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Gianni Di Vita, ascoltato per dieci ore insieme alla figlia Alice dalla Squadra Mobile di Campobasso e dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, ha respinto ogni sospetto sul duplice omicidio per avvelenamento da ricina della moglie e dell'altra figlia. Tramite il suo legale, l'avvocato Arturo Messere, l'uomo si è detto "molto addolorato per la tragedia avvenuta, ma allo stesso tempo sereno e tranquillo", aggiungendo testualmente di "essere a posto con la sua coscienza". Nonostante le versioni dei due familiari siano apparse concordanti, gli investigatori non ne sono stati pienamente convinti e non escludono nuovi interrogatori, mentre l'inchiesta per omicidio premeditato prosegue con l'analisi delle ricerche sul dark web e nuovi sopralluoghi nella casa di Pietracatella alla ricerca di tracce del letale veleno.
