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A Belfast è esplosa una violenta guerriglia urbana, caratterizzata da veicoli in fiamme e strade bloccate da parte di centinaia di manifestanti anti-immigrazione, in seguito alla diffusione virale del video shock di un tentato omicidio stradale. L'aggressione, avvenuta nella zona di Kinnaird Avenue, ha visto un rifugiato sudanese di trent'anni tentare di decapitare con un grosso coltello da cucina un quarantenne, ora ricoverato in condizioni critiche; le autorità hanno escluso la matrice terroristica, ipotizzando un raptus. I disordini e i raduni di protesta, alimentati anche da gruppi di ultradestra sui social, si stanno estendendo ad altre località dell'Irlanda del Nord, con tensioni rivolte in particolare contro le strutture che ospitano i richiedenti asilo. Il quadro sociale è ulteriormente esacerbato dal recente e controverso caso di Henry Novak a Southampton e dai precedenti disordini anti-migranti avvenuti a Belfast un anno fa. Sul piano politico e istituzionale, mentre il primo ministro Keir Starmer e il ministro Hilary Benn hanno condannato l'aggressione e lanciato fermi appelli alla calma e alla tolleranza zero per arginare le violenze, Nigel Farage e il partito Reform Uk hanno scatenato uno scontro chiedendo la massima trasparenza sullo status dell'aggressore e l'introduzione di un bando per tutti i cittadini sudanesi.
