Baby pensioni,7 MLD zavorra italiana

Andris

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La CGIA di Mestre ha calcolato che le baby pensioni costano ancora oggi ben 7 miliardi,più del reddito e pensione di cittadinanza e 2 miliardi più di quota 100.

Paolo Zabeo,cordinatore uffici:

"Il termine baby pensionati è ovviamente informale, non ha alcun fondamento legislativo e abbiamo deciso di racchiudere in questa categoria coloro che hanno lasciato il lavoro prima della fine del 1980.
In totale sono quasi 562 mila le persone che non timbrano più il cartellino da almeno 40 anni.
Di queste, oltre 386 mila sono costituite in massima parte da invalidi o ex dipendenti delle grandi aziende.
Se i primi hanno beneficiato di una legislazione che definiva i requisiti in misura molto permissiva, i secondi, a seguito della ristrutturazione industriale avviata nella seconda meta' degli anni '70, hanno usufruito di trattamenti in uscita dal mercato del lavoro molto generosi.
Dopodiché, contiamo altri 104 mila ex lavoratori autonomi, oltre la metà proveniente dall'agricoltura, e solo una piccola parte, pari al 10,6 per cento del totale che corrisponde a poco meno di 60 mila unità, è formata, invece, da ex dipendenti pubblici.
Ricordo che molti di questi impiegati hanno potuto lasciare definitivamente la scrivania dell'ufficio in età giovanissima, grazie alla legge approvata nel 1973 dal governo allora presieduto da Mariano Rumor"


La possibilità di favorire i dipendenti pubblici ebbe inizio a partire dal 1973 fino ai primi anni '90, quando la riforma Amato del 1992 e la successiva riforma Dini del 1996 posero fine a questo privilegio

Attualmente le persone che sono andate in quiescenza prima del 31 dicembre 1980 hanno un'età media di 87,6 anni.
Tra i 562 mila pensionati baby presenti in Italia, ben 446 mila sono donne (pari al 79,4 per cento del totale) e "solo" 115.840 sono uomini (20,6 per cento del totale).


Agi
 

A.C Milan 1899

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La CGIA di Mestre ha calcolato che le baby pensioni costano ancora oggi ben 7 miliardi,più del reddito e pensione di cittadinanza e 2 miliardi più di quota 100.

Paolo Zabeo,cordinatore uffici:

"Il termine baby pensionati è ovviamente informale, non ha alcun fondamento legislativo e abbiamo deciso di racchiudere in questa categoria coloro che hanno lasciato il lavoro prima della fine del 1980.
In totale sono quasi 562 mila le persone che non timbrano più il cartellino da almeno 40 anni.
Di queste, oltre 386 mila sono costituite in massima parte da invalidi o ex dipendenti delle grandi aziende.
Se i primi hanno beneficiato di una legislazione che definiva i requisiti in misura molto permissiva, i secondi, a seguito della ristrutturazione industriale avviata nella seconda meta' degli anni '70, hanno usufruito di trattamenti in uscita dal mercato del lavoro molto generosi.
Dopodiché, contiamo altri 104 mila ex lavoratori autonomi, oltre la metà proveniente dall'agricoltura, e solo una piccola parte, pari al 10,6 per cento del totale che corrisponde a poco meno di 60 mila unità, è formata, invece, da ex dipendenti pubblici.
Ricordo che molti di questi impiegati hanno potuto lasciare definitivamente la scrivania dell'ufficio in età giovanissima, grazie alla legge approvata nel 1973 dal governo allora presieduto da Mariano Rumor"


La possibilità di favorire i dipendenti pubblici ebbe inizio a partire dal 1973 fino ai primi anni '90, quando la riforma Amato del 1992 e la successiva riforma Dini del 1996 posero fine a questo privilegio

Attualmente le persone che sono andate in quiescenza prima del 31 dicembre 1980 hanno un'età media di 87,6 anni.
Tra i 562 mila pensionati baby presenti in Italia, ben 446 mila sono donne (pari al 79,4 per cento del totale) e "solo" 115.840 sono uomini (20,6 per cento del totale).


Agi

562 mila persone in pensione prima dei 47 anni. Pazzesco.
 

Super_Lollo

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La CGIA di Mestre ha calcolato che le baby pensioni costano ancora oggi ben 7 miliardi,più del reddito e pensione di cittadinanza e 2 miliardi più di quota 100.

