

Nicola, come declinare il concetto di Interismo?

«È una filosofia di vita, l’inno Pazza Inter la spiega benissimo. Se non sei un po’ pazzerello non puoi tifare per questi magnifici colori».

Conclude Berti:

Stasera, seriamente, come finirà?

«7-0. E io a guidare il pullman della festa! Ciaoooo!»


berti.inter.2016.maglia.ANSA.1400x840.jpg

Lui è un poveretto invidioso e rancoroso ma quelli la, i nostri, si meritano questo e altro. Il problema è che non avendo né dignità né palle non gliene fotte niente.
 

R41D3N

Member
Registrato
30 Agosto 2012
Messaggi
2,841
Reaction score
957
Questa 💩 non perde mai occasione per dare fiato alla trombe. Vorrei poter guardare alla partita di stasera con fiducia per il gusto di non vederli oltraggiare la nostra storia ancora una volta ma è sotto gli occhi di tutti la situazione disastrosa in cui versa il nostro amato club. Finirà molto male per la gioia di tanti odiati cartonati prescritti in primis il simpaticone di cui sopra.
 

ROSSO NERO 70

Well-known member
Registrato
31 Agosto 2021
Messaggi
2,405
Reaction score
1,221
Il solito odioso Nicola Berti, intervistato da Libero, sul derby di questa sera

«Stasera vinciamo derby, scudetto e doppia stella».

Come fa a esserne così sicuro?

«Perché martedì vorrei guidare io il pullman nella sfilata del trionfo per le vie di Milano».

Scherzi a parte, la festa è davvero lì, dietro l’angolo?

«L’ho detto e lo ripeto nel caso non abbiate capito bene: stasera ci cuciamo sulla maglia la seconda stella al fischio finale. Avete qualche dubbio?».

Nessuno scaramanzia? In mezzo c’è pur sempre il Milan, reduce da 5 ko nei derby…

«Non vorrà farmi parlare del Milan, eh?».

Dell’Inter sì, però: il giocatore simbolo di questo imminente trionfo?

«N.B. ovvero Nicolò Barella come N.B. stava per Nicola Berti nello scudetto dei record del 1989 quando battemmo il Milan ma, soprattutto, il Napoli di Diego Armando Maradona. Avete capito, Maradona eh?».

Barella, perché?

«Perché ha il mio ruolo, la mia mimica, le mie iniziali».

E Lautaro dove lo mettiamo?

«È il capitano perfetto in una squadra perfetta piena zeppa di tanti ottimi giocatori».

Simone Inzaghi raccoglie finalmente il trionfo mancato per due anni e cancella, così, tutti i miei dubbi su di lui?

«Quest’anno è stato perfetto, e anche lo scorso anno. Forse non nel primo».

L’Inter ha un rimpianto: il ko ai rigori contro l’Atletico Madrid, vero?

«Un mese fa ero al Wanda Metropolitano e, lo scorso anno, a Istanbul per la finale contro il City. Due beffe. Poi ho fatto la macumba, risultato: City e Atletico oggi fuori dalla Champions».

Nel 2025 l’Inter merita il trono d’Europa?

«Con City e Real, è sul podio delle squadre più forti del continente».

Più della sua Inter dei record?

«In quel 1989 magico vincemmo con 58 punti e 11 sul Maradonapoli. Capite perché fu un’impresa veramente eccezionale? Eravamo una squadra fortissima».

Ha giocato dieci anni nell’Inter e ha vinto uno scudetto ma indimenticabile, vero?

«Per la verità stavamo per fare il bis nel 1991 ma una partita stregata contro la Sampdoria, con un rigore di Matthaus parato da Pagliuca, consegnò il titolo a Vialli e Mancini. Ma occhio, ho vinto anche coppe Uefa e una Supercoppa che non ritirai».

Prego?

«Ma sì, era inverno, faceva freddo e non la capii molto quella vittoria. Me ne andai».

Lei come viveva derby bollenti come quello di stasera?

«Mi esaltavo, volevo sbranare tutti. Segnai tre gol nelle stracittadine, uno mi fu annullato e ancora oggi mi chiedo il perché».

Il suo compagno di merende, in campo e fuori?

