È oscuro il criterio per cui ci si lamenta della giustizia, ma poi la si critica quando questa avvia indagini su una strage mafiosa.
Il fatto che al centro della vicenda ci sia un imprenditore da tutta la vita al centro di procedimenti giudiziari rende la cosa divertente a quanto pare; inoltre è paradossale che siccome il soggetto in questione è sempre nel mirino della legge allora significa che le indagini sono troppe e tutte false, e non il contrario (!), cioè che se viene indagato a ruota forse è perché evade la legge. No, addirittura la logica è inversamente proporzionale: più sono le indagini, più è innocente, i giudici comunisti e le altre canzoni rifilate al popolino. Il relativo raggiro perpetrato nei decenni poi dovrebbe spiegare come una parte della gente non mostri un atteggiamento neutrale, ma addirittura DI DIFESA nei confronti del soggetto in questione.
Inoltre gode di un altro effetto psicologico: un terremoto fa notizia, 100 è routine; se il nome al centro della notizia fosse stato uno nuovo, avrebbe fatto scalpore. Ma si tratta dell n esima a carico del gentleman, quindi chissenefrega.
Un indagine questa che servirà ad approfondire la storia di quegli anni per chi la studia, e a ridere e scherzare per gli ignoranti che trovano buffi gli attentati mafiosi, le persone morte e gli imprenditori criminali