Ma ancora siamo dietro a sti discorsi Maldini?
Il giorno in cui PAOLO MALDINI, la leggenda vivente per antonomasia nel panorama calcistico italiano, viene liquidato in malo modo in dieci minuti dal tale Furlani sbucato da chissà quale merdoso buco, con l’avallo di uno scapestrato riciclatore americano che chissà come si ritrova proprietario, ma che cercate ancora?
Tutto il mondo ci invidiava quella figura, e noi ci abbiamo sputato sopra ripetutamente sia da calciatore che poi da dirigente.
Quello fu il giorno in cui l’anima del Milan venne uccisa, e non ci si riprende da colpi del genere, specie dopo essere seguita dall’altro orrido sfregio che fu la cessione di Tonali, è stata la nostra Waterloo.
Lo dissi subito appena successo, quando qualche “fenomeno” (non dico di peggio per non rischiare ban) ancora sghignazzava perché se ne era andato IL GARANTE, infatti sta succedendo qualcosa di peggio perfino dell’Inter morattiana, cioè che non me ne frega più niente del Milan, non ho più interesse nel vedere in campo un branco di negretti senza senso guidati da una specie di società fatta da una lavatrice yankee coi manager woke inetti col Dio Excel, uno stadio pieno di cinesi e bangla che manco sanno le regole e un poraccio di allenatore che cerca di cavare il sangue dai rapi con un gioco vomitevole.
Maldini non tornerà mai e nemmeno il Milan, e non intendo un Milan vincente, a me basta un Milan vero con una vera anima rossonera anche se arriva a metà classifica o se retrocede.