«Aldo Serena, un fratello. In quel 1989 fece 22 gol e tutti pazzeschi».

Pochi mesi fa avete perso un pezzo di quello squadrone: Andy Brehme.

«Un grande giocatore, un amico: l’ultima volta lo vidi alla cena che facciamo spesso dal nostro presidente dell’epoca, Ernesto Pellegrini. Aveva ancora quella zazzera bionda, scherzava, rideva».

In quegli anni lei era famoso per le sue folate in campo, i gol bellissimi (incredibile quello segnato coast-to-coast contro il Bayern) ma anche per le feste che organizzava a casa sua…

«Mi sono, ci siamo divertiti. Erano serate molto fantasiose. Una sera arrivò a casa mia persino Joe Pesci, il divo hollywoodiano premio Oscar per il film di Scorsese Quei bravi ragazzi. Incredibile, no?».

Erano feste piene di belle donne, vero?

«Alt, top secret su questo argomento. Sa cosa diceva l’avvocato Agnelli sull’argomento?».

Che ci sono uomini che parlano ‘di’ donne e donne che parlano ‘con’ le donne…

«Appunto. Io appartengo alla seconda fascia. Con voi giornalisti, bocca cucita su quegli anni. Sono un gentiluomo, diciamo che non ricordo e finiamola lì».

Nicola, come declinare il concetto di Interismo?

«È una filosofia di vita, l’inno Pazza Inter la spiega benissimo. Se non sei un po’ pazzerello non puoi tifare per questi magnifici colori».

Conclude Berti:

Stasera, seriamente, come finirà?

«7-0. E io a guidare il pullman della festa! Ciaoooo!»


berti.inter.2016.maglia.ANSA.1400x840.jpg
Tocca a loro sfottere a sto giro
Sempre la solita faccia da c@lo sto qua oh però ci sta dai anche se due schiaffoni fatti bene non glieli farei mai mancare
 

Swaitak

Senior Member
Registrato
22 Aprile 2019
Messaggi
24,213
Reaction score
15,567
Il solito odioso Nicola Berti, intervistato da Libero, sul derby di questa sera

«Stasera vinciamo derby, scudetto e doppia stella».

Come fa a esserne così sicuro?

«Perché martedì vorrei guidare io il pullman nella sfilata del trionfo per le vie di Milano».

Scherzi a parte, la festa è davvero lì, dietro l’angolo?

«L’ho detto e lo ripeto nel caso non abbiate capito bene: stasera ci cuciamo sulla maglia la seconda stella al fischio finale. Avete qualche dubbio?».

Nessuno scaramanzia? In mezzo c’è pur sempre il Milan, reduce da 5 ko nei derby…

«Non vorrà farmi parlare del Milan, eh?».

Dell’Inter sì, però: il giocatore simbolo di questo imminente trionfo?

«N.B. ovvero Nicolò Barella come N.B. stava per Nicola Berti nello scudetto dei record del 1989 quando battemmo il Milan ma, soprattutto, il Napoli di Diego Armando Maradona. Avete capito, Maradona eh?».

Barella, perché?

«Perché ha il mio ruolo, la mia mimica, le mie iniziali».

E Lautaro dove lo mettiamo?

«È il capitano perfetto in una squadra perfetta piena zeppa di tanti ottimi giocatori».

Simone Inzaghi raccoglie finalmente il trionfo mancato per due anni e cancella, così, tutti i miei dubbi su di lui?

«Quest’anno è stato perfetto, e anche lo scorso anno. Forse non nel primo».

L’Inter ha un rimpianto: il ko ai rigori contro l’Atletico Madrid, vero?

«Un mese fa ero al Wanda Metropolitano e, lo scorso anno, a Istanbul per la finale contro il City. Due beffe. Poi ho fatto la macumba, risultato: City e Atletico oggi fuori dalla Champions».

Nel 2025 l’Inter merita il trono d’Europa?

«Con City e Real, è sul podio delle squadre più forti del continente».

Più della sua Inter dei record?

«In quel 1989 magico vincemmo con 58 punti e 11 sul Maradonapoli. Capite perché fu un’impresa veramente eccezionale? Eravamo una squadra fortissima».

