Amorim: giro di telefonate salva big disorientati.

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Qui la situzione è molto piu preoccupante di quello che sembra da fuori, provate ad immaginare.
Sono mesi che vi dico una cosa che piano piano che passa il tempo sta trovando sempre più conferme, non c'è piu nessuno, siamo diventati una scatola vuota. Non ci sono più persone, riferimenti, nulla, zero, chi è andato via non è mai stato sostituito.

Un disastro biblico, perchè tu puoi ridurre i costi ma c'è un limite strutturale che non puoi superare ed è stato superato da anni e aggi siamo alla fase successiva lo svuotamento totale.
Le persone costano.
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Super_Lollo

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Le persone costano.
Chiaro, ma fanno anche un lavoro. Se ho una gelateria e a mandarla avanti eravamo in 12 e fatturavamo un botto, tutti felici e contenti. Ora perchè voglio avere un margine di guadagno più alto abbattendo i costi, inizio a far diventare il personale 6, poi 4 poi 3 e adesso rimango io ( che sono a farmi i ***** miei tutto l'anno ) e 1 dipendente che deve fare il gelato, stare al bancone e fare la cassa.

Come va a finire ? che la gente il gelato da me non prende più perchè il povero cristo non puo fare tutto lui e si crea una fila di 20 minuti per prendere il gelato. Il mio fatturato cala a quasi zero e ricevo una chiamata dal povero cristo che si licenzia pure lui.
 
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penso che diventerò un sostenitore di Amorim a prescindere, pure se le perdiamo tutte 8-0.
Non ha ancora cominciato, mi fa già pena.
Immagino tutti i suoi propositi tattici e disciplinari in mente che andranno a schiantarsi dopo la prima ora di raduno.
Non ha ancora capito per chi ha firmato.
 

Basileuon

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Qui la situzione è molto piu preoccupante di quello che sembra da fuori, provate ad immaginare.
Sono mesi che vi dico una cosa che piano piano che passa il tempo sta trovando sempre più conferme, non c'è piu nessuno, siamo diventati una scatola vuota. Non ci sono più persone, riferimenti, nulla, zero, chi è andato via non è mai stato sostituito.

Un disastro biblico, perchè tu puoi ridurre i costi ma c'è un limite strutturale che non puoi superare ed è stato superato da anni e aggi siamo alla fase successiva lo svuotamento totale.

Il problema è che tolti i disperati disoccupati, nessuno si brucia la carriera per occuparli quei posti. Non parlo solo di dirigenza e giocatori, lo stesso sarà pure negli uffici, anche perché col clima terribile lavorare al Milan deve essere davvero qualcosa da burnout immediato
 

