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La drammatica vicenda del bambino di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli ha subito una svolta critica dopo il parere dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha dichiarato il piccolo non più idoneo a ricevere un trapianto. Il caso, emerso a seguito del fallimento di un precedente intervento in cui al bambino era stato impiantato un cuore compromesso — definito "bruciato" perché trasportato erroneamente in ghiaccio secco anziché normale — ha suscitato profonda commozione, portando il conduttore Federico Ruffo a interrompere per l'emozione la diretta di "Mi Manda Raitre". Nonostante il verdetto negativo del centro di ricerca pediatrico romano, i medici del Monaldi, in particolare il cardiochirurgo che ha eseguito il primo intervento, si sono opposti con fermezza, sostenendo che il bambino sia ancora operabile e mantenendolo così in lista d'attesa prioritaria per un nuovo organo. Attualmente l'inchiesta della Procura di Napoli vede sei persone indagate per lesioni colpose nell'equipe medica, mentre le autorità, inclusi il ministro Schillaci e il presidente regionale Fico, hanno disposto ispezioni ministeriali e il sequestro del contenitore usato per il trasporto. Se dovesse arrivare un nuovo cuore, il legale della famiglia ha riferito che l'operazione verrebbe affidata nuovamente allo stesso medico, eventualmente supportato da specialisti del Bambino Gesù, in una disperata corsa contro il tempo per salvare la vita al piccolo, da mesi legato ai macchinari.