Ha giocato dieci anni nell’Inter e ha vinto uno scudetto ma indimenticabile, vero?

«Per la verità stavamo per fare il bis nel 1991 ma una partita stregata contro la Sampdoria, con un rigore di Matthaus parato da Pagliuca, consegnò il titolo a Vialli e Mancini. Ma occhio, ho vinto anche coppe Uefa e una Supercoppa che non ritirai».

Prego?

«Ma sì, era inverno, faceva freddo e non la capii molto quella vittoria. Me ne andai».

Lei come viveva derby bollenti come quello di stasera?

«Mi esaltavo, volevo sbranare tutti. Segnai tre gol nelle stracittadine, uno mi fu annullato e ancora oggi mi chiedo il perché».

Il suo compagno di merende, in campo e fuori?

«Aldo Serena, un fratello. In quel 1989 fece 22 gol e tutti pazzeschi».

Pochi mesi fa avete perso un pezzo di quello squadrone: Andy Brehme.

«Un grande giocatore, un amico: l’ultima volta lo vidi alla cena che facciamo spesso dal nostro presidente dell’epoca, Ernesto Pellegrini. Aveva ancora quella zazzera bionda, scherzava, rideva».

In quegli anni lei era famoso per le sue folate in campo, i gol bellissimi (incredibile quello segnato coast-to-coast contro il Bayern) ma anche per le feste che organizzava a casa sua…

«Mi sono, ci siamo divertiti. Erano serate molto fantasiose. Una sera arrivò a casa mia persino Joe Pesci, il divo hollywoodiano premio Oscar per il film di Scorsese Quei bravi ragazzi. Incredibile, no?».

Erano feste piene di belle donne, vero?

«Alt, top secret su questo argomento. Sa cosa diceva l’avvocato Agnelli sull’argomento?».

Che ci sono uomini che parlano ‘di’ donne e donne che parlano ‘con’ le donne…

«Appunto. Io appartengo alla seconda fascia. Con voi giornalisti, bocca cucita su quegli anni. Sono un gentiluomo, diciamo che non ricordo e finiamola lì».

Nicola, come declinare il concetto di Interismo?

«È una filosofia di vita, l’inno Pazza Inter la spiega benissimo. Se non sei un po’ pazzerello non puoi tifare per questi magnifici colori».

Conclude Berti:

Stasera, seriamente, come finirà?

«7-0. E io a guidare il pullman della festa! Ciaoooo!»


berti.inter.2016.maglia.ANSA.1400x840.jpg
Se questo va alle grotte di Postumia, non so cosa gli possa restituire l'eco. Altro che Fantozzi....
 
Ultima modifica:

Commodore06

Well-known member
Registrato
1 Ottobre 2023
Messaggi
1,649
Reaction score
1,555
Il solito odioso Nicola Berti, intervistato da Libero, sul derby di questa sera

«Stasera vinciamo derby, scudetto e doppia stella».

Come fa a esserne così sicuro?

«Perché martedì vorrei guidare io il pullman nella sfilata del trionfo per le vie di Milano».

Scherzi a parte, la festa è davvero lì, dietro l’angolo?

«L’ho detto e lo ripeto nel caso non abbiate capito bene: stasera ci cuciamo sulla maglia la seconda stella al fischio finale. Avete qualche dubbio?».

Nessuno scaramanzia? In mezzo c’è pur sempre il Milan, reduce da 5 ko nei derby…

«Non vorrà farmi parlare del Milan, eh?».

Dell’Inter sì, però: il giocatore simbolo di questo imminente trionfo?

«N.B. ovvero Nicolò Barella come N.B. stava per Nicola Berti nello scudetto dei record del 1989 quando battemmo il Milan ma, soprattutto, il Napoli di Diego Armando Maradona. Avete capito, Maradona eh?».

Barella, perché?

«Perché ha il mio ruolo, la mia mimica, le mie iniziali».

E Lautaro dove lo mettiamo?

«È il capitano perfetto in una squadra perfetta piena zeppa di tanti ottimi giocatori».

Simone Inzaghi raccoglie finalmente il trionfo mancato per due anni e cancella, così, tutti i miei dubbi su di lui?