Lineker10

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Tuttosport descrive la figura di Ruben Amorim come il nuovo punto di riferimento fondamentale per il Milan, sia per i tifosi esasperati sia per i calciatori stessi. A causa della mancanza di referenti societari diretti attuali (come lo erano Tare, Furlani e Moncada) e dell'assenza sul campo di Ibrahimovic — impegnato come opinionista televisivo per i Mondiali — il tecnico portoghese, appena ufficializzato, si trova a svolgere il ruolo di vero e garantire del progetto del club. Amorim si sta già muovendo a distanza attraverso contatti continui con la dirigenza rimasta a Casa Milan per pianificare il lavoro e, parallelamente, ha iniziato a chiamare singolarmente i membri della rosa per presentarsi, illustrare le proprie idee tattiche e valutare la loro permanenza. Questo confronto è cruciale, poiché molti elementi considerano concluso il proprio ciclo in rossonero. Tra i partenti certi sembra esserci Leao, desideroso di una nuova esperienza e ritenuto poco incline allo spirito e alle caratteristiche del gioco del nuovo allenatore, il quale non si opporrà all'addio. Anche il futuro di Modric appare lontano da Milano: deluso dalla mancata qualificazione in Champions League e legatissimo alle figure di Tare e Allegri, il croato valuterà dopo il Mondiale se ritirarsi per intraprendere una carriera dirigenziale al Real Madrid o nello staff di Mourinho, oppure se giocare ancora un anno, sebbene a 41 anni sia difficile considerarlo funzionale al calcio di Amorim. Al contrario, l'allenatore portoghese si concentrerà strenuamente sul tentativo di trattenere tre big considerati fondamentali. Il primo è Rabiot, arrivato a Milano su forte input di Allegri e ora tentato di seguirlo a Napoli; pur non essendo il mediano ideale per Amorim, la sua caratura internazionale lo renderebbe un titolare indiscusso, anche se il Milan potrebbe vacillare di fronte a un'offerta importante tra i 15 e i 20 milioni di euro. Il secondo è il capitano Maignan, tornato a livelli altissimi e blindato da un rinnovo, ma attratto dalla Champions League; per via della sua straordinaria abilità con i piedi, il portiere francese viene reputato perfetto per gli schemi del tecnico, che dovrà quindi spendersi per trattenerlo come fece Allegri l'anno precedente bloccandone il passaggio al Chelsea. Infine c'è Pavlovic, reduce da un'ottima stagione che ha attirato l'interesse di diversi club; sebbene il difensore si trovi bene a Milano, l'assenza degli introiti della Champions potrebbe costringere il Milan a sacrificare un big per fare cassa e finanziare i numerosi acquisti necessari, lasciando ad Amorim il difficile compito di convincere la società a non cederlo.

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si certo, i nostri cosiddetti big sono ai Mondiali, stanno dietro alle telefonate di Amorim... ce li vedo proprio.
 

Super_Lollo

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Il problema è che tolti i disperati disoccupati, nessuno si brucia la carriera per occuparli quei posti. Non parlo solo di dirigenza e giocatori, lo stesso sarà pure negli uffici, anche perché col clima terribile lavorare al Milan deve essere davvero qualcosa da burnout immediato
Ma ancora peggio, quelli che sarebbero dovuti rimanere ( giusto gli ultimi 2/3 ) ti consegnano le dimissioni perchè è impossibile lavorare in questo modo...
 
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Qui la situzione è molto piu preoccupante di quello che sembra da fuori, provate ad immaginare.
Sono mesi che vi dico una cosa che piano piano che passa il tempo sta trovando sempre più conferme, non c'è piu nessuno, siamo diventati una scatola vuota. Non ci sono più persone, riferimenti, nulla, zero, chi è andato via non è mai stato sostituito.

Un disastro biblico, perchè tu puoi ridurre i costi ma c'è un limite strutturale che non puoi superare ed è stato superato da anni e aggi siamo alla fase successiva lo svuotamento totale.
ma secondo me, non stanno riducendo alcun costo.
Semplicemente da incompetenti, non sono in grado di creare una dirigenza per un club calcistico. Non mi stupirei se per disperazione tra qualche settimana metteranno dirigenti presi a caso da altre aziende. Tipo il responsabile del marketing dell'Agip a fare il DS e il responsabile delle risorse umane dell'Adecco a fare il DG.
 

