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Le autorità russe hanno cercato di rassicurare l'opinione pubblica dopo il panico generato dalla morte di Daria Shipilova, una tecnica ventottenne dell'Istituto anti-peste della regione di Irkutsk. Nonostante le indiscrezioni di media indipendenti e fonti locali parlino di un possibile contagio da peste polmonare dovuto al rottame di una provetta o a un incidente di laboratorio, il governatore Igor Kobzev e l'agenzia Rospotrebnadzor hanno negato l'ipotesi peste, attribuendo il decesso a una polmonite di eziologia indeterminata e assicurando che le analisi post mortem non hanno rilevato microrganismi patogeni legati alle sue attività. Anche il Cremlino, tramite Dmitrij Peskov, ha invitato a fidarsi unicamente dei dati ufficiali di Rospotrebnadzor. Ciononostante, la vicenda ha provocato misure d'emergenza straordinarie e severe restrizioni in tutta la zona: oltre sessanta dipendenti dell'istituto sono stati bloccati in isolamento all'interno della struttura, mentre diversi ospedali cittadini, la maternità di Irkutsk e l'ospedale di Shelekhov dove la donna è deceduta sono stati posti in quarantena per tre settimane con il monitoraggio dell'FSB. Inoltre, sono stati introdotti l'obbligo di mascherina negli impianti industriali locali e la chiusura di un dispensario psiconeurologico. Sebbene Rospotrebnadzor non abbia fornito spiegazioni sul perché siano stati adottati isolamenti così rigidi a fronte di esami ufficialmente negativi, gli esperti notano che tali protocolli restrittivi coincidono proprio con le procedure standard stabilite dalla Croce Rossa per contenere tempestivamente i focolai di peste polmonare.
