Mentre i presunti alleati di coalizione prendono tempo parlando di misura europea o distanze proprio, AVS scende in piazza a Milano e vuole la patrimoniale con tanto di "tassa di scopo" per i più ricchi.
Il trio Bonelli, Fratoianni, Salis sfida i grandi patrimoni italiani.
Bonelli:
"Il sistema fiscale italiano è estremamente iniquo. Abbiamo aliquote che, ad esempio sui redditi da 50 mila euro, arrivano al 43%: chi ha un reddito di 50 milioni di euro paga la stessa aliquota di chi ne guadagna 50 mila. C’è dunque un problema di progressività del nostro sistema fiscale, che è tale solo fino a un certo punto
Alcuni giorni fa in Corea del Sud gli eredi di Lee Kun-hee della Samsung hanno ereditato un patrimonio di circa 17 miliardi di dollari pagando al governo quasi 8 miliardi di tasse di successione. In Italia, i Del Vecchio di Luxottica hanno realizzato tra i vari soci circa 50 miliardi di euro di patrimonio e hanno pagato circa 200 milioni di euro di tasse di successione.
C’è un problema molto serio: spostare la pressione fiscale in modo da ridurla sul costo del lavoro è fondamentale, perché consentirebbe alle imprese di avere più margine e ai lavoratori di vedere aumentare gli stipendi
Non penso a una patrimoniale permanente: bisogna adeguare il sistema delle aliquote, renderle più giuste, diminuire la pressione fiscale sul ceto medio e aumentarla sui redditi più alti.
C’è poi una grande questione su cui si può immaginare un contributo di solidarietà, una tassa di scopo sui super ricchi — oggi in Italia sono 79, con un patrimonio complessivo di 357 miliardi di euro — per destinare risorse, nell’arco di 3-4 anni, all’abbattimento delle liste d’attesa nella sanità pubblica. Sei milioni di italiani non hanno accesso alle cure perché le liste d’attesa sono troppo lunghe o perché non possono permettersi la sanità privata, con questa misura potremmo farlo”.