«Quest’anno è stato perfetto, e anche lo scorso anno. Forse non nel primo».

L’Inter ha un rimpianto: il ko ai rigori contro l’Atletico Madrid, vero?

«Un mese fa ero al Wanda Metropolitano e, lo scorso anno, a Istanbul per la finale contro il City. Due beffe. Poi ho fatto la macumba, risultato: City e Atletico oggi fuori dalla Champions».

Nel 2025 l’Inter merita il trono d’Europa?

«Con City e Real, è sul podio delle squadre più forti del continente».

Più della sua Inter dei record?

«In quel 1989 magico vincemmo con 58 punti e 11 sul Maradonapoli. Capite perché fu un’impresa veramente eccezionale? Eravamo una squadra fortissima».

Ha giocato dieci anni nell’Inter e ha vinto uno scudetto ma indimenticabile, vero?

«Per la verità stavamo per fare il bis nel 1991 ma una partita stregata contro la Sampdoria, con un rigore di Matthaus parato da Pagliuca, consegnò il titolo a Vialli e Mancini. Ma occhio, ho vinto anche coppe Uefa e una Supercoppa che non ritirai».

Prego?

«Ma sì, era inverno, faceva freddo e non la capii molto quella vittoria. Me ne andai».

Lei come viveva derby bollenti come quello di stasera?

«Mi esaltavo, volevo sbranare tutti. Segnai tre gol nelle stracittadine, uno mi fu annullato e ancora oggi mi chiedo il perché».

Il suo compagno di merende, in campo e fuori?

«Aldo Serena, un fratello. In quel 1989 fece 22 gol e tutti pazzeschi».

Pochi mesi fa avete perso un pezzo di quello squadrone: Andy Brehme.

«Un grande giocatore, un amico: l’ultima volta lo vidi alla cena che facciamo spesso dal nostro presidente dell’epoca, Ernesto Pellegrini. Aveva ancora quella zazzera bionda, scherzava, rideva».

In quegli anni lei era famoso per le sue folate in campo, i gol bellissimi (incredibile quello segnato coast-to-coast contro il Bayern) ma anche per le feste che organizzava a casa sua…

«Mi sono, ci siamo divertiti. Erano serate molto fantasiose. Una sera arrivò a casa mia persino Joe Pesci, il divo hollywoodiano premio Oscar per il film di Scorsese Quei bravi ragazzi. Incredibile, no?».

Erano feste piene di belle donne, vero?

«Alt, top secret su questo argomento. Sa cosa diceva l’avvocato Agnelli sull’argomento?».

Che ci sono uomini che parlano ‘di’ donne e donne che parlano ‘con’ le donne…

«Appunto. Io appartengo alla seconda fascia. Con voi giornalisti, bocca cucita su quegli anni. Sono un gentiluomo, diciamo che non ricordo e finiamola lì».

Nicola, come declinare il concetto di Interismo?

«È una filosofia di vita, l’inno Pazza Inter la spiega benissimo. Se non sei un po’ pazzerello non puoi tifare per questi magnifici colori».

Conclude Berti:

Stasera, seriamente, come finirà?

«7-0. E io a guidare il pullman della festa! Ciaoooo!»


berti.inter.2016.maglia.ANSA.1400x840.jpg
Le ditte di derattizzazione fanno fortuna con soggetti come questo qui.
 
Registrato
8 Maggio 2016
Messaggi
5,149
Reaction score
1,293
Questa cosa che ha detto questo omuncolo (questo nei primi anni 2000 non parlava mai di fatto, e nessuno sapeva chi fosse) sarebbe il mio discorso prepartita alla squadra. Glielo leggerei paro paro allo spogliatoio.
Solo dopo gli direi di chi sono le parole.
 
Registrato
18 Settembre 2017
Messaggi
15,136
Reaction score
6,374
Questo è proprio l'essenza dell' indaista fdp, antipatico oltre ogni limite. Si può essere tifosi di qualunque squadra per carità, ma antisportivi odiosi come questo è proprio il top.
Qualora dovesse guidare il pullman, gli auguro di precipitare in un burrone, il più profondo possibile.
non ci sono burroni per Milano lol gli facciamo fare strada di montagna 😁
 
Alto
head>