Ziliani:"Milan senza uno straccio di gioco, ma...".

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Paolo Ziliani sul Milan e su Allegri:"Sfatiamo la leggenda metropolitana secondo la quale il Milan è secondo e non primo a causa dello scarso raccolto fatto con le neopromosse, o le piccole in genere, a San Siro: Cremonese, Pisa, Sassuolo, Genoa. È vero l’esatto contrario. Il Milan è andato vicinissimo a raccogliere quattro sconfitte, e invece alla fine i 3 punti li ha portati via solo la Cremonese mentre con Pisa, Sassuolo e Genoa i rossoneri sono riusciti, rocambolescamente, a sgraffignare tre pareggi (1 punto + 1 punto + 1 punto) che allo scadere dei match sembravano perduti. I tifosi del Milan che si rammaricano per come sono andate queste partite dovrebbero schiarirsi le idee: rammaricarsi per come sono state giocate, cioè penosamente, e stappare champagne per i punti che hanno fruttato. Tre, ma potevano essere zero".

"E visto che siamo in tema di leggende metropolitane da sfatare; so che a molti tifosi rossoneri leggerlo non farà piacere, ma è il caso di dire che se il Milan, nel suo stadio, è andato incontro a quattro vere e proprie Waterloo che tali rimangono anche se tre volte su quattro (con Pisa, Sassuolo e Genoa) il Diavolo è riuscito alla fine, non si sa come, a salvare la ghirba, una spiegazione c’è: e il motivo è che Nicola, Gilardino, Grosso e De Rossi sono stati più bravi di Allegri. Direte: ma il Milan è pur sempre secondo in classifica a 3 punti dall’Inter e con un punto in più sul Napoli campione d’Italia; Inter e Napoli che i rossoneri hanno tra l’altro battuto dopo partite ottimamente giocate. Ed è vero. Tutto ciò è successo perchè il Milan, non avendo uno straccio di gioco, uno straccio di schema che sia uno, si mette a rimorchio di chi il gioco lo fa (e l’Inter ne fa tantissimo, il Napoli anche) e disponendo di molti giocatori di classe pura - oltre a molte conclamate bufale ammirate anche ieri contro il Genoa -, se ne resta nella sua tana aspettando il momento giusto per sferrare la zampata letale con Pulisic, Leao o chi per essi. E naturalmente non c’è nulla di male in tutto questo: il calcio permette di arrivare al risultato nei modi più diversi e anche se i tempi di Sacchi e Trapattoni sono lontani la disputa tra giochisti e risultatisti è ancora aperta. E non c’è dubbio che il risultatista per eccellenza, nel calcio made in Italy del nuovo millennio, sia sempre e solo lui, Massimiliano Allegri".

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Paolo Ziliani sul Milan e su Allegri:"Sfatiamo la leggenda metropolitana secondo la quale il Milan è secondo e non primo a causa dello scarso raccolto fatto con le neopromosse, o le piccole in genere, a San Siro: Cremonese, Pisa, Sassuolo, Genoa. È vero l’esatto contrario. Il Milan è andato vicinissimo a raccogliere quattro sconfitte, e invece alla fine i 3 punti li ha portati via solo la Cremonese mentre con Pisa, Sassuolo e Genoa i rossoneri sono riusciti, rocambolescamente, a sgraffignare tre pareggi (1 punto + 1 punto + 1 punto) che allo scadere dei match sembravano perduti. I tifosi del Milan che si rammaricano per come sono andate queste partite dovrebbero schiarirsi le idee: rammaricarsi per come sono state giocate, cioè penosamente, e stappare champagne per i punti che hanno fruttato. Tre, ma potevano essere zero".

"E visto che siamo in tema di leggende metropolitane da sfatare; so che a molti tifosi rossoneri leggerlo non farà piacere, ma è il caso di dire che se il Milan, nel suo stadio, è andato incontro a quattro vere e proprie Waterloo che tali rimangono anche se tre volte su quattro (con Pisa, Sassuolo e Genoa) il Diavolo è riuscito alla fine, non si sa come, a salvare la ghirba, una spiegazione c’è: e il motivo è che Nicola, Gilardino, Grosso e De Rossi sono stati più bravi di Allegri. Direte: ma il Milan è pur sempre secondo in classifica a 3 punti dall’Inter e con un punto in più sul Napoli campione d’Italia; Inter e Napoli che i rossoneri hanno tra l’altro battuto dopo partite ottimamente giocate. Ed è vero. Tutto ciò è successo perchè il Milan, non avendo uno straccio di gioco, uno straccio di schema che sia uno, si mette a rimorchio di chi il gioco lo fa (e l’Inter ne fa tantissimo, il Napoli anche) e disponendo di molti giocatori di classe pura - oltre a molte conclamate bufale ammirate anche ieri contro il Genoa -, se ne resta nella sua tana aspettando il momento giusto per sferrare la zampata letale con Pulisic, Leao o chi per essi. E naturalmente non c’è nulla di male in tutto questo: il calcio permette di arrivare al risultato nei modi più diversi e anche se i tempi di Sacchi e Trapattoni sono lontani la disputa tra giochisti e risultatisti è ancora aperta. E non c’è dubbio che il risultatista per eccellenza, nel calcio made in Italy del nuovo millennio, sia sempre e solo lui, Massimiliano Allegri".