bmb

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Tuttosport descrive la figura di Ruben Amorim come il nuovo punto di riferimento fondamentale per il Milan, sia per i tifosi esasperati sia per i calciatori stessi. A causa della mancanza di referenti societari diretti attuali (come lo erano Tare, Furlani e Moncada) e dell'assenza sul campo di Ibrahimovic — impegnato come opinionista televisivo per i Mondiali — il tecnico portoghese, appena ufficializzato, si trova a svolgere il ruolo di vero e garantire del progetto del club. Amorim si sta già muovendo a distanza attraverso contatti continui con la dirigenza rimasta a Casa Milan per pianificare il lavoro e, parallelamente, ha iniziato a chiamare singolarmente i membri della rosa per presentarsi, illustrare le proprie idee tattiche e valutare la loro permanenza. Questo confronto è cruciale, poiché molti elementi considerano concluso il proprio ciclo in rossonero. Tra i partenti certi sembra esserci Leao, desideroso di una nuova esperienza e ritenuto poco incline allo spirito e alle caratteristiche del gioco del nuovo allenatore, il quale non si opporrà all'addio. Anche il futuro di Modric appare lontano da Milano: deluso dalla mancata qualificazione in Champions League e legatissimo alle figure di Tare e Allegri, il croato valuterà dopo il Mondiale se ritirarsi per intraprendere una carriera dirigenziale al Real Madrid o nello staff di Mourinho, oppure se giocare ancora un anno, sebbene a 41 anni sia difficile considerarlo funzionale al calcio di Amorim. Al contrario, l'allenatore portoghese si concentrerà strenuamente sul tentativo di trattenere tre big considerati fondamentali. Il primo è Rabiot, arrivato a Milano su forte input di Allegri e ora tentato di seguirlo a Napoli; pur non essendo il mediano ideale per Amorim, la sua caratura internazionale lo renderebbe un titolare indiscusso, anche se il Milan potrebbe vacillare di fronte a un'offerta importante tra i 15 e i 20 milioni di euro. Il secondo è il capitano Maignan, tornato a livelli altissimi e blindato da un rinnovo, ma attratto dalla Champions League; per via della sua straordinaria abilità con i piedi, il portiere francese viene reputato perfetto per gli schemi del tecnico, che dovrà quindi spendersi per trattenerlo come fece Allegri l'anno precedente bloccandone il passaggio al Chelsea. Infine c'è Pavlovic, reduce da un'ottima stagione che ha attirato l'interesse di diversi club; sebbene il difensore si trovi bene a Milano, l'assenza degli introiti della Champions potrebbe costringere il Milan a sacrificare un big per fare cassa e finanziare i numerosi acquisti necessari, lasciando ad Amorim il difficile compito di convincere la società a non cederlo.

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Ma co sta faccia da venditore di crudo a Torre Lapillo (con tutto il rispetto per i pescivendoli), chi se lo incula?
 

7AlePato7

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Francamente una situazione del genere non la ricordo neanche col cinese. Stiamo andando verso la fine di giugno e ci troviamo in una situazione paradossale: l'allenatore scelto da un tizio che poi non è neanche diventato dirigente, a questo punto il DS è il DT saranno due fantocci messi li, mentre le decisioni le prenderá Dio.
 
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Chiaro, ma fanno anche un lavoro. Se ho una gelateria e a mandarla avanti eravamo in 12 e fatturavamo un botto, tutti felici e contenti. Ora perchè voglio avere un margine di guadagno più alto abbattendo i costi, inizio a far diventare il personale 6, poi 4 poi 3 e adesso rimango io ( che sono a farmi i ***** miei tutto l'anno ) e 1 dipendente che deve fare il gelato, stare al bancone e fare la cassa.

Come va a finire ? che la gente il gelato da me non prende più perchè il povero cristo non puo fare tutto lui e si crea una fila di 20 minuti per prendere il gelato. Il mio fatturato cala a quasi zero e ricevo una chiamata dal povero cristo che si licenzia pure lui.
Non è il caso del milan.

Per il milan tutto ciò rientra nella sottovalutazione di ciò che può essere e implicare una società calcistica.

Gli investirori come cardinale non conoscono il calcio, non lo amano e non si fidano dei dirigenti sportivi.
E' questo il focus del problema.
E' una guerra ideologica e di pensiero.

Io non lo so se al livello del milan si possano fare i soldi col calcio , continuo a credere di no, ma di certo non si possono fare con la non strategia di cardinale.
Ci sono presidenti che si sono anche arricchiti col calcio ma lo hanno fatto facendo calcio e affidandosi a uomini di calcio.

Cardinale degli uomini non si fida , preferisce le macchine.
Moriremo di incuria e apatia.
 
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