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Il dibattito sulla conservazione dello stadio San Siro a Milano vede una convergenza di opinioni bipartisan in vista delle prossime elezioni comunali, con il probabile candidato del centrosinistra Mario Calabresi e il presidente del Senato Ignazio La Russa favorevoli a evitare l'abbattimento totale del Meazza e a valutare la coesistenza di un nuovo impianto accanto a quello storico, ipotesi ripresa anche dalle interlocuzioni dei club con la UEFA tramite una cover letter per tutelarsi dagli impegni assunti. A questa visione si contrappone la posizione del sindaco uscente Beppe Sala, secondo cui il mantenimento della struttura attuale impedirebbe la creazione di nuove aree verdi e genererebbe confusione, sottolineando inoltre la necessità di procedere rapidamente con i progetti in vista degli Europei del 2032 per non perdere l'occasione di ospitare l'evento e ambire alla finale, in un contesto in cui l'Italia presenta prevalentemente impianti da ristrutturare o costruire rispetto ad altre candidature. Sul piano urbanistico ed architettonico, il progetto originario di Lord Norman Foster prevedeva il mantenimento di una porzione limitata del Meazza pari a circa il trenta per cento delle rampe esterne, una parte della Curva Sud e della tribuna arancio da rifunzionalizzare, sebbene lo stesso studio e l'archistar abbiano recentemente espresso la volontà di preservare una porzione più ampia della struttura. A tal proposito, un modello di riferimento ideale è rappresentato dalla riqualificazione della Battersea Power Station a Londra, dove l'edificio iconico non è stato trattato come un semplice rudere da conservare, ma è stato integrato come fulcro identitario di un nuovo quartiere attraverso un'opera di restauro e riconversione interna per negozi, uffici, residenze e spazi culturali, affiancato da nuovi edifici, parchi e aree pedonali secondo una filosofia che potrebbe preservare l'identità del Meazza accontentando i tifosi contrari alla sua demolizione.