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Ma questo qui non puo farsi gli affari suoi e godersi il calcio champagne e ingiocabile della sua inter??? Ma robe da matti.
 
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Gli interisti sono i peggiori esseri viventi sul pianeta, sempre pieni di astio e di rancore, scarafaggi e zanzare al loro confronto sono specie protette.
Davvero,insopportabili. Piangono in continuazione dicendo che abbiamo solo cuulo, accampano sempre scuse quando perdono,mai un complimento all'avversario,sono la squadra piu forte e piu bella del mondo,poi quando perdono : "eh colpa della sfiga,colpa del palo,colpa del portiere avversario,colpa del vento, ma loro colpe mai.

Autocritica zero,solo colpa degli altri se non vincono una partita (quella rara volta che succede)

Sono i tifosi piu piangina che esistano al mondo,piangono pure in questa epoca,forse la migliore della loro storia. Si lamentano che la loro società non fa mercato,quando hanno la rosa col monte ingaggi più alto d'italia, hanno prime scelte titolari e in panchina,e si lamentano.

Io evito accuratamente di parlare di calcio con un interista, anche a lavoro se uno mi rivolge la parola sul calcio lo fermo subito,perché è impossibile avere un dibattito razionale con loro.
 
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Questo è quello che portava avanti una campagna contro le ruberie della Juve ed ora che la sua società del cuore (con lo stesso AD di quella Juve) sta superando ogni limite in termini di favori arbitrali ed immunità di ogni tipo non dice nulla, però ha il coraggio di criticare altre società / squadre perché non giocano bene. Ma si vergognasse.
 
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Paolo Ziliani sul Milan e su Allegri:"Sfatiamo la leggenda metropolitana secondo la quale il Milan è secondo e non primo a causa dello scarso raccolto fatto con le neopromosse, o le piccole in genere, a San Siro: Cremonese, Pisa, Sassuolo, Genoa. È vero l’esatto contrario. Il Milan è andato vicinissimo a raccogliere quattro sconfitte, e invece alla fine i 3 punti li ha portati via solo la Cremonese mentre con Pisa, Sassuolo e Genoa i rossoneri sono riusciti, rocambolescamente, a sgraffignare tre pareggi (1 punto + 1 punto + 1 punto) che allo scadere dei match sembravano perduti. I tifosi del Milan che si rammaricano per come sono andate queste partite dovrebbero schiarirsi le idee: rammaricarsi per come sono state giocate, cioè penosamente, e stappare champagne per i punti che hanno fruttato. Tre, ma potevano essere zero".

"E visto che siamo in tema di leggende metropolitane da sfatare; so che a molti tifosi rossoneri leggerlo non farà piacere, ma è il caso di dire che se il Milan, nel suo stadio, è andato incontro a quattro vere e proprie Waterloo che tali rimangono anche se tre volte su quattro (con Pisa, Sassuolo e Genoa) il Diavolo è riuscito alla fine, non si sa come, a salvare la ghirba, una spiegazione c’è: e il motivo è che Nicola, Gilardino, Grosso e De Rossi sono stati più bravi di Allegri. Direte: ma il Milan è pur sempre secondo in classifica a 3 punti dall’Inter e con un punto in più sul Napoli campione d’Italia; Inter e Napoli che i rossoneri hanno tra l’altro battuto dopo partite ottimamente giocate. Ed è vero. Tutto ciò è successo perchè il Milan, non avendo uno straccio di gioco, uno straccio di schema che sia uno, si mette a rimorchio di chi il gioco lo fa (e l’Inter ne fa tantissimo, il Napoli anche) e disponendo di molti giocatori di classe pura - oltre a molte conclamate bufale ammirate anche ieri contro il Genoa -, se ne resta nella sua tana aspettando il momento giusto per sferrare la zampata letale con Pulisic, Leao o chi per essi. E naturalmente non c’è nulla di male in tutto questo: il calcio permette di arrivare al risultato nei modi più diversi e anche se i tempi di Sacchi e Trapattoni sono lontani la disputa tra giochisti e risultatisti è ancora aperta. E non c’è dubbio che il risultatista per eccellenza, nel calcio made in Italy del nuovo millennio, sia sempre e solo lui, Massimiliano Allegri".

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L'inter per 5 anni ha giocato a specchio, capra.
 
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