Attacchi hacker a Supermercati. Colpita anche l'Italia.

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È in corso una vasta ondata di attacchi informatici a livello europeo mirata ai sistemi di refrigerazione e congelamento dei supermercati, condotta con un modus operandi che sfrutta le vulnerabilità dei vecchi sistemi di controllo — in particolare quelli di Danfoss — per innalzare da remoto le temperature tramite cicli di sbrinamento prolungati o fissando i termometri fino a 70 gradi, come avvenuto in Svezia e in Estonia dove si sono registrati picchi di 50 gradi, causando ingenti danni economici, la perdita di migliaia di prodotti alimentari, la chiusura temporanea di numerosi punti vendita e persino la messa fuori uso dei sistemi di cassa. Dopo aver colpito inizialmente la Francia, i cyberattacchi hanno interessato la Svezia (coinvolgendo i colossi Ica e Coop), l'Estonia, il Belgio, il Lussemburgo e l'Irlanda, estendendosi anche all'Italia dove la catena Coop è stata presa di mira in Sicilia con punti vendita colpiti tra Palermo e Catania — come confermato da Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza — insieme a un'azienda toscana di ristorazione collettiva e a un'impresa emiliana di surgelati individuate dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). La gravità della situazione ha spinto le autorità internazionali e nazionali a intervenire con decisione: la procura federale belga ha aperto un'indagine formale, mentre la Commissione Europea, per voce del commissario all'agricoltura Christophe Hansen, ha definito l'accaduto un tentativo deliberato e profondamente preoccupante di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare e minare la fiducia dei consumatori, pur rassicurando sul fatto che la sicurezza alimentare non è attualmente a rischio. In Italia l'ACN ha richiamato gli operatori della GDO, della logistica e della refrigerazione industriale ad applicare rigorosamente le misure di sicurezza e intensificato i monitoraggi, mentre la Polizia Postale sta indagando sulla provenienza e sui collegamenti internazionali degli attacchi; inoltre, sul fronte politico e istituzionale, la questione è al centro di una riunione d'urgenza convocata a Palazzo Chigi dal sottosegretario Alfredo Mantovano con l'intelligence e l'ACN, oltre che oggetto di specifiche audizioni e richieste di informazioni da parte del Copasir.
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Ramza Beoulve

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È in corso una vasta ondata di attacchi informatici a livello europeo mirata ai sistemi di refrigerazione e congelamento dei supermercati, condotta con un modus operandi che sfrutta le vulnerabilità dei vecchi sistemi di controllo — in particolare quelli di Danfoss — per innalzare da remoto le temperature tramite cicli di sbrinamento prolungati o fissando i termometri fino a 70 gradi, come avvenuto in Svezia e in Estonia dove si sono registrati picchi di 50 gradi, causando ingenti danni economici, la perdita di migliaia di prodotti alimentari, la chiusura temporanea di numerosi punti vendita e persino la messa fuori uso dei sistemi di cassa. Dopo aver colpito inizialmente la Francia, i cyberattacchi hanno interessato la Svezia (coinvolgendo i colossi Ica e Coop), l'Estonia, il Belgio, il Lussemburgo e l'Irlanda, estendendosi anche all'Italia dove la catena Coop è stata presa di mira in Sicilia con punti vendita colpiti tra Palermo e Catania — come confermato da Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza — insieme a un'azienda toscana di ristorazione collettiva e a un'impresa emiliana di surgelati individuate dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). La gravità della situazione ha spinto le autorità internazionali e nazionali a intervenire con decisione: la procura federale belga ha aperto un'indagine formale, mentre la Commissione Europea, per voce del commissario all'agricoltura Christophe Hansen, ha definito l'accaduto un tentativo deliberato e profondamente preoccupante di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare e minare la fiducia dei consumatori, pur rassicurando sul fatto che la sicurezza alimentare non è attualmente a rischio. In Italia l'ACN ha richiamato gli operatori della GDO, della logistica e della refrigerazione industriale ad applicare rigorosamente le misure di sicurezza e intensificato i monitoraggi, mentre la Polizia Postale sta indagando sulla provenienza e sui collegamenti internazionali degli attacchi; inoltre, sul fronte politico e istituzionale, la questione è al centro di una riunione d'urgenza convocata a Palazzo Chigi dal sottosegretario Alfredo Mantovano con l'intelligence e l'ACN, oltre che oggetto di specifiche audizioni e richieste di informazioni da parte del Copasir.
Ha stato apputinne?
 
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Quello dei supermercati è l' ultimo dei problemi.
Basta staccarli dalla rete, e si sopravvive tranquillamente.

Mi preoccuperei più del resto da qui in avanti, di quanto sia facile hackerare per chi ha accesso a certi mezzi

Non primo per importanza, ma nemmeno l' ultimo, anche le automobili.
Che presumo non abbiano sti gran sistemi difensivi a livello informatico.

Quelle nuove hanno quasi tutte delle ESIM integrate, e poi si collegano col wifi del cellulare.
 

Basileuon

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Quello dei supermercati è l' ultimo dei problemi.
Basta staccarli dalla rete, e si sopravvive tranquillamente.