Paolo Zabeo,cordinatore uffici:

"Il termine baby pensionati è ovviamente informale, non ha alcun fondamento legislativo e abbiamo deciso di racchiudere in questa categoria coloro che hanno lasciato il lavoro prima della fine del 1980.
In totale sono quasi 562 mila le persone che non timbrano più il cartellino da almeno 40 anni.
Di queste, oltre 386 mila sono costituite in massima parte da invalidi o ex dipendenti delle grandi aziende.
Se i primi hanno beneficiato di una legislazione che definiva i requisiti in misura molto permissiva, i secondi, a seguito della ristrutturazione industriale avviata nella seconda meta' degli anni '70, hanno usufruito di trattamenti in uscita dal mercato del lavoro molto generosi.
Dopodiché, contiamo altri 104 mila ex lavoratori autonomi, oltre la metà proveniente dall'agricoltura, e solo una piccola parte, pari al 10,6 per cento del totale che corrisponde a poco meno di 60 mila unità, è formata, invece, da ex dipendenti pubblici.
Ricordo che molti di questi impiegati hanno potuto lasciare definitivamente la scrivania dell'ufficio in età giovanissima, grazie alla legge approvata nel 1973 dal governo allora presieduto da Mariano Rumor"


La possibilità di favorire i dipendenti pubblici ebbe inizio a partire dal 1973 fino ai primi anni '90, quando la riforma Amato del 1992 e la successiva riforma Dini del 1996 posero fine a questo privilegio

Attualmente le persone che sono andate in quiescenza prima del 31 dicembre 1980 hanno un'età media di 87,6 anni.
Tra i 562 mila pensionati baby presenti in Italia, ben 446 mila sono donne (pari al 79,4 per cento del totale) e "solo" 115.840 sono uomini (20,6 per cento del totale).


Agi

Mio zio dipendente corriere della sera andato in pensione a 42 anni a fine anni 80.
QUARANTADUE ANNI, passo e chiudo.
 

Tifo'o

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Questo è stato uno dei cavalli di battaglia dei paesi del Nord Europa. Specialmente qua molti si lamentavano del fatto che non era possibile "dare soldi" a paesi in cui si va in pensione prestissimo. Mentre "Noi" a 67 anni anzi 70 anni tra 2 anni.

Ho cercato di capire il sistema pensionistico italiano e se fosse vero sta cose oppure una leggenda metropolitana.. onestamente non ho capito molto. Alcuni vanno a 67 anni altri invece a 62 anni??
 

Andris

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Ho cercato di capire il sistema pensionistico italiano e se fosse vero sta cose oppure una leggenda metropolitana.. onestamente non ho capito molto. Alcuni vanno a 67 anni altri invece a 62 anni??

le leggi cambiano negli anni,è difficile dare una risposta sola.
dipende da quando inizi a valutare e di quale categoria parli.
le donne in Italia,come spesso nel sud Europa,avevano un favoritismo che veniva scambiato secondo i firmatari con il contributo maggiore in famiglia.
anche se poi ne beneficiano anche quelle che non facevano nulla in famiglia.
ora si è quasi estinto.

poi ci sono le forze armate e altre categorie particolari

comunque come orario di lavoro qua è più alto della Danimarca,rispondi sempre questo.
molti paesi del nord Europa chiudono tutto a metà pomeriggio,qua si lavora fino a sera abbondante
non devono vedere sempre le cose sfavorevoli,ma anche quelle favorevoli
 

Theochedeo

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Questo è stato uno dei cavalli di battaglia dei paesi del Nord Europa. Specialmente qua molti si lamentavano del fatto che non era possibile "dare soldi" a paesi in cui si va in pensione prestissimo. Mentre "Noi" a 67 anni anzi 70 anni tra 2 anni.

Ho cercato di capire il sistema pensionistico italiano e se fosse vero sta cose oppure una leggenda metropolitana.. onestamente non ho capito molto. Alcuni vanno a 67 anni altri invece a 62 anni??

Penso che la questione sia che calcolando l'età media di tutti quelli che vanno in pensione ogni anno (es. tutti quelli del 2020) l'Italia sia in media o leggermente sopra. Mentre se consideriamo l'età a cui sono andati in pensione tutti quelli che la ricevono in questo momento allora l'Italia è ampiamente la meno "virtuosa" dato che ha ancora in pancia molti di quei baby pensionati che hanno contribuito alla nostra nomea di "cicale d'Europa".

Quindi da un lato hanno ragione i paesi del nord a criticare l'Italia ma dall'altro penso che la percezione di quel dato sia molto distorta.
 
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