Mi preoccuperei più del resto da qui in avanti, di quanto sia facile hackerare per chi ha accesso a certi mezzi

Non primo per importanza, ma nemmeno l' ultimo, anche le automobili.
Che presumo non abbiano sti gran sistemi difensivi a livello informatico.

Quelle nuove hanno quasi tutte delle ESIM integrate, e poi si collegano col wifi del cellulare.


In realtà è più facile a dirsi che a farsi.
Io personalmente cerco di non avere nulla dipendente e connesso ad internet oltre ovviamente PC e cellulare, sono estremamente contrario alla domotica. Tutti i dispositivi elettronici sono un incubo dal punto di vista di sicurezza, de facto nessuno strumento connesso ad internet è sicuro.
 

bmb

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È in corso una vasta ondata di attacchi informatici a livello europeo mirata ai sistemi di refrigerazione e congelamento dei supermercati, condotta con un modus operandi che sfrutta le vulnerabilità dei vecchi sistemi di controllo — in particolare quelli di Danfoss — per innalzare da remoto le temperature tramite cicli di sbrinamento prolungati o fissando i termometri fino a 70 gradi, come avvenuto in Svezia e in Estonia dove si sono registrati picchi di 50 gradi, causando ingenti danni economici, la perdita di migliaia di prodotti alimentari, la chiusura temporanea di numerosi punti vendita e persino la messa fuori uso dei sistemi di cassa. Dopo aver colpito inizialmente la Francia, i cyberattacchi hanno interessato la Svezia (coinvolgendo i colossi Ica e Coop), l'Estonia, il Belgio, il Lussemburgo e l'Irlanda, estendendosi anche all'Italia dove la catena Coop è stata presa di mira in Sicilia con punti vendita colpiti tra Palermo e Catania — come confermato da Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza — insieme a un'azienda toscana di ristorazione collettiva e a un'impresa emiliana di surgelati individuate dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). La gravità della situazione ha spinto le autorità internazionali e nazionali a intervenire con decisione: la procura federale belga ha aperto un'indagine formale, mentre la Commissione Europea, per voce del commissario all'agricoltura Christophe Hansen, ha definito l'accaduto un tentativo deliberato e profondamente preoccupante di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare e minare la fiducia dei consumatori, pur rassicurando sul fatto che la sicurezza alimentare non è attualmente a rischio. In Italia l'ACN ha richiamato gli operatori della GDO, della logistica e della refrigerazione industriale ad applicare rigorosamente le misure di sicurezza e intensificato i monitoraggi, mentre la Polizia Postale sta indagando sulla provenienza e sui collegamenti internazionali degli attacchi; inoltre, sul fronte politico e istituzionale, la questione è al centro di una riunione d'urgenza convocata a Palazzo Chigi dal sottosegretario Alfredo Mantovano con l'intelligence e l'ACN, oltre che oggetto di specifiche audizioni e richieste di informazioni da parte del Copasir.
Quanto bisogna non avere un cabbo da fare per fare danni di questo tipo?
 

Basileuon

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Quanto bisogna non avere un cabbo da fare per fare danni di questo tipo?

Non è una cosa fatta da ragazzini, questo è un enorme attacco informatico che va a colpire uno dei settori più sensibili di un paese: la catena alimentare.
Non sottovalutate la portata di una cosa del genere, in tempi negativi una cosa del genere può mettere in ginocchio la popolazione, considerando soprattutto che va a distruggere metà e più delle cose che portiamo in tavola. Anche perché non si sono limitati a spegnere i condizionatori, hanno distrutto la merce aumentando le temperature oltre i 50 gradi.
 
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Sam

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Quello dei supermercati è l' ultimo dei problemi.
Basta staccarli dalla rete, e si sopravvive tranquillamente.

Mi preoccuperei più del resto da qui in avanti, di quanto sia facile hackerare per chi ha accesso a certi mezzi

Non primo per importanza, ma nemmeno l' ultimo, anche le automobili.
Che presumo non abbiano sti gran sistemi difensivi a livello informatico.

Quelle nuove hanno quasi tutte delle ESIM integrate, e poi si collegano col wifi del cellulare.
Magari fosse così.

I supermercati hanno problemi enormi.
Ad esempio tutto il sistema delle casse è una blackbox venduta così com’è insieme alle casse stesse, e spesso nemmeno manutenuta dal fornitore e lasciata vulnerabile e non patchata.
Non puoi semplicemente staccarli dalla rete, perché non controlli il software.

Bisognerà capire con le nuove leggi sulla cybersicurezza come le cose cambieranno.

Però per il resto non basta staccare la rete.

Ci sto lavorando proprio in questo periodo con uno di questi.
 

Sam

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In realtà è più facile a dirsi che a farsi.
Io personalmente cerco di non avere nulla dipendente e connesso ad internet oltre ovviamente PC e cellulare, sono estremamente contrario alla domotica. Tutti i dispositivi elettronici sono un incubo dal punto di vista di sicurezza, de facto nessuno strumento connesso ad internet è sicuro.
La domotica ha ereditato lo stesso schifo del settore embedded.
Come i modem-router dei supermercati. Esposti a internet e con firmware pieni zeppi di vulnerabilità.

Neanch’io ho domotica in casa. E ben me ne guardo dal metterla